SOMMATINO (CL). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza XI Febbraio
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La chiesa fu edificata nel XIX secolo alla porte del paese poiché, a causa delle precarie condizioni statiche, la chiesa di Santa Barbara, che era situata fuori l’abitato poco distante dal nuovo sito, fu demolita e ricostruita, riutilizzando tutto il materiale. L’edificazione fu curata dall’ingegnere Filippo Volpes, amministratore del principe di Trabia. La statua di Santa Barbara fu trasferita presso la chiesa madre di S. Margherita e la nuova chiesa fu intitolata a Sant’Antonio abate. L’Annuario Diocesano riporta la data del 1840.
Tra il 1861 e 1889 Giuseppe Virone, rettore della chiesa, fece restaurare l’interno e la facciata, danneggiati da un fulmine. Fu inoltre costruita la sacrestia grazia ai finanziamenti approntati dalla signora Grazia Flores
Nella seconda metà dell’Ottocento fu collocato l’organo del collegio dei gesuiti di Caltanissetta, acquistato dal sindaco di Sommatino per quaranta onze. L’organo fu sostituito nel 1903 da quello acquistato dal sacerdote Giacinto Burgio, che fece realizzare “un coretto”

La chiesa ha impianto ottocentesco; il prospetto principale, riconfigurato nel Novecento, è disegnato in modo asimmetrico da pilastrini e travi di colore grigio. La parte centrale, decorata da pannelli di vetro rettangolari disposti in modo sfalsato, è conclusa da un coronamento a capanna con elementi aggettanti. Sul lato ovest si erge, dalla cornice di coronamento, una cella campanaria a due livelli.
L’impianto spaziale è costituito da aula e coro coperti da volte a botte lunettate, scandite da fasce in corrispondenza delle lesene, e tripartita longitudinalmente. Le pareti dell’aula sono ritmate da arcate cieche, inquadrate da lesene corinzie trabeate. L’aula è conclusa dal catino absidale.
L’intradosso dell’arco di trionfo, le fasce del catino absidale e del fregio del coro e dell’abside hanno decorazioni a motivi fitomorfi. Gli arredi sono moderni.

Al fondo della parete sinistra della navata, sopra un altare è posto un dipinto che raffigura il Santo titolare inginocchiato in preghiera mentre tiene un bastone a tau nella mano sinistra e un rosario appeso al braccio

 

 

 

 

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