VENEZIA. Gallerie dell’Accademia, quattro dipinti con s. Antonio abate di B. de’ Pitati
1 Olio su tela di 203 x 156 cm, “San Marco e Sant’Antonio abate”
Opera della bottega di Bonifacio De’ Pitati, detto Bonifacio Veronese (1487 – 1553), datato al 1540. (Fotografia in alto.)
Inventario numero 277
Parte del grande ciclo realizzato da Bonifacio De’ Pitati e bottega, per il Palazzo dei Camerlenghi di Venezia tra il 1529 al 1553, era collocato nella seconda stanza dei Governatori alle Entrate, a pendant con i “SS. Matteo e Alvise”, ai lati dell’ “Adorazione dei Magi”. Il programma decorativo prevedeva infatti l’accostamento di pale centinate con i santi eponimi dei magistrati uscenti a più grandi tele di soggetto religioso. La committenza del quadro è espressa dagli stemmi sottostanti, dei quali solo i due esterni sono dei magistrati uscenti nel 1540, i centrali sono posteriori. Secondo l’analisi stilistica, il quadro non viene considerato di mano del De’ Pitati, ma della sua bottega.
Sant’Antonio, a sinistra con saio e mantello, tiene il batsone con la destra e con la sinistra un grande libro chiuso.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500440291
2 Olio su tela di 206 x 126 cm, “San Marco, Sant’Antonio abate e San Tommaso”.
Opera della bottega di Bonifacio De’ Pitati, detto Bonifacio Veronese (1487 – 1553), datato al 1540-41.
Inventario numero 1296
Il dipinto si trovava nella prima sala del Monte Nuovissimo, nel 1817 fu dato in deposito alla chiesa dei SS. Giovanni e Paolo; ritirato nel 1941, fu poi dato nel 1953 alla Fondazione Giorgio Cini.
Secondo il Ludwig (1902) gli stemmi presenti nel dipinto furono aggiunti nel XVIII secolo e non hanno niente a che fare con i veri committenti che devono essere stati Marco Antonio Pisani e Tommaso Marceklo rimasti in carica fino al 1540. La Moschini Marconi (1962) ritiene il dipinto opera discreta di bottega.
Sant’Antonio, raffigurato al centro, indossa saio, scapolare e mantello. Tiene nella mano destra il bastone a tau cui è appeso un campanello.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500449960
3 Olio su tela di 202 x 132 cm, “Santi Andrea, Giovanni Evangelista e Antonio abate”.
Opera della bottega di Bonifacio De’ Pitati, detto Bonifacio Veronese (1487 – 1553), datato al 1548-48.
Inventario numero 286
Parte del grande ciclo realizzato da Bonifacio De’ Pitati e bottega per il Palazzo dei Camerlenghi di Venezia tra il 1529 al 1553, era collocato nella stanza del Magistrato del Monte Nuovissimo, in pendant con i altri dipinti di Santi. Il programma decorativo prevedeva infatti l’accostamento di pale centinate con i santi eponimi dei magistrati uscenti a più grandi tele di soggetto religioso. La committenza del quadro è espressa dagli stemmi sottostanti dei magistrati usciti di carica nel 1546-47, l’attribuzione è alla bottega, ma per la pesante ridipintura dei restauri non è chiara.
Sant’Antonio, a destra, con saio, mantello e cappuccio, tiene nella mano sinistra il bastone e nella destra il fuoco.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500440297
4 Olio su tela centinata di 181 x 150 cm, “Santi Giovanni battista e Antonio abate”
Opera della bottega di Bonifacio De’ Pitati, detto Bonifacio Veronese (1487 – 1553), datato a dopo il 1549
Inventario numero 1303
Parte del grande ciclo realizzato da Bonifacio De’ Pitati e bottega per il Palazzo dei Camerlenghi di Venezia tra il 1529 al 1553, era collocato nella seconda stanza del Magistrato del Sale a lato di un “Cristo risorto” ora perduto, e in pendant con altri Santi.
La committenza del quadro è espressa dagli stemmi sottostanti dei magistrati, Giovanni Memo e Antonio Venier, usciti di carica nel 1549, stabilendo la datazione del quadro.
Sant’Antonio, a destra, con saio, scapolare e mantello, tiene nella mano destra un libro chiuso e appoggi al sinistra a un bastone a tau. Un maiale spunta da destra, dietro la figura.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500449946



