CASCIA (PG). Chiesa di Sant’Antonio abate, con affreschi

Via Porta Leonina, 1
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La Chiesa di Sant’Antonio abate, che dal 1997 è un museo del Circuito Museale Urbano di Cascia, probabilmente sorse su un insediamento di celle monastiche benedettine di cui si ha documentazione a partire dal 1025. Una prima riedificazione avvenne tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo; mentre la seconda, resa necessaria dai danni prodotti dal terremoto del 1703, data al 1709 e comportò la ricostruzione di tutta la parte anteriore, ma risparmiò gli affreschi medievali.

Nel XV secolo l’interno venne arricchito con due cicli di affreschi. Il primo comprende nel presbiterio le Scene della vita di sant’Antonio abate, gli Evangelisti e un’Annunciazione. Il secondo ciclo fu dipinto nel 1461 da Nicola di Ulisse da Siena nel coro delle monache, con 16 Scene della vita e passione di Gesù e le Virtù cardinali.
Il ciclo delle Storie di S. Antonio abate e fu realizzato alla fine del XIV secolo da un equipe di pittori individuati con il nome collettivo di “Maestro della Dormitio di Terni”.
Sulle pareti, disposti su tre registri, vi sono sedici episodi della Vita di s. Antonio abate ispirati dalla Vita dei SS. Padri opera forse del beato Simone Fidati (1285-1348); dalla Leggenda Patras negli episodi da 6 a 14; della Vita Pauli di Gerolamo negli episodi 14 e 15 e  probabilmente dalla  Leggenda della traslazione delle spoglie a Costantinopoli nell’ultimo episodio che, sebbene  intitolato tradizionalmente “funerali di s. Antonio “, in realtà, essendo raffigurate anche delle donne con quella al centro che sembra essere sorretta dalla altre, è probabilmente la scena in cui Sofia, figlia dell’Imperatore di Costantinopoli, è liberata dai demoni quando  è alla presenza delle spoglie del Santo.

Sulle lunette: (1) Vocazione di s. Antonio; (2) Donazione dei beni ai poveri; (3) Vestizione del Santo; (4) Prima tentazione. Sulle pareti: (5) Altra tentazione; (6) Ricostruzione dell’oratorio; (7) Cacciata del serpente; (8) Apparizione di un angelo al re di Palestina; (9) Invio di una carovana da parte del re; (10) Arrivo della carovana presso la spelonca; (11) Apparizione del monaco Agatone (secondo la “leggenda” era in forma di satiro); (12) Benedizione del monaco; (13) Visita dei due eremiti ad altri monaci; (14) Apparizione del corvo a s. Antonio e a s. Paolo; (15) Morte dell’eremita Paolo; (16) “Funerali” o ostensione delle spoglie di s. Antonio.

I dipinti sono caratterizzati da un gusto vivacemente illustrativo, in cui spunti senesi si uniscono all’influenza del linguaggio tardogotico nella rappresentazione di un mondo affascinante ed incantato di chiara impronta cortese. Ne è testimonianza non solo la raffigurazione delle eleganti figure che compaiono nella scena della Conversione, quanto soprattutto l’insistita attenzione verso gli elementi naturalistici di cui sono ricche le storie eremitiche, ambientate su fondali rocciosi o silvani, popolati da animali fantastici (il serpente) o esotici (i cammelli, i leoni), e l’atmosfera sospesa che si accompagna al miracolo. In tutte le scene si nota questo gusto felicemente descrittivo verso ambienti e personaggi, favolistico, che indugia nell’analisi degli indumenti, delle rocce aspre, delle erbe e del diverso fogliame di alberi e cespugli, delle architetture descritte fin nei minimi particolari decorativi. La stessa propensione verso l’ornamento si realizza nella decorazione a fasce a finto mosaico che copre i costoloni della volta e prosegue nelle cornici che delimitano ogni episodio della vita del Santo.

 

Da segnalare gli altari settecenteschi che si trovano lungo la navata. Nel primo altare destro, entro una mostra lignea dipinta e dorata, sono le statue di s. Paolo eremita, s. Antonio abate e s. Pietro Celestino.
Sull’altare dedicato a S. Antonio abate c’è, al centro, la raffigurazione del Santo entro una formella esagonale.

 

In un andito tra la chiesa e l’ex monastero si conservano affreschi che raffigurano una Madonna col Bambino; san Michele arcangelo e sant’Antonio abate, opera di Paolo da Visso, pittore marchigiano del XV secolo.

 


Link:

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-cascia-pg/

http://www.ultimacena.afom.it/cascia-pg-ex-chiesa-di-santantonio-abate-con-ultima-cena/


Data compilazione scheda:
12-2-2022
Rilevatore: Angela Crosta


Regione Umbria