BORGOSESIA (VC), frazione Ferruta. Oratorio di San Rocco con immagine di s. Antonio abate


Nella piccola odierna frazione Ferruta (la via è indicata come Frazione Brina), che era comune autonomo fino al 1867, quando fu accorpato a  Borgosesia, sorge l’oratorio.

Datato al 1600, rimanda alle grandi pestilenze dalle quali san Rocco proteggeva.

Il Santo è dipinto artigianalmente in facciata.

 

All’interno dell’Oratorio, la cui volta fu affrescata nel 1877, vi è una pala d’altare seicentesca, olio su tela di scuola romana che “non manca di pregio” e che raffigura al centro la Madonna che allatta il Bambino; a sinistra San Rocco e a destra Sant’Antonio abate che tiene con la mano destra un bastone a tau.

 

 

Fotografie di Graziano Tamone

Link:
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Rilevatore: Valter Bonello

RAIANO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

L’edifico è inserito tra le case della parte più antica del centro abitato.
https://maps.app.goo.gl/AwCEVy2D9D8whqTE8

Sopra il portale della piccola chiesa si legge: “A.D. 1004 erectum. 1776 restauratum”.
L’edificio attuale è opera delle ristrutturazioni del XVIII secolo.

La facciata è rettangolare e piuttosto bassa, con due piccole aperture ai fianchi del portale, che presenta una cimasa decorata, e al di sopra una più grande finestra rettangolare dotata di cornice.

 

Sant’Antonio abate è festeggiato il 17 gennaio e, con il compatrono san Venanzio, il 17 maggio.

I festeggiamenti per s. Antonio comprendono anche una processione della statua del Santo dalla chiesa omonima sino alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore.
La statua lignea è abbigliata con paramenti in stoffa; nella mano destra ha un bastone a tau; nella sinistra un libro con sopra una fiamma.

 

Immagini da:
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FONTANETO D’AGOGNA (NO), frazione Sant’Antonio. Oratorio di Sant’Antonio abate

Località Sant’Antonio, 60, a sud-ovest dell’abitato
https://maps.app.goo.gl/uVf6DQDTCfniBDNv5

Le dimensioni del primitivo edificio ad aula rettangolare (7 x 4,8 m), monoabsidata (diam. 3,15 m) e la tecnica muraria, in ciottoli di fiumi disposti a spina di pesce alternati a corsi di mattoni, affiorante dall’intonaco del muro a nord, fanno pensare a stilemi romanici del XII secolo. Questo primo edificio occupava l’area attualmente destinata ai fedeli, con abside semicircolare orientata ad est. Dal 1618 al 1628 l’Oratorio di Sant’Antonio viene descritto dai Vescovi Taverna e Volpi con abside orientata, isolato, ampio, senza pavimento, coperto da una struttura lignea con coppi a vista e con pareti che minacciano rovina. La facciata, ad ovest, è a capanna, con l’ingresso principale sormontato da un’apertura orbicolare. Altre due finestrelle, ai lati dell’altare, illuminano l’interno.
L’orientamento dell’Oratorio nel 1676-78 variò. Fu abbattuta l’abside per costruire ad occidente un nuovo presbiterio di forma quadrata (lato 3,2 m) coperto da una volta a botte. L’altare aderiva alla parete di fondo e nell’angolo sud della nuova facciata fu edificato il primo campanile con l’accesso dalla chiesa.
Solo nel 1702 la chiesa si configurò nella forma attuale: fu costruito il coro (lungh. m 3,5 e largh. m 4,5), la navata fu coperta con una volta a botte e illuminata da cinque finestre. Il tondo con l’Assunta, affrescato sulla volta del presbiterio, è citato per la prima volta nel 1733.
Nel 1721 fu completata la nuova facciata e in quest’occasione il pittore Bartolomeo Maggi affrescò il riquadro sopra la porta con il Crocifisso, Sant’Antonio e San Girolamo (sostituito poi da Antonio Pinoli con San Rocco nel 1832).  Sant’Antonio è raffigurato in ginocchio mentre tiene con la mano destra un bastone cui è appesa una campanella.
Altre opere di ampliamento della chiesa e del campanile continuarono fino al 1927 con la costruzione del vestibolo antistante la facciata.
L’antico altare ligneo era ornato con una tabula raffigurante l’Annunciazione, che fu rimpiazzata dalla tela di Sant’Antonio abate nel 1698.
A sinistra dell’altare oggi è posta la statua di s. Antonio abate, opera dello scultore  Giuseppe Nardini di Milano (fine XIX secolo ?). Il Santo, in saio marrone, tiene nella mano sinistra un bastone a croce cui è appesa una campanella.

La chiesa conserva preziosi affreschi del XV secolo, presenti in origine sull’arco trionfale e che in seguito al cambiamento dell’orientamento, oggi sono in controfacciata. Sono attribuibili al maestro Daniele De Bosis (documentato dal 1479 – morto prima del 1505) e databili tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo. Raffigurano l’Annunciazione, nell’iconografia stilistica dell’Angelo a sinistra, Dio Padre al centro, la colomba e la Vergine sul lato destro simmetrico all’Angelo. Al di sotto della Vergine è identificabile un San Sebastiano in abito da cavaliere e sotto l’Angelo si evidenzia un Sant’Antonio abate con il bastone pastorale.

 

Dello stesso Maestro sono inserite nel muro sinistro del presbiterio due Apostoli ad affresco che decoravano l’antica abside. Sulle pareti laterali della navata si celano altri affreschi, alcuni dei quali già restaurati alcuni anni fa.

Un riquadro sulla parete sud della navata (a sinistra) rappresenta la Madonna in trono con Gesù bambino e San Rocco.

 

Fotografie e notizie da:
https://www.cittacuriosa.it/attrazioni/fontaneto-santantonio-chiesa-di-santantonio-abate/

BOVEGNO (BS), frazione Graticelle. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La piccola frazione di Graticelle è un gruppo di antiche case (alcune iscrizioni le datano ad esempio al 1510, 1547, 1557) disposte ad anfiteatro attorno alla chiesetta che si affaccia direttamente su strada, e cui si accede tramite dei gradini.
https://maps.app.goo.gl/scaPwQhLk8D9isWh7

La chiesa fu costruita tra il XV ed il XVI secolo; fu ampliata sulla fine del secolo XVII con la costruzione del coro, della sacrestia e delle due cappelle laterali. Il 25 agosto 1695 il Vicario generale Ludovico Bigoni concedeva la facoltà di costruire il coro attuale, e fu allora che vennero creati i due altari, mentre prima doveva esserci un altare solo. Nei primi decenni del XX secolo fu ristrutturata.
Un decreto vescovile del 12 marzo 1961 erigeva la parrocchia sotto il titolo di S. Antonio abate, riconosciuta agli effetti civili il 10 agosto 1968.

La facciata presenta una struttura a capanna, con aperture centrali di cui un portale in pietra locale ed una finestra rettangolare posta superiormente. Il campanile è impostato sul fianco sinistro della facciata.
L’interno, a navata unica con volte alternate a botte ed a crociera decorate, ha le cappelle laterali in posizione centrale. Il presbiterio, rialzato e quadrangolare, è dotato di coro ligneo e fondale absidale piano sul quale, sopra l’altare maggiore, è posta la preziosa cornice lignea seicentesca di Prospero Calabrese da Pralboino. La pala dell’altare maggiore rappresenta in alto la Madonna e in basso S. Antonio abate fiancheggiato dai Santi Faustino e Giovita in abito militare; questa tela è opera di un artista anonimo di ispirazione Morettiana (Alessandro Bonvicino, detto il Moretto; Brescia, 1492 – 1495 circa – 1554): si ipotizzano Antonio Gandino (Brescia, 1560 – Brescia, 1631); oppure Pietro Marone (Brescia, 1548 – Brescia, 1603) oppure Grazio Cossali (Orzinuovi, 1563 – Brescia, 1629).
Sull’altare laterale di destra vi era un S. Antonio di Padova venerato da un devoto, tela di poco pregio ora riposta in sacrestia e sostituita da un moderno e sobrio S. Cuore di Gesù di Gabriel Gatti.
Sull’altare di sinistra è venerata una bella Madonna in trono col Bambino, seicentesca, dipinta su tela e collocata in una cornice coeva ma posta in un’altra più grande soasa (cornice lignea) barocca che contiene alcuni affreschi votivi molto interessanti e ben conservati, resti forse di una completa decorazione a fresco. Sulla parete di sinistra vi è una bella Madonna e una S. Lucia patrona dei Minatori con la data del 1484. Di fronte sulla parete destra, vi è un grande affresco che rappresenta una Imago Pietatis, con in evidenza sul fronte del sepolcro una preghiera scritta fittamente in carattere tardo gotico, datata 14 sett. 1511; la data segnala un anno terribile di fame e di peste, mentre il territorio bresciano era occupato dalle truppe di Luigi XII.
Pregevoli sono pure le opere a intaglio di Faustino Bonomi da Avenone, Carlo Lancelotti da Inzino e con tutta probabilità Marchiondo Bonomino da Bione.
La chiesa conserva una statua di s. Antonio abate con bastone e maiale.
La storia religiosa del paese riferisce la presenza in passato di un’attiva confraternita, la scola di S. Antonio promotrice dei ripetuti interventi di abbellimento della chiesa.

 

Sant’Antonio abate è patrono della frazione Graticelle e viene solennemente festeggiato il 17 gennaio.

 

Link e immagini:
https://www.enciclopediabresciana.it/enciclopedia/index.php?title=GRATICELLE

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52206/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate


 

All’interno dell’abitato di Graticelle, in frazione Graticelle 56, sorge un‘edicola con all’interno una raffigurazione di s. Antonio abate.
https://maps.app.goo.gl/54HihVAZDZhdW5m7A

SANSEPOLCRO (AR). Museo Civico, sei immagini di sant’Antonio abate

Il primo nucleo del Museo risale al 1850, quando sono state raccolte nella sala decorata con l’affresco della Resurrezione di Piero della Francesca varie opere provenienti dal territorio circostante. L’attuale allestimento risale al 1975, ma è stato ampliato e modificato nel 1985-88 e con altri lavori effettuati dal 1994 al 1998. Questi hanno permesso il recupero di alcuni ambienti sotterranei dove è stata allestita un’esposizione di reperti archeologici.
Il Museo conserva vari dipinti che raffigurano sant’Antonio abate.

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“Madonna con Bambino in trono con San Giuliano, Sant’Antonio abate e Santa Caterina d’Alessandria”


Affresco staccato e posto su masonite di 270 x 330 cm. Autore di ambito umbro-marchigiano della seconda metà del XIV secolo.
Proviene dall’abside della Chiesa e convento di Santa Chiara, già Sant’Agostino. Al museo prima del 1967
Tra s. Giuliano e s. Antonio vi è uno stemma non identificato.
Sant’Antonio abate, con barba biforcata, è a sinistra accanto alla Madonna che indica con la mano sinistra. La destra sembra appoggiarsi a un bastone che non è più visibile.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/090043


“Madonna con Bambino e Santi”, identificabili con Macario e Antonio abate.


Affresco staccato e posto su masonite di 170 x 184 cm. Prima metà del XV secolo, ignoto autore di ambito toscano.
Esposto al primo piano, prima sala, a sinistra.
Sul libro nella mano di san Macario, abate e monaco egiziano: “A fulgur/e te et te(m)/pestate / liberato / S(ancto) d(omi)ne [—] Ora pro / nobis / beate / mach/ari[—]”
A sinistra la probabile figura, purtroppo mutila, di un altro monaco egiziano, sant’Antonio abate, che ha barba bianca e abito monastico, con la mano destra tiene un libro.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900430311


“Sant’Antonio abate e Madonna del Latte”


Affresco staccato di 210 x 267. Opera di ignoto artista di ambito aretino, databile al 1400-1410.
Esposto al primo piano, seconda sala, parete sinistra.
Proviene dal transetto della Chiesa conventuale di S. Francesco. Al Museo prima del 1967.
A sinistra della Madonna, racchiuso da una cornice decorata ad arco acuto, sant’Antonio riconoscibile per la barba bianca, l’abito monastico, un libro chiuso nella mano sinistra e un bastone pastorale nella destra.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900430321


“Sant’Antonio abate nel polittico di ‘san Giovanni in Val d’Afra’, oggi definito anche ‘pala dei santi Pietro e Paolo’ di Matteo di Giovanni”, circa 1455-65 circa.

Ricostruzione del polittico

Al centro vi era il Battesimo di Cristo, realizzato da Piero della Francesca, e commissionato nel 1445 dall’abbazia camaldolese di San Giovanni in Val d’Afra a Sansepolcro, città natale e residenza del pittore, come tavola centrale per il polittico terminato negli scomparti centrali e nella predella da Matteo di Giovanni verso il 1465, che probabilmente decorava l’altare maggiore. La tavola del Battesimo fu acquistata nel 1858 dalla National Gallery di Londra. Vedi come era in origine nella ricostruzione in alto.
A Sansepolcro sono rimaste le parti laterali del polittico di Matteo di Giovanni o Matteo da Siena (Borgo Sansepolcro, 1428 circa – Siena, 1495) con le grandi figure di san Pietro e san Paolo e alle due estremità una colonna ognuna con tre figure più piccole di Santi. Nella predella scene della Passione di Gesù. Restaurato nel 2019.

Nella parte destra, la colonna riporta tre figure, quella più in alto è identificabile con sant’Antonio abate  che tiene nella mano sinistra un libro rosso chiuso e nella destra un lungo bastone .



“Dipinto di s. Antonio abate a mezzobusto”.

Attribuito a Piero della Francesca.

Il Santo è raffigurato con, a sinistra, bastone a tau cui è appesa una campanella e accanto un libro su cui è il fuoco, tradizionali attributi di s. Antonio abate.



“Madonna in trono col Bambino tra s. Antonio abate e s. Giovanni evangelista”.

Eseguito negli anni trenta del Quattrocento e ritrovato in un antico edificio posto nella frazione di Falcigiano di Santa Fiora nel territorio di Sansepolcro.
L’opera è una qualificata testimonianza della produzione pittorica locale al tempo di Piero giovane in quanto recenti studi archivistici consentono ora di pensare fondatamente ad Antonio d’Anghiari (XV secolo), primo maestro di Piero della Francesca, come autore dell’affresco.

S. Antonio tiene nella mano sinistra un bastone a stampella e nella destra un libro rosso chiuso.

Link e immagine da:
https://www.facebook.com/museocivico.sansepolcro/photos/eseguito-negli-anni-trenta-del-quattrocento-e-ritrovato-in-un-antico-edificio-po/2403029983174595/?_rdr

Rilevatore: AC