MANDAS (CA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio. Nel centro storico.
https://goo.gl/maps/11NAs3SuLt9YPwZGA

 

Forse edificata nel XIII secolo e probabilmente ristrutturata nel XVII, su preesistenti strutture di epoca romana: di fronte alla Chiesa sono state ritrovate le fondamenta della strada romana che da Cagliari conduceva ad Olbia (Karalis-Ulbiam). Attiguo vi era un cimitero, citato nel 1753.

La sua facciata risulta caratterizzata da un terminale a capanna culminante con un campanile a vela ad unica luce sormontato da una semplice croce. Il portale ligneo è in asse con l’apertura finestrata di forma rettangolare, chiusa da una inferriata, posta nella parte alta del prospetto.
L’interno presenta un’aula mononavata con area presbiteriale rialzata rispetto alla pavimentazione del resto dell’aula che, introdotta da arco a tutto sesto, è delimitata da una balaustra lignea. La copertura è a capriate lignee. Una statua del Santo in una nicchia all’interno della chiesa.

 

Qui ogni anno il 16 e 17 gennaio si festeggia il Santo con l’accensione di un falò, messa e processione.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/78886/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

http://wikimapia.org/20384016/it/Chiesa-di-Sant-Antonio#/photo/5964667

IRLANDA – DUBLINO. Galleria Nazionale dell’Irlanda, “Tentazione di sant’Antonio abate” di D. van Wijnen, 1680 circa

Olio su tela di 72 x 72 cm
Firmato al centro a sinistra: “DVW Æscanius”
Opera del pittore di Amsterdam Domenicis van Wijnen (1661 – dopo il 1690). Nato e formatosi all’Aia, Van Wijnen si recò in Italia negli anni ’80 del Seicento, dove divenne membro della “Schildersbent”, una società di pittori olandesi e fiamminghi che lavoravano a Roma. Durante la sua iniziazione al club, noto per le sue feste chiassose, ricevette il soprannome di “Ascanio”, in riferimento al figlio dell’eroe troiano Enea.
Sono sopravvissuti soltanto circa una dozzina di dipinti di Van Wijnen, la maggior parte dei quali fantastiche allegorie contenenti numerose figure.

Inventario numero NGI.527
Provenienza: Artaria, Vienna, Marzo 1811; venduto da J.M. de Birckenstock, lot 121; S. Sharp, Esq., 1868; Arthur Kay, Glasgow, 1901

Sant’Antonio si ritirò nel deserto per sfuggire alle tentazioni; giace qui accanto a un libro, una candela e un teschio, e recita il rosario, guardando fisso un crocifisso mentre appare la Lussuria che si illumina i seni. Dietro di lei ci sono l’Avarizia (incatenata a sacchi di denaro), Invidia (una vecchia con serpenti al posto dei capelli), Orgoglio (una donna nuda portata sulle spalle da tre persone). A fianco vi è la Gola (l’ubriacone sulla botte rappresenta probabilmente Bacco, il dio del vino e della baldoria, e potrebbe essere un riferimento ai rituali di iniziazione degli “Schildersbent”), compaiono anche la Pigrizia (il maiale) e l’Ira (gli uomini che combattono in basso a destra).

Immagine da Wikimedia

Link:
http://onlinecollection.nationalgallery.ie/objects/8970

POLONIA – CRACOVIA. Museo Nazionale, “Tentazione di sant’Antonio abate” di L. Wędrychowski, 1886

Olio su tela di 235 x 165 cm.
Opera del pittore polacco Lucjan Wędrychowski (1854–1934).

Esposto nella Galleria d’arte polacca del XIX secolo a Sukiennice, la sede del Museo Nazionale di Cracovia. La galleria, situata al primo piano del Palazzo Sukiennice (l’antico mercato dei tessuti), è il ramo più antico del Museo.

Link:
http://www.imnk.pl/gallerybox.php?dir=SU313&mode=2

POLONIA – CRACOVIA. Museo Nazionale, “Tentazione di sant’Antonio abate” due dipinti di S. Witkacy, 1916-21 e 1921-22

1) Olio su tela di 74,5 x 90 cm del 1916-21. Foto in alto.
Inventario numero 309.099

2) Tempera su tela di 72,5 x 1542,5 cm del 1921-22. Foto sotto.
Inventario numero 309.098
Acquistato dal Museo nel 1962.

Opere di Stanisław Ignacy Witkiewicz (1885 – 1939), comunemente noto come Witkacy, scrittore, pittore, filosofo, teorico, drammaturgo, romanziere e fotografo polacco.

Non ci sono creature mostruose e fantastiche che tentano il Santo eremita, come nei dipinti di Grünewald o Bosch.  Antonio è tentato dalle donne, una delle quali ha assunto la forma di una sirena.
Il dipinto è un compromesso tra la dottrina formalistica di Witkacy – il teorico -, e la tentazione di Witkacy – il pittore -, di arrendersi alla sua immaginazione e affrontare la tradizione pittorica. Le tentazioni appartengono a un piccolo gruppo di opere di Witkacy su temi religiosi e sono le manifestazioni più complete della sua visione grottesca del mondo.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://en.wikipedia.org/wiki/Stanis%C5%82aw_Ignacy_Witkiewicz

GERMANIA – DARMSTADT. Hessisches Landesmuseum, “La tentazione di sant’Antonio” di F. Francken II, 1610-15

Dipinto a olio su rame
Mostruosi diavoli portano le tradizionali tentazione di gola (cibi), orgoglio e superbia (ricchezze), concupiscenza (la bella donna/diavolessa che porta una coppa come tentazione dell’ubriachezza).

 

Frans Francken II o il Giovane (Anversa 1581 – 1642) è stato un pittore e disegnatore fiammingo dell’era barocca e il membro più famoso e artisticamente talentuoso della famiglia di pittori Francken. Il dipinto della tentazione di sant’Antonio fu creato nella sua bottega nel 1610-15

Il Museo Regionale dell’Assia o Hessisches Landesmuseum, è un museo interdisciplinare che possiede collezioni di storia naturale e una importante raccolta di opere d’arte.

 

Immagine da Wikimedia
Link
:
https://www.hlmd.de/

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:The_Temptation_of_Saint_Anthony,_by_Frans_Francken_II_and_workshop,_Antwerp,_1610-1615,_oil_on_copper,_view_1_-_Hessisches_Landesmuseum_Darmstadt_-_Darmstadt,_Germany_-_DSC01255.jpg

 


COLLOCAZIONE IGNOTA

Un altro dipinto con lo stesso soggetto, dipinto a olio su rame di 20,6 x 27,7 cm, firmato e datato in basso a destra: “F Francken/ 1604”, è stato venduto da Christie’s (New York City) il 4 giugno 2014, lotto 69

Link:
https://rkd.nl/en/explore/images/263060