FORNI DI SOPRA (Ud), fraz. Cella. Chiesa di San Floriano, immagine di Sant’Antonio abate

La chiesa di San Floriano è monumento nazionale dal 1905.
Dell’attuale chiesa si ha notizia dall’anno 1038, quando la sua esistenza comparve per la prima volta in un atto di compravendita.
L’edificio attuale appartiene al sec. XV, con semplice facciata a capanna sormontata da una piccola monofora campanaria; la copertura è in scandole di legno. Sorge accanto alla chiesa parrocchiale, separata dalla strada; architettura del sec. XV, vi si conserva ancora un ciclo di affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo, datato all’anno 1500.
Il repertorio di soggetti raffigurati è quello simile alle realizzazioni incontrate a Socchieve e Forni di Sotto e si dispone anche qui nella zona absidale, con poche varianti nelle fisionomie e nei colori. La differenza è che in questo lavoro molto probabilmente il pittore si fece aiutare da allievi, come Giampietro da San Vito (a cui si attribuisce ad esempio il San Valentino dipinto nella navata sinistra).
Ciò che però fa di questa chiesa un vero gioiello, al di là dell’architettura ben conservata e degli affreschi contenuti, è la presenza contestuale di una preziosa pala del pittore Andrea Bellunello (1430-1494) al secolo Andrea di Bortolotto, firmata e datata 1480 nello scomparto principale (Andrea Belunelo de Sanvido). Si tratta di un polittico, in cui il santo titolare è raffigurato al centro, vestito come un elegante cavaliere, mentre sorregge un castello in fiamme (in quanto protettore dagli incendi). Negli altri scomparti si dispongono, in modo alquanto affollato, le raffigurazioni di altri Santi e Sante, su due livelli. In basso, a sinistra c’è Sant’Orsola, con lo stendardo che ne ricorda la nascita regale e la palma del martirio: è accompagnata dalle Vergini che andarono con lei in pellegrinaggio a Roma e che con lei furono uccise dagli Unni a Colonia nel viaggio di ritorno. Nello scomparto inferiore destro ci sono le Sante Dorotea con il cesto delle rose e Caterina d’Alessandria con la ruota e Barbara con la torre. Nello scomparto mediano a sinistra ci sono, con mitra e pastorale, il vescovo San Nicolò ed accanto, con campana e bastone, Sant’Antonio abate.
Nello scomparto mediano destro verso il centro c’è San Volfango, abate benedettino e poi vescovo di Ratisbona (sec. X), con mitra e pastorale. La scure ricorda il fatto che con essa il santo delimitava e prendeva possesso dell’area su cui costruire nuovi monasteri, secondo una prassi di retaggio celtico. Questo arnese lo deputò anche santo patrono dei boscaioli. Accanto è raffigurato Sant’Osvaldo con in mano il corvo. In alto si dispone un’Annunciazione e, al centro, il Cristo Risorto. La cornice, con gugliette e pilastrini tortili, rivela un gusto pienamente tardogotico.
La Pieve, a seguito di un incendio bellico, venne ricostruita e dunque è mancante di arredi originali.

 

Info:
Via Nazionale, 133, 33024 Forni di Sopra UD
apertura ogni domenica alle ore 11,30, tel. 0433 88084.
Per visite tel. 043388331, sig.ra Aurelia Cappellari
Sito web: http://www.camminodellepievi.it
(da AA.VV. Il Cammino delle Pievi in Carnia, Tolmezzo 2012)

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Bellunello 

COLLOCAZIONE IGNOTA. Giovanni MIGLIARA, “Tentazioni di Sant’Antonio Abate”, con dedica.

Le tentazioni di Sant’Antonio, con dedica, 1826 circa
Matita su carta, mm 170 x 170, collezione privata

Opera esposta in occasione della mostra dal titolo “Viaggio in Italia”, di Giovanni Migliara, presso Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, via Po, 55 – Torino, dal 28 febbraio al 16 giugno 2019.

Vedi: Saggi MIGLIARA

COLLOCAZIONE IGNOTA. Giovanni MIGLIARA, “Le tentazioni di Sant’Antonio abate”

Le tentazioni di Sant’Antonio, 1826.
Matita su carta, mm 180 x 210, collezione privata

Opera esposta nella mostra dal titolo “Viaggio in Italia”, di Giovanni Migliara, presso Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, via Po, 55 – Torino, dal 28 febbraio al 16 giugno 2019.

Vedi: Saggi MIGLIARA

FIRENZE. La Tavola restaurata di “Sant’Antonio abate ritorna nella Basilica di San Lorenzo”

Dopo un restauro durato un anno, la tavola del XV secolo con Sant’Antonio abate è tornata nella Basilica di San Lorenzo a Firenze. L’opera era stata ritirata il 2 ottobre 2017 e il lungo restauro è stato curato da Lucia Biondi.
L’autore della tavola è sconosciuto, o meglio non si sa il suo vero nome; viene attribuita al “Maestro del Tondo Borghese”. L’autore deve questo appellativo al tondo con la Sacra Famiglia della Galleria Borghese. Nella tavola vengono raffigurati tre santi: Sant’Antonio abate seduto sul trono, San Leonardo, con l’aspetto di un diacono, regge delle tenaglie che servono per liberare dalle manette i carcerati e San Giuliano ospitaliere, nei panni di un cavaliere con in mano una spada. La tavola, inoltre, ha una predella in cui vengono raccontante le storie dei Santi.
«È stato un restauro piuttosto lungo – ha sottolineato Biondi – i problemi principali erano soprattutto un’infestazione da insetti del legno molto aggressiva e una fragilità del colore molto estesa».
La cosa interessante, è che durante l’attività di restauro è emerso qualcosa che era stato cancellato ai piedi di Sant’Antonio: «[…] c’era un maiale o un cinghiale che l’artista stesso ha cancellato, abbiamo intuito che doveva esserci stata una seconda richiesta di dipingere una pace cioè un piccolo quadretto ai piedi del santo che poi è stata anch’essa rimossa».
Il restauro ha interessato anche la cornice monumentale che è stata ridipinta in grigio.
«Abbiamo visto che c’erano frammenti della vecchia decorazione in blu azzurrite e oro zecchino e abbiamo deciso di pulirla tutta e di ridare alla cornice il suo aspetto antico».
Fondamentale per portare a termine il restauro è stata la collaborazione di Friends of Florence. «Il compito della nostra fondazione – ha dichiarato la presidente Simonetta Brandolini d’Adda – è proprio collaborare con le istituzioni e i professionisti per consentire alle generazioni presenti e future di fruire di questo patrimonio e crescere nei valori della cultura occidentale».

 

Basilica di San Lorenzo, Piazza San Lorenzo, 9 – Firenze
Info: http://www.operamedicealaurenziana.org/il-complesso/la-basilica

Autore: Lorenzo Maria Lucenti

Fonte: www.qaeditoria.it, 6 feb 2019

 

 

 

SACILE (Pn). Duomo, tela raffigurante “Sant’Antonio abate” di Francesco Matteazzi

 

 Nel Duomo di Sacile, dedicato a San Nicolò, nella navata di destra, è conservata un’opera di Francesco Matteazzi, XVII secolo, Sant’Antonio Abate in gloria venerato dall’omonima confraternita.
Tela sinora riferita a due distinti pittori: il Santo ad anonimo cinquecentesco e le parti superiore e inferiore del dipinto imputabili ad Andrea Vicentino.
Il campionario espressivo dispiegato nella sottostante gremita schiera di esponenti della confraternita di SAA in venerazione del loro santo di riferimento, appare, piuttosto, a tutti gli effetti affine ai comprovati modi del Matteazzi al quale si reputa di assegnare l’opera in toto.

La tela, restaurata nel 1981, raffigura sant’Antonio che si regge con la mano sinistra su un nodoso bastone a tau e tiene in mano un campanello. Con la mano destra solleva verso l’alto il fuoco. Ai suoi piedi si scorge un maialino, mentre sopra di lui alcuni angeli presentano la mitra ed il pastorale. In basso, un gruppo di membri dell’omonima confraternita.


Sul lato destro del presbiterio si trova la Cappella con altare di San Liberale. Anticamente destinata ad accogliere il SS. Sacramento, cappella è stata ristrutturata dopo il terremoto del 1936 e destinata ad accogliere l’altare giunto dalla Chiesa di San Liberale andata distrutta. La statua di San Liberale, opera attribuita a Palo Callalo, è affiancata dalle statue lignee di Sant’Antonio abate e di San Domenico, provenienti dalla demolita “chiesa nova di Santo Antonio” annessa al monastero delle Domenicane.

 

 

Fonte: Stefano Aloisi, Notazioni su di alcuni episodi di pittura tardomanierista nel Friuli occidentale, in Ce Fastu?, XCIV (2018) 1-2 pag. 65.

Per info sul Duomo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Sacile

https://www.visitsacile.it/arte-storia-fede/chiese/duomo-di-san-nicolo/

https://www.visitsacile.it/arte-storia-fede/chiese/duomo-di-san-nicolo/