TIZZANO VAL PARMA (PR), località Casola. Chiesa di Santa Giustina, dipinto con s. Antonio abate di G. Bolla, fine XVII secolo

Il quadro, olio su tela di 202 x 143 cm, raffigura Madonna in gloria col Bambino, angeli e i Santi Giustina e Antonio abate. Attribuito al pittore parmense Giovanni Bolla (1650 – 1735), fine XVII secolo.

Il dipinto era in origine collocato sulla parete di fondo della chiesa, oggi è posto nel presbiterio. I Santi Giustina e Antonio abate sono i contitolari dell’altar maggiore.
L’attribuzione a Giovanni Bolla e la collocazione cronologica sul finire del secolo XVII proposte da Cirillo e Godi paiono condivisibili. L’effetto visivo complessivo dell’opera è piuttosto gradevole, anche se il diverso carattere delle figure e una certa approssimazione nella definizione degli scorci e nel trattamento dei dettagli creano qualche disagio; la composizione è comunque varia e ben articolata e interessante è il naturale controluce nel quale si produce l’apparizione della Vergine che viene così ad assumere una piacevole nota di affettuosa spontaneità.

Sant’Antonio è a destra, tiene nella mano sinistra un libro chiuso e nella destra un bastone a tau cui è appesa una campanella. Un maiale è accucciato ai suoi piedi.

Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800368600

 

La chiesa, citata nel 1230, presenta facciata a capanna intonacata e delimitata da un ordine gigante di lesene, coronata da una cornice a dente di sega lungo il profilo superiore e da due pigne alle estremità.
In posizione distaccata dalla chiesa, in prossimità del muro di recinzione, si trova il massiccio campanile, in pietra a vista, a pianta quadrata.
La navata unica ha forma rettangolare ed è divisa da lesene in tre campate. Nella prima campata si trovano due nicchie. In corrispondenza della campata centrale, coperta da volte a crociera, si aprono due cappelle laterali, coperte da volte a botte lunettate. L’abside è a pianta quadrata ed è coperta da volta a botte unghiata.

Link:
https://scn.caiparma.it/schede/chiesa-di-santa-giustina-tizzano-val-parma-loc-casola/

PORDENONE. Museo diocesano di arte sacra di Concordia-Pordenone, pala con s. Antonio abate del Pordenone, 1520

La pala raffigurante i Santi Ilario e Taziano assieme alla Beata Vergine Maria col Bambino e ai santi Antonio abate e Giovanni Battista e Angeli, eseguita nel 1520 da Giovanni Antonio de’ Sacchis detto “Il Pordenone” (Pordenone, 1483/84 – Ferrara, 1539), proviene dalla parrocchiale di Torre, vedi scheda.

Sant’Antonio è raffigurato a destra, dietro s Giovanni, indossa saio e mantello e appoggia la mano destra a un bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

Il Museo è stato istituito nel 1991 e aperto al pubblico nel 1995. I lavori di riqualificazione sono terminati nel 2023.

 

Link:
https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/museo/?s_id=440554

PORDENONE, frazione Torre. Chiesa parrocchiale dei SS. Ilario e Tiziano, copia del dipinto con s. Antonio abate del Pordenone, 1520

La chiesa è menzionata nella bolla di papa Urbano III del 1187; nel 1226 fu costruito un nuovo edificio di maggiori dimensioni, che fu riedificato nel 1440.
La nuova parrocchiale, disegnata dall’ing. Damiano Roviglio, fu iniziata nel 1873; nel 1877 fu completato il presbiterio, ma l’intera struttura fu ultimata nel 1885.

Dietro l’altare maggiore è collocata una copia della pala di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto “Il Pordenone” (Pordenone, 1483/84 – Ferrara, 1539), che raffigura i Santi Ilario e Taziano assieme alla Beata Vergine Maria col Bambino e ai santi Antonio abate e Giovanni Battista e angeli, realizzata nel 1520.
Sant’Antonio è raffigurato a destra, dietro s Giovanni, indossa saio e mantello e appoggia la mano destra a un bastone a tau cui è appesa una campanella.

Il dipinto originale si trova nel Museo diocesano di arte Sacra di Concordia-Pordenone vedi scheda.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Ilario_e_Taziano_(Pordenone)

https://www.parrocchiatorre.it/storia/la-storia/

PERUGIA. Galleria Nazionale dell’Umbria, tavola con Trinità e s Antonio abate, di V. Pagani e il Papacello, 1553

Olio su tavola di 303 x 192 x 10 cm, raffigurante la Trinità in alto (Dio Padre, Cristo crocifisso, colomba dello Spirito Santo e angeli), in basso, da sinistra: Madonna, S. Francesco d’Assisi, S. Antonio abate, S. Giovanni Battista.

Pagani Vincenzo (1490 circa – 1568) e Tommaso Di Arcangelo Di Bernabeo detto Il Papacello (1490/1500 – 1559).
Inventario 1111
Proviene dalla chiesa di San Francesco al Prato, altare Oddi.

Presso l’Archivio di Stato di Perugia esiste ancora il documento di allogazione dell’opera, rintracciato e citato da Mariotti nel 1788 (p. 240). Con tale documento Lattanzio Pagani riceve da Sforza di Lionello degli Oddi la commissione di una tavola con i Santi Giovanni Battista, Francesco, Antonio e Bernardino per la cappella degli Oddi in S. Francesco al Prato, da far eseguire al padre Vincenzo e a Tommaso Bernabei detto il Papacello. Dei santi ricordati, manca Bernardino, sostituito dalla Madonna, che tuttavia sembra di qualità alquanto inferiore rispetto al resto della composizione.

Sant’Antonio abate, inginocchiato, guarda verso destra e tiene con il braccio sinistro un bastone a tau cui è appesa una campanella; la mano destra regge un libro aperto appoggiato al ginocchio.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000077860

https://gallerianazionaledellumbria.it/restauro/24397-trinita-e-santi/

PERUGIA. Galleria Nazionale dell’Umbria, due affreschi staccati con s. Antonio abate, 1410-20 e 1340-60

Affresco staccato e trasportato su massello di gesso, 147 x 111 cm, raffigurante S. Antonio abate, opera di ignoto, datato 1410-20
Inventario 996

L’affresco fu distaccato nel 1933 da Fumi dalla cappella Baldeschi nella chiesa del convento francescano di San Francesco al Prato.
Viene attribuito da Santi (1969, pp.120-121) ad un pittore umbro del primo quarto del XV secolo.

Sant’Antonio, in piedi, ha nella mano sinistra un rosario e tiene con il braccio un lungo bastone a tau. La mano destra è sul capo della donatore inginocchiato.
In alto a sinistra vi è la figura di Cristo benedicente.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000017191

https://gallerianazionaledellumbria.it/restauro/24696-/

 


Affresco staccato e trasportato su tela, 113 x 108,5 cm, raffigurante Santa Caterina e sant’Antonio abate.
Opera del “Maestro Dei Dossali Di Subiaco” (notizie prima metà XIV secolo).
Datato 1340 –  1360.
Inventario 1038.
Fu staccato dall’ex chiesa di San Sebastiano a Papiano (frazione di Marsciano PG) prima del 1924, anno in cui risulta già presente in Galleria.


Santi (1969, p. 77 con bibliografia precedente) lo attribuisce ad un pittore perugino attivo intorno alla metà del XIV secolo, lo stesso cui ascrive due affreschi staccati (inv.700, 705) da Santa Elisabetta alla Conca di Perugia ed oggi in Galleria, vedi scheda.
Boskovits (1973, pp. 15, 37 n. 72-75) pone questo lavoro nell’ambito del Maestro dei Dossali di Subiaco, che viene proposto da più parti di riconoscere nel miniatore Vanni di Baldolo. Todini (19 89, I, p.350) lo attribuisce ad ignoto perugino della prima metà del XIV secolo.

Sant’Antonio tiene la mano destra su un bastone a tau, con la sinistra regge un libro chiuso e una campanella.


Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000017232

https://gallerianazionaledellumbria.it/restauro/24656-ignoto-santa-caterina-dalessandria-santantonio-abate/