DELIA (CL). Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio abate / Corso Umberto I
https://goo.gl/maps/mn3r1cryUkDpsDee8

 

La chiesa sorgeva nel quartiere vecchio detto degli “Ebrei” e fu costruita in concomitanza della fondazione di Delia nel 1598. Di essa si hanno notizie a partire dal 1609, quando fu citata nel registro della prima visita pastorale documentata della Diocesi di Agrigento, cui Delia appartenne dal 1597 – anno della fondazione – fino al 1844. In quel registro, relativamente alla chiesa di S. Antonio, si fa riferimento anche alla confraternita omonima, ai tempi esistente presso la chiesa. Un altro registro di visita pastorale, datato 1669, informa sugli altari presenti nel XVII secolo all’interno della chiesa: di S. Antonio, S. Biagio, S. Spirito e S. Agata.
Nel 1737, anno della visita pastorale di mons. Gioeni, l’ultima prima della riedificazione della chiesa, gli altari presenti erano quelli di S. Antonio abate, S. Aloi, S. Silvestro e S. Blasio.
Come tutte le altre chiese deliane, quella di S. Antonio venne ricostruita nel Settecento, tra il 1740 e il 1763, probabilmente a causa del terremoto che, nel 1693, colpì duramente il Val di Noto. Dei lavori si occupò Giovanni Garallo nella veste di procuratore e committente. La nuova costruzione era in pietra intagliata ad una sola navata con abside a semicerchio.
Il registro di visita pastorale del 1771 riporta, per la prima volta, gli altari tutt’oggi presenti nella chiesa Un altro documento, datato 1875, dà ulteriori notizie circa la chiesa di S. Antonio: si tratta di una delibera del consiglio comunale di allora attraverso la quale tutte le chiese furono dichiarate di proprietà comunale.
Al 1922 risale l’inaugurazione dell’attuale cella campanaria, costruita dai fratelli Rosselli da Favara.
La chiesa è stata recentemente restaurata; è stata riaperta la cripta e rifatto il pavimento usando una ceramica molto simile all’antico pavimento del 1700.

La facciata, a capanna, è inquadrato da paraste tuscaniche giganti trabeate. Il portale centinato, inquadrato da lesene tuscaniche trabeate, è sormontato da un’edicola con frontone triangolare sovrastato da un oculo. A ovest si affianca il campanile con cella campanaria emergente dalla cornice, sormontata da un tamburo ottagonale con copertura piramidale. Il lato della chiesa che si affaccia su corso Umberto I è caratterizzato da una porta e tre finestre nella parte superiore.

L’impianto spaziale è costituito da aula a navata unica e coro, coperti da volte a botte lunettata con specchiature centrali mistilinee, e catino absidale semicircolare
Le pareti dell’aula sono ripartite in cinque partiti, di diversa ampiezza, da lesene tuscaniche trabeate. Nel secondo e quarto partito sono poste arcate cieche con altari lignei settecenteschi: tre hanno ancona con colonne tortili che reggono un baldacchino, raccordato da volute. Sono presenti decorazioni barocche in stucco con motivi fogliati, testine alate e festoni.
Lungo la parete destra, gli altari dedicati a S. Francesco di Paola e all’Immacolata; di fronte ad essi, quelli di S. Biagio e del Crocifisso; gli altari sono in legno intagliato, dorato e dipinto, e sormontati dai rispettivi simulacri lignei di origine cinque, sei e settecentesca.

L’abside, con altare maggiore raccordato ai pilastri del coro da una struttura lignea con lesene con architrave curvo, ha un’ancona sostenuta da colonne tortili trabeate, sormontata da angeli affiancati da volute, che inquadrano il cartiglio centrale sovrastato da un baldacchino.

La statua di S. Antonio Abate, alta 180 cm, è posta all’interno della nicchia sopra l’altare maggiore.
I registri di visita pastorale, conservati presso l’Archivio Diocesano di Agrigento, riportano la statua negli anni 1669, 1737, 1751, 1771 e 1830; si fa riferimento ad una statua del Santo anche in un documento del 1657 attraverso il quale il Vescovo di Agrigento concedeva alla confraternita la licenza di fare la processione. Don Giuseppe Adamo (Storia di Delia dal 1597 ad oggi, Palermo 1988) ritiene che tale statua possa essere quella tutt’oggi esistente; questa ipotesi, però, non trova conferma nell’inventario dei beni storico-artistici della Diocesi di Caltanissetta che data la statua in un periodo compreso tra il 1750 e il 1771.
La statua, in legno scolpito, intagliato e dipinto, raffigura sant’Antonio in posa eretta, sopra un basamento quadrato. Il Santo è vestito di una tunica bianca ricoperta quasi completamente dal manto nero sul quale spicca, all’altezza del petto, un piccolo Tau. L’espressione del volto è rigida, severa, con lo sguardo fisso in avanti. Il viso è caratterizzato da una lunga barba bianca a due punte e sul capo porta un’aureola con decorazioni dipinte in oro. Con la mano destra regge un bastone che termina con una decorazione vegetale, la sinistra tiene un libro chiuso.

 

Notizie da:
http://www.comune.delia.cl.it/santantonio/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/38707/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

SPAGNA – BARCELLONA. Museo di arte catalana, Storie di sant’Antonio abate del Maestro di Rubio, 1360-75

Corpo centrale di una pala d’altare, tempera e foglia d’oro su tavola di 173,5 x 176,3 x 11,5 cm.
Eseguito nel1360-1375 circa dal Maestro di Rubió, attivo in Catalogna, verso il terzo quarto del XIV secolo (dal nome della chiesa dove era posta la sua opera principale)

Inventario numero 045854-CJT. Esposto nella Sala 23
Acquistato dal museo nel 1948. Provenienza sconosciuta.

Nella parte centrale, occupa due registri la figura di sant’Antonio stante, con in mano un libro e un bastone pastorale con un complesso riccio. Al di sopra la scena della Crocifissione.
Ai lati, sei episodi delle Storie di s. Antonio. A sinistra, in alto, il Santo dona i suoi averi ai poveri; nel registro mediano, La tentazione della lussuria; in quello inferiore, il Santo viene percosso dai diavoli.
A destra, in alto a sant’Antonio appare Cristo che lo benedice; nel registro mediano, Antonio e l’eremita Paolo ricevono il pane dal corvo; in basso, le reliquie del Santo (l’arca è a sinistra in alto) guariscono dei fedeli ammalati.


Link:
https://www.museunacional.cat/en/colleccio/altarpiece-saint-anthony-abbot/mestre-de-rubio/045854-cjt

GEMANIA – BERLINO. Staatliche Museen, Gemäldegalerie, due pannelli con scene della vita di sant’Antonio abate e san Paolo eremita, 1380 – 1390

Pannelli di predella, in legno di pioppo.
Attribuiti a: Bartolo di Fredi (ca. 1330 – 1410), datati al 1380-90.

I due pannelli furono acquistati nel 1841/42 da Waagen durante il viaggio in Italia da Gustav Friedrich Waagen, il primo direttore della Gemäldegalerie.

1) Inventario numero 1085 con tre scene dei due eremiti, a destra sono sfamati dal pane portato dal corvo
Dimensioni dipinto: 32,5 x 88,2 cm (immagine in alto)

2) Inventario numero 1086 con tre scene dei due eremiti, la centrale è il seppellimento di Paolo eremita con l’aiuto dei due leoni (immagine in basso)
Dimensioni dipinto: 32,7 x 88,2 cm

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://recherche.smb.museum/detail/870534/Tafel mit Szenen aus dem Leben heiliger Einsiedler)%7D

https://recherche.smb.museum/detail/870535/Tafel mit Szenen aus dem Leben heiliger Einsiedler)%7D

PIETRASANTA (LU). Chiesa di Sant’Antonio abate (detta anche “della Misericordia”), con affreschi

Via Mazzini, 103
https://goo.gl/maps/3JYWSAfzTFKFf96Y7

 

La Chiesa fu costruita prima del 1320, è una delle più antiche della città e sorge dove un tempo era in funzione l’Ospedale di S. Biagio, gestito dalla Compagnia di S. Biagio che oltre alle funzioni religiose pubbliche aveva anche il compito di assistere i malati, i poveri e i condannati al patibolo.
Nel 1804 la chiesa e la Compagnia assunsero l’intitolazione a sant’Antonio abate. La Compagnia nel 1896, fu trasformata in Confraternita della Misericordia, cui ancor oggi appartiene l’edificio.
Presenta un interno a tre navate con archi a tutto sesto, nelle navate laterali volte a crociera e la navata centrale con volte a capriate.
Nel presbiterio, ai lati dell’altare maggiore, si trovano due affreschi di notevoli dimensioni e di autore ignoto, che rappresentano scene della Vita di S. Antonio abate; a sinistra mentre ascolta il vecchio eremita san Paolo e destra mentre sta osservando il cadavere di san Paolo mentre i leoni stanno scavando la sua tomba. Ambedue le opere mostrano gli elementi caratteristici del paesaggio africano, come monti e palmeti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’abside, in due nicchie quasi contrapposte, si trovano due sculture lignee raffiguranti Sant’Antonio abate e San Biagio, attribuite rispettivamente ad Antonio Pardini (Pietrasanta, 1345 ? – Lucca, 1419) scultore “archimagister” del Duomo di Lucca, e a Jacopo della Quercia. La figura di sant’Antonio misura 185 x 65 x 50 cm. Le statue sono ritenute tra le opere di più alta qualità che siano state prodotte in area lucchese tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento.

 

Sulle due pareti delle navate laterali il grande artista colombiano Fernando Botero, ha affrescato nel 1993 l’allegoria del Bene (Porta del Paradiso) e quella del Male (Porta dell’Inferno). Degno di nota, al fondo della navata laterale destra, l’Incoronazione della Vergine e santi , un olio su tela di Lorenzo Cellini del 1550.

La chiesa è una tappa della Via Francigena.

 

Info e immagini da:
https://www.misericordiapietrasanta.it/

Link per la statua lignea:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900507341

BELGIO – BRUXELLES. Gabinetto delle stampe nella biblioteca reale Alberto I, “La tentazione di sant’Antonio abate”, di F. Rops, 1878

Matita colorata accentuata a guazzo, su carta di 73,8 x 54,3 cm

Opera di Felicien Joseph Victor Rops (Namur, 1833 – Essonnes, 1898), pittore, incisore e disegnatore belga.
Rops fu molto vicino ai movimenti letterari del simbolismo e del decadentismo: come i lavori degli scrittori appartenenti a queste due correnti, le opere di Rops tendevano a mescolare sesso, morte e immagini sataniche.
Parte dell’opera di Rops è al limite della blasfemia e della pornografia, con immagini sconvolgenti come questo disegno; ma nonostante ciò, l’artista conquistò ugualmente fama e successo.

Immagine e info da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Félicien_Rops_-_La_Tentation_de_saint_Antoine.jpg