SAN PIETRO IN CASALE (BO). Chiesa di San Michele Arcangelo di Cenacchio, dipinto con s. Antonio abate, XVIII secolo

La chiesa conserva un dipinto settecentesco giunto a noi in condizioni pressoché disperate, che il restauro eseguito nel 1919, nell’ambito del progetto per il recupero del patrimonio artistico “Quadri sacri”, varato dalla Fondazione Carisbo in collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Curia Arcivescovile di Bologna e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha risanato, rivelando un’opera sconosciuta di Giacomo Cavedoni o Cavedone (Sassuolo, 1577 – Bologna, 1660), pittore allievo del Carracci.
Olio su tela che raffigura “Trinità con Santi”, tra i quali s. Antonio abate, a destra in basso, con le mani incrociate sul petto.

 

La chiesa di San Michele Arcangelo si trova in un piccolo borgo lungo via Cenacchio, nella campagna agricola del comune di San Pietro in Casale. Il borgo pare essere sorto sulle rovine di un ex convento. All’inizio dell’XI secolo esistevano a Cenacchio un monastero, un oratorio e una chiesa, dedicati a San Michel Arcangelo e appartenenti ai monaci camaldolesi di Castel de’ Britti. Alla fine del XIII secolo i monaci camaldolesi di San Procolo di Bologna divennero i proprietari della chiesa, forse l’unico immobile superstite del complesso, in quanto avevano molti possedimenti terrieri nella zona. Nel 1755 si registrano all’interno quattro altari. Nel 1773 l’immobile subì un importante restauro, come ricordava una lapide posta nel muro verso il campanile. Nella seconda metà del XIX secolo la chiesa possedeva solo più tre cappelle.
Il parroco don Giuseppe Cicognani, tra 1922 e 1928, fece ampliare la cappella del Crocifisso e realizzo abbellimenti nella chiesa.
Oggi l’edificio della Chiesa, oggetto di restauri nel 1973, 1988 e 2017, con volumi contigui agli annessi di pertinenza parrocchiale, presenta un’aula con copertura piana e due cappelle sul lato meridionale.

 

Link:
https://www.bolognatoday.it/cronaca/san-pietro-casale-restaurato-dipinto-trinita-cavedone.html

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/65134/Chiesa_di_San_Michele_Arcangelo_di_Cenacchio_San_Pietro_in_Casale

 


La scheda dei Beni Culturali indica presente nel Comune di San Pietro in Casale, ma senza citare l’edificio sacro, un olio su tela, largo 146 cm, raffigurante “Madonna con Bambino in gloria tra una Santa e San Sebastiano, ( in basso) i Santi Antonio abate, Francesco, Antonio di Padova”.
Opera di anonimo di ambito emiliano, databile tra 1734 e 1799.

Sant’Antonio, in basso a destra, è seduto con un libro aperto sulle ginocchia; tiene con la mano sinistra un  bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800218569

SEDICO (BL), frazione Carmegn. Chiesa di Sant’Antonio abate.

In origine la chiesa (sita in via Carmegn), esistente sin dal XV secolo, era intitolata a San Girolamo, ma nella visita pastorale del 1883 viene indicata come di Sant’Antonio abate.

All’interno, che non ha subito nel corso del tempo modificazioni rilevanti, eccetto opere di piccolo restauro, conserva nell’abside un altare ligneo, che si conclude con due colonnine, due angioletti e nel fastigio il Padre Eterno ed è ornata con girali a tralci d’edera.
Sull’altare vi è una pala centinata, olio su tela di 150 x 90 cm, dell’ultimo quarto del XVI secolo, opera probabile della bottega di Antonio Frigimelica il vecchio ” (Camposampiero BL, 1570 – Belluno, 1649) che raffigura “Madonna con Bambino tra Sant’Antonio abate (a sinistra) e Sant’Ominino”(a destra in manto rosso).
La pala, con questa identificazione dei Santi, è ricordata nella visita Pastorale del 19 ottobre 1613 ed era collocata nella piccola cappella posta a Oriente. La relazione della visita Pastorale cita anche, nella cappella di fronte, un dipinto simile con la “Madonna col Bambino sant’Ominino e sant’Antonio di Padova”, tuttora esistente.

Sant’Antonio abate ha nella mano sinistra il fuoco e nella destra un bastone a tau. Il muso di un maiale spunta da dietro la figura, a destra.

 

 

 

 

 

 

Sulla parte frontale dell’altare una piccola raffigurazione del santo.


Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500176105

 

Segnalazione:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

ANZOLA DELL’EMILIA (BO). Chiesa di Santa Maria in Strada, dipinto con s. Antonio abate, XVII secolo

La chiesa conserva su un altare laterale un olio su tela di 340 x 200 cm, raffigurante “Madonna con Bambino, Sant’Antonio abate e San Giovanni Battista”, datato al XVII secolo,
Attribuito a Giacomo Cavedoni o Cavedone (Sassuolo, 1577 – Bologna, 1660), pittore allievo del Carracci.

 

Nel cielo, la Vergine, vestita di rosso e di azzurro, con il Figlio in braccio, è sorretta da due angeli; in basso a sinistra è il Battista, in piedi, in manto rosso, con la croce; a destra è inginocchiato Sant’Antonio abate.

 

 

L’antica chiesa fu demolita in gran parte e ricostruita su progetto dell’architetto Bartolomeo Barilli e completata nel 1789.
Nel 1978 la chiesa fu oggetto di un intervento di restauro.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800072953

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/64608/Anzola+dell%27Emilia+%28BO%29+%7C+Chiesa+di+Santa+Maria+in+Strada

ARMO (IM), borgata Grenzolini. Cappella di San Matteo, polittico con s. Antonio abate, XVI-XVII secolo

All’interno della cappella, sull’altare, è posto un polittico, tempera su tavola, risalente al 1590 – 1610 circa.
La scheda del Catalogo dei Beni culturali cita:
«L’opera rivela evidenti affinità stilistiche con il polittico presente nella Cappella di Sant’Antonio ad Armo, frazione Costa (vedi scheda), affinità riscontrabili soprattutto nelle figure dei santi Antonio e Bernardo, pressoché identiche nell’impostazione e nella fisionomia. È pertanto possibile ipotizzare la presenza, in questa zona del Ponente ligure, di un artista attivo nei primi anni del XVII secolo, come si deduce dalla data del polittico di Sant’Antonio (1619), al quale ricondurre entrambi i polittici di Armo. La maggiore ieraticità delle figure induce a ritenere questo polittico anteriore a quello della Cappella di Sant’Antonio.»
Nel polittico sono raffigurati la Madonna col Bambino, San Pietro, San Bartolomeo,  San Bernardo. 
Sant’Antonio è raffigurato in alto a sinistra, a mezzobusto, tiene nella mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella.

 

La Cappella è di origini incerte, fu citata solo nel 1775 nei libri contabili. L’ edificio è composto da un’unica aula rettangolare voltata a botte dalle tipiche caratteristiche degli oratori/cappelle campestri.
Nel 1990 fu restaurato il polittico.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/20657/Armo+%28IM%29+%7C+Cappella+di+San+Matteo.

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700192229 

ARMO (IM), contrada Costa. Cappella di Sant’Antonio abate

La Cappella si trova al bordo della stretta a Via Dante Alighieri, accostata a destra, sul lato lungo, a una costruzione residenziale. Davanti all’ingresso della Cappella un piccolo spazio aperto triangolare ospita una panchina.
https://maps.app.goo.gl/Jo5t58h3DNsa8C5s7

Negli anno 1624-53 la cappella fu menzionata nel “Sacro e Vago Giardinello” (un manoscritto seicentesco realizzato tra il 1624 e il 1625; iniziato da Pier Francesco Costa vescovo di Albenga e continuato dal canonico Gio. Ambrogio Paneri suo segretario) dove si cita che la Cappella sia mantenuta grazie alle elemosine della cittadinanza “…è mantenuto di elemosine … com’anco l’Oratorio di Sant’Antonio della Costa, se bene vi sia un legato di fiorini 6 annui, con obbligo di due Messe annue, et il restante per riparatione”.
Nel 1776 l’oratorio è citato nei libri contabili.
Nel 1957 la cappella fu restaurata.

Ha aspetto e caratteristiche tipiche degli oratori di campagna. La facciata è intonacata e presenta due finestrelle quadrate poste ai lati dell’ingresso, dette “finestrelle devozionali”, oltre ad una finestra ovale nel frontone, tutte riquadrate da lastre di ardesia.
Al di sopra del tetto a due falde si trova un campaniletto a vela.
L’intero edificio è intonacato con intonaco “a frattazzo“ o grezzo.
La Cappella è composta da una piccola aula rettangolare coperta con volta a botte lunettata ottagonale e da un presbiterio con abside semicircolare schiacciata.
La volta è coperta da una cupola che reca al centro la colomba dello Spirito Santo e tutt’intorno una teoria di angioletti festanti.

L’altare è addossato alla parete di fondo dell’aula, ed è posto su due gradini in pietra; è in stucco policromo con il paliotto decorato da un medaglione a forma di cuore. Al di sopra della mensa si trova la pala d’altare con il fastigio ornato da volute vegetomorfe.

La Cappella conserva un polittico del 1619; la scheda del Catalogo dei Beni culturali recita:
«L’opera, nonostante il cattivo stato di conservazione, rivela affinità stilistiche e compositive con il polittico presente ad armo, in frazione Grenzolini, nella cappella di San Matteo (vedi scheda): affinità riscontrabili soprattutto nelle figure dei santi Antonio e Bernardo, pressoché identiche nell’impostazione e nella fisionomia. È pertanto possibile ipotizzare la presenza, in questa zona del Ponente ligure, di un artista attivo nei primi anni del XVII secolo, e riferire a questi anche l’esecuzione del polittico di san Matteo, databile alla stessa epoca. Dal punto di vista formale l’opera è ancora riconducibile ad una cultura di matrice tardomedievale. Per la struttura compositiva del polittico, l’artista si è ispirato ai modelli quattrocenteschi, rinunciando alle cornici cuspidate in favore di un disegno più lineare e classico.»

Nel polittico sono raffigurati (in basso a destra) San Bartolomeo; (in alto a sinistra) San Michele Arcangelo; (in alto a destra) San Bernardo.
 Sant’Antonio
è raffigurato stante in basso a sinistra, tiene nella mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella; un maiale è ai suoi piedi.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/20660/Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700192224