CONFEDERAZIONE ELVETICA – LOSONE, frazione Arcegno. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Canton Ticino. Losone, frazione Arcegno. Via Ronco
https://goo.gl/maps/JUSLs5G5Nxe7fG2M9

 

La chiesa fu costruita fra il 1347 e il 1357.
Un primo ampliamento della chiesa fu effettuato nel XV secolo. Di quest’epoca rimangono alcuni affreschi, conservati solo in parte e scoperti nel 1977, attribuiti alla scuola di Cristoforo da Seregno (1448 – 1492): si tratta di un Volto di Cristo, di un’Ultima Cena di cui si conservano solo i volti di quattro Apostoli, di un volto di San Sebastiano, di un San Lorenzo martire del quale si conservano solo i piedi e di un’Adorazione dei Magi.
Fra il 1560 e il 1565 fu eretto il campanile, forse su progetto di Giovanni e Pietro Beretta. Nel XVII secolo, ancora partendo da un progetto attribuito a Pietro Beretta, l’asse della chiesa fu rovesciato e all’edificio fu aggiunto un coro di forma poligonale.
La facciata presenta decorazioni settecentesche architettoniche e pittoriche, con la stazione conclusiva della Via Crucis (1768) e la figura dell’Addolorata (1772).
All’interno, l’altar maggiore fu rinnovato all’inizio dell’Ottocento, ma conserva la pala seicentesca raffigurante la Vergine col bambino e i santi Antonio abate, Lorenzo, Rocco e Michele.

 

La cappella dell’Assunta, decorata con stucchi e affreschi, conserva anch’essa una pala d’altare con l’Assunta fra Santi, tra cui sant’Antonio abate. In un’altra cappella laterale, tela con la Circoncisione, opera giovanile (1737) di Giuseppe Antonio Felice Orelli.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Losone)

GRAN BRETAGNA – LONDRA. British Library, miniatura di sant’Antonio abate tormentato dai diavoli, 1470

 

Miniatura del manoscritto della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, redatto in Francia (Parigi e Rouen) in corsivo gotico nel 1470, che misura 44,2 x 31,5 cm, testo su tre colonne.
Manoscritto Yates Thompson 49 vol. 1, fol. 34v
Lasciato in eredità al British Museum nel 1941 da Mrs. Henry Yates Thompson.

Attribuito a miniatore della cerchia del Maestro Coëtivy, un pittore e miniatore attivo dal 1450 al 1500, che,
sulla base delle sue caratteristiche stilistiche, si formò nelle Fiandre e lavorò poi a Parigi, il suo nome deriva da un libro d’ore che ha realizzato per Olivier de Coëtivy, consigliere e ciambellano di Carlo VII.

Nella pagina che inizia la storia di Sant’Antonio vi è l’iniziale istoriata ‘A'(ntonio) con la figura del Santo benedetto da un altro santo. La miniatura centrale mostra sant’Antonio tormentato da mostruosi demoni, uno ha la forma di un’aragosta; per questo l’opera è anche nota come: Sant’Antonio abate e il diavolo-aragosta).

 

Link:
http://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/record.asp?MSID=8109
http://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/ILLUMIN.ASP?Size=mid&IllID=45860

GRAN BRETAGNA – LONDRA. Museo Wellcome Collections, “Il tormento di sant’Antonio” stampa di P. Picault

Stampa calcografica , opera di Pierre Picault (1680 – 1711), tratta da Jaques Callot (1592-1635).
Inventario numero 8723i

 

Wellcome Collection è un museo e una biblioteca fondata nel 2007, con sede a 183 Euston Road a Londra, che espone manufatti medici e opere d’arte originali che esplorano “idee sulle connessioni tra medicina, vita e arte”.

 

 

Immagine da Wikimedia
Link:

https://wellcomecollection.org/works/ns6b7ag6

ROCCASPARVERA (CN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Castello, 6
https://goo.gl/maps/j54UKZoV5FuCdZNv7

La parrocchia di Roccasparvera, menzionata già nella bolla di papa Alessandro III del 1179 e poi nel 1291 come il luogo in cui venne firmato il trattato di pace tra Tomaso I di Saluzzo e Amedeo V di Savoia, viene identificata con la chiesa odierna dedicata a Sant’Antonio abate solo a partire dal 1484. L’antica sede era invece collocata nella chiesa di san Martino, nella località omonima, ai piedi della montagna del castello ove tutt’ora si trovano i resti dell’abside.
Non è nota l’origine della chiesa di Sant’Antonio; tra le possibili ipotesi non è azzardato ritenere che fosse inizialmente (XII secolo?) un ospizio degli Antoniani di Vienne, inglobata poi nel priorato di Santa Maria Maddalena – Priorato medievale estinto, dipendente dall’abbazia benedettina di San Dalmazzo di Pedona; poi dipendente da San Teofredo di Le Puy dal 1100 circa; unito alla parrocchia di San Donato di Demonte nel 1592 – tanto da giustificare, nel 1386, la presenza della chiesa di Sant’Antonio tra le chiese collegate al priorato di Bersezio (Argentera, fondato dai monaci di San Teofredo di Le Puy).
La chiesa quattrocentesca di Sant’Antonio fu ampliata nel ‘600 e nel ‘700 che danno all’edificio un aspetto barocco.

La mole della chiesa emerge da lontano in mezzo al nucleo compatto di case arroccate; si trova sulla piazza principale, accanto al municipio, e poco distante dalla Confraternita di San Sebastiano e dall’antica fontana in pietra con lavatoio.
La decorazione ottocentesca della facciata è stata da poco restaurata,

La facciata ha una forma semplice, con un bel portale con intagli barocchi ed è decorata da affreschi, realizzati nel 1872 e restaurati a fine Novecento, che raffigurano la Madonna Assunta e due nicchie con sant’Antonio abate (titolare della chiesa) e santa Maria Maddalena (particolarmente amata in Valle Stura).
Il campanile fu costruito nel 1758, come testimonia la scritta alla base.

L’interno è a unica navata unica con quattro cappelle laterali ricavate traforando con archi le pareti. Le cappelle sono decorate da altari in stucco e tele di fattura per lo più settecentesca; a quest’epoca appartengono anche il grande altar maggiore, il pulpito ligneo e l’organo, opera di Giovanni Battista Bima di Saluzzo (1794). Elemento caratteristico di questa chiesa è l’abside semicircolare.

 

Bibliografia da: http://cultura.diocesicuneo.it
Roccasparvera-bibliografia.pdf

DEMONTE ( CN), frazione Festiona. Cappella di Sant’Antonio abate e Borgata Ospitalieri

La presenza degli Ospitalieri nel territorio di Demonte è ricordata nel toponimo del nucleo di case, detto “Borgata Ospitalieri”, lungo la strada sulla destra orografica dello Stura, presso il guado che da Demonte collegava le borgate alpine di Bergemolo.
I monaci Antoniani custodivano questo difficile tratto di strada e presumibilmente nel XIV – XVI secolo gestivano un ospizio per pellegrini.
https://goo.gl/maps/xT8ThUuUJqgrbqV7A

 

A pochi chilometri a valle della Borgata Ospedalieri, all’ingresso ovest della frazione Festiona, sulla strada che attraversa il paese, è ancora presente la cappella di Sant’Antonio abate, il cui portico protegge il passaggio sull’antica via.
https://goo.gl/maps/bLJN7YEMq36eAEFy9

Sulla facciata un dipinto con sant’Antonio abate.

 

 

Bibliografia:
GAZZOLA Gian Michele, Lungo gli itinerari dei romei nelle vallate cuneesi, in “Primalpe”, n. 14, Cuneo, febbraio 1985, pp. 743-767.
GAZZOLA Gian Michele, Chiese e cappelle in Valle Stura. Ripresa e sviluppo dell’edilizia religiosa nei secoli XVII-XVIII, Supplemento al n. 16 di “Primalpe”, Cuneo 1986, p. 22.
RISTORTO Maurizio, Demonte. Storia civile e religiosa di un Comune di Valle Stura, Cuneo, S.A.S.T.E., 1973, p. 275