BORGO VALBELLUNA (BL), frazione Sant’Antonio Tortal. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

L’ex comune di Trichiana, cui apparteneva la frazione di Sant’Antonio Tortal, si è fuso con altri per dare origine nel 2019 al nuovo comune di Borgo Valbelluna.
Località Sant’Antonio Tortal, 112
https://goo.gl/maps/L78hajWP4n3buzSh8

La chiesa di S. Antonio, consacrata nel 1345 come ricordato dall’epigrafe conservata in chiesa, fu rimaneggiata nel corso dei secoli.
Era in origine cappella esterna della pieve di Trichiana. La cura d’anime però è molto antica.
La chiesa attuale fu costruita dopo il 1867 dal vescovo Manfredo Bellati..
Curazia dal 30 ottobre 1868, divenne parrocchia il 17 gennaio 1938 con decreto del vescovo E. Beccegato.

 

Link:
https://www.diocesivittorioveneto.it/territorio/parrocchie.asp?for=1&parr=5

VAL DI ZOLDO (BL), frazione Chiesa. Chiesa di San Tiziano in Goima, con statua di s. Antonio abate, 1520

Il Comune nacque nel 2016 in seguito alla fusione dei comuni di Forno di Zoldo e Zoldo Alto, cui apparteneva la frazione Chiesa di Goima.
Via Chiesa, 142   https://goo.gl/maps

 

La costruzione della Chiesa risale al 1400 quando fra Franceschino da Forlì ottiene il consenso per la realizzazione ex novo di una Chiesa, che diverrà nel 1726 la parrocchiale di San Tiziano. È probabile che il nuovo edificio sacro sia stato edificato sulle basi di un antico tempio, diventato troppo piccolo per la popolazione.
L’edificio si compone di un’unica aula sovrastata da un soffitto a volta, quattro altari di cui l’altar maggiore collocato nell’abside, due altari minori e un flügelaltar e infine una sagrestia accanto alla quale si erge la torre campanaria.

Il Flügelaltar (letteralmente “altare con le ali”) è un altare di legno scolpito policromo, con due battenti (standflügel) laterali, aperti nei giorni festivi, chiusi nei giorni feriali; attribuibile alla bottega di Andrè Haller di Bressanone e datato 1520 circa, costituisce uno dei pochi esempi di questo tipo di opere giunti fino ai nostri giorni.
Proviene dall’antico tempio; posizionato in passato sull’altar maggiore, trova attualmente collocazione sulla parete sinistra dell’aula: all’interno dello scrigno conserva le statue della Madonna con il Bambino tra San Tiziano e, a sinistra, Sant’Antonio abate in abiti vescovili; all’interno delle portelle due altorilievi raffigurano Santa Caterina d’Alessandria (o Giustina) e San Floriano.
Le tavole intorno alle statue scolpite sono dipinte a tempera. L’esterno dei battenti riporta dipinte le figure dei santi Lorenzo, Sebastiano, Pietro e Paolo. Nella predella che sostiene l’altare è rappresentato un Compianto sul Cristo Morto.

 

Link:
https://www.infodolomiti.it/dolomiti-da-vedere/chiese-e-santuari/val-di-zoldo/da-zoldo-alto-a-zoppe-di-cadore/chiesa-di-san-tiziano-goima/7912-l1.html

https://arengario.net/momenti/momenti65.html

https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500210179

VAL DI ZOLDO (BL), frazione Mareson. Chiesa di San Valentino con statua di s. Antonio abate, inizi XVIII secolo

Il Comune nacque nel 2016 in seguito alla fusione dei comuni di Forno di Zoldo e Zoldo Alto, cui apparteneva la frazione Mareson. Via Mareson, 36 https://goo.gl/maps

 

La Chiesa di San Valentino si deve a Leonardo del fu Nicolò Mascagnino da Mareson, che chiese al vescovo Pietro Barozzi il permesso per l’edificazione di un luogo sacro nel paesino. La chiesa quattrocentesca subì nel corso degli anni vari restauri e rifacimenti e si arricchì nel tempo di due altari minori dedicati alla Santa Croce e a Sant’Antonio di Padova, oltre al bell’altar maggiore, e di un campanile, edificato nel 1765. La chiesa diviene, infine, parrocchiale di Mareson nel 1944.

Il presbiterio è costituito da un soffitto a vele elegantemente affrescate ed ospita l’altare maggiore dedicato a San Valentino, opera del bellunese Andrea Brustolon (1662 – 1732).
L’alzata dell’altare è costituito da due nicchie laterali ospitanti le statue, a sinistra, di Sant’Antonio abate e, a destra, di San Francesco d’Assisi, mentre nella parte alta spicca la figura del Cristo glorioso tra quattro angeli.
La pala centrale dell’altare è un’opera eseguita nel 1732 dall’artista veneziano Girolamo Brusaferro (1684 circa – 1760 circa) e illustra la Madonna con il Bambino e, in primo piano, San Nicolò e San Valentino.

 


Link:

https://www.infodolomiti.it/dolomiti-da-vedere/chiese-e-santuari/val-di-zoldo/da-zoldo-alto-a-zoppe-di-cadore/chiesa-di-san-valentino-mareson/7911-l1.html

VAL DI ZOLDO (BL), frazione Forno, località Borgo Sant’Antonio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

L’ex Comune di Forno di Zoldo si è unito nel 2016 a  Zoldo Alto per formare il nuovo Comune di Val di Zoldo.
Borgo Sant’Antonio, già frazione di Forno di Zoldo.
https://goo.gl/maps/9yyynbYhYmic3piQA

 

La Chiesa sembra avere origini antiche: testimonianze narrano della sua esistenza già prima del 1454.
La chiesa primitiva fu oggetto di ripetuti lavori di ingrandimento e ristrutturazione, in particolare nel 1619 è certa l’attuazione di alcuni interventi di ampliamento che l’avrebbero resa più funzionale.
La struttura fu gestita dalla Confraternita dei Battuti fino a quando, a causa del decreto napoleonico, venne forzata l’estinzione di tutte queste congregazioni.
Da quel momento, l’edificio, che contava all’epoca già quattro altari abbelliti di opere artistiche, fu oggetto della cura dei fedeli che dovettero occuparsi anche dell’arredamento/ornamento della chiesa, privata dei suoi beni dotali con il decreto del 1806.
La Chiesa di Sant’Antonio Abate divenne, infine, parrocchiale di Forno di Zoldo con decreto vescovile del 10 luglio 1936.

Presenta facciata a capanna con un piccolo oculo. A destra svetta l’alto e sottile campanile.
Gli affreschi sulla facciata risalgono agli ultimi anni del XVIII secolo e sono stati restaurati all’inizio degli anni Ottanta del Novecento.

 

All’interno sono conservati tre imponenti altari lignei, citati in manoscritti del XVII secolo.
L’altar maggiore è un’opera lignea dello scultore locale Jacopo Costantini (XVII secolo) e ospita un’ancona sviluppata in due registri: il registro inferiore si costituisce di tre nicchie ospitanti al centro la statua di Sant’Antonio abate e ai lati i Santi Carlo Borromeo e Macario. Nella parte superiore vi è la figura del Cristo risorto mentre sul timpano si erge la figura di Sant’Antonio di Padova.
Sempre sull’altar maggiore, sulla mensa è collocato un tabernacolo ligneo dorato e scolpito attribuito a Giovanni Paolo Gamba detto “Zampol” (Bragarezza, 1723 – Forno di Zoldo, 1802).Fotoadestra.

L’altare minore dedicato a Sant’Antonio di Padova è stato eseguito da Giovanni Auregne (notizie: 1634 – 1689) e abbellito di decorazioni, intagli e sculture. All’interno spicca la pala dipinta dal pittore bellunese Nicolò de Barpi (seguace del Frigimelica, XVI secolo) raffigurante Sant’Antonio di Padova in adorazione del Bambino Gesù.

Dell’altare minore intitolato a San Silvestro, anch’esso eseguito da Jacopo Costantini, rimane una bella alzata che ospita le statue del Santo pontefice tra i Santi Floriano e Bartolomeo.

 

Link:
https://www.infodolomiti.it/home-page/5628-l1.html

FELTE (BL). ex chiesa di Ognissanti, affresco con sant’Antonio abate, 1522

L’affresco raffigura la Trasfigurazione di Cristo, santa Lucia e sant’Antonio abate.
Nella sacrestia attigua alla chiesa, caratterizzata dall’elaborato arredo in legno intagliato, campeggia lo straordinario affresco di Lorenzo Luzzo del 1522. S. Antonio è a sinistra con in mano il bastone e il fuoco; un maialino dalla cinta senese spunta alla sua destra.

Considerata opera di Lorenzo Luzzo, detto “Morto da Feltre” (Feltre, 1480 circa – Zara o Venezia, 1527), anche se qualche critico ha sollevato dubbi sull’attribuzione, vedi: https://corrierealpi.gelocal.it/belluno/2018


La ex chiesa di Ognissanti
si trova fuori dalle mura, nel Borgo Ruga. La cerimonia di ampliamento e ricostruzione avvenne il 7 marzo 1316. Limitati furono i danni arrecati dall’incendio del 1510 alla struttura che, fino alla soppressione operata dalla Repubblica di Venezia nel 1768, ospitò il convento degli Agostiniani. Nel 1775 l’edificio entrò a far parte dell’Ospedale di Santa Maria del Prato e nel 1838-39 fu ampliato.
La chiesa, sconsacrata,  inserita nelle strutture già adibite a sezione neuropsichiatrica dell’ospedale e ora a campus universitario, è di proprietà dell’Usl 1 Dolomiti.
L’immobile versa da tempo in condizioni precarie e necessita di importanti interventi di recupero strutturale e di restauro, anche in relazione al patrimonio artistico che vi è contenuto.

 

Link:
http://www.feltre.info/it/chiese/chiesa-di-ognissanti

https://www.ilgazzettino.it/pay/belluno_pay/feltre_la_chiesa_di_ognissanti_e_un_patrimonio_architettonico_ed_artistico-5757397.html

Rilevatore: AC