BAGNO DI ROMAGNA (FC). Chiesa di Santa Maria Assunta, quadro con s. Antonio abate, 1708

Un olio su tela di 170 x 170 cm raffigurante “La Madonna col Bambino e i Santi Benedetto, Biagio, Pietro, Paolo, Antonio abate, Romualdo”.
Opera di ambito toscano, 1708.
Iscrizione sul gradino del trono in lettere capitali: “(PRI) ORE. D. GABRIELIS. DE. PAULIS. 1708 AVE M. GRAZIA. PLENA. DNS TEM”.
Dall’archivio parrocchiale si ricava che il Gabrieli fu parroco dal 16 novembre 1705 al 23 dicembre 1752.

La Vergine è seduta al centro, su trono dal basamento poligonale, con il Bimbo dormiente sulle ginocchia. I Santi sono in due gruppi di tre, lateralmente al trono, a sinistra sono le figure di S. Benedetto, S. Biagio e S. Pietro; a destra, S. Paolo, S. Antonio abate e San Romualdo;
Sant’Antonio veste abiti vescovili mitra e bastone pastorale, identificabile per il piccolissimo maiale della cinta senese ai suoi piedi.

 

La Basilica di Santa Maria Assunta di Bagno di Romagna, documentata già nell’anno 861, ha subito nel corso dei secoli profonde trasformazioni: linee romaniche sono rilevabili solo all’esterno. E’ a navata unica con sette cappelle per parte. I restauri degli anni 1958- 1960 hanno riportato alla luce il portale romanico a colonnine a cui fu sovrapposto quello rinascimentale; i lavori recenti le hanno dato unità stilistica e una migliore fruizione delle importanti opere d’arte conservatevi.
Tra i dipinti la “Madonna col Bambino” (1410 ca) del Maestro di Sant’Ivo e la “Madonna Assunta e Santi” (1467) di Neri di Bicci; la “Natività” di un allievo del Ghirlandaio noto con il nome di Maestro del Tondo Borghese, e la “Madonna col Bambino e Santi” (1560 ca.) di Michele Tosini.
Una statua in terracotta policroma di straordinaria bellezza raffigurante Sant’Agnese (1490) opera di Andrea della Robbia (1435 -1525); un rilievo in terracotta della bottega di Donatello.

 

Link:
https://www.bagnodiromagnaturismo.it/-/bagno-madonna-col-bambino-e-santi-1495-a-s-piero-in-bagno-opere_art

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800012847

ROMA. Chiesa di Santo Stefano del Cacco, affresco con s. Antonio abate, inizi XVII secolo

In origine il nome era Santo Stefano de pinea, dalla pigna di epoca romana ritrovata nella zona, che dà il nome al rione e che è conservata nella Città del Vaticano. Popolarmente invece l’appellativo del cacco viene da una storpiatura di macaco, dal simulacro di un cinocefalo egiziano che si trovava dinanzi alla porta della chiesa, in cui i romani vedevano la testa di una scimmia (invece della testa di cane, con cui era raffigurato il dio egizio Anubis). Situata nella via omonima.
L’origine della chiesa è fatta risalire al IX secolo. Risalgono al XII secolo il campanile, inglobato ora nel monastero accanto, e l’abside. Papa Pio IV la concesse ai Padri Silvestrini nel 1563. La chiesa fu sottoposta a restauri dagli stessi Padri nel 1607, e poi nel Settecento e nell’Ottocento.
L’interno si presenta a tre navate (tipo basilicale). Conserva un affresco di Perin del Vaga raffigurante Cristo in pietà, e nell’abside il Martirio di santo Stefano.

Un affresco di 260 x 160 cm, situato nella navata sinistra, sulla parete di fondo dietro un Crocifisso, raffigura i “Santi Lorenzo e Silvestro (a sinistra) e Antonio abate”.
Citato negli atti della visita apostolica del 1627 e già attribuito al Pomarancio (Strinati, 1979) è più probabile sia opera di Cristoforo Casolani (1582 circa – 1622 circa), allievo del Pomarancio, che nel 1607 affrescò l’abside della chiesa.

Sant’Antonio, a destra, nella mano sinistra tiene bastone cui è appeso un campanello e un libro nella destra.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200199749B

LAGNASCO (CN). Cappella di San Gottardo o della Sindone, con immagine di s. Antonio abate

La cappella funeraria dei marchesi Tapparelli d’Azeglio sorge nel cimitero di Lagnasco; è di piccole dimensioni, rettangolare e con un’absidiola pentagonale rivolta ad ovest.
L’edificio fu costruito nel 1553 dalla famiglia dei Marchesi come cappella del proprio castello.
La decorazione pittorica dell’interno si deve a Pietro Dolce (1506 circa – 1566 circa), pittore saviglianese che in territorio saluzzese decorò anche l’ala di levante del Castello di Lagnasco.
Risolti i gravi problemi statici della Cappella, si è proceduto al restauro degli affreschi e dell’esterno nel 2019-21.

Nell’abside sono raffigurati:
1. parete all’estrema sinistra di chi guarda: S. Gerolamo nel deserto;
2. parete di sinistra: S. Antonio abate e S. Gerolamo;
Sant’Antonio è raffigurato come un vecchio con folta barba bianca, testa calva e con un saio scuro. Ha la mano destra nel gesto di benedizione e col braccio regge tiene il bastone vescovile a tau, cui sono appese due campanelle; con la mano sinistra tiene un libro chiuso.
3. Parete di centro: ostensione del la Sindone retta da tre santi Vescovi;
4. parete di destra: S. Rocco e S. Sebastiano;
5. parete all’estrema destra: due Santi stanti, il primo non identificabile con sicurezza, il secondo è il beato Aimone Tapparelli (come indica una scritta sottostante).

 

Bibliografia:
Perotti Mario, Repertorio dei monumenti artistici della provincia di Cuneo, Quaderno n° 32 b, 1980, Amministrazione della Provincia di Cuneo, pp. 130-33

Link:
https://sindone.univoca.org/?portfolio=lagnasco-cn-cappella-di-san-gottardo-con-iconografia-della-sindone-retta-da-tre-vescovi

GRUMENTO NOVA (PZ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Contrada Sant’Antonio, zona sud-ovest del perimetro extraurbano.
https://maps.app.goo.gl/jdBoR9D9t1rKxQks6

 

Non si conosce con certezza la data di costruzione della chiesa, ma dovrebbe risalire presumibilmente alla seconda metà del XVIII secolo.
Agli inizi degli anni 2000 la chiesa è stata interessata da una serie di lavori di manutenzione e restauro conservativo tra i quali il rifacimento della struttura lignea a capriate della copertura

L’area esterna è a ridosso di una zona verde e un piazzale pavimentato adibito a parcheggio
La chiesa presenta una la facciata a capanna che ha una semplice porta d’accesso sulla quale si apre un’apertura ad arco vetrata che ospita una piccola campana.
Al suo interno vi è un’unica navata con la zona presbiteriale delimitata da un arco e rialzata di tre gradini rispetto al piano di calpestio.
Sulla parete di fondo è addossato l’altare maggiore in pietra con al di sopra l’edicola e la statua di sant’Antonio abate, del XVIII secolo, ospitata in nicchia.
Sul soffitto del presbiterio è collocata una tempera raffigurante sant’Antonio databile al 1952.
La navata presenta una copertura con struttura lignea a capriate e sulla parete destra si aprono due finestre rettangolari per l’illuminazione.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/20007/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Grumento_Nova

VIGGIANO (PZ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate
https://maps.app.goo.gl/aPe3Dcy91rjkgaPb7

 

Situata nel cuore del borgo antico, la Chiesa risale al 1560, quando furono edificate anche le Chiese di San Benedetto e di San Nicola.
Lavori di manutenzione e restauro conservativo hanno interessato la cappella nel 2018. I lavori hanno riguardato l’interno con il rifacimento dell’impianto elettrico, la sistemazione dell’area presbiteriale e la tinteggiatura delle pareti.

La Chiesetta, in forte pendenza, ha un unico ingresso con semplice portale in pietra, una finestra sovrastante e un campanile a vela.

L’interno, di modeste dimensioni, è stato completamente rinnovato e presenta una mensa in muratura collocata su un presbiterio rialzato.
Alle spalle è posta una statua di sant’Antonio abate all’interno di una nicchia. La statua presenta il Santo in saio marrone, con un libro nella mano sinistra e una croce (invece del consueto bastone) nella destra; un maialino è ai suoi piedi.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/90635/Viggiano+%28PZ%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate