GERMANIA – DARMSTADT. Hessisches Landesmuseum, “La tentazione di sant’Antonio” di F. Francken II, 1610-15

Dipinto a olio su rame
Mostruosi diavoli portano le tradizionali tentazione di gola (cibi), orgoglio e superbia (ricchezze), concupiscenza (la bella donna/diavolessa che porta una coppa come tentazione dell’ubriachezza).

 

Frans Francken II o il Giovane (Anversa 1581 – 1642) è stato un pittore e disegnatore fiammingo dell’era barocca e il membro più famoso e artisticamente talentuoso della famiglia di pittori Francken. Il dipinto della tentazione di sant’Antonio fu creato nella sua bottega nel 1610-15

Il Museo Regionale dell’Assia o Hessisches Landesmuseum, è un museo interdisciplinare che possiede collezioni di storia naturale e una importante raccolta di opere d’arte.

 

Immagine da Wikimedia
Link
:
https://www.hlmd.de/

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:The_Temptation_of_Saint_Anthony,_by_Frans_Francken_II_and_workshop,_Antwerp,_1610-1615,_oil_on_copper,_view_1_-_Hessisches_Landesmuseum_Darmstadt_-_Darmstadt,_Germany_-_DSC01255.jpg

 


COLLOCAZIONE IGNOTA

Un altro dipinto con lo stesso soggetto, dipinto a olio su rame di 20,6 x 27,7 cm, firmato e datato in basso a destra: “F Francken/ 1604”, è stato venduto da Christie’s (New York City) il 4 giugno 2014, lotto 69

Link:
https://rkd.nl/en/explore/images/263060

CONFEDERAZIONE ELVETICA – BERNA. Chiesa di Sant’Antonio abate/degli Antoniani ora chiesa evangelica luterana

Antoniterkirche o Antonierkirche è una chiesa gotica situata nella Postgasse n. 62 nel centro storico di Berna.
La casa bernese dell’ordine degli Antoniani fu fondata prima del 1283 come filiale di Chambéry.
Dalla fine del XIII secolo gli Antoniani si prendevano cura dei malati e accoglievano i pellegrini. Dopo aver lavorato nelle case esistenti per quasi 150 anni, nel 1444 riuscirono a costruire una piccola cappella e una casa religiosa in quella che oggi è Postgasse. Nel 1492-94, nello stesso luogo della cappella, fu edificata l’odierno edificio, una chiesa-ospedale che disponeva di 20 posti letto dai quali i pazienti sdraiati avevano la vista dell’altare maggiore e potevano seguire la messa.

Nel 1518-20 Niklaus Manuel dipinse quattro pannelli per l’altare maggiore di Sant’Antonio, la sua ultima e più matura opera, ora conservata al Kunstmuseum di Berna, VEDI SCHEDA.

Nella parte anteriore della chiesa, riservata al culto, gli Antoniani fecero affrescare tra il 1496 e il 1500 entrambe le lunghe pareti dal “Maestro bernese dei garofani” con 64 scene in stile tardogotico raffiguranti episodi della Vita di Antonio. Di essi cui purtroppo restano pochissimi resti che furono rimossi durante la ristrutturazione del 1940 e collocati sulla parete del primo piano dell’edificio nel cosiddetto “salone degli affreschi”. I dipinti raffigurano episodi della Vita di s. Antonio tratti dalla Vita Antonii di Atanasio, dalla Vita Pauli di Hieronymus e dalla Vitae Patrum.

Quando la Riforma raggiunse la città di Berna, le famiglie dei donatori ripresero le pale d’altare, probabilmente per proteggerle dalle azioni iconoclaste. Questa cautela era decisamente appropriata: quando il governo bernese sciolse l’Antoniterkonvent nel 1528 in connessione con l’introduzione della Riforma, gli arredi rimasti furono bruciati e la chiesa secolarizzata.
La chiesa, nei successivi 400 anni, fu adibita alternativamente a granaio fino al 1533, bottega di sellaio, deposito di carrozze postali; dal1839 al 1843 l’ex chiesa servì come sala di esposizione della società antiquaria, poi come scuderia e magazzino di estintori.

Nel 1839 tornarono alla luce gli affreschi sulle lunghe pareti della chiesa. Poiché iniziavano da 2,50 m di altezza, anche durante i vari utilizzi dell’ex chiesa non furono imbiancati, ma non sono stati nemmeno curati. Quando l’associazione antiquaria li scoprì, i colori originali erano sorprendentemente freschi e vivi. Ma gli storici dell’arte si interessarono poco all’opera. Passarono altri cento anni prima che gli affreschi divenissero nuovamente visibili correttamente nel 1939/40, sebbene allo fossero in condizioni molto peggiori di quelle descritte nel 1839.
I lati lunghi della navata hanno ciascuno 4 file di 8 rettangoli alti (120 x 112 cm) raffiguranti scene della vita di Antonio e sono provvisti di didascalie su tre righe. Si trovarono 26 dei 64 campi completamente danneggiati, 7 con solo piccoli resti di pittura e 31 con resti riconoscibili. Nessuna delle didascalie è completa. Tuttavia, i dipinti corrispondono a quelli dell’ex convento domenicano, che portano la firma del Maestro bernese dei garofani, che vengono assegnati allo stesso autore o gruppo di autori.

Nel 1939-40 l’edificio fu ristrutturato per riutilizzarlo come chiesa, gli affreschi cinquecenteschi furono staccati e posti al primo piano.

 

Sulle pareti tornate nude fu dipinto il ciclo di affreschi dell’artista svizzero Fritz Pauli (1891-1968): l’uomo tra il bene e il male è raffigurato sulla parete ovest, l’evento natalizio sulla parete sud ed episodi della vita di sant’Antonio sulla parete ovest. Nella tradizione riformata svizzera, scettica sull’immagine, non era una cosa ovvia decorare una chiesa con pitture murali monumentali. Ciò solleva la questione fino a che punto il programma pittorico di Fritz Pauli debba essere interpretato come una rottura con questa tradizione – o se qui vengano rappresentati aspetti specificamente riformati. Sulla parete est sono mostrati tre episodi della vita di Antonio, una netta riduzione rispetto all’antico ciclo in 64 scene. D’altra parte, i pochi affreschi monumentali hanno un effetto enorme nella stanza.
Nel primo dipinto, il vecchio Antonio accovacciato a terra guarda un volto che fa capolino da un enorme pezzo di stoffa drappeggiato a forma di conchiglia e che si avvicina a lui dall’alto. Davanti al Santo ci sono tre figure ammantate, che lo spettatore può vedere solo da dietro. Incerta l’interpretazione delle varie figure.(a destra)

 

 

Il secondo affresco mostra Paolo e Antonio in conversazione, con Paolo che indica un corvo che porta un pezzo di pane nel becco. (a sinistra)

 

 

 

 

 

 

 

L’affresco più vicino all’altare della trilogia bernese mostra la scena, che è raccontata solo nella Vita Pauli di Girolamo (cap. 16), e coglie il momento in cui Antonio arriva al letto di morte di Paul, vede l’anima del defunto salire al cielo e stende il suo mantello sul corpo.

Come interpretare le tre scene nel contesto dell’intero programma iconografico dell’Antoniterkirche a Berna? Nel 1942 fu aggiunta la raffigurazione “L’uomo tra il bene e il male” sulla parete ovest, che ora affronta la trilogia di Antonius e con essa dialoga, forse anche indicando l’aspetto etico in una riduzione molto riformata della venerazione del santi. Perché nella “Tentazione di Antonio” non viene presentato altro che un “uomo tra il bene e il male”. Questo, Antonio, ha scelto il bene. Il finale è stato il monumentale quadro di Natale sulla parete sud, completato nel 1945, sopra l’ingresso della chiesa. Il presepe è qui trascinato nella realtà urbana delle maestranze e degli artigiani. Forse la trilogia di Antonio di Fritz Pauli sulla parete sud dell’Antoniterkirche a Berna non è solo un legame con le tradizioni iconografiche, ma in realtà un’espressione di una recezione riformata della figura di Antonio: il Santo di Fritz Pauli a Berna rappresenta tentazioni mentali, parole e istruzione basata sul pane e il servizio agli altri.

Gli affreschi del Pauli e l’intera Antoniterkirche sono ora sotto la tutela dei monumenti.
Dopo la ristrutturazione, la chiesa rimane in possesso del Comune. La comunità riformata di Münster utilizzò l’edificio come centro comunitario. Nel 1956 la parrocchia di Münster non aveva più bisogno della sala parrocchiale, così fu affittato alla parrocchia evangelica luterana di Berna che da allora utilizza la chiesa e la sala parrocchiale.

Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/Antoniterkirche_(Bern)

http://www.luther-bern.ch/antonierkirche/#A7

https://www.theos.unibe.ch/orte/bern_antoniterkirche_heyden.html

Rilevatore:
AC

CONFEDERAZIONE ELVETICA – BERNA. Museo delle Belle Arti, quattro scene della Vita di s. Antonio abate, di N. Manuel Deutsch, 1520

Dalla pala dell’Altare che originariamente era nella Chiesa di Sant’Antonio abate, Antonierkirch, a Berna,VEDI SCHEDA.

Opera del pittore svizzero Niklaus Manuel Deutsch (1484 -1530) che tra il 1518 e il 1520 progettò l’altare maggiore della chiesa dell’ospedale.
Durante il tumulto della Riforma, i pannelli furono ripresi dalle famiglie dei donatori, per proteggerli, e furono riscoperti solo dopo secoli.
I pannelli dipinti sono la parte anteriore e posteriore delle due porte di un polittico con la parte centrale scolpita, che fu probabilmente bruciata nel periodo della Riforma. Quando era aperto, il polittico era largo circa 6 m e doveva aver riempito in larga misura il coro largo 8,5 m.
I pannelli raffigurano scene della vita di Sant’Antonio:
Chiusa (nei giorni feriali), l’anta di destra della porta raffigura la tentazione di Sant’Antonio da parte di una donna.

L’anta sinistra rappresenta il tormento del santo da parte dei demoni. Forse il più interessante dei quattro pannelli, olio su tavola di larghezza 135 cm.

 

 

 

 

 

 

 

Quando è aperta (domenica e giorni festivi), le superfici delle porte mostrano i compiti importanti dell’Ordine Antoniano.
Il lato interno sinistro raffigura sant’Antonio che guarisce gli infermi e gli indemoniati.

Il lato interno destro mostra la visita di Antonio a san Paolo eremita e il miracolo del corvo che porta loro il pane)

Il fatto che il miracolo del pane sia così centrale e cospicuo poteva aver a che fare con i successi curativi che gli Antoniani ottennero con il pane senza segale cornuta, cioè senza il fungo tossico che era una delle cause del cosiddetto fuoco di sant’Antonio.
I parallelismi con la Pala di Isenheim, dipinta da Matthias Grünewald negli anni 1512-1515 per una chiesa dell’ordine dell’Antoniani, sono inconfondibili.

 

Niklaus Manuel Deutsch è una delle figure di spicco nel periodo di transizione dal Medioevo alla prima età moderna. Fu pittore, statista, riformatore e mercenario svizzero.

Il Kunstmuseum o Museo delle (belle) Arti ebbe come nucleo iniziale una dozzina di quadri che furono acquistati nel 1821 dal cantone di Berna. Attualmente le parti più importanti del museo sono il Trecento italiano, l’arte bernese dal XV al XIX secolo, l’arte francese e tedesca dal XIX secolo a oggi. La collezione comprende oltre 3.000 dipinti e sculture e circa 48.000 disegni, stampe grafiche, fotografie, video e film.

 

Link:
https://www.kunstmuseumbern.ch/en/see/collection/catalogue-of-the-collection-n-masterpieces-1637.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Niklaus_Manuel_Deutsch

Rilevatore: AC

CAPANNORI (LU), frazione San Colombano. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via delle Selvette, località San Colombano. Si trova in prossimità della “Villa del Vescovo”, isolata da una fitta siepe e in posizione sopraelevata rispetto al piano stradale.
https://goo.gl/maps/8HuVcXehMxjUWYMo6

 

Il piccolo oratorio è nominato per la prima volta nell’estimo della diocesi lucchese del 1260, come oratorio (della località) di San Colombano.
Citata nella visita pastorale del 1555.
Nel 1659 la chiesa è ricordata con unico altare in laterizio con ornamento in pietra. Si dice inoltre che era l’oratorio dell’ospedale di Sant’Antonio abate, unito ab antiquo all’Ospedale della Misericordia di Lucca.

L’edificio, disposto secondo il tradizionale orientamento est-ovest, rappresenta un significativo esempio di architettura medievale.
L’intera volumetria mostra, alla base, un paramento in conci di arenaria e nella parte superiore in laterizio, dovuto ad interventi avvenuti nel corso della sua storia.
Sul fronte, il portale è decorato da mostre in pietra e da un archivolto in mattoni arricchito da un leggero motivo decorativo zigrinato e, all’interno della lunetta, da una pietra scolpita con una croce. In prossimità della copertura si apre un oculo strombato, arretrato rispetto al filo della muratura. La facciata è conclusa da una copertura a capanna rifinita con una gronda a doppia fila di mezzane disposte per piatto e per obliquo: sulla destra si trova un campanile a vela in laterizio.
L’abside semicircolare presenta una monofora con tessitura muraria in mattoni rifinita da motivo ornamentale in laterizio.
L’interno è ad aula unica intonacata con disegno a finti conci in pietra, ha un pavimento realizzato con quadrelle in cotto ed il soffitto ordito con impalcato ligneo, capriate, travi e travicelli.

Al di sopra dell’altare maggiore è collocata la statua in terracotta di sant’Antonio abate del XVI secolo e, ai lati dell’abside, attualmente molto degradata, si trovano due rappresentazioni del XVIII secolo di interessante qualità pittorica: a sinistra quella di San Bernardino da Siena e, sulla destra, quella di Santa Maria Maddalena.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/79359/Oratorio+di+Sant%27Antonio+Abate

CREMONA. Cattedrale di Santa Maria Assunta, dipinto con sant’Antonio abate di L. Cattapane, 1593

L’ultimo altare a sinistra, prima del transetto, è dedicato a Sant’Antonio abate, opera del 1593-4 dello scultore Angelo Nani che lavorò nella cattedrale durante la seconda meta del XVI secolo. L’altare fu modificato da Giovan Battista Natali nel 1670

Sopra l’altare vi è una pala che raffigura: “Madonna con il Bambino e i Santi Antonio abate, Paolo eremita e, inginocchiato, il papa cremonese Gregorio XIV”, dipinta nel 1593 da Luca Cattapane (Cremona, prima del 1560 – dopo il 1597).
Sant’Antonio, in piedi a sinistra, regge il bastone con campanella.

 

Il Duomo di Cremona sorse nel XII secolo. Per la storia vedere:
https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Cremona

 

Link:
https://www.cattedraledicremona.it/opera/3-altare-di-sant-antonio-abate/