VENOSA (PZ). Complesso della SS. Trinità, affreschi con s. Antonio abate, XIII – XIV secolo
Il complesso, isolato nella campagna alle porte di Venosa, è formato da tre parti distinte: la chiesa vecchia, la sede abbaziale e l’incompiuta chiesa nuova. Di origine paleocristiana, il complesso abbaziale fu ampliato in periodo normanno, consacrato nel 1059, e successivamente ingrandito dai Benedettini (1135), che tuttavia non ultimarono i lavori.
La chiesa vecchia, fondata nel secolo XI, sostituisce l’originaria cattedrale paleocristiana, della quale sono stati portati in luce cospicui resti (mosaici pavimentali e la stretta cripta); ha una semplice facciata e un portale frammentario della fine del ‘200. L’interno è a tre navate con abside, assai rimaneggiato.
Il palazzo abbaziale, a destra della facciata della chiesa vecchia, è aperto a pianterreno da due arcate; al piano superiore i vari ambienti hanno finestre a bifora; una cappelletta è coperta da cupola di tipo musulmano. La chiesa nuova fu iniziata dietro l’abside della vecchia nel 1135, in forme romaniche di derivazione francese, utilizzando materiale del vicino anfiteatro, di antiche chiese e delle catacombe ebraiche di età imperiale e altomedievale. Della grande costruzione, rimasta incompiuta, restano i muri perimetrali, le tre absidi, e nell’interno, progettato a tre navate con transetti absidati e presbiterio cinto da deambulatorio secondo il modello delle «chiese dei pellegrini», il colonnato di destra della navata mediana. Accanto alla chiesa nuova sono tracce dell’antico Battistero paleocristiano del V secolo.
Nella Chiesa vecchia vi è la cripta che presenta affreschi del Duecento.
Tra essi la figura di sant’Antonio abate: il Santo, con lunga barba bianca biforcata, tiene nella mano sinistra un libro chiuso e nella destra un bastone con terminazione a “L”. 
La Chiesa vecchia conserva anche l’affresco con Sant’Antonio ed episodi della sua vita, risalente al XIV secolo.
Purtroppo l’affresco, staccato per meglio conservarlo, è frammentario e poco leggibile: la prima scena, a partire dal basso, mostra una figuretta nimbata distesa su un giaciglio, mentre accanto si intravede appena l’aureola di un’altra figura, probabilmente il Santo in procinto di compiere un miracolo; nel secondo piccolo riquadro sono visibili ancora la figura precedente, questa volta genuflessa davanti all’abrasa immagine di sant’Antonio, un angelo in volo e la chiara iscrizione “S. Antonio”; la terza scena presenta le due figure: il Santo genuflesso vestito come nel riquadro centrale e l’infermo in piedi aiutato da un bastone nell’atto di stringersi la mano.
Link e fotografie:
https://www.portacoeli.it/venosa/it/il-contesto/complesso-della-santissima-trinita-di-venosa
https://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_della_Santissima_Trinit%C3%A0
https://wwwbisanzioit.blogspot.com/2014/08/il-complesso-della-sstrinita-di-venosa.html




