SANT’ANATOLIA DI NARCO (PG), frazione Gavelli. Chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo, affresco di s. Antonio abate, 1492

La chiesa risale al XV secolo, ma probabilmente è la ricostruzione quattrocentesca di un edificio più antico.
La parete sinistra è divisa in quattro nicchioni con pregevoli affreschi raffiguranti molti Santi e scene sacre.

 

 

 

Secondo nicchione: nel pilastro di sinistra è raffigurato San Biagio; nella volta Cristo risorgente dal sepolcro, il Calvario, gli strumenti della Passione; San Pietro, l’Ancella, Pilato, Giuda; sotto, dentro le arcatelle di un finto portico sostenuto da colonnine i Santi Leonardo, Agostino, Bernardino da Siena, Antonio abate e Sebastiano, datati 1492.
Nel margine inferiore v’è la scritta: “QUESTA CAPELLA È EDIFICATA ET PE(N)TA SOTTO NOME ET (HONORE) DE SA(N)TO BERARDINU ET FATA FO DELLI BIENI DE FRANCESCA MOGLIE CHE FO DE TOMASO DE SANTO PER L ANIMA DELLU (MARITU ET DELL’AL)TRI MORTI DI CASA SUA ET LA DITA CAPPELA E EREDE DE TUTTI I BIENI D ESSA FRANCESCA . 1492”.
I dipinti di questa cappella sono opera dello spoletino Jacopo Zabolino di Vinciolo, attivo a Spoleto tra il 1461 e il 1494. .

Una bella raffigurazione di sant’Antonio abate, di espressione intensa.
Con una tau sul mantello, appoggia la mano destra su un bastone a tau e tiene con la sinistra una campanella

 

 

Link e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-michele-arcangelo-gavelli/

POVEGLIANO (TV), frazione Camalò. Chiesa parrocchiale di San Matteo, dipinto con s. Antonio abate, 1905

Antica proprietà del monastero di Santa Maria del Piave, dal 1490, con la soppressione di quest’ultimo, passò a Santa Maria degli Angeli di Murano. Fu inoltre legata alla pieve di Volpago quale filiale. La consacrazione dell’attuale edificio risale al 1779 e dieci anni dopo divenne sede di una parrocchia autonoma.
La chiesa assunse l’odierno aspetto dopo il restauro del 1902 e presenta una facciata neoclassica ricostruita nel 1912.

La chiesa conserva la pala, olio su tela di 235 x 142 cm, raffigurante “San Matteo e l’angelo con San Vito, San Modesto, Sant’Antonio abate e Santa Crescenzia”, opera è attribuita a Heinrich Reinhard (1829 – 1914), datato 1905 e firmato sulla base della colonna sinistra. La pala, che utilizza un impianto compositivo tipico della tradizione pittorica veneziana e veneta, è opera di carattere accademico.
In alto, Dio Padre a mezzo busto, da una nube dorata e volge lo sguardo dai Santi sottostanti: Matteo che scrive il Vangelo, seduto insieme all’Angelo su un basamento architettonico tra due colonne; in basso a destra, in piedi, Santa Crescenzia, in parte nascosta da Sant’Antonio abate; a sinistra i Santi Vito e Modesto, rispettivamente in veste azzurra e manto rosso e in veste rosa e manto ocra.

 

Sant’Antonio abate a destra in primo piano, guarda verso il cielo e tiene le mani appoggiate su un bastone a tau cui è appesa una campanella. Alla sua destra spunta il muso di un maiale accucciato ai suoi piedi.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500233118

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/66366/Povegliano+%28TV%29+%7C+Chiesa+di+San+Matteo+Apostolo+ed+Evangelista

POVEGLIANO (TV), frazione Santandrà. Chiesa parrocchiale di S. Andrea, dipinto con s. Antonio abate, XVII secolo

La chiesa di antica origine fu per lungo tempo una “filiale” di quella arcipretale di Povegliano. Venne ricostruito nel 1668 e riaperta al culto qualche anno dopo. Tra il finire del 1800 e gli inizi del 1900 fu oggetto di ampi lavori di ampliamento per adattarla alle esigenze della popolazione.
L’edificio oggi si presenta esternamente con una facciata a capanna con pilastri, lesene e timpano.
L’interno è a navata unica, con quattro altari laterali e l’altare maggiore risalente al XVII secolo e rimaneggiato nel XVIII.

Tra le tele all’interno della chiesa, spicca la pala, olio su tela, di 250 x 116 cm, raffigurante: “Cristo Morto tra le braccia di Dio Padre con Sant’Andrea, Sant’Antonio abate e San Francesco d’Assisi”, di manifattura veneta. Il dipinto è databile all’inizio del XVII secolo, in quanto segue moduli compositivi e stilemi tardomanieristici, vicini a quelli che caratterizzano la produzione sacra di Paolo Piazza e Bartolomeo Orioli.
La parte superiore della pala fu tagliata per adattarla alla cornice entro cui venne collocata.

Sant’Antonio abate è  a destra, guarda in basso e tiene con la mano sinistra un nodoso bastone e la campanella; la mano destra è sul cuore.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500233153

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/64082/Povegliano+%28TV%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Andrea+Apostolo

https://www.prolocosantandra.com/index.php?option=com_content&view=article&id=4:chiesa-di-santandra&catid=8&Itemid=118

VALBRENTA (VI), frazione Valstagna. Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate

Valstagna, Via Roma, 37
https://maps.app.goo.gl/89atAikMsXBwnbtg6

La primitiva cappella del 1221 era una chiesa confraternale dipendente dalla pieve di Oliero e poteva sostenersi grazie alle rendite derivanti da una piccola cava di alabastro.
Nel 1494, presente il vescovo di Padova Pietro Barozzi, i capifamiglia del paese decisero la ricostruzione dell’edificio, che fu ultimato nel 1515. Nel 1552 Valstagna fu dichiarata parrocchia autonoma.
La prima pietra dell’attuale parrocchiale venne posta nel 1757; i lavori di costruzione furono portati a termine nel 1764. La chiesa fu consacrata nel 1861 e nel 1870 le fu conferito il titolo di arcipretale.
Durante la prima guerra mondiale la struttura subì gravissimi danni e nel 1919 dovette essere sottoposta ad un radicale intervento di ripristino.
Nel gennaio del 2008 una parte del soffitto della chiesa crollò e pertanto fu risistemato a partire dal 2009.

La facciata è incompiuta e presenta due nicchie con statue, quella di sinistra raffigura s. Antonio abate con bastone e campanella nella mano sinistra, mentre la destra tiene il fuoco.


All’interno, gli affreschi del soffitto furono eseguiti nel 1921 dal pittore trevisano Carlo Vendramin e sostituirono un precedente affresco del 1786, perduto con la prima guerra mondiale. La Natività o “Presepio”, è uno dei quadri più discussi dei Da Ponte, dove Francesco lavorò per la prima volta, con pura opera di coloritura, in compagnia di Jacopo (l’opera è databile tra il 1530 e il 1535).
Opera pregevole attribuita a Iacopo Negretti detto Palma il Giovane (1548/50 – 1628) è la Deposizione di Cristo (fine ’500);
Da segnalare la storica statua in legno della Madonna della neve, incoronata solennemente il 5 agosto 1638, e un suggestivo Crocifisso ligneo del secolo XVI, restaurato a giugno 2024; la pala del Crocifisso, pure in legno, è dello scultore valstagnese Marco Michielin (1854).

 

Su un altare sul lato destro si trova un dipinto raffigurante sant’Antonio abate, che ha nella mano destra il fuoco e con la sinistra tiene un bastone cui è appesa una campanella e un libro aperto. Dietro il Santo, a sinistra, un maiale pezzato. Un’iscrizione sotto il quadro riporta il nome di S. Antonio e
data probabilmente leggibile come MCMXXVI (1926).

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Valbrenta)

Segnalazione e fotografie di Albertino Martignon

SAN CANZIAN D’ISONZO (GO), fraz. Begliano. Chiesa di Santa Maria Maddalena, con pala d’altare con sant’Antonio abate.

L’esistenza di una chiesa a Begliano intitolata a Santa Maria Maddalena è attestata da fine Quattrocento.
Le prime notizie in merito all’edificio sono riconducibili alla relazione della visita apostolica, eseguita dall’abate di Moggio Bartolomeo da Porcia, da cui risulta che la chiesa era dotata dell’altare maggiore dedicato a Santa Maria Maddalena e di due altari laterali; esternamente vi era il cimitero.
L’attuale conformazione della chiesa risale ad un rifacimento ed ampliamento realizzato a metà del Settecento, tra il 1744 ed il 1767, data della consacrazione della chiesa. I lavori di completamento con gli altari ed esecuzione delle opere pittoriche si protrassero fino ad inizio Ottocento, mentre la cantoria fu realizzata solo ad inizio Novecento. In contemporanea alla chiesa fu eretto anche il campanile, concluso nel 1771. Nel corso del tempo furono eseguiti degli interventi di manutenzione e restauro che, come attestano le fonti fotografiche, non sembrano aver alterato l’aspetto settecentesco. Anche i recenti restauri furono limitati ad un rinnovamento degli intonaci, delle pitturazioni e dell’apparato decorativo nonché degli impianti tecnologici.

La chiesa, orientata a Nord, è caratterizzata da una configurazione planimetrica a croce latina; si compone di un’unica navata rettangolare, con una nicchia per lato, di un transetto con due absidi semicircolari ai lati di entrambi i bracci e di un presbiterio a base quasi quadrata concluso sul fondo da un’abside triangolare con gli angoli smussati all’intradosso; anche gli spigoli della navata e del quadrato d’intersezione tra navata e transetto sono smussati con una soluzione curva concava.
Le dimensioni massime interne della chiesa sono: lunghezza 26,33 ml; larghezza navata 7,95 ml; larghezza transetto 14,85 ml; altezza navata 10,09 ml; altezza navata – cupola – 16,40 ml; altezza navata – cupola e cupolino – 18,98 ml.

L’interno della chiesa, seppur concepito in maniera unitaria, può essere scomposto in cinque ambienti. Partendo dal fondo della chiesa vi è la navata vera e propria, con una nicchia per lato, inquadrata da un arco a tutto sesto, che occupa quasi tutto il fianco lasciando solo lo spazio per la cantoria in controfacciata, sotto cui è stata ricavata una bussola d’ingresso. All’intersezione tra navata e transetto si crea un ambiente quadrato, con gli spigoli raccordati da una curva concava, definito da quattro archi a tutto sesto: una cornice circolare dentellata che poggia sui quattro archi sottolinea l’impostazione della cupola, ampliata verso l’alto dal tamburo che la sostiene. I bracci del transetto, biabsidati lateralmente, sono quasi interamente occupati da altri due altari laterali. Oltre al transetto, rialzato di due gradini rispetto alla navata, si sviluppa lo spazio presbiterale, anch’esso con gli spigoli raccordati da una curva concava e definito da due archi: l’arco santo che lo divide dalla navata ed uno più stretto che inquadra l’abside sul fondo. L’aspetto unitario è dato dalla modulazione delle pareti con lesene impostate su un basamento in pietra e desinate da capitello composito – sostituite da paraste angolari nei quattro archi su cui si eleva la cupola; sopra ai capitelli è impostata una trabeazione caratterizzata da una cornice superiore modanata, fortemente aggettante e dentellata, che corre lungo l’intero perimetro della chiesa interrompendosi solo in corrispondenza dell’ingresso. Per conferire maggior rispetto allo spazio presbiterale le paraste e le lesene sono state differenziate mediante una scanalatura del fusto ed una soluzione delle volute del capitello verso l’alto anziché verso il basso.
L’interno della chiesa è intonacato e tinteggiato color crema, con delle specchiature di un tono più deciso – fregio della trabeazione, intradosso degli archi, tamburo della cupola – mentre lesene, cornici della trabeazione e costoloni della cupola sono differenziati mediante una tinta bianca; la pavimentazione è uguale in tutti gli spazi ed è realizzata in riquadri in pietra bianca del Carso e nera del Vallone, posta in opera diagonalmente. La chiesa è arricchita da affreschi rinnovati durante il restauro degli anni Duemila.
Al centro della volta del presbiterio, trova posto una tela dipinta con la scena dell’Assunzione di Maria Vergine mentre nella lunetta di fondo nell’abside è rappresentata la deposizione di Gesù; nei pennacchi della cupola sono raffigurati i quattro Evangelisti; nella volta della navata è affrescata entro una cornice mistilinea di stucco la gloria di Maria Maddalena, realizzata nell’ultimo restauro da Giovanni Pacor in sostituzione di un precedente affresco che proponeva lo stesso soggetto perduto negli anni Sessanta del Novecento.

Lo spazio presbiterale è delimitato da due balaustre marmoree poste lateralmente, recuperando parte della balaustra originale che era stata rimossa per molto tempo. Sullo sfondo vi è l’altare maggiore, dedicato a Santa Maria Maddalena. Preceduto da tre gradini in broccatello di Verona, presenta una struttura a mensa trapezoidale, con zoccolo e mensa modanati in pietra bianca, mentre il paliotto è in marmo rosso screziato decorato da tre medaglioni a cornice mistilinea in pietra bianca che contengono, quello centrale, una testina alata e, quelli laterali, dei festoni di fiori. Sulla mensa insiste il tabernacolo contenuto in una particolare struttura in marmo sorretta da due volute; alle sue spalle una moltitudine di teste di angeli di gesso sostiene la statua della Maddalena inginocchiata con le braccia allargate in atto di devozione. Sui piedritti ai lati della mensa sono collocate le statue di Sant’Elena che regge una grossa croce e Santo Stefano con la pietra e la palma del martirio, rispettivamente a destra e a sinistra. Sempre nel presbiterio, a sinistra dell’arco santo è ricavata una nicchia per conservare gli olii santi.
Nella chiesa vi sono altri tre altari: due trovano posto nei bracci del transetto e sono dedicati alla Beata Vergine e a Sant’Antonio Abate (rispettivamente a destra e a sinistra), il terzo è dedicato a San Giuseppe e trova posto nella nicchia sinistra della navata.

L’altare di Sant’Antonio Abate (cm 27 x 280 x 200 i gradni, cm 99 x 208 x 81, la mensa, cm. 400 x 325 x 88 l’alzata) è realizzato in marmo bianco ed è preceduto da un basamento di due gradini in broccatello rosso; la mensa, che poggia su un piano in marmo giallo, presenta il paliotto in marmo rosso screziato, racchiuso da due cornici mistilinee orizzontali e da due volute laterali con motivi vegetali in marmo bianco di Carrara: al centro spicca un cartiglio in marmo bianco a motivi vegetali che racchiude un medaglione in marmo dai vari toni. L’alzata è costituita da una doppia coppia di colonne con capitello composito: quelle esterne, leggermente arretrate, sorreggono una trabeazione, quelle centrali due ali di timpano interrotte al centro dal fastigio ornato al centro da una colomba in rilievo; sia sulle ali laterali che sul fastigio centrale poggiano due cherubini alati, di cui i secondi reggono una corona. Al centro dell’alzata trova posto una pala.
Una cornice mistilinea in giallo di Verona racchiude la pala, recentemente restaurata, di sant’Antonio abate, santa Lucia, sant’Anna, san Tommaso e san Paolo eremita che viene fatta risalire al XIX secolo.

Autore: Feliciano Della Mora

Vedi anche: La chiesa di Santa Maria Maddalena a Begliano, Cristiana Pisano