BRIGA (NO). Oratorio di Sant’Antonio abate

 Via Sant’Antonio, 44.
https://goo.gl/maps/wdmKFhVBvV8AsGv99

 

La piccola Chiesa di Sant’Antonio abate ha origini almeno cinquecentesche; è stata poi ampliata dal parroco Alberganti nel 1675 e, più recentemente, ha subito altri restauri e un ulteriore ampliamento.

In facciata un dipinto raffigura s. Antonio abate.

All’interno vi sono l’immagine del Santo sopra l’altare, e sulle pareti laterali degli affreschi che rappresentano: a destra, entrando, San Giuliano, Santa Eurosia e la Beata Vergine; a sinistra, San Lorenzo, San Giuseppe e San Gaudenzio.

Aggiornamento  ottobre 2024

Rilevatore: Angela Crosta

 

AMENO (No), fraz. Vacciago. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, affreschi e tele con il Santo

La chiesa sorge in posizione elevata e isolata, via Bardelli, 22, che offre un bel panorama sul lago d’Orta e sul Monte Rosa.
https://goo.gl/maps/upKQexjXnXEjy8pg8

Fu menzionata in un documento del 1217 ma è molto più antica. Nel 1589 però venne rinnovata e ingrandita anche in seguito all’indipendenza ottenuta dalla chiesa madre dell’Isola di S. Giulio alla fine del secolo precedente. Solo nel 1565 venne posto in chiesa il fonte per la celebrazione del battesimo e l’effettiva qualifica di parrocchia fu sancita solo nel 1599 dal vescovo novarese Carlo Bascapè. L’attuale edificio è opera tardo-cinquecentesca del maestro Silvestro di Lugano.
Il bel campanile, posto sul lato sinistro della chiesa, è invece d’età romanica se si eccettuano alcuni ritocchi tra cui l’aggiunta della lanterna sulla sommità.
La facciata, come oggi ci appare, è suddivisa in tre campi da sei lesene con capitello ionico arricchito da motivi floreali ed è sormontata da un frontone curvo; la trabeazione sottostante si interrompe per lasciare spazio ad un affresco del Santo. La facciata è decorata con stucchi barocchetti realizzati probabilmente da maestranze lombarde e arricchita da un elegante portichetto sostenuto da due colonne in granito con capitello dorico. Al corpo principale della chiesa è aggregato l’ex Oratorio dei SS. Michele e Gaudenzio, costruito nel 1698. La facciata fu restaurata negli anni 1934-1940.

La chiesa si presenta al suo interno ad aula unica suddivisa in tre campate scandite da pilastri e da una trabeazione continua su cui si impostano gli archi a tutto sesto a sostegno delle volte a botte, riccamente decorata con motivi geometrici e floreali. Nelle lunette della volta, dove una volta si trovavano i quadri rappresentanti la vita del Santo, sono ora rappresentati diversi simboli cristiani. Sulla sinistra si trovano l’ingresso al campanile, il vano del battistero e la Cappella dedicata a San Carlo, mentre sulla destra si affacciano la Cappella di Sant’Antonio e la bella Cappella del Rosario.

Alle spalle del presbiterio si apre un ampio coro con copertura a botte coperti da affreschi eseguiti nel 1691 da Giorgio Bonola (pittore originario di Corconio, piccolo borgo poco distante) insieme ai pittori Giacomo Parravicini, detto il Gianolo, e Pietro Romagnolo, pittore e stuccatore di Lugano, per volontà dei fratelli Pestalozza di Vacciago. L’opera raffigura la Gloria di Sant’Antonio abate. Sull’altare, una statua del Santo.

Un altro affresco, nel coro, è opera di Agostino Comerio, e raffigura la Religione.

 

Una serie di dipinti appesi raccontano la vita di Sant’Antonio abate; due sono  oli su tela, di 147 x 145 cm, opera di Giacinto Gimignani (Pistoia, 1606 – Roma, 1681), committente la famiglia Lorella: Infanzia di sant’Antonio  e Sant’Antonio dona i suoi averi ai poveri  (foto a destra).

Tre oli su tela sono invece di Giuseppe Zanatta: Nascita di Sant’Antonio; Il Santo nel deserto rifocillato dall’Angelo; San Antonio abate resuscita un giovane assassinato e misurano, 180 x 150 cm. (foto in basso a sinistra).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Molto raffinata ed elegante si presenta la cappella dedicata alla Vergine del Rosario, affrescata a metà Settecento dal pittore miasinese Giovan Battista Cantaluppi.
Uscendo dalla chiesa si nota, accanto all’arco di ingresso del sagrato, un ossario d’età barocca, affrescato nel 1763 dall’ortese Luca Rossetti. L’antico cimitero occupava l’area circostante alla chiesa, probabilmente dove oggi si trova l’abside: una porta permetteva il passaggio diretto dall’interno della chiesa al camposanto. L’attuale cimitero, a pochi metri dal sagrato, risale alla fine del Settecento.
Aperta nei mesi estivi.

 

Fonti:
http://www.cuoreverdetraduelaghi.it/it_IT/34,Poi.html

https://www.amenoturismo.it/musica-e-cultura/chiesa-parrocchiale-di-santantonio-abate/

Ferro F. M.; Dell’Omo M., La pittura del Sei e Settecento nel Novarese e in Valle Sesia, Soc. Storica Novarese, Novara 1996

Rilevatore: Angela Crosta

 

CELLIO con BREIA (Vc), fraz. Bosco. Oratorio di San Giacomo, con immagine di s. Antonio abate

Cellio-sGiacomo.foto-SFerrarisAffresco attribuito al Maestro di S. Jacu Pittu, secolo XV, primo quarto.
Soggetti: Santi e sante, Sant’Antonio abate, Santa Caterina d’Alessandria
Collocazione: Parete sud, Navata
Dimensione: 160 x 106 cm (senza cornice); 184 x 136 cm (con cornice)
Restauro: F. De Dominici, 1977

Di difficile identificazione è l’oggetto ai piedi di s. Antonio, forse una piccola cassetta o scatola per raccogliere le elemosine.
La datazione proposta corrisponde al periodo di attività del pittore per la quale utile riferimento sono le date 1403 e 1422 su due affreschi in S. Martino a Bolzano; per questi affreschi di Cellio si potrebbe ipotizzare una data forse anteriore al 1422.

 

Bibliografia:
Mitta, 1970, p. 18,19 ; Debiaggi, 1971, p. 40, 41 e fig ; Bertamini, 1973, p. 70 ; Rigaux, 1994, p. 185, 191 ; Bertamini, 1996, p. 352 e fig. 84 ; Tonella Regis, 1997 c, scheda 1.1, p. 91, 94 ; Minonzio, 2002, p. 46, 51, 54n. 45 e fig. 5

Vedi anche:
http://archeocarta.org/cellio-con-breia-vc-oratorio-di-san-giacomo-o-san-jacu-pittu/

Rilevazione: Angela Crosta

CELLIO con BREIA (Vc), fraz. Baltegora. Oratorio di Sant’Antonio abate.

La frazione si trova a 730 m s.l.m. (12 abitanti) a Nord del comune di Cellio, dal quale dista circa un chilometro. Località Baltegora, 25
https://goo.gl/maps/KfYPQv68e2pc3aaL8

La sua costruzione risale al secolo XVII.
Rispecchia la tipica chiesetta del primo ‘600 ampliata su una cappella più antica. Il suo nome deriverebbe da “gora” (grande roggia), corrente d’acqua per alimentare le ruote dei mulini. I suoi abitanti sono soprannominati “scimiёti” (scimmia), probabilmente perché scimmiottavano la gente che non era del posto!
È raggiungibile da Cellio percorrendo la SP 103 ed un breve tratto di strada comunale.
Chi giunge a piedi a Baltegora, può abbandonare la strada carrozzabile per percorrere, sulla sinistra, la vecchia mulattiera, ancora in buono stato, e trovarsi di fronte al lavatoio, risalente al 1896, tuttora funzionante, alimentato dalla sorgente sita ai piedi di Cadarafagno, detta “acqua della Beata” (la beata Panacea, il cui padre era nativo di  quel borgo).
Proseguendo a sinistra per la via in salita, si giunge sul piazzale della chiesa dedicata a S. Antonio Abate, celebrato il 17 gennaio con la Santa Messa e il tradizionale incanto delle offerte, il cui ricavato viene destinato al mantenimento dell’oratorio.
In questa occasione viene esposta la statua lignea raffigurante il Santo, protettore degli animali domestici, il quale regge un bastone alla cui sommità vi è una campanella e con accanto un maiale.
La chiesa è aperta solitamente il terzo giovedì del mese, in occasione della celebrazione della stazione mensile della Santa Messa.

Rilevazione: Angela Crosta

BORGOSESIA (Vc), fraz. Agnona. Cappella di Sant’Antonio abate

La cappella è sita in Via Grandis, 67  – frazione Agnona.
https://goo.gl/maps/XjfJdf84k4ey6fHTA

La piccola cappella un tempo sorgeva isolata sul sentiero carrareccio. Intorno a questa piccola costruzione, nel tempo crebbe l’abitato che finì con l’inglobarla. Si tratta della tipica cappella campestre cinquecentesca ad orandum (probabilmente nell’ambito di una proprietà privata) formata da una piccola cella coperta da una volta a crociera. Sulla rastellata fino a metà del secolo scorso si poteva ancora leggere la scritta dipinta in cartella trecentesca: PRESIDIUM CONFIGIMUS SANCTA GENITRICI IN TRIBOLATIONIS NOSTRA ORA PRO NOBIS. (C. Conti).

Di grande interesse sono gli affreschi devozionali che ornano le pareti interne risalenti al Quattro – Cinquecento. Vedi sotto la figura di sant’Antonio abate.

 

Rilevazione: Angela Crosta