MARATEA (PZ). Chiesa e convento di Sant’Antonio abate

Via A. Mandarini, 66
https://goo.gl/maps/yGLbo45RAEi9PzZS9

 

La chiesa viene anche denominata “Chiesa dei Cappuccini” poiché sorge presso l’antico convento dei Cappuccini.

Il complesso, dedicato a Sant’Antonio abate, è posto alle porte del Borgo, centro storico di Maratea e si erge tra il fitto manto del bosco dei carpini e un panoramico affaccio sul golfo di Policastro. La chiesa si trova su un ampio piazzale al lato del quale sono le “Cappelle ai Cappuccini” dove è visibile un ciclo di affreschi cinquecenteschi rappresentanti la Madonna con Bambino con San Rocco e Sant’Orio.

Il convento fu fondato nel 1615 grazie al lascito ereditario di G. A. De Pino, data corrispondente all’inizio dei lavori di costruzione che durarono una trentina d’anni. Il convento fu sede dei frati Cappuccini fino al 1866; agli inizi del Novecento vi si installò il Convitto Lucano, poi un orfanotrofio e dal 1993 ospita il Centro Operativo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata.

All’edificio del convento è incorporata la chiesa, anch’essa edificata nel 1615 e intitolata a S. Antonio abate, il cui ingresso è nell’angolo formato dalla due facciate visibili del convento.
La chiesa, che presenta tutte le caratteristiche delle costruzioni realizzate per l’ordine dei Cappuccini e cioè estrema semplicità e rigore formale, è composto da una navata centrale decorata molto parcamente a cui si affianca, a destra, una navata laterale, che ospita tre altari in marmo.
L’altra navata, quella sinistra, è stata eliminata nei secoli passati per creare un nuovo corridoio nel convento. Il soffitto è realizzato a botte con crociere riquadrate da cornici a stucco.

La navata centrale è dominata dall’altare maggiore di marmo grigio e nero sul quale troneggia imponente l’impianto ligneo intarsiato di un seicentesco polittico di autore ignoto. Al centro è raffigurata su tavola la Madonna in Gloria tra Sant’Antonio abate e Sant’Antonio di Padova mentre intorno altri dipinti raffigurano (su tavola) S. Rosa, S. Chiara; invece sono su tela le immagini di S. Domenico, S. Francesco, S. Agostino, S. Michele Arcangelo e, in alto, l’Eterno Padre. I dipinti secondari sono separati dal principale da lesene aggettanti, riccamente lavorate in legno. (foto in basso)

 

Link:
http://www.parrocchiedimaratea.it/chiesa-santonio/

Rilevatore: AC


Regione Basilicata