BRENO (BS). Ex Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio
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L’edificazione della chiesa – ora sconsacrata – risale al 1334 a seguito di una disposizione testamentaria di Giacomo Marone Ronchi, che affida la struttura  ai frati di Sant’Antonio di Vienne, o in loro vece alla vicinia dello stesso paese, con l’obbligo di celebrarvi una messa quotidiana. Dai documenti del 1359 risulta già essere funzionante.
La data 1372, leggibile sull’affresco della parete destra della prima campata, potrebbe confermare la realizzazione dell’edificio attuale attorno alla metà del XIV secolo. Anche il portale principale conserva, graffita nell’angolo in basso a destra, la data 1488, e questo darebbe ragione all’ipotesi di un ampliamento verso la fine del XV secolo.
Di questo periodo sono gli affreschi di Pietro da Cemmo, che decorano la volta del presbiterio e il lato sinistro della navata.
Nel 1514 si effettuò una completa ristrutturazione dell’edificio, che dal 1529 ottenne il titolo di parrocchiale precedentemente tenuto dalla chiesa di San Maurizio. Nel 1653, a seguito della costruzione della nuova chiesa dedicata al Salvatore, Sant’Antonio perse il titolo acquisito.
Nella metà del XVIII secolo fu sistemato il tetto e alzato il campanile con la cupola bombata.

Nel XVII secolo la chiesa cominciò a decadere, sino essere sconsacrata verso la fine dell’Ottocento, quando divenne caserma e poi cinematografo. Tale riuso porta a notevoli tensioni tra le diverse autorità locali e nazionali, che si risolvono nel 1910 a seguito della notifica del Vincolo Monumentale (è dichiarata Monumento nazionale).
Tra il 1911 e il 1914 furono effettuati i primi lavori di restauro. A partire dalla metà del Novecento vengono realizzati diversi interventi, come il rifacimento della copertura nel 1964 e nel 1978, la sistemazione del campanile nel 1975 e, nel 1999, il restauro degli affreschi a cadenza decennale fino all’ultimo iniziato nel 2019.

L’esterno si caratterizza per la smussatura dell’angolo nord-ovest, dove si apre un grandioso portale di gusto rinascimentale. Il campanile, in muratura con copertura a cipolla settecentesca, si innalza nell’angolo sud-ovest. La parte originaria dell’immobile è individuabile nell’unica finestra ad ogiva, inserita nel prospetto principale, nella soprastante apertura a croce greca e negli archetti pensili del sottogronda, che sono visibili sui tre lati visibili dell’edificio.

L’interno presenta una navata di due campate, coperte da volte a crociera, come l’ampio presbiterio quadrangolare.

Sul lato destro della prima campata è ancora conservato un dipinto del 1372 raffigurante la Madonna in trono tra i ss. Giovanni Evangelista, Antonio abate e Caterina d’Alessandria.

Sul lato sinistro della navata, nel corso dell’ultimo restauro, sono stati riportati alla luce alcuni affreschi e una sinopia di Giovanni Pietro da Cemmo, che, negli ultimi anni del ‘400, dipinse sulla volta del presbiterio le figure dei quattro Evangelisti e dei quattro Dottori della Chiesa. L’intradosso dell’arco trionfale presenta figure di dodici Profeti.

Databile verso 1527 è la grande pala d’altare, con la cornice lignea originale, posta sulla parete di fondo del presbiterio, raffigurante una Madonna col Bambino fra i santi Rocco, Sebastiano, Antonio abate e Siro, opera del pittore lodigiano Callisto Piazza (1500 – 1561), con orientamenti stilistici che guardano al Moretto e al Romanino.

 

Le tre pareti del presbiterio furono affrescate, tra 1546 e 1547 dal pittore bresciano Girolamo Romani detto il Romanino (1484 circa – 1566 circa) con la collaborazione di Daniele Mori. I dipinti sono ispirati da quella vena grottesca e anticlassica che pervade con forza il percorso dell’artista in Valcamonica. Anch’essi hanno sofferto delle mutilazioni prodotte dal lungo periodo di degrado della chiesa: dell’importante ciclo, solo le scene poste sulla parete destra si lasciano compiutamente riconoscere. Il tema iconografico che Romanino svolge (da connettersi verosimilmente alle qualità taumaturgiche di sant’Antonio abate) è piuttosto insolito: un episodio biblico tratto dal Libro di Daniele in cui tre giovani compagni del profeta, Sadràch, Mesàch e Abdènego, chiamati come lui alla corte del re assiro Nabucodonosor, si rifiutano di commettere apostasia e vengono condannati dal sovrano ad essere arsi vivi in una fornace.
Molto arduo è avanzare ipotesi sugli affreschi della parete sinistra a causa della perdita della parte centrale della scena. Le interpretazioni iconografiche proposte per tale parete riguardano prevalentemente scene della Passione di Gesù: una è che si tratti dell’Ingresso di Cristo a Gerusalemme; un’ altra vi vede due distinte scene della Passione: sulla destra, dove è posto un curioso gruppo di persone, si avrebbe l’episodio di Giuda che contrae il tradimento di Cristo e, sulla sinistra, la scena di Pilato che esce dal tribunale. Nel registro superiore, anziché semplici figure di astanti, qualcuno ha creduto di potervi leggere la scena di Cristo accusato dai Farisei davanti ai sacerdoti.
Per quanto riguarda la parete di fondo, le finte architetture popolate dagli spettatori assumono la forma di un palcoscenico teatrale, con il loggiato sorretto da eleganti colonne nelle quali si svolgono gli eventi sacri. Tale architettura si dispiega ai due lati della pala del Piazza, sopra la quale Romanino rappresenta la figura del Padreterno circondato da angeli. Le interpretazioni iconografiche proposte per tale parete riguardano prevalentemente scene della Passione di Gesù. Per l’episodio che si svolge tra le colonne della falsa architettura si è avanzata la ipotesi che si tratti dell’Ultima Cena (ma una diversa ipotesi vi vede due scene distinte: quella dell’Ultima Cena e quella del Cristo alla colonna). Un’altra congettura, legata alla idea che tutte le scene affrescate dal Romanino si riferiscano al Libro di Daniele, vi legge il Convito di Baldassare e l’episodio del Giudizio di Daniele (mentre sulla parete sinistra sarebbe posta la vicenda del Profeta nella fossa dei leoni).

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1r130-00011/

http://www.turismovallecamonica.it/it/content/chiesa-di-santonio

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Breno)

Data compilazione scheda: 17 -2-2022
Rilevatore: AC


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