VALGRANA (CN). Cappella dei Santi Bernardo e Mauro con immagine di s. Antonio abate.

Sulla strada che porta a Montemale si trova la Cappella dei santi Bernardo e Mauro affrescata dal pittore Pietro di Saluzzo.
A pianta quadrangolare, è preceduta da un portico seicentesco. L’edificio conserva affreschi quattrocenteschi.

La campagna decorativa, databile agli anni Settanta del XV secolo, è riconducibile a Pietro Pocapaglia da Saluzzo, pittore molto apprezzato in tutta l’area cuneese nel corso del Quattrocento e particolarmente attivo in Valle Grana.
La decorazione inizia sulla facciata, con l’Annunciazione nella parte alta e due grandi riquadri a lato: santa Caterina a destra e san Bernardo da Mentone, dedicatario della cappella a sinistra.
Nel sottarco d’ingresso un affresco san Sebastiano e sant’Antonio Abate.
Sulla parete di fondo, seduta su un ricco trono intagliato, è la Madonna con in braccio il Bambino, affiancata nuovamente da san Bernardo e san Giovanni Battista.
Particolarmente bella è la volta a costoloni, che ospita nelle quattro vele – raggruppati a due a due e seduti su sontuosi scranni – gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa; essi sono riconoscibili dalle iscrizioni in lettere gotiche dipinte sui leggii e si distinguono per atteggiamenti caratteristici e particolari curiosi, tipici nella produzione di questa bottega, come san Matteo che si è tolto un sandalo e porta alla bocca il pennino, san Marco che tempera la matita o Sant’Ambrogio con piccoli occhiali “pince-nez” calzati sul naso.

Per visitare l’interno della Cappella, chiedere le chiavi in Parrocchia tel. 017198198

 

Links:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/582_SAN_BERNARDO_E_MAURO_VALGRANA.htm#home
http://www.comune.valgrana.cn.it
http://archeocarta.org/valgrana-cn-cappella-dei-santi-bernardo-e-mauro-e-chiesa-di-santa-maria-della-valle/

Rilevatore: Angela Crosta.

PRIERO (CN). Parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Roma, 69
https://maps.app.goo.gl/ftTCZgA9ptH4CQU49

All’interno dell’abitato di Priero sorgeva una chiesa, costruita nel 1494, dedicata ai Santi Antonio abate e Giuliano, ruotata di novanta gradi rispetto all’attuale parrocchia, con l’altare posto ad est e due entrate una ad ovest e l’altra a sud.
L’edificio, fatta eccezione per il Campanile tuttora esistente, fu abbattuto alla fine del 1600 per costruire, tra il 1716 e il 1722, l’attuale Chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonio abate, progettata dall’architetto F. Gallo.
Il campanile della parrocchiale del XV secolo si presenta a piani serrati tra contrafforti angolari e si apre con finestre ogivali. La muratura è ornata da cornici di cui l’ultima con archetti pensili; la cuspide piramidale è molto acuta e presenta quattro finestre centinate che sporgono ad abbaino.

Alla base del campanile vi sono frammenti di affreschi del XV secolo, che appartenevano ad una cappella con volta a botte addossata al campanile. Sono stati recentemente restaurati e raffigurano scene della vita di sant’Antonio abate, tra le quali da ricordare “la tentazione di sant’Antonio”.

Affresco del cupolino,  1890-1910, che raffigura “Gloria di s. Antonio abate“.

 

Info:
Parrocchia 0174 79019 o Comune 0174 79024.

Link:
http://www.comune.priero.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=33940
http://archeocarta.org/priero-cn-campanile-parrocchiale-s-antonio-abate/
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100127243A-2

Bibliografia:
– BERTONE L., Arte nel Monregalese, L’Artistica Editrice, Savigliano CN, 2002
– GALANTE GARRONE G. (a cura di) Le risorse culturali delle valli monregalesi e la loro storia, Ed. Comunità montana Valli Monregalesi, Mondovì CN, 1999

Data compilazione scheda: 20/05/2020

 

NIELLA TANARO (CN), fraz. Poggio. Cappella di San Bernardo, con immagine di s. Antonio abate.

Ignote sono le origini della cappella, ma dalla presenza di documenti e degli scavi archeologici, si suppone che questa cappella esistesse già nel sec. XII.
Durante lavori di scavo per il restauro dell’edificio, avvenuto nel 1998, è stata rinvenuta parte della fondazione della muratura laterale destra del nucleo primitivo, che indica le ridotte dimensioni originarie della cappella.
La cappella, dietro l’altare, conserva un dipinto del XV secolo raffigurante la “Madonna col Bambino tra sant’Antonio Abate, san Gottardo vescovo e san Bernardo d’Aosta (o da Mentone)”. L’affresco è stato restaurato nell’autunno del 2001, Questi dipinti, di autore ignoto, vengono datati alla fine del ‘400 – inizio ‘500.
La Madonna, avvolta in un mantello con eleganti volute, è assisa su un rustico trono ligneo e tiene in grembo il Bambino con un camicino trasparente e una collanina di corallo.

Links:
http://comune.niellatanaro.cn.it
http://archeocarta.org/niella-tanaro-cn-cappelle-di-san-pantaleone-e-di-san-bernardo/
http://www.cappelledeltanaro.it/pubblicazioni.html

Data compilazione scheda: 20/05/2020

Nome rilevatore: Angela Crosta

NIELLA TANARO (CN). Cappella della Confraternita dei Disciplinati di S. Antonio abate.

Nel centro storico. La ex Confraternita dei disciplinati di Sant’Antonio sorge a lato della Parrocchiale. https://goo.gl/maps/9botbQMKzcXgb4LE6
Parrocchia, tel. 0174 226123 o “Pro Loco” tel. 0174 226105

Niella Tanaro (Nigella ad Tanagrum) e il suo territorio, in origine abitati dai Ligures, dopo la conquista romana diventa parte della Gallia Cisalpina come Municipio di Augusta Bagiennorum.
Viene citata nei documenti come donazione imperiale al Vescovo di Asti (901) che delega il governo locale prima ai Marchesi Del Vasto e poi, dal 1142, ai Marchesi di Ceva. Pagus importante perché attraversato dalla via Bagienna (nota anche come via Sonia) e, in epoca medievale, dalla via Palmaria e da una Via del Sale, arterie trafficate (fondamentali) da e per la costa ligure. Niella Tanaro costituiva un nodo strategico di collegamento tra i più importanti centri piemontesi ed i porti liguri, fra i quali si erano sviluppati scambi commerciali, economici ed anche culturali. La fitta disseminazione lungo tali percorsi di edicole, cappelle ed oratori e la presenza in Niella di un Hospitale testimoniano anche il costante transito di fedeli sulle vie di pellegrinaggio.

La cappella dell’ex CONFRATERNITA DEI DISCIPLINATI DI SANT’ANTONIO ABATE in origine era un oratorio interamente affrescato.
L’edificio, più volte rimaneggiato, presenta un’architettura semplice con pianta a base rettangolare e volte a crociera.
I restauri ed i saggi stratigrafici, iniziati nel 2000, della parte absidale e della pavimentazione hanno portato in luce affreschi della prima metà del XVI secolo.
Sulla facciata a capanna si intravede la presenza di un affresco ormai perso (alcune testimonianze orali indicano un sant’Antonio abate con il maialino).

La parete di fondo presenta al centro la Madonna in Trono con Bambino tra Santi di fattura più antica quali san Giovanni Battista e sant’Antonio abate.
Questo affresco si rifà a modelli fiammingo rinascimentali ed è più raffinato e di una mano più colta di quelli di altra parte della chiesa; ricorda i caratteri di Defendente Ferrari (come anche quello della Vergine con il Bambino nella Cappella di San Nazario a Lesegno),
ça Madonna dai tratti delicati, assisa su un semplice trono, tiene sulle ginocchia il Figlio che gioca con un uccellino (l’uccellino rimanda ai testi apocrifi e semplicemente indica una nota di fanciullesca gioia). Da notare la collanina di corallo che tinge il Bambino, antidoto contro il malocchia, simbolo di fortuna e prosperità, derivata dai modelli trecenteschi di Barnaba da Modena.
Sant’Antonio, invocato contro il contagio e altre malattie (fuoco di sant’Antonio), protettore degli animali, è rappresentato come un monaco barbato dai radi capelli, con indosso il tipico mantello con la tau, simbolo del bastone abbaziale. Sono visibili gli altri tipici attributi del Santo: la campanella, il libro, il fuoco e ai piedi un maialino (qui raffigurato con le sembianze, più consone alla fauna locale, di un piccolo cinghiale).

Sulla destra, con tratti più grossolani e probabilmente dipinti da una mano diversa sono rappresentati sant’Antonio, san Paolo e l’Eremita con il corvo.
Da notare: le colline, la vegetazione tipicamente locale che fa da sfondo e gli alberi che proiettano l’ombra in direzioni diverse. La serie di nubi striate, stese sul bianco del semplice intonaco, molto simili a quelle che compaiono in altri riquadri, fanno pensare ad uno stesso autore.
Nella parte absidale di sinistra è presente il Cristo con san Sebastiano e san Rocco (a cui si rivolgevano le preghiere per chiedere protezione dalla peste). Sono presenti anche i nomi di alcuni committenti dell’opera come Jacopus Camillia, Johannes Servetus e Jacopus De Ferraris. Le pareti laterali sono risultate interamente affrescate sopra un velario scandito da un fregio rinascimentale.

Nella parete destra viene rappresentato un ciclo della vita di sant’Antonio abate.
Le Tentazioni: sant’Antonio affronta una donna licenziosa indicandole il fuoco perenne. La tematica del riquadro è riconoscibile dalla presenza delle calzature e di un lembo sollevato dell’abito.
L’aggressione da parte del maligno: sant’Antonio, gettato a terra, subisce la violenza di due demoni terrestri, dalle sembianze metà umane e metà animalesche, che lo colpiscono con sassi e lo assordano con una tromba, mentre un grifone dalla lingua infuocata lo aggredisce e lo minaccia. Ai piedi del santo, la campanella ed il libro persi durante la caduta e il ricorrente simbolo maialino-cinghiale. Da notare la picchettatura sui volti e sui genitali dei diavoli, espressione della volontà dei fedeli del XVII secolo di distruggere ed esorcizzare la presenza del maligno.

Link:
http://comune.niellatanaro.cn.it
http://www.sebastianus.org/santantonio-a-niella-tanaro/
http://archeocarta.org/niella-tanaro-cn-cappelle-di-santanna-e-della-confraternita-dei-disciplinati/
http://www.cappelledeltanaro.it/pubblicazioni.html

Bibliografia:
– Bertone L, Arte nel Monregalese, L’Artistica Savigliano, Savigliano 2002
– Pio G. B, Cronistoria dei comuni dell’antico mandamento di Bossolasco con cenni sulle Langhe, Giorgio Baruffaldi, Cuneo 1975
– Bongioanni Renzo, Gasco Piero, Raineri Geronimo (a cura di), Antichi affreschi del Monregalese, Rotary Club di Mondovì, Mondovì 1965

Fonti:
Notizie e fotografie tratte nel 2008 dal sito del Comune.
Altre info e ultima foto da documentazione dei restauri finanziati da CRC, dal sito www.fondazionecrc.it

Data compilazione scheda: 20/05/2020 – 22/06/2024

Nome del rilevatore: Angela Crosta – Feliciano Della Mora

BRONDELLO (CN). Chiesa di Santa Maria Assunta, con affresco di Sant’Antonio abate.

Il paese, che conserva tracce di possibili insediamenti romani, sorge sulla riva sinistra del torrente Bronda. Citato in documenti del 1138 e del 1219, fu sottoposto fino all’anno 1000 al monastero di Pagno che dominava tutta la valle Bronda.

La chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta, che si trova oltre il ponte romanico, risale al XV secolo, ma più volte fu rimaneggiata in periodi successivi. Conserva sulla facciata affreschi tardo-quattrocenteschi che raffigurano sant’Antonio abate e san Cristoforo.

 

Info:
Comune tel. 0175 76125 – http://www.comune.brondello.cn.it/