BERGAMO. Accademia Carrara, olio su tavola raffigurante San Ludovico da Tolosa e Sant’Antonio Abate.

Accademia Carrara – Collezione Carrara 1796

Olio su tavola di 119 × 59 cm, dipinto da Antonio Marinoni e bottega (già maestro del Romacolo) (1510-1520) Desenzano al Serio, Bergamo, documentato dal 1494 – ante 1541, raffigurante San Ludovico da Tolosa e Sant’Antonio abate.
La tavola proviene da un polittico smembrato, il cosiddetto “Polittico del Romacolo”, anticamente collocato nella chiesa del convento dei francescani del Romacolo, presso Endenna in Val Brembana.
Il complesso era organizzato su due registri che ospitavano le figure dei Santi, mentre gli Apostoli, insieme a una tavoletta con il Cristo in Pietà e i santi Pietro e Andrea, ora in collezione privata, sono ciò che resta della predella.
La Bottega dei Marinoni era una vera e propria impresa famigliare ed era attiva nel territorio bergamasco sia per dipinti su tavola sia per affreschi.

 

Fruibilità: Aperto dalle 9.30 alle 17.30 chiuso il mercoledì.
Piazza Giacomo Carrara, 82 – 24121 –Bergamo – Tel. +39 035 4122097
Uffici: Bergamo, Via San Tomaso, 53 +39 035 234396, info@lacarrara.it – Servizi educativi: +39 035 234396 #2, servizieducativi@lacarrara.it

Data compilazione scheda: 29 – 03 – 2018

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico_del_Romacolo

Rilevatore: Valter Bonello

FERMO. Pinacoteca Comunale, “Madonna con Bambino tra San Bartolomeo e Sant’Antonio abate” di G. Presutti e polittico con s. Antonio abate di Marco di Paolo Veneziano

Autore: Giuliano Presutti, notizie 1490-1554.

E’ la prima opera del Presutti firmata e datata 1510.
Da una dichiarazione del sindaco Trevisani (1870), risulta che la tavola si trovava a Campofilone, dove probabilmente l’artista dimorò per qualche tempo durante la permanenza a Fermo.
Il Presutti appare molto legato ai modi perugineschi anche se non del tutto insensibile all’incontro con il pittore veneto Antonio Solario, detto lo Zingaro, attivo a Fermo all’inizio del secolo, e con cui, secondo Zampetti (1953), egli ebbe probabilmente contatti (Costanzi, 1990).

Materia e tecnica: tavola/ pittura a olio
Misure: altezza 165 larghezza 134

Collocazione: Palazzo dei Priori, p.zza del Popolo – Pinacoteca Comunale.

https://www.regione.marche.it/

 


Proveniente dalla Collegiata di San Michele, probabilmente commissionato da Giacomo Mattei, priore dal 1363 al 1396, è il polittico (89 x 216 cm in origine) che raffigura l’Incoronazione della Vergine attorniata da sei scomparti laterali raffiguranti (da sinistra) San Michele Arcangelo, Sant’Antonio abate, San Giacomo Maggiore, Santa Caterina Martire, forse un San Nicola da Bari e San Giovanni Battista. Fu realizzato, secondo l’ultima attribuzione, attorno alla metà degli anni ’70 del Trecento da Marco di Paolo Veneziano (attivo 1362-1390 circa) nel pieno della sua maturità artistica.
Privato della sua cornice dorata già nel Settecento, rimase custodito nella canonica della collegiata ed oggi è esposto nelle sale della Pinacoteca fermana come tavole singole.

S. Antonio, con barba bianca biforcata, tiene con la mano destra un libro rosso e appoggia la sinistra a un bastone.


Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100141399-0

PALERMO. Chiesa di Sant’Antonio abate

 Via Roma, 203A , a fianco della scalinata che conduce alla Vucciria (Discesa Caracciolo Vicerè, 242)
https://goo.gl/maps/bD84t5ekH3HCWodTA

 

La chiesa dedicata esiste dal 1220, anno in cui fu trasferita la parrocchia dalla chiesa di San Cataldo. Essa sorge nel punto in cui, nell’epoca della Sicilia islamica, era situata la Porta di Mare (Bab al Bahr), detta anche Porta dei Patitelli per via della presenza di alcuni artigiani fabbricanti di zoccoli.
Nel 1536 la chiesa fu rinnovata acquisendo l’odierno assetto architettonico.
La chiesa subì un nuovo e profondo intervento di restauro a seguito del terremoto del 1823. Tale intervento conferì all’edificio l’attuale fisionomia neogotica ad opera dell’architetto Nicolò Raineri.
L’interno della chiesa è a forma quadrata, nello stile della pianta a croce greca, tipica delle strutture architettoniche bizantine. Quattro colonne, di finto granito, sostengono la cupola. Quest’ultima fu rifatta nel 1536, ma riproduce quella originaria a forma ogivale.

 

 

Abside di destra: Cappella di Sant’Antonio abate. Sull’altare è collocato il dipinto raffigurante Sant’Antonio abate, opera realizzata da Giuseppe Salerno o da Gaspare Bazzano, 1626 (vedi immagine a destra).

 

 

 

 

 

 

In altra zona della chiesa si trova una statua raffigurante il santo (vedi immagine a sinistra).

 

 

 

Bibliografia:
AA.VV., La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Palermo. Ottocento anni fra storia, arte e vissuto religioso 1220-2020, Euno Edizioni, 2020

Link:
http://www.santoantonioabate.arcidiocesi.palermo.it/Visitavirtuale.htm

UDINE. Giandomenico Tiepolo, “L’Assunta, S. Giorgio e S. Antonio abate”, acquaforte (collezione privata)

Stampa a tiratura postuma a firma Giandomenico Tiepolo.

Provenienza dall’Istituto Vendite Giudiziarie COVEG Srl di Udine in acquisto (€ 600) su disposizione di pignoramento del Tribunale di Gorizia eseguito alla Società libraria editrice goriziana di Federico Ossola & C. Sas, corso Verdi 69 – Gorizia.

MOMBARUZZO (AT). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Roma, 4      https://goo.gl/maps/xwN3yB8chjk94dc57

Originariamente Cella benedettina con annesso cenobio, ad opera dei monaci dell’Abbazia di Fruttuaria di S. Benigno Canavese (sec.Xl – XII); attraverso vari rifacimenti ed amplificazioni si giunse, a partire dal primitivo stile romanico, all’attuale tardo gotico. Attorno al 1750 venne ampliata la parte absidale, in stile barocco, e costruito il coro.
Due pietre, murate nella facciata, riportano l’effigie di S. Antonio (a destra) ed il suo simbolo, il Tau, a sinistra. Sul coronamento una nicchia con la statua  del Santo.

La costruzione del campanile viene fatta risalire al XV sec., probabilmente in sostituzione di uno originario eretto dai monaci benedettini. Nella parte inferiore, sotto la fascia di archetti che lo ornano, si notano una testa umana in arenaria e un antico bassorilievo.
All’interno – in fondo alla navata di sinistra, alla base del campanile – la cappella del Sacro Cuore di Gesù e totalmente decorata con affreschi quattrocenteschi raffiguranti, sulla parete di fondo: Gesù crocifisso, tra la Madonna e S. Giovanni evangelista e, sottostanti a figura intera, diversi santi tra i quali S. Rocco e S. Bernardino da Siena.
Nella parete sinistra sono raffigurati S. Pietro martire, S. Cristoforo e S. Antonio abate. A destra, la S. Vergine Assunta che sovrasta un Santo vescovo e S. Caterina d’Alessandria oranti. Ai lati del presbiterio, due grandi quadri attribuiti a G. Stura, mostrano S. Carlo che comunica gli appestati e il miracolo dell’ostia.

 

Sulla parete destra, un interessante affresco di epoca incerta parzialmente coperto e ridotto dalle dimensioni originarie, rappresenta la Madonna in trono col Bambino e S. Antonio abate benedicente (vedi immagine).

Nella seconda cappella della navata di destra, un affresco del XV sec. raffigura la Madonna con il Bambino, nel quale si notano analogie pittoriche con alcune opere del cosiddetto “Maestro di Roccaverano”.

 

Link:
https://www.youtube.com/watch?v=nf_s6UlYwtw