LUCCA. Museo Nazionale di Palazzo Mansi, trittico con s. Antonio abate, XVI secolo

Si tratta di museo-residenza che costituisce un documento esemplare delle  dimore dei mercanti lucchesi. Fu trasformato alla fine del XVII secolo dalla famiglia  Mansi, che ne era proprietaria, in “palazzo di rappresentanza” e allestito secondo il gusto barocco. Altri interventi di recupero e di ammodernamento furono realizzati da Luigi Mansi nel Settecento. Il palazzo fu venduto allo Stato nel 1965 e come Museo nazionale fu aperto nel 1977.
Conserva nella Pinacoteca dipinti delle scuole italiane e non dal XVI al XVIII secolo. Al secondo piano sono allestite le sezioni dedicate all’Ottocento e al Novecento e negli ambienti che accoglievano le cucine del palazzo è collocato il Laboratorio di tessitura rustica Maria Niemack, che espone telai e strumenti otto-novecenteschi.

 

Trittico di 128 x 2221 cm, raffigurante Madonna col Bambino e i Santi Girolamo e Antonio abate.
Inventario numero 52 esposto nella sala II
Datato al secondo quarto del XVI secolo.
La vicenda critica di questo splendido trittico raffigurante la è complessa. Nel tempo ha avuto varie attribuzioni: Martin Heemskerk; pittore fiammingo; scuola tedesca; Pieter Coecke (1502-1550).
Nelle carte della Commissione d’incoraggiamento delle Belle Arti, conservate presso l’Archivio di Stato di Lucca, si trova testimonianza dell’apprezzamento riscosso dalla tavola presso i pittori Pietro Nocchi e Michele Ridolfi, che, in vista della costituzione della Reale Galleria, nel 1820 caldeggiarono presso il Presidente della Commissione l’acquisto del trittico che a quella data si trovava nelle mani di Cesare Simi, ma del quale tuttora non si può indicare l’originaria ubicazione (Lucca, Archivio di Stato, Commissione d’incoraggiamento delle Belle Arti 3, cc. nn.)

Nello scomparto di destra (114 x 48 cm senza cornice), sant’Antonio abate, sullo sfondo di un paesaggio roccioso, tiene la mano destra sul cuore e la sinistra appoggiata a un bastone.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900531423

http://www.luccamuseinazionali.it/it/mansi/museo-nazionale-di-palazzo-mansi

ANTRODOCO (RI). Chiesa di Santa Chiara, dipinto con s. Antonio abate

Complesso religioso che risale al XIV secolo; comprendeva chiesa, ospedale (dedicato a Sant’Antonio e avviato nel XV secolo, restando in uso fino al 1906) e monastero delle Clarisse (fondato agli inizi del nel 1607 e chiuso nel secolo successivo).
Nel corso dei secoli ha subito vari rimaneggiamenti, soprattutto nel Seicento; della struttura originaria esternamente non è rimasto nulla; sono in stile barocco i portali che si aprono sul fianco della chiesa che non presenta facciata e il campanile è a vela.
La chiesa è stata chiusa nel 1970 per un lungo restauro e ha riaperto solamente nel 2012.

La pala dell’altare maggiore è un olio su tela di 233 x 158 cm, opera di pittore ignoto di ambito laziale del XVII-XVIII secolo.
La Madonna con il Bambino in braccio è seduta su nuvole tra angeli e cherubini. In basso a sinistra san Giovanni battista. A destra sant’Antonio abate, con saio monastico, seduto, guarda verso lo spettatore appoggia la mano sinistra a u bastone a tau cui è legata una campanella. Il Santo indica con la mano destra (come il Battista) l’agnello mistico accovacciato in primo piano.

La scheda del Catalogo dei Beni Culturali, redatta nel 1977 -2005, rileva: “Di difficile lettura nei particolari della parte inferiore a causa dello stato di conservazione; sembra però possibile riconoscere nella tela i modi di un artista provinciale, di formazione non esclusivamente locale, che ha tratto suggerimenti tipologici, se non stilistici, dalla tela di Giovanni Lanfranco raffigurante La Madonna con il Bambino angeli e Santi visibile nella chiesa di San Pietro a Leonessa.”
Dalle fotografie recenti sembra sia stata restaurata.

 


Link e parte del testo:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1201029508

TEANO (CE). Collocazione ignota, maiolica e due affreschi con s. Antonio abate

Il Catalogo dei Beni Culturali indica che a Teano – ma senza la collocazione precisa – vi sono altre  immagini di sant’Antonio abate.

 

Maiolica di 77 x 58 cm, risalente al XVII secolo.
Sant’Antonio abate, circondato da cherubini, con la tau sul mantello e rosario alla cintura, tiene nella mano destra un libro sul quale è una fiamma e nella sinistra il bastone cui è legata la campanella blu e gialla. Lo sfondo è azzurro nella parte superiore e verde e giallo in quella inferiore.

Immagine e link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500205093


 

Affresco di 140 x 90 cm, risalente al XVI secolo.
Sant’Antonio, raffigurato in una nicchia, tiene con la mano destra un libro chiuso, con la sinistra una campanella, un rosario e un bastone con una inconsueta terminazione a doppia spirale.

 

Immagine e link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500265160



Affresco di 250 x 214 cm, che raffigura “Sant’Antonio abate e Sant’Antonio di Padova”, datato agli inizi del XVII secolo
Un putto alato porge una corona a Sant’Antonio abate e un’altra a Sant’Antonio di Padova all’interno di un abside che attraverso archi a tutto sesto retti da pilastri comunica con tre cappelle radiali lasciati in ombra.
Sant’Antonio abate, a sinistra, veste una tunica gialla e un manto rosso, è seduto e tiene un libro aperto tra le mani. Tra le ginocchia il bastone cui è appesa una campanella.
“Le tangenze stilistiche con il dipinto dell’altare maggiore firmato Oramus De Garamus (Orano de Garano, pittore di cui si hanno notizie intorno al 1623) e datato 1613 induce a considerare anche quest’ultima opera del pittore tardo manieristico, ancora attardato sulle orme del tardo Andrea Sabatini o del Criscuolo.”

Immagine e link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500205171


Chi avesse informazioni sulle localizzazioni delle opere, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it. Grazie

BETTONA (PG). Chiesa di Sant’Onofrio, affresco di s. Antonio abate, XV secolo

La chiesa ebbe origine da un’edicola o cappella di transito ove era effigiata una Madonna e i santi Onofrio e Francesco. Fu la prima residenza dei Minori Osservanti a Bettona, che vi erano già nel 1434 e che vi restarono finché costruirono il nuovo convento di Sant’Antonio di Padova. Al loro posto nel 1550 sopraggiunsero i frati Cappuccini che provvidero ad imbiancare le pareti della struttura e disposero i quadri sopra gli altari e furono definitivamente allontanati in seguito alla soppressione seguita all’Unità d’Italia.
Oggi la chiesa è di proprietà comunale e dal 1869 funge da Cappella per il Camposanto monumentale di Bettona. Attualmente inagibile.

Conserva affreschi del Trecento e del Quattrocento.
Tra quelli del XV secolo, vi è, nel registro superiore della parete destra, sant’Onofrio, quasi completamente perduto per l’apertura di una finestra, san Leonardo, santa Barbara, sant’Elena e sant’Antonio abate. Sant’Antonio abate, all’estrema destra, tiene con la mano sinistra un libro dalla copertina rossa e con la destra un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santonofrio-bettona-pg/

BETTONA (PG), frazione Passaggio. Biblioteca comunale – ex chiesa della Madonna del Ponte, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

La biblioteca è ospitata dal 2012 nell’antica chiesa parrocchiale edificata, nei primi decenni del XVI secolo, sul luogo in cui sorgeva un’edicola campestre con “l’imagine della Gloriosissima Vergine Maria”. Dipinto da Bartolomeo della (da) Miranda intorno al primo ventennio del XV secolo, l’affresco raffigura la Madonna col Bambino e, sulle pareti laterali, i Santi Antonio abate e Leonardo.
Sant’Antonio è raffigurato a sinistra, tiene con la mano sinistra un libro chiuso e con la destra un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000130981

http://www.comune.bettona.pg.it/c054003/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/3