PIARIO (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, con immagini del Santo

via Mons. Speranza, 41
https://goo.gl/maps/Mquzp47J96kaKyw27

 

La prima menzione di una comunità stabilitasi a Piario risale al 1414, e poco successiva fu la volontà di costruire la chiesa intitolata a sant’Antonio abate, santo eletto a protezione della campagna e degli animali, la cui edificazione è risalente a una data precedente il 1451, quando risulterebbe registrata una commissione al Busca per la pala intitolata alla Natività.
La datazione è confermata dalle ricerche archeologiche eseguite nel 2007 sul sagrato, antico luogo cimiteriale chiuso nel 1761, dove sono stati reperiti residui di fondazioni risalenti dal 1425 al 1480, e dalla presenza di affreschi di sicura fattura quattrocentesca.
Dagli atti della visita pastorale di san Carlo Borromeo di evince che l’aula aveva quattro altari gestiti dalla relative confraternite. Di questo oltre l’altare maggiore intitolato al Santissimo Sacramento, vi erano quello dedicato alla Madonna del Santo Rosario, quello a san Cristoforo o “de defunti del Purgatorio” e forse il quarto agli sposi Giuseppe e Maria. Medesima descrizione verrà fatta dal vescovo Gerolamo Ragazzoni nel 1590.
Dalla visita pastorale di Federico Corner di rileva che dei quattro altari presenti nella chiesa, uno non ha la pietra sacrata, probabilmente quello che poi venne intitolato alla Madre di Gesù nel medesimo anno, come protettrice della flotta cristiana contro i turchi. (La battaglia di Lepanto è del 1571). Gli atti della visita del vescovo Luigi Grimani recitano: Visitavit altare B. M. V. Rosarii quod est portatile.
L’attuale edificio è il risultato di una quasi totale ricostruzione avvenuta nel 1671.
Nel 1924 avvennero lavori di restauro ed innalzamento della tribuna dell’altare maggiore.
Nel 1935 furono eseguiti lavori di conservazione nella chiesa.

L’edificio è preceduto da un porticato composto da colonne in arenaria poggianti su di un’alta zoccolatura sagomata con capitello corinzio, che sorreggono i tre archi con volte a crociera.
Sulla facciata, al centro, un portale in arenaria presenta fregi nei ritti e nell’architrave, ha coronamento costituito da timpano barocco spezzato con in centro, su base rettangolare, il busto di S. Antonio abate in arenaria. Ai lati dei ritti sono poste paraste con due cariatidi a forma di angelo. Nel fregio della trabeazione è applicato un angioletto con ali. L’apertura di porta, preceduta da due gradini di arenaria e completa di serramento in legno a due ante con portella di servizio, immette nel vano della chiesa pavimentato in piastrelle di cemento grigie e nere. La parte superiore della facciata ha una grande apertura rettangolare atta a illuminare l’aula.
Il campanile, edificato in pietra squadrata nel 1499, ha la base incorporata nel vano della chiesa occupato dalla sagrestia e possiede un concerto di cinque campane datate tra il 1799 ed il 1809.

L’aula a navata unica è divisa da lesene in tre campate coperte da volta a botte raccordato alle pareti da cornicione di stucco. Nella seconda campata a destra si apre un’ampia cappella dedicata alla Madonna, coperta da cupoletta con tre finestre delle quali una finta. Dirimpetto, nella seconda campata a sinistra, si apre un’apertura di porta a due ante, seguita dalla bussola dell’ingresso laterale la quale permette anche di passare al battistero, ricavato esternamente alla chiesa e formato da un piccolo vano illuminato dalla finestra posta verso ovest.
Il presbiterio della chiesa rimane sopraelevato di due gradini rispetto al piano della navata; la pavimentazione è in marmo nero con intessi rossi; la decorazione è sobria ed è costituita da rari stucchi che servono da cornice a cinque medaglioni dipinti raffiguranti le seguenti scene: le due cartelle del volto del presbiterio il Padre Eterno e lo Spirito Santo, mentre le tre della navata l’Incoronazione della Madonna, la Venuta dello Spirito Santo e la Gloria di  sant’Antonio abate.

La cappella sul lato destro dedicato alla Beata Vergine del Rosario che conserva in una teca di vetro la statua lignea opera del 1774 di Grazioso Fantoni il Giovane raffigurante una delle pochissime testimonianza di statue della Dormitio Virginis. L’altare ha su due lati della mensa vi sono le due statue di santa Caterina da Siena e a sinistra san Domenico di Guzman. La parte superiore dell’altare vi è la una nicchia che conserva la statua lignea della Madonna del Rosario di ignota realizzazione, mentre lateralmente vi sono quadretti, eseguiti da Domenico Carpinoni del XVII secolo eseguiti a olio su rame.

PIARIO – pala Albrici

 

L’altare maggiore è opera lignea di Giovanni Giuseppe Piccini da Nona (1690 – 1710) e la pala, che misura 237 x 141 cm, è di Enrico Albrici da Vilminore (1714 – 1775) e raffigura la Gloria di sant’Antonio abate.

 

Alcuni affreschi sono datati fra 1466 e 1494; altri arrivano sino al XX secolo.
La navata espone il dipinto di Domenico Carpinoni (Clusone, 1566 – 1658) e bottega, raffigurante il Suffragio (Santissima Trinità con San Cristoforo, Beato Alberto da Villa d’Ogna e le anime purganti). (foto in basso)

La tempera su tela raffigurante la Natività attribuita a Giacomo Borlone de Buschis, XV secolo, è inserita in una ancora lignea con paraste complete di fregi e colonne dorate (foto in basso).

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31571/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Piario)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5548933/Albrici+E.+sec.+XVIII%2C+Gloria+di+S.+Antonio+abate

Alcune immagini sono tratte da:
https://www.verzerirestauri.it/sito/restauro-affreschi-antichi/affreschi-di-piario.html

http://www.architecno.eu/piario

Piario- pala del Suffragio- D. Carpinoni

Piario- Giacomo Busca-La_natività – XV sec.

 


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