GAMBASCA (Cn). Affresco “Crocifissione, Sant’Agnese, Madonna addolorata, San Giovanni, Sant’Antonio abate”

Giuseppe Gauteri nacque a Busca il 30 settembre del 1805 da una famiglia di pittori e, nel suo itinerare di paese in paese, dove il suo lavoro di pittore lo conduceva, ha trasferito la sua residenza da Rossana a Levaldigi ed infine a Martiniana Po.
Spesso, nei suoi dipinti si firmava curiosamente “fratello di tre cavalieri”, ma chi erano questi cavalieri? Dalle cronache del tempo sappiamo che si trattava dei fratelli Luigi, Giovanni e Francesco fregiati della croce del cavalierato per i loro meriti artistici. I fratelli di Giuseppe erano pittori di maggior fama e superiorità artistica, furono loro a dipingere, nel Duomo di Saluzzo, la decorazione neogotica in luogo dell’austera tinteggiatura grigio-cenere.
Si sposò con Ludovica Anna Costamagna di Revello ed ebbe due figli (Caterina e Giovanni Battista). Morì a 73 anni l’11 dicembre del 1878.
Il capostipite della bottega Gauteri è stato il padre Lorenzo, di Busca, che ha trasmesso ai figli la passione per l’arte. Sebbene le sue doti artistiche non eguagliassero quelle dei fratelli, Giuseppe Gautieri testimoniò con la sua arte popolare la fede semplice, ma autentica dei suoi tempi.
Nei lavori di Giuseppe, soprattutto nei piloni votivi e nei dipinti murali, appare evidente la sua difficoltà ad “impaginare”, ossia a mettere in relazione i soggetti, mentre negli spazi ristretti delle nicchie il pittore è riuscito a posizionare meglio il soggetto singolo. Negli affreschi invece, in particolare in quelli di grandi dimensioni, spesso i soggetti sembrano essere stati posizionati in modo un po’ casuale.
Dipinse certamente fino all’età di 72 anni.
In Val Varaita dipinse 22 tra piloni e cappelle, in Val Maira lasciò ben 34 opere, mentre in alta Valle Po se ne contano una ventina, tra firmate ed attribuite. Una delle prime opere datate di Giuseppe Gauteri risulta essere un dipinto murale in Borgata Joulì di Rossana (1831).

La maggior parte dei dipinti gambaschesi (circa una decina) è opera di questo artista, quasi tutti sono datati 1866, periodo che evidentemente testimonia un anno di intensa attività del pittore in paese.
In località Carpenetti si trova l’unico dipinto del Gauteri datato 1873, si tratta di un’opera murale molto grande, fortunatamente ancora ben conservata, che rappresenta la Crocifissione di Gesù.

VERONA, Museo di Castelvecchio, “polittico dell’Aquila” con s. Antonio abate.


Il polittico di Giovanni Badile (1379-1451) è detto: “polittico dell’Aquila”.
Raffigura la Madonna col Bambino e vari santi tra cui Sant’Antonio abate (il primo a sinistra).

Info:
Fruibilità: aperto il lunedì dalle 13.30 alle 19.30, da martedì a domenica dalle 8.30, alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.45)
Internet: Url: www.museodicastelvecchio.comune.verona.it – E-mail: castelvecchio@comune.verona.it

Data compilazione scheda: 15 aprile 2018

Nome del rilevatore: Valter Bonello

VERONA. Museo di Castelvecchio, edicola con la Madonna e santi, Antonio da Mestre.

Nel Museo di Castelvecchio, al centro di una sala è collocato un capitello che si trovava allo sbocco di via Nuova, l’attuale via Mazzini, in piazza Bra, dove ora è sostituito da una copia ( foto sotto).
Raffigura la Vergine con i santi Antonio abate, Jacopo e un santo non chiaramente identificabile, forse Bartolomeo, mentre nelle cuspidi vi sono i santi Giorgio e Giovanni Battista; risale alla fine del XIV secolo.
Il lapicida Antonio da Mestre collaborò con il pittore Martino da Verona (notizie 1396 – 1418) all’esecuzione del pulpito della chiesa francescana di San Fermo nel 1396, e nella stessa chiesa all’erezione del monumento funebre per il giurista Barnaba da Morano nel 1411.

 

Fruibilità: aperto il lunedì dalle 13.30 alle 19.30, da martedì a domenica dalle 8.30, alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.45)

Internet:
Url: www.museodicastelvecchio.comune.verona.it – E-mail: castelvecchio@comune.verona.it

Data compilazione scheda: 15 aprile 2018

Nome del rilevatore: Valter Bonello

VERONA. Castelvecchio, “polittico di Boi”, Sant’Antonio abate.

Polittico di Boi, attribuito ad Altichiero (notizie 1369-1384).
Il polittico proviene dalla cappella della villa Zanardi nella frazione Boi di Caprino Veronese (VR).
In una carpenteria che è già tipica del gotico fiorito, raffigura la Madonna con il bambino in trono e i santi Giacomo, Antonio abate (a sinistra della Vergine), Giovanni evangelista, Cristoforo.
Per esso è stato ripetutamente avanzato il nome di Altichiero, il maggiore pittore veronese del Trecento, di cui certamente è presente tutta la cultura, specialmente nel trono traforato e prezioso, dal complicato gioco prospettico.
Anche la coppia dei donatori, acutamente caratterizzata nei volti e nei costumi, rivela una nuova curiosità naturalistica.

 

Fruibilità: aperto il lunedì dalle 13.30 alle 19.30, da martedì a domenica dalle 8.30, alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.45)

Internet:
Url: www.museodicastelvecchio.comune.verona.it – E-mail: castelvecchio@comune.verona.it

Data compilazione scheda: 15 aprile 2018

Nome del rilevatore: Valter Bonello

LALLIO (BG). Chiesa di San Bernardino da Siena, affresco di Cristoforo Bascheris raffigurante Sant’Antonio abate

Via Arciprete Rota, 4, 24040 Lallio BG – Telefono: 035 691078

Nella chiesa trovasi un affresco di Cristoforo Baschenis il Vecchio (XVI sec.) raffigurante Sant’Antonio abate.

 

Fruibilità: aperto da aprile a ottobre sabato e domenica 15.30 – 18.00 – da novembre a marzo 15.00 – 17.00.

Vedi in allegato la storia del paese: Lallio e la sua storia

Data compilazione scheda: 29 – 03 – 2018

Redattore: Valter Bonello