VERONELLA (VR), frazione Miega. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Miega
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La prima notizia inerente la chiesa proviene da un atto notarile del 1382, in cui Antonio della Scala, Signore di Verona, donò a Cortesia di Bonifacio di Serego, suo Capitano, un vasto feudo comprendente anche il borgo di Miega (“terra arratoria in dicta villa, de una parte versus mane Suprasonis, et petia terrae in parte, et in parte coemeterium Ecclesiae dictae terrae”).
Nel 1526, anno della visita dei delegati del vescovo di Verona Gian Matteo Giberti (1524-1543), la chiesa di Miega è definita “parrocchiale”.
Tra il 1533 ed il 1535 si registrano lavori di rinnovamento, tra i quali la costruzione della sagrestia.
Nel 1888 proprietà e juspatronato passarono dai conti Serego-Alighieri al barone Giovanni Rossi di Schio.
Tra il 1904 ed il 1906, grazie al contributo economico del barone Rossi, l’edificio fu rinnovato e ampliato con l’aggiunta di un locale ad ovest dell’aula ed il conseguente rifacimento della facciata nelle forme attuali.
Nel 1950 fu innalzata la torre campanaria (in sostituzione di una preesistente con copertura a guglia in laterizio, risalente alla fine del XVI secolo o ai primi anni del XVII.).
Tra il 1998 ed il 2005 si registrano alcuni interventi quali la manutenzione della copertura (1998) e il restauro interno ed esterno dell’edificio (2005).

La chiesa si presenta con facciata a salienti. Orientamento a levante. Sul fianco meridionale del presbiterio si collocano la sacrestia e la torre campanaria con basamento a pianta quadrangolare, fusto slanciato, edificato in mattoni di laterizio a vista e cella campanaria a bifore; copertura piramidale in laterizio poggiante su un tamburo a pianta ottagonale.
L’ingresso principale della chiesa, con bussola interna, si apre al centro della parete di facciata. Ai suoi lati e sopra di esso due monofore allungate ed un rosone illuminano l’interno dell’edificio. Oltre il rosone è murata un’epigrafe a ricordo dei lavori di ampliamento e rinnovamento eseguiti tra il 1904 ed il 1906.
Lungo il fianco destro della navata insiste l’oratorio, con fronte principale allineato alla facciata della chiesa, attualmente adibito a cappella feriale.

Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio rialzato di due gradini concluso con abside a sviluppo interno semiellittico; lungo i fianchi della navata due semi-cappelle laterali accolgono l’altare di S. Antonio abate, sul lato sinistro, e l’altare della Madonna Pellegrina, sul lato opposto. Le pareti interne, intonacate e tinteggiate, sono caratterizzate nel settore centrale dei fianchi longitudinali della navata, da una partitura architettonica definita da due lesene d’ordine composito con sovrapposto tratto di trabeazione, che inquadrano l’archeggiatura modanata che accoglie l’altare minore.

Al centro della parete absidale è posta la pala, olio su tela di 320 x 205 cm, del 1967 raffigurante “Gesù Cristo tra san Benedetto e sant’Antonio abate (a destra)” di Giuseppe Resi (Ronco all’Adige, 1904 – Verona, 1974).

L’aula ha una sovrapposta struttura di copertura a due falde con capriate lignee e travature a vista; il vano dell’abside è sovrastato da una controsoffittatura piana in canniccio intonacato; manto di copertura in coppi di laterizio. La pavimentazione dell’aula è realizzata in piastrelle di cemento bianche e nere; il presbiterio è pavimentato con lastre di marmo rosso Verona.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17769/Veronella+%28VR%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

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