VENEZIA. Gallerie dell’Accademia, dipinto di s. Antonio abate di M. Basaiti

Tavola di 114 x 35 cm, opera di Marco Basaiti (1470/75 –1530), datata al 1502 circa.

Numero inventario 68 e 68a

Rimosse dal convento di Santa Maria dei Miracoli assieme al Cristo morto tra due angeli con la soppressione imposta da Napoleone, le due tavole restano in deposito nella chiesa della Salute fino al 1814, quando entrano alle Gallerie dell’Accademia.
L’altra tavola raffigura san Giacomo apostolo; poiché i due pannelli presentano lo stesso formato e la medesima impostazione compositiva dovevano far parte originariamente di un polittico, forse separati da un’altra tavola, dal momento che gli sfondi non sono esattamente allineati.
Pur essendo firmati “MARCUS BASAITI”, i dipinti sono di diversa qualità e nella figura di san Giacomo apostolo la critica ha riconosciuto uno stile vicino a quello del lombardo Marco d’Oggiono, attivo a Venezia per la scuola dei Milanesi dal 1498.

Sant’Antonio, raffigurato in primo piano su un piedistallo davanti a un parapetto aperto sul paesaggio, è investito da un’intensa luce proveniente da sinistra, che definisce crudamente le forme inspessendo i panneggi di profonde ombre scure. Il Santo, con l’abito monastico su cui è ricamata la lettera tau, tiene nella mano sinistra un libro, mentre ai suoi piedi si trova una campanella.

 

Link:
https://www.gallerieaccademia.it/san-giacomo-apostolo-e-santantonio-abate

BELVEDRE OSTRENSE (AN). Chiesa parrocchiale di San Pietro, tela con s. Antonio abate, 1795

La chiesa, di origini medievali ma ricostruita nel ‘400 e ristrutturata nel tardo ‘700 dall’architetto fanese Pasquale Ciarrafoni. La facciata, in stile neoclassico, si presenta maestosa, dalle linee sobrie ma eleganti. L’interno è ad un’unica aula con quattro cappelle laterali.

La prima cappella a sinistra conserva un olio su tela, raffigurante “Madonna Addolorata con s. Antonio abate e san Biagio”. Opera del 1795 di Alessandro Ricci (1750 – 1829).
L’iscrizione in latino latina sul manico del pettine da cardatore, posto tra i due Santi, rivela autore e data di esecuzione: “Alexander Ricci pin. Firmi 1795”.
Il dipinto, alto circa 250 cm, mostra la Vergine Maria trafitta da una spada, seduta su un trono di nubi, circondata da angeli; particolari sono i tre angioletti ai lati della Vergine che tengono in mano uno la Corona di spine, simbolo della tortura di Cristo, e gli altri due il Velo della Veronica, simbolo della salita al Calvario.
In basso a sinistra la figura di sant’Antonio abate, riconoscibile per la tau sul mantello; il bastone con appesa la campanella retto con la mano sinistra; il libro aperto tenuto appoggiato sulle ginocchia con la mano destra; il fuoco ai suoi piedi.
San Biagio, in abiti vescovili, ha accanto i simboli del martirio: la foglia di palma e il pettine da cardatore con il quale venne torturato.

 

Link:
https://www.vocemisena.it/alessandro-ricci-e-la-pittura-del-700-a-belvedere-ostrense/

PETRIOLO (MC). Chiesa dei SS. Martino e Marco, dipinto con s. Antonio abate, XVIII secolo

È una delle due chiese che si affacciano sulla caratteristica Piazza San Martino. La Chiesa fu costruita all’inizio del XVI secolo ed ultimata nel 1512. Da un inventario del 1684 si sa che a tale data, la chiesa aveva assunto il titolo di Prepositura dei Santi Martino e Marco.
Nella seconda metà del secolo XVIII, fu costruito l’attuale edificio che occupa una superficie molto più estesa del precedente.

Un altare laterale conserva l’olio su tela di 245 x 160 cm, della seconda metà del XVIII secolo, che raffigura “Madonna con Bambino in trono e S. Antonio abate e s. Filippo Neri”. Due angeli sono in alto. Opera di Alessandro Ricci (1750 – 1829).
Sant’Antonio abate, a sinistra, indossa saio e mantello con la tau. Con la mano destra indica la Vergine e con la sinistra tiene un bastone con terminazione a L” cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi la mitria.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100145575

https://www.visitpetriolo.it/scopri-petriolo/da-vedere/la-chiesa-dei-ss-marco-e-martino/

CROAZIA – RAB / ARBE. Monastero e chiesa di Sant’Antonio abate

Il monastero si trova sull’isola di Rab, all’estremità orientale della città.
https://maps.app.goo.gl/un5c4eG1qq4ozmWP7

 

Fu fondato nel secolo XI secolo come rifugio per aristocratici.
La chiesa si segnala per l’altare di marmo intarsiato e una statua raffigurante sant’Antonio abate seduto, benedicente in abiti vescovili.

Accanto alla chiesa sorge un convento di suore francescane che si prendono cura dell’orto e confezionano tovaglie in fibra di agave e oggetti d’arte.

 

 

Link:
https://www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/croazia/rab/poi/chiesa-di-santantonio

BORGO VALLEBELLUNA (BL), frazione Lentiai. Chiesa di S. Maria Assunta, polittico con s. Antonio abate

Il comune è nato il 30 gennaio 2019 in seguito alla fusione degli ex comuni di Trichiana, Mel e Lentiai.

La chiesa è l’antica Pieve di Lentiai e il documento forse più antico che la riguarda è un codice pergamenaceo del 1204.
Nel 1515 fu completato il campanile e nel 1568, come documentato da un affresco, la chiesa fu riconsacrata; infatti proprio nel 2018 è stato indetto il giubileo per i 450 anni da quell’evento. Monumento Nazionale dal 1880.
La chiesa ebbe il suo momento di massimo splendore nella seconda metà del Cinquecento, durante l’episcopato di Michele Della Torre, uno dei protagonisti del Concilio di Trento. Gli inventari redatti durante le visite pastorali di questo periodo testimoniano la realizzazione tra il 1577 e il 1579 del monumentale capolavoro di Cesare Vecellio: l’imponente soffitto ligneo a cassettoni che deriva da un’idea dell’architetto Sebastiano Serlio per la libreria del Doge Andrea Gritti in Palazzo Ducale a Venezia: nei lacunari il pittore racconta in venti episodi le Storie della Madonna. Sulle pareti della navata centrale sfila la duplice schiera degli Apostoli, affrescati anch’essi da Cesare Vecellio verso la fine del settimo decennio del ‘500.
Il 19 luglio 1583 il vescovo Della Torre notòa che la preziosa pala dell’altar maggiore, a causa dell’umidità del muro soffriva e si rovinava (patitur et devastatur) per cui ordinò che dietro l’altare si fabbricasse il coro.
Dal 2000 al 2003 la chiesa è stata oggetto di lavori di restauro che hanno riguardato tutto il complesso, sia dal punto di vista strutturale che da quello artistico.

POLITTICO DELL’ASSUNTA. Fu realizzato verso la metà del ‘500 nella bottega tizianesca, ma l’immagine del giovane vescovo Tiziano reclama un intervento personale diretto di Tiziano Vecellio per l’alta qualità della materia pittorica, della forma, dell’espressione che non è condivisa da nessun altro elemento del polittico
La pala è formata da dieci tele raffiguranti la Madonna Assunta, al centro; Cristo morto sorretto da angeli nella cimasa. A sinistra in basso, San Tiziano vescovo e San Pietro; in alto a mezzobusto, Santa Corona e San Vittore. A destra in basso San Paolo e San Giovanni Evangelista, in alto a mezzobusto Sant’Antonio abate e Santa Maria Maddalena.

Sant’Antonio è di profilo, con abito scuro, appoggia le mani al bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://www.progettostoriadellarte.it/2020/12/15/chiesa-di-santa-maria-assunta-a-lentiai/