FERENTILLO (TR). Chiesa di San Vincenzo al Gabbio, affresco con s. Antonio abate, XVII secolo

La chiesa sorge presso Gabbio, un antico castello di pendio di origine medievale.
All’interno del piccolo abitato, attraverso uno stretto vicolo che sale si giunge alla chiesa, un edificio romanico della fine del XIV secolo e rimaneggiato presumibilmente nel XVI.
La facciata è a capanna con un campanile a vela composto da due fornici privo di campane che sono state rimosse diverso tempo fa per evitarne il furto, visto che l’interno è stato ripetutamente saccheggiato e depauperato di varie suppellettili ma soprattutto di libri e registri.
Il portale è costituito da piedritti sormontati da un architrave dove al centro compare la data 1512, lo stesso è poggiato su due mensole scolpite. La chiesa si sviluppa in lunghezza e l’unica finestra è sul lato sud, affiancato alla sacrestia si apre un piccolo locale con accesso solo dall’esterno che fungeva da cimitero. L’edificio è in pietra locale, il tetto è a pianelle e il pavimento fatto con lastroni di pietra levigata, all’interno sono isibili due botole per la sepoltura dei morti. L’altare maggiore è stato rifatto nel XVIII secolo con decorazioni in stucco, oltre a questo nella chiesa sono presenti altri 4 altari votivi tutti decorati con stucchi ed erano juspatronato di famiglie benestanti locali.

Sulla parete sinistra, in alto, un affresco di 150 x 180 cm, opera di un pittore locale del XVII secolo.
Su uno sfondo di paesaggio ove sono raffigurati elementi vegetali appena delineati, si erge la figura di sant’Antonio abate che indossa saio, scapolare e mantello su sui è una tau; la mano destra e nel gesto di benedizione, la sinistra tiene il bastone a tau. Ai suoi piedi un porcellino della cinta senese. Dietro la figura del Santo si stende un drappo rosso.

 

Link e immagini:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000004120

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-vincenzo-al-gabbio-ferentillo/

SOLONGHELLO (AL), frazione Fabiano. Chiesa cimiteriale di Sant’Eusebio, affresco con s Antonio abate, XV secolo

La chiesa romanica risale al XIII secolo. Nel 2009 si conclusero i lavori di consolidamento e restauro di tutte le murature esterne; nel 2010 si rifece la copertura; nel 2017 il restauro dei preziosi affreschi interni risalenti al XIV secolo.

Nel catino absidale c’è un ciclo datato 1422 o 1423 che fu restaurato nel 1977: Cristo in mandorla con libro aperto recante la scritta «Ego sum lux mundi» e simboli del Tetramorfo su fondo decorato a quadrettini, alla cui base corre una scritta della quale rimane a malapena leggibile la data iniziale: «M CCCC XXII (o III)» e il nome«Matheus»; più in basso restano frammenti dipinti con figure di santi: sant’Eusebio in trono, sant’Antonio abate e san Lorenzo, mentre è andata perduta una Madonna in trono col Bambino, ancora visibile negli anni ’80 del Novecento tra la finestrella absidale di destra e san Fabiano. In una lacuna dopo la figura di sant’Antonio si intravedono tracce di un velario appartenente ad uno strato più antico.

La figura di sant’Antonio abate, purtroppo priva della parte inferiore, mostra il Santo benedicente che tiene nella mano sinistra un libro rosso chiuso.

 

Immagini da
https://www.parrocchiasantiandreaeusebio.it/gallery/

https://www.chieseromaniche.it/Schede/1326-Solonghello-Sant-Eusebio.htm

Info sulla chiesa:
https://archeocarta.org/solonghello-fabiano-al-chiesa-cimiteriale-di-santeusebio/


La chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Solonghello, conserva nella cappella laterale destra, il cui altare dedicato a S. Sebastiano, una modesta pala seicentesca rappresentante “Madonna col Bambino, e i Ss. Sebastiano, Antonio abate, Rocco e Antonio di Padova presso le anime purganti”.

Link:
https://www.artestoria.net/book_0_1.php?loc=86

POLIGNANO A MARE (BA). Chiesa cattedrale della Vergine Assunta, due dipinti con s. Antonio abate, XVIII secolo

In alto, fra le finestre che danno luce alla navata, vi è un olio su tela di 314 x 149 cm, raffigurante “Madonna con Bambino, san Gennaro, sant’Antonio abate, angioletti”, datato alla prima metà del XVIII secolo.
Opera di ignoto artista di ambito pugliese.

Sant’Antonio è a destra, in ginocchio, indossa saio bianco e mantello scuro, indica la Vergine con la mano sinistra, con la destra tiene un bastone cui è appesa una campanella.

 


Olio su tela di 260 x 180 cm, raffigurante “Madonna con Bambino, sant’Antonio di Padova, sant’Antonio abate, san Gaetano Thiene, santo Vescovo”, datato al 1706-11.
Opera di ignoto artista di ambito pugliese.

Sant’Antonio è dipinto a destra, inginocchiato; tiene con la mano destra un libro aperto e si appoggia con la sinistra a un bastone.

 

 

La chiesa fu consacrata nel 1295 dal vescovo Guglielmo; nel tempo subì numerosi interventi che ne hanno modificato sensibilmente l’impianto originario. Oggi ha un ampio sagrato, delimitato da un’alta cancellata in ferro, che costituisce parte integrante del complesso architettonico. Allo stile romanico-pugliese si aggiungono inserimenti decorativi e strutturali gotici, rinascimentali e barocchi. La facciata a cuspide ha uno sviluppo semplice e lineare; nell’ordine inferiore, al centro, si apre un grande portale architravato e decorato da sculture e bassorilievi; nell’ordine superiore si apre un’elegante bifora gotica. All’interno, una navata centrale e due laterali, scandite da due file di sei colonne. Il presbiterio rialzato è delimitato da una balaustra marmorea su cui domina l’altare maggiore costruito nel Settecento. Dietro, l’imponente coro ligneo realizzato fra il 1611 e il 1773.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600032753

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600042988

AUSTRIA – VIENNA. Kunsthistorisches Museum, dipinto con s. Antonio abate di G. Lanfranco, 1622-23

Olio su tela di 220 x 127,5 cm, raffigurante: “Madonna col Bambino che appare a san Giacomo e sant’Antonio abate”.
Opera del 1622-23 di Giovanni Lanfranco (Parma, 1582 – Roma, 1647 ).
Esposto nella sala VI

Acquistato a Roma intorno al 1809 dal barone Ludwig von Lebzeltern per la Galleria Imperiale; arrivò a Vienna il 16 aprile 1816.
Lanfranco dipinse la pala d’altare per una cappella laterale della Chiesa di Santa Marta in Vaticano a Roma. Gli strumenti compositivi dell’asimmetria e della diagonale, i bruschi cambiamenti di prospettiva, i gesti ad alto contrasto e l’illuminazione irrequieta trasmettono allo spettatore una forte emotività e drammaticità, anche con un soggetto intrinsecamente non drammatico. L’impressione di patetica emozione è caratteristica di un’immagine alle soglie dell’alto barocco romano.

Sant’Antonio, a sinistra, inginocchiato, guarda verso la Vergine in alto. Indossa saio e mantello; la campanella è posata ai suoi piedi.

Link:
https://www.khm.at/objektdb/detail/1049/

LIMANA (Bl), frazione Ricomes. Chiesetta di Sant’Antonio abate

La piccola chiesa, dedicata a sant’Antonio abate, è situata nel nucleo abitato di Ricomes.
Via Ricomes, 20 https://maps.app.goo.gl/5YayuGj8N9LGdn4fA

Il nucleo antico della frazione colpisce per la sua forma semplice e geometrica: gli edifici sono infatti disposti lungo il perimetro di un quadrilatero che li contiene; la strada di accesso vi giunge da est e lo attraversa dilatandosi nella grande corte interna per poi uscire verso ovest, in prossimità della chiesetta.
La tradizione popolare del luogo chiama questa località “Col de la Fan” (Colle della Fame), riferendosi ai signori che un tempo possedevano queste terre, i quali avevano una chiara fama di tirchieria nei confronti della servitù e dei contadini che vi lavoravano.
Il palazzo dei signori si trovava all’interno del piccolo nucleo abitato ed era individuabile, fino a non molto tempo fa, in un grande manufatto che, pur avendo subito dei cambiamenti, permetteva ancora di intravvedere i segni di un antico splendore individuabile da solai decorati, vani affrescati e bei davanzali in pietra lavorata.
La chiesetta di sant’Antonio abate è situata all’estremo sud-est del quadrilatero formato dalle costruzioni del piccolo borgo.

Il dipinto ad olio su tela della pala d’altare rappresenta la Madonna col Bambino tra sant’Antonio abate e san Francesco. Esso è di ottimo livello qualitativo e databile alla metà del sec. XVI.
La cornice lignea dorata e scolpita, anch’essa del sec. XVI è di tipo sansovinesco, particolarmente raffinata con imponenti cartigli e nei capitelli alla base dell’arco e della cornice sono scolpiti degli ovuli allungati. Una cornice di foglie stilizzate conclude la parte interna: nella parte inferiore era stata aggiunta una cornice a golette.

 

All’interno tre statue lignee dell’artista Silvano Da Rolt, di cui una raffigurante sant’Antonio abate.

 

Segnalazione e immagini:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com