CERAMI (En). Festa di sant’Antonio abate, l’emozione della tradizione!
Dal 18 al 28 luglio 2024: vedi programma: SAA festa a Cerami
Dal 18 al 28 luglio 2024: vedi programma: SAA festa a Cerami
Via Umberto I, 102
https://maps.app.goo.gl/YZVrNsLsCmZ6tD5P9
La costruzione della chiesa iniziò nel 1693 e terminò nel 1760. La sua opera fu voluta dai cittadini che parteciparono con donazioni in denaro.
La facciata fu progettata nel 1758 dal maestro Domenico Blamato di Floridia; è in stile barocco, ma non ancora ultimata. Gli ultimi restauri della chiesa furono eseguiti nel 1929.
L’accesso avviene per mezzo di una scalinata, i cui fianchi sono impreziositi da decorazioni geometriche. Il portale d’entrata è delimitato su ognuno dei lati da due colonne ornate da decorazioni. Ai lati del portale sono due nicchie che contengono le statue di Sant’Antonio abate, a destra, e della Madonna col Bambino, a sinistra, realizzate con lo stesso materiale utilizzato per la facciata.
La statua presenta il Santo in abiti vescovili, con il fuoco nella mano destra; libro e bastone con campanelle nella sinistra.
L‘interno è a una sola navata.

La volta, dell’abside è ricca di pregevoli stucchi in oro con un medaglione centrale rappresentante l’eterno Padre portato sulle ali degli angeli, affresco di Giuseppe Crestadoro (1711-1808), che dipinse anche una tela raffigurante Sant’Antonio abate, posta nel marmoreo altare maggiore dal gusto settecentesco. Il Santo è affiancato da angeli, guarda verso il cielo e tiene nella mano destra un bastone pastorale.
I quattro altari laterali sono di marmo e dedicati alla Madonna del Carmine, al SS. Crocifisso, alla Madonna di Pompei e alla Madonna degli Agonizzanti, con una pala di autore ignoto del Settecento che raffigura “Maria SS. degli Agonizzanti con S. Antonio abate, S. Michele Arcangelo e l’Angelo Custode”. S. Antonio, al centro, legge un libro e tiene col braccio sinistro un bastone pastorale cui è appesa una campanella, foto in basso.
Nel presbiterio vi è un pregevole coro settecentesco a sedici stalli. Nella navata l’artistica Via Crucis eseguita dal sac. Gaetano Distefano da Chiaramente, nel 1886. La vara di Sant’Antonio abate è del 1884.
La Chiesa conserva statue del Santo: una in saio francescano; un’altra posta sull’altare e iconograficamente simile a quella in facciata.
La festa di s. Antonio abate nei giorni vicini al 17 gennaio, si volge con la processione; la benedizione degli animali; la corsa delle fiaccole o ciaccara; i falò; i fuochi artificiali; il cialibru, la vendita al’asta di beni offerti dai fedeli il cui ricavato va alla chiesa. Ogni tre anni si svolge anche una festa estiva nell’ultima domenica di luglio.
Parte delle immagini sono tratte da:
https://abbantonio.blogspot.com/search/label/Cassaro%20-%20SR
Link:
https://www.comune.cassaro.sr.it/web/chiesa-di-santantonio-abate/
https://www.lasiciliainrete.it/directory-tangibili/listing/chiesa-di-santantonio-abate-2/
Frazione Bivai
https://maps.app.goo.gl/oay4z5rgn2P2Jry47
La Chiesetta di Sant’Antonio abate a Bivai, frazione di Santa Giustina in provincia di Belluno, è un piccolo luogo di culto risalente al XVI secolo.
Dedicata a Sant’Antonio abate, la chiesa presenta una struttura semplice e rustica, tipica dell’architettura alpina.
La facciata, a capanna, è caratterizzata da un portale centrale ad arco a tutto sesto e da una piccola finestra soprastante.
Un campanile a vela si erge sul lato destro della chiesa.
L’interno della chiesa è a navata unica, con volta a botte in legno.
L’altare maggiore, in legno intagliato, ospita un dipinto di Sant’Antonio abate, copia di quello del Moretto a Casto, frazione Auro.
Affreschi raffiguranti scene della vita del Santo decorano le pareti della chiesa.
La festa di Sant’Antonio abate si celebra a Bivai ogni anno il 17 gennaio.
In occasione della festa, gli abitanti del paese portano i loro animali domestici in chiesa per ricevere la benedizione del sacerdote.
Info:
La chiesa è aperta al pubblico solo in occasione di messe e feste religiose.
Per informazioni su orari e aperture, contattare la parrocchia di Santa Giustina.
Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com
La Chiesetta di Sant’Antonio abate a Saltoi risale al XVII secolo ed è stata menzionata per la prima volta nei documenti storici nel 1611.
Come molte altre chiesette frazionali della zona, era un luogo di culto importante per la comunità locale, offrendo un punto di riferimento religioso e sociale agli abitanti di Saltoi.
La chiesetta è un piccolo edificio in pietra con un tetto a capanna e un campanile a vela.
L’interno è semplice ed austero, con un altare maggiore in legno ed alcune statue di santi.
Negli ultimi anni, la Chiesetta di Sant’Antonio abate è stata oggetto di lavori di restauro che ne hanno permesso la conservazione e la valorizzazione.
Ogni anno, il 17 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio abate, si tiene una processione religiosa che porta la statua del santo dalla chiesa parrocchiale di San Gregorio alla Chiesetta di Saltoi.
Info:
La chiesetta è generalmente aperta al pubblico solo in occasione di messe o eventi speciali. Tuttavia, è possibile contattare la parrocchia di San Gregorio nelle Alpi per prenotare una visita.
Vedi anche: Comune di San Gregorio nelle Alpi: https://www.comune.sangregorionellealpi.bl.it/home
Fonte:
https://ilveses.com/s-antonio-del-porzel-a-saltoi/
Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com
La festa, molto sentita, si celebra nei giorni 16 e 17 gennaio con rituali complessi e ricchi di simbolismi (maschere, Pupazze, cesti, Corone, fuochi, Cottore, carri allegorici) e che trova il suo momento principale nella Panarda, un banchetto notturno al quale ognuno partecipa in un clima di solennità, ritenendosi responsabile ed obbligato a mantenere viva una tradizione che appartiene al comune patrimonio culturale.
Le maschere, sia brutte/cattive sia belle, danno inizio al carnevale. Le “Pupazze” sono grandi e pesanti strutture di legno e ferro rivestite di cartapesta e animate all’interno da robusti giovani che nella serata del 17 gennaio sono bruciate in segno di liberazione, rinnovamento e buon auspicio..
Nella sfilata con carri allegorici sono riproposte le tentazioni di Sant’Antonio con i personaggi della leggenda.
Link:
https://www.tripsinitaly.it/home/gesti-e-riti/sant-antonio-abate/
https://associazionedfp.blogspot.com/p/la-festa-di-s-antonio-abate.html
C’è anche un canto dedicato al Santo, vedi:
https://associazionedfp.blogspot.com/2013/01/canzone-di-santantonio-abate.html
Un statua seicentesca di sant’Antonio abate è conservata nella Chiesa della Madonna delle Grazi
e.
Il Santo tiene nella mano destra un bastone cui è appeso un campanello; nella sinistra un libro con sopra il fuoco. Ai suoi piedi, a sinistra un maiale.
