SOLTO COLLINA (BG). Chiesa di San Rocco e Sant’Antonio abate

Via San Rocco, 18
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Non si conosce la data di costruzione della chiesa ma dagli atti della visita del 1575 di s. Carlo Borromeo alla Pieve di Solto, si legge che Giovanni Maria Foresti, nel suo testamento, lasciò per la costruzione dell’oratorio di S. Rocco 300 Libbre da pagarsi dai suoi eredi
Negli atti della Visita pastorale del 1594 del vescovo Milani si legge: “Sotto la mia cura vi è una chiesa di S. Rocho la quale non ha entrata alcuna, et ne tengono cura li vicini a essa chiesa, et ben serata, et ben tenuta”
Negli atti della visita pastorale del 1703 del vescovo Ruzzini si legge: San Rocco. La chiesa ha un solo altare il quale ha un’icona in tela (l’icona in tela è l’attuale che raffigura l’Assunta tra i Santi Rocco e Antonio, vedi infra) Il vescovo decreta che nello spazio di due mesi si faccia un altare nuovo e ai cancelli di ferro che vi sono da entrambi i lati si metta una rete.
Negli atti della visita pastorale del 1858 del vescovo Speranza si legge: “Nell’Oratorio di San Rocco si canta Messa il giorno di Sant’Antonio abate dal Parroco e il giorno di San Rocco si canta messa e la sera si cantano i Vespri e si dice il Rosario. Non si conserva il S.S. Sacramento”.
Venne modificato un altare nel 1941. La chiesa fu interessata da un progetto generale di restauro nel 1954 e negli anni seguenti

La facciata, rivolta ad est, è suddivisa in tre ordini con quattro lesene in muratura, complete di capitello inserito nella cornice. Sopra il primo ordine un secondo, senza lesene, contiene un semplice rosone affiancato da riquadri con modanature, e superiormente un timpano coperto da tegole. Nell’ordine inferiore, nel settore centrale è ricavato il portale d’ingresso con contorno in pietra di Sarnico. Sopra, entro riquadro, si legge: “in onore di S. Rocco e S. Antonio abate”. Le nicchie ospitano due modeste statue in gesso dei santi Rocco e Antonio abate, a destra con i consueti attributi.
Sobrio è il disegno del campanile posto sul fianco destro.

Internamente la chiesa si presenta ad una sola navata con pianta rettangolare, suddivisa da lesene e controlesene in tre campate. Le lesene hanno zoccolatura in pietra ben sagomata e continuano poi in muratura; il capitello si inserisce nel cornicione che funge da raccordo delle pareti con la volta. Tre finestre per parte, ricavate nella volta con relative strombature, danno luce alla piccola chiesa. Nella campata centrale, sul lato sud, è ricavato l’ingresso laterale. Il presbiterio,più stretto della navata, presenta pianta rettangolare ed è coperto con volta a botte, dove è ricavata una piccola finestra che illumina l’altare. Sul lato ovest del presbiterio è presente una porta che immette nel campanile mentre sul lato sud un’altra porta conduce al locale sagrestia.

Nella lunetta a sinistra del presbiterio si conserva l’affresco cinquecentesco raffigurante la Pietà e i santi Rocco e Antonio abate; l’immagine è la testimonianza della fase più antica dell’edificio e fu forse preservata perché oggetto di devozione. S. Antonio è raffigurato in abiti vescovili.

All’interno della cornice dalle linee neoclassiche dell’unico altare si trova la bella tela con l’Assunta e i santi Antonio abate e Rocco databile al XVII secolo. Il dipinto è interessante per la plasticità del drappello di angeli che reggono in volo la Vergine dal volto adolescenziale.

Più modeste sono le decorazioni a secco alle pareti che raffigurano finti medaglioni con angeli e ghirlande; al centro della volta del presbiterio, nella cornice in stucco, è dipinta la Colomba dello Spirito Santo. In quella della navata è raffigurato san Rocco mentre ascende sulla nuvola al cielo attorniato da angeli; nella porzione inferiore un malato riceve conforto da una figura femminile. L’opera è da datare sul finire dell’800 e trova alcune analogie con i modi del loverese Giuliano Volpi. Alla parete destra è inserito un bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino, si tratta di una versione ottocentesca, più volte ridipinta, di un modello rinascimentale.

Nelle nicchie della navata sono poste le statue, pesantemente riverniciate, dei  santi Rocco e Antonio abate.

 


Il 17 gennaio viene festeggiato sant’Antonio abate con cerimonie religiose, benedizione degli animali e falò.

 

 

Link:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=32079

https://www.comune.solto-collina.bg.it/vivere_il_comune/luoghi/luogo_21.html

ROCCHETTA SANT’ANTONIO (FG). Chiesa parrocchiale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, statua di S. Antonio abate

Probabilmente la statua è conservata nella chiesa che, quando fu edificata su disegno del barlettano Giovani Mancarelli (1754-1768), era dedicata a sant’Antonio abate, l’eremita da cui prende il nome il paese.
La chiesa si impone innanzi tutto per l’alto campanile ottagonale del 1588, preesistente perché apparteneva alla precedente chiesa, dalla cupola ricoperta di maioliche colorate.
Bella anche la facciata in lesene di pietra lavorata.
L’interno, barocco e a tre navate, è decorato di stucchi policromi che raffigurano i quattro Evangelisti ed altre scene bibliche, ha ricchi altari marmorei realizzati del napoletano Luigi Cimafonte e un’importante tavola cinquecentesca, la Madonna del Cardellino, del Giaquinto. Il coro in noce scura e gli arredi di sagrestia furono realizzati da un bravo intagliatore tardo barocco.

Una bella statua lignea di sant’Antonio abate, realizzata all’incirca tra il 1750 e il 1849, raffigura il Santo che con la mano destra tiene un bastone a tau e la sinistra un libro con sopra il fuoco.
Notevole è l’aureola in argento sbalzato cesellato, eseguita intorno al 1916 e raffigurante angeli tra fasci di raggi lanceolati e racchiusi in un cerchio liscio.


La festa patronale di sant’Antonio abate comprende riti religiosi e la benedizione degli animali ed eventi civili: accensione di falò, degustazione di prodotti tipici e fuochi pirotecnici.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/19006/Chiesa+dell%27Assunzione+della+Beata+Vergine+Maria

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600134738 (statua)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600134735  (aureola)

NOVARA DI SICILIA (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Ada Negri
https://maps.app.goo.gl/ahpXN1wGNk6Bym1Y6

I lavori della chiesa furono iniziati intorno al 1538 e ultimati solo nel XVIII secolo. Scolpite nell’iscrizione posta sul lato destro della facciata, le date di inizio costruzione dell’edificio attuale e fine lavori di perfezionamento, il periodo tra il 1609 e il 1669.
Il portale centrale ad arco acuto di stile normanno reca scolpite sugli stipiti le figure di Sant’Antonio abate col bastone e un porcellino a sinistra, e San Paolo apostolo con la spada e un serpente a destra. Entrambi i soggetti sono affiancati da un angelo.

I piccoli portali laterali presentano un arco a tutto sesto in conci squadrati.

La facciata è rivolta a sud e ripartita da due paraste in conci. Varchi d’accesso sovrastati da finestre, quella centrale incorniciata da timpano triangolare spezzato. Il secondo ordine centrale è raccordato al primo da vele, chiudono la prospettiva due vasotti e un pinnacolo con croce apicale in ferro battuto al centro.
Campanile composto da tre ordini, cella dotata di quattro monofore, cuspide centrale ottagonale di stile normanno rivestita di mattoni colorati, quattro pinnacoli ai vertici e decori intermedi. La sua costruzione, iniziata in epoca remota, è stata ultimata nel 1732, come indica un cartiglio.

Interno a impianto basilicale ripartito in tre navate per mezzo di 10 colonne in pietra arenaria locali. I capitelli corinzi uguali a coppie, gli archi, i decori interni ed esterni, i fregi, sono opera degli scalpellini locali. La volta della navata centrale in muratura nasconde il tetto a capriate in legno ove sono presenti mensole raffiguranti maschere e personaggi
La navata destra ha quattro campate: la prima con la cappella dell’Odigitria; la seconda con la cappella di Santa Caterina e la statua del XVI secolo raffigurante la Santa e proveniente dalla demolita chiesa a lei dedicata; terza con la cappella di San Bartolomeo e un dipinto di Gaetano Bonsignore del 1834; nella quarta campata vi è il varco per la sacrestia.
Navata sinistra: prima campata; seconda con la cappella di Gesù alla Colonna con la statua in cartapesta; terza con la cappella della Pentecoste; segue la quarta campata.
Absidiola destra: cappella di San Francesco di Paola con la statua lignea del Santo scolpita dal Cardella ad Agrigento nel 1872. Nel braccio destro del transetto sorge la cantoria dotata di un organo a canne del 1848.

Absidiola sinistra: cappella di Sant’Antonio abate. L’altare custodisce la statua lignea raffigurante Sant’Antonio abate ascrivibile al 1600 ma recante la data 1738, anno di un primo restauro.

Nel braccio sinistro del transetto trovano posto un grande crocifisso ligneo; la statua lignea di San Marco evangelista del 1500; la statua in cartapesta di San Giorgio martire, provenienti dalla chiesa omonima nel 1986 quando i locali furono adibiti ad auditorium.

 

 

 

 

 

Sull’altare centrale campeggia il seicentesco dipinto a olio su tela  raffigurante Sant’Antonio abate con san Paolo di Tebe.


Festa di Sant’Antonio il 17 gennaio. Celebrata con processioni e riti religiosi. Û du uri: funzione religiosa celebrata due ore prima del crepuscolo; benedizione degli animali.
Û fogu: fuoco acceso la sera della vigilia al piano terra con la legna che i fedeli portano in dono compiendo û viaggiu, che è la visita devozionale al santo compiuta per chiedere la grazia e debellare l’herpes zoster (o fuoco di Sant’Antonio). Il fuoco con le sue fiamme nei secoli ha annerito e consumato i gradini della rudimentale scala in pietra che porta in cima al campanile.

 

Immagini da Wikimedia
Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Novara_di_Sicilia)

CASTEL GOFFREDO (MN). Santella di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio
https://maps.app.goo.gl/1CdqweJVDwDNe2Ct9

Il termine “santella” è utilizzato soprattutto nella Lombardia orientale per indicare un pilone votivo.
Questa costruzione presenta un ampio tetto e una teca chiusa da vetro che contiene una statua di sant’Antonio abate che tiene con la mano sinistra un bastone con campanella. La mano destra è aperta, forse a reggere il fuoco. Un maialino è ai suoi piedi a sinistra.

Immagine da Wikimedia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La festa di Sant’Antonio abate è molto sentita a Castel Goffredo, con eventi religiosi e conviviali.


In corrispondenza dell’attuale santella di Sant’Antonio, sulla strada per Brescia, fuori delle antiche mura della città, vi era la Chiesa dedicata ai Santi Marco e Antonio che faceva parte del monastero dei Benedettini.
La chiesa fu definita “campestre” in occasione della visita nel 1577 del vescovo di Brescia Domenico Bollani e in parziale rovina. Fu demolita prima del 1702, anteriormente dell’abbattimento delle mura del paese; sul luogo fu eretto un tempietto, distrutto nel 1822, a ricordo del monastero benedettino.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Marco_e_Antonio

AMENDOLARA (CS). Cappella di Sant’Antonio abate

Via Blefari Melazzi, 1
https://maps.app.goo.gl/bDeCDreWjHKVeTaZ8

 

A seguito del crollo dell’antica chiesa bizantina, fu ricostruita negli anni Trenta del XX secolo.
Semplice facciata a capanna, portale affiancato da due paraste e piccolo campanile a vela sul colmo del tetto.

 

 

La festa di Sant’Antonio, il 17-18 gennaio, prevede oltre ai riti religiosi e la benedizione degli animali, l’incanto delle tradizionali corone di arance, giochi a cavallo, esibizione di sbandieratori ecc.

 

 

 

 

 

 

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