COLLOCAZIONE IGNOTA. Sant’Antonio abate, 1908, collezione privata, santino.

Sant’Antonio abate, 1908, collezione privata, santino.

CHIANOCCO (To). Cappella di Sant’Ippolito, affresco con sant’Antonio abate

Non si conosce la data di costruzione di questa cappella cimiteriale, la cui datazione viene però riferita ad un momento precoce del romanico, fine X o inizi XI secolo, forse in luogo di un piccolo tempio romano dedicato alle Matrone, analogamente a Foresto. La chiesa conserva alcuni affreschi del XV secolo.
La cappella è stata oggetto di un restauro conservativo sia per la struttura, sia per gli affreschi interni, dal 1998 al 2004.
L’edificio è caratterizzato da una stretta scaletta in pietra che dà accesso alla porta e dalle monofore ottenute da una sottile lastra monolitica. È costituita da un’unica stanza rettangolare.

Gli affreschi sono databili al XV secolo; collocati dietro all’altare, in due registri ancora leggibili, si trovano: la Crocifissione con santa Caterina e santa Margherita, mentre nell’ordine inferiore si vedono il martirio di san Sebastiano, sant’Antonio abate e san Bartolomeo. Curiosamente all’interno della cappella non resta alcuna traccia del martire romano alla quale questa è dedicata. Non si conosce l’identità del pittore, ma l’iconografia ricercata e “internazionale” indica tuttavia che si tratta di un artista con un buon livello di cultura, che ha presente esemplari miniati quali si producevano nel ducato sabaudo nei primi decenni del Quattrocento.

La cappella si trova sul fronte Sud del cimitero del capoluogo di Chianocco, su uno sperone roccioso.

Info:
Comune, tel. 0122 49734

Links:
http://www.comune.chianocco.to.it/turismo-e-sport/cosa-visitare/

http://www.provincia.torino.gov.it/territorio/strat_strumenti/beni_culturali/vsusa/relig/bassa_valle/comuni/chianocco_3

Note:
dati estrapolati dalla scheda del sito G.A.T. : “Archeocarta” compilata da Angela Crosta.
Data compilazione scheda: 06/10/2017
Nome del rilevatore: Valter Bonello

 

AOSTA. Cattedrale di Santa Maria Assunta, Cappella di San Grato, dipinto con sant’Antonio abate.

Le indagini archeologiche, condotte negli anni 1981-1985, hanno permesso di stabilire che la cattedrale risale alle fasi iniziali della diffusione del Cristianesimo in Valle d’Aosta.
Nella seconda metà de IV sec. esisteva già una chiesa a navata unica di circa quaranta metri di lunghezza, con annessi differenti vani di servizio e due battisteri. Questa chiesa primitiva lascia il posto alla cattedrale attuale, costruita agli inizi dell’XI sec. per volontà del vescovo Anselmo (994-1025). Era costituita da due edifici distinti ma allineati e comunicanti: quello occidentale, a navata unica affiancata da due basse torri campanarie, ospitava la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista; quello orientale, a tre navate separate da semplici pilastri rettangolari, con due campanili e coro sopraelevato sopra la cripta, ospitava la cattedrale vera e propria. La navata principale veniva interamente affrescata, verso la metà dell’XI sec., con un ciclo pittorico di cui si sono recentemente trovati estesi frammenti nel sottotetto.
Nel corso del XII, XIII e XIV sec. la chiesa doveva subire alcune trasformazioni e abbellimenti. Il coro era arricchito con bei mosaici figurati. Veniva realizzato un primo ciclo di vetrate dipinte di cui oggi restano due tondi esposti nel Tesoro.
Alla fine del Duecento si sfondavano le absidi romaniche per far luogo ad un moderno deambulatorio gotico a cappelle radiali. Tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo la cattedrale veniva radicalmente trasformata.
Un nuovo chiostro di gusto gotico sostituiva l’antico chiostro romanico; il coro si arricchiva di un nuovo complesso di stalli lignei. L’antica chiesa di San Giovanni veniva demolita e la cattedrale veniva allungata verso ovest, completamente voltata con una nuova copertura a crociera costolonata. Alle finestre si sistemava un esteso ciclo di vetrate istoriate, mentre la campagna decorativa terminava tra il 1522 e il 1526 con la costruzione di una nuova facciata il cui portico era decorato con affreschi e sculture in cotto di gusto lombardo.
Tra la fine del XVI e il XIX sec. si segnalano la sistemazione di un nuovo altare maggiore marmoreo nel 1758 (Francesco Albertolli), la costruzione della nuova facciata neoclassica (Gayo) nel 1846-48 e la successiva costruzione della cappella del Rosario, di gusto neogotico, che purtroppo portava alla demolizione parziale di un lato del bel chiostro quattrocentesco.
La cattedrale è stata completamente rinnovata per la celebrazione del nono centenario della morte di S. Anselmo di Aosta (21 aprile 2009).

 

All’interno della Cattedrale si trova una cappella dedicata a San Grato, che contiene un dipinto con San Grato e santi, fra cui Sant’Antonio Abate.

 

 

Info:
Piazza Papa Giovanni XXIII – 11100 Aosta – tel. 016540251
Url: http://www.cattedraleaosta.it – E-mail: info@cattedraleaosta.it
Data compilazione scheda: 9 aprile 2017
Nome del rilevatore: Valter Bonello

ASSISI (Pg). Dipinto di Tiberio d’Assisi con Sant’Antonio abate

Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco, Cristo crocifisso tra angeli e i santi Leonardo, Antonio abate, Francesco e Chiara (inizi XVI sec.), dipinto su tavola di Tiberio d’Assisi (circa 1470-1524), già nella cappella di Sant’Antonio abate della basilica inferiore di San Francesco.

Tiberio Ranieri di Diotallevi (Assisi, 1470 circa – 1524) è stato un pittore italiano del Rinascimento.
Conosciuto generalmente col nome di Tiberio d’Assisi, potrebbe essere stato allievo, insieme con il concittadino d’Aloigi da Assisi, detto l’Ingegno, del Perugino e del Pinturicchio, che seguì a Roma quando il Maestro umbro dipinse nella basilica di Santa Maria del Popolo (nella Cappella del Presepio) e nell’Appartamento Borgia, dal 1485 al 1495.
Nei primi anni novanta era già pittore indipendente: operò nella cattedrale di Perugia nel 1495, poi in Assisi, affrescando la Porziuncola, in Santa Maria degli Angeli, e in numerose chiese dell’Umbria.
Il suo stile risente dell’imitazione del Pinturicchio e del Perugino.

GIAVENO (To). Chiesa di San Lorenzo Martire, pala d’altare con sant’Antonio abate

Le notizie relative all’antica pieve di San Lorenzo sono molto scarse, ma è verosimile ritenere che già nel 1309, sul sito ove ora si trova la Collegiata, vi sorgesse già l’antica chiesa.
Nel 1611 accadde per Giaveno un fatto di straordinaria importanza: la traslazione da Roma delle reliquie del Santo Papa Antero, qual dono di frà Giovanni Battista Cavagno di Novara al giavenese don Vincenzo Claretta. Questo eccezionale avvenimento si lega cronologicamente in modo assai stretto alla decisione di ricostruire San Lorenzo.
I lavori di riedificazione ebbero immediato avvio e nel 1622, su richiesta del cardinal Maurizio di Savoia, papa Gregorio XV ratificò la richiesta cardinalizia di nominare la chiesa Collegiata.
L’odierna parrocchiale è in buona parte frutto di rifacimenti avvenuti tra fine Ottocento ed inizio Novecento. L’originaria chiesa seicentesca era collocata al di fuori della cinta muraria della città; nel 1622 il cardinal Maurizio, divenuto da tempo “signore” di Giaveno, fondò in San Lorenzo la Collegiata dei Canonici con l’approvazione di Papa Gregorio XV e solo allora la chiesa venne consacrata dal vescovo di Asti.
La nuova parrocchiale era più ampia della precedente, con tre navate e sei cappelle laterali per ciascuna navata. L’altare maggiore apparteneva alla comunità e vi era stata retta la Compagnia del Corpus Domini. Nella cappella di sinistra, dedicata dal comune a Sant’Antero erano collocate le reliquie del Santo.
La Collegiata vanta la presenza di un pregevolissimo dipinto raffigurante San Lorenzo firmato e datato Joseph Ouvertus 1725. La pala era posta sopra gli stalli del coro a guisa di pala d’altare e rappresenta San Lorenzo inginocchiato davanti alla Madonna con il Bambino, affiancata da San Michele Arcangelo, circondata da angeli sopra una cornice di nuvole.

Transetto – Altare dedicato al SS. Salvatore.
La scena della grande pala, dipinta dal pittore di Pancalieri (TO) Tommaso Lorenzone (1824 – 1902), sviluppa il tema dello scambio dei “cuori” tra Gesù e la Beata Caterina da Racconigi.
Fanno corona uno stuolo di Angeli con San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio abate (a sinistra), San Domenico, Santo Stefano protomartire, rappresentati con le loro simbologie.

Info:
Diocesi di Torino (sec. XVII; XVIII)
Via Ospedale, 2 10094, Giaveno, Torino