GERMANIA – MONACO. Bayerische Staatsgemäldesammlungen, Storie del santo eremita Antonio del “Maestro della Sacra Famiglia il Giovane”, 1500

Olio su tavola di quercia di 108,2  x  190,1 cm.
Dipinto nel 1500 circa dal “Maestro della Sacra Famiglia, il Giovane”, in tedesco: “Jüngerer Meister der Heiligen Sippe”, attivo dal 1475/90 al 1510/15 (da non confondere con l’omonimo maestro, detto “il Vecchio” attivo in precedenza, come riportato in alcuni siti).

Inventario numero WAF 452. Esposto nella Sala III, piano primo
Nelle Collezioni di pittura statali bavaresi – Alte Pinakothek Monaco di Baviera (Bayerische Staatsgemäldesammlungen – Alte Pinakothek München).
Originariamente era a Colonia nella chiesa antoniana.

Nella tavola sono dipinti diversi episodi della Storia di sant’Antonio abate, dalle varie tentazioni alle torture subite dai diavoli e alla vicende dell’eremita Paolo, che è raffigurato al centro, di dimensioni maggiori insieme ad Antonio.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://www.sammlung.pinakothek.de/de/artwork/OrLb58Wx1V/meister-der-heiligen-sippe/legende-des-hl-eremiten-antonius

Rilevatore: AC

Monaco – SAA – Maestro sacra Famiglia

Monaco-Maestro-sacra-Famiglia-particolare-Antonio-tormentato-dai-diavoli

Monaco-Maestro sacra Famiglia-particolare del centauro

PORTOGALLO – LISBONA. Museo Nazionale d’Arte Antica, “Sant’Antonio abate e il satiro” di G. Lopes, circa 1540

Olio su pannello di quercia.
Opera attribuita all’importante pittore rinascimentale portoghese Gregório Lopes (Lisbona, 1490- 1550 circa).
Inventario numero 1137PINT
Probabilmente proviene dal convento di São Bento de Saúde a Lisbona

La scena illustra un episodio della Vita di Sant’Antonio, quando incontra il satiro che gli indica la strada per recarsi da san Paolo eremita.

 

Immagine da:
https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g189158-d195736-Reviews-National_Museum_of_Ancient_Art-Lisbon_Lisbon_District_Central_Portugal.html

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_nazionale_d%27arte_antica

https://it.wikipedia.org/wiki/Greg%C3%B3rio_Lopes

PORTOGALLO – LISBONA. Museo Nazionale d’Arte Antica, “Tentazioni di sant’Antonio” di D. Ryckaert, seconda metà XVII secolo

Dipinto a olio attribuito al pittore di Anversa David Rykaert III o Rijckaert il Giovane (1612 – 1661), noto per la sua predilezione per la pittura di genere.

Altri dipinti con lo stesso soggetto, vedi scheda.

Immagine da:
https://zone47.com/crotos/?q=96210834

MORI (TN), frazione Manzano. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Corgnano
https://goo.gl/maps/NYygXGVtB8eiNuZH9

 

L’abitato di Manzano è costituito da due nuclei originari, uno posto ad ovest e l’altro più a valle, e forse più antico, sviluppato attorno alla chiesa di Sant’Antonio abate. Fra le due porzione di paese vi era il palazzo signorile della famiglia Vittori, diroccato durante la Prima guerra mondiale, ne è stata ricostruita solo una parte, già sede della canonica, del comune e delle scuole elementari.

Viene citata per la prima volta una piccola chiesa dedicata a Sant’Antonio nella località di Manzano nel 1537, in occasione della visita pastorale del cardinale Bernardo Clesio.
Come si evince dalle iscrizioni in facciata (1641 sul portale maggiore, 1681 dipinto in alto al centro), nel corso del XVII secolo l’edificio sacro assunse le dimensioni e l’aspetto attuale, a seguito di un ampliamento o di una ricostruzione.
Nel 1797 la cappella fu eretta a primissaria curata della pieve di Gardumo (Valle San Felice).
Il 28 ottobre 1881 la chiesa fu consacrata, probabilmente a seguito di qualche intervento di ristrutturazione o di modifica dell’edificio.
La chiesa fu bombardata nel 1917 e uno degli altari andò distrutto.
La chiesa fu elevata a parrocchiale nel 1960 e pochi anni dopo fu adeguata alle nuove esigenze liturgiche. Gli ultimi restauri risalgono al 1982.

Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/25750/Chiesa+di+Sant%27Antonio

Data compilazione scheda:
14-3-2022
Rilevatore: AC

SANTA CRISTINA VALGARDENA (BZ). Chiesa di Santa Cristina e Sant’Antonio abate

S. da Chemun, 27
https://goo.gl/maps/KVYPLbF1AsDDxSKD9

 

Probabilmente presso il sito della chiesa, già nel XII secolo sorgeva una cappella consacrata. La prima menzione scritta dell’esistenza dell’edificio è una lettera d’indulgenza del 1342, periodo al quale risalirebbe anche il campanile, le cui mura conservano un aspetto d’impronta romanica (il tetto cuspidato è invece posteriore).
Vari ampliamenti e rinnovamenti effettuati nel corso dei secoli hanno via via nascosto la fisionomia originaria dell’edificio, sovrapponendovi elementi architettonici stilisticamente differenti.

L’ingresso principale dell’edificio è rivolto ad occidente ed è raggiungibile attraverso un ponte in pietra, originariamente edificato per sovrappassare la dismessa ferrovia della Val Gardena; altri ingressi secondari si trovano a nord e a sud. Dietro l’abside si trova una piccola cappella funeraria; tutt’intorno all’edificio si sviluppa il cimitero parrocchiale.

La chiesa conserva al suo interno un coro ligneo di epoca gotica e un altare barocco del 1690, opera della famiglia di artisti Vinatzer.
La dedicazione anche a sant’Antonio abate è affermata dalla presenza della figura del Santo in una statua lignea nella navata (con un particolare bastone a doppia croce, campanella, libro e anche un rosario) e dalla pala dell’altare maggiore che raffigura, in alto, la Madonna assunta circondata da angeli  con, sotto a sinistra, sant’Antonio (con bastone a croce e campanella) e, a destra, santa Cristina.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Cristina_e_Sant%27Antonio_Abate


Data compilazione scheda:
14-3-2022
Rilevatore: AC