GRAN BRETAGNA – LONDRA. British Library, miniatura di sant’Antonio abate tormentato dai diavoli, 1470

 

Miniatura del manoscritto della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, redatto in Francia (Parigi e Rouen) in corsivo gotico nel 1470, che misura 44,2 x 31,5 cm, testo su tre colonne.
Manoscritto Yates Thompson 49 vol. 1, fol. 34v
Lasciato in eredità al British Museum nel 1941 da Mrs. Henry Yates Thompson.

Attribuito a miniatore della cerchia del Maestro Coëtivy, un pittore e miniatore attivo dal 1450 al 1500, che,
sulla base delle sue caratteristiche stilistiche, si formò nelle Fiandre e lavorò poi a Parigi, il suo nome deriva da un libro d’ore che ha realizzato per Olivier de Coëtivy, consigliere e ciambellano di Carlo VII.

Nella pagina che inizia la storia di Sant’Antonio vi è l’iniziale istoriata ‘A'(ntonio) con la figura del Santo benedetto da un altro santo. La miniatura centrale mostra sant’Antonio tormentato da mostruosi demoni, uno ha la forma di un’aragosta; per questo l’opera è anche nota come: Sant’Antonio abate e il diavolo-aragosta).

 

Link:
http://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/record.asp?MSID=8109
http://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/ILLUMIN.ASP?Size=mid&IllID=45860

GRAN BRETAGNA – LONDRA. Museo Wellcome Collections, “Il tormento di sant’Antonio” stampa di P. Picault

Stampa calcografica , opera di Pierre Picault (1680 – 1711), tratta da Jaques Callot (1592-1635).
Inventario numero 8723i

 

Wellcome Collection è un museo e una biblioteca fondata nel 2007, con sede a 183 Euston Road a Londra, che espone manufatti medici e opere d’arte originali che esplorano “idee sulle connessioni tra medicina, vita e arte”.

 

 

Immagine da Wikimedia
Link:

https://wellcomecollection.org/works/ns6b7ag6

ROCCASPARVERA (CN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Castello, 6
https://goo.gl/maps/j54UKZoV5FuCdZNv7

La parrocchia di Roccasparvera, menzionata già nella bolla di papa Alessandro III del 1179 e poi nel 1291 come il luogo in cui venne firmato il trattato di pace tra Tomaso I di Saluzzo e Amedeo V di Savoia, viene identificata con la chiesa odierna dedicata a Sant’Antonio abate solo a partire dal 1484. L’antica sede era invece collocata nella chiesa di san Martino, nella località omonima, ai piedi della montagna del castello ove tutt’ora si trovano i resti dell’abside.
Non è nota l’origine della chiesa di Sant’Antonio; tra le possibili ipotesi non è azzardato ritenere che fosse inizialmente (XII secolo?) un ospizio degli Antoniani di Vienne, inglobata poi nel priorato di Santa Maria Maddalena – Priorato medievale estinto, dipendente dall’abbazia benedettina di San Dalmazzo di Pedona; poi dipendente da San Teofredo di Le Puy dal 1100 circa; unito alla parrocchia di San Donato di Demonte nel 1592 – tanto da giustificare, nel 1386, la presenza della chiesa di Sant’Antonio tra le chiese collegate al priorato di Bersezio (Argentera, fondato dai monaci di San Teofredo di Le Puy).
La chiesa quattrocentesca di Sant’Antonio fu ampliata nel ‘600 e nel ‘700 che danno all’edificio un aspetto barocco.

La mole della chiesa emerge da lontano in mezzo al nucleo compatto di case arroccate; si trova sulla piazza principale, accanto al municipio, e poco distante dalla Confraternita di San Sebastiano e dall’antica fontana in pietra con lavatoio.
La decorazione ottocentesca della facciata è stata da poco restaurata,

La facciata ha una forma semplice, con un bel portale con intagli barocchi ed è decorata da affreschi, realizzati nel 1872 e restaurati a fine Novecento, che raffigurano la Madonna Assunta e due nicchie con sant’Antonio abate (titolare della chiesa) e santa Maria Maddalena (particolarmente amata in Valle Stura).
Il campanile fu costruito nel 1758, come testimonia la scritta alla base.

L’interno è a unica navata unica con quattro cappelle laterali ricavate traforando con archi le pareti. Le cappelle sono decorate da altari in stucco e tele di fattura per lo più settecentesca; a quest’epoca appartengono anche il grande altar maggiore, il pulpito ligneo e l’organo, opera di Giovanni Battista Bima di Saluzzo (1794). Elemento caratteristico di questa chiesa è l’abside semicircolare.

 

Bibliografia da: http://cultura.diocesicuneo.it
Roccasparvera-bibliografia.pdf

DEMONTE ( CN), frazione Festiona. Cappella di Sant’Antonio abate e Borgata Ospitalieri

La presenza degli Ospitalieri nel territorio di Demonte è ricordata nel toponimo del nucleo di case, detto “Borgata Ospitalieri”, lungo la strada sulla destra orografica dello Stura, presso il guado che da Demonte collegava le borgate alpine di Bergemolo.
I monaci Antoniani custodivano questo difficile tratto di strada e presumibilmente nel XIV – XVI secolo gestivano un ospizio per pellegrini.
https://goo.gl/maps/xT8ThUuUJqgrbqV7A

 

A pochi chilometri a valle della Borgata Ospedalieri, all’ingresso ovest della frazione Festiona, sulla strada che attraversa il paese, è ancora presente la cappella di Sant’Antonio abate, il cui portico protegge il passaggio sull’antica via.
https://goo.gl/maps/bLJN7YEMq36eAEFy9

Sulla facciata un dipinto con sant’Antonio abate.

 

 

Bibliografia:
GAZZOLA Gian Michele, Lungo gli itinerari dei romei nelle vallate cuneesi, in “Primalpe”, n. 14, Cuneo, febbraio 1985, pp. 743-767.
GAZZOLA Gian Michele, Chiese e cappelle in Valle Stura. Ripresa e sviluppo dell’edilizia religiosa nei secoli XVII-XVIII, Supplemento al n. 16 di “Primalpe”, Cuneo 1986, p. 22.
RISTORTO Maurizio, Demonte. Storia civile e religiosa di un Comune di Valle Stura, Cuneo, S.A.S.T.E., 1973, p. 275

 

SAN FILI (CS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate, 26
https://goo.gl/maps/LTmtDrYst7PF999TA

 

La chiesetta fu edificata tra fine XIV e XVI secolo.
Presenta una facciata esterna molto sobria, in cui si aprono un portale cinquecentesco ad arco a tutto sesto e una monofora sormontata da un campanile a vela.
Appartenne a diversi ordini religiosi e cavallereschi, tra cui gli Ospedalieri Gerosolimitani dell’Ordine Templare Teutonico. Era sede di una confraternita i cui membri portavano, nelle processioni, vesti bianche con croce.
Fu utilizzata come ospedale, ricovero per i poveri e deposito militare.
Di recente, restaurata dalla Soprintendenza alle Belle Arti, è stata dichiarata Monumento Nazionale.

L’interno, a navata unica, è coperto da una struttura lignea e custodisce pregevoli opere.
Presenta un bel soffitto in travi di legno a vista e, sull‘altare maggiore la grande pala, di 260 x 86 cm, dipinto a olio su tela, del pittore autodidatta Raffaele Rinaldi (San Fili, 1851 – San Fili, 1916) firmata nel 1899 e raffigurante Sant’Antonio abate che prega la SS. Trinità e la Madonna per le anime del Purgatorio.
Nel dipinto s. Antonio, che regge il bastone a tau con campanello, prega la Trinità e Maria per le anime del Purgatorio che sono ritratte a sinistra in basso.

La chiesa conserva una bella statua ottocentesca in cartapesta di sant’Antonio abate. Il Santo, con aureola metallica, tiene un bastone a tau che regge una campanella; ha ai suoi piedi un angioletto che sostiene tra le mani un libro dal quale scaturisce una fiamma; sull’altro lato è posto un porcellino donato da una fedele in sostituzione dell’originale ormai logoro.

Una serie di quattordici raffigurazioni della Via Crucis distribuite sulle due pareti della navata, ed eseguite da Cristoforo Santanna nel 1778. Un Crocifisso settecentesco dipinto viene usato per le processioni.

 

Link:
https://www.calabriaportal.com/san-fili/1585-san-fili.html#chiesa-sant-antonio-abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1800009827 statua

http://www.sanfili.net/raffaele-rinaldi.html

San Fili – interno