VILLE D’ANAUNIA (TN), frazione Rallo. Chiesa di Sant’Antonio abate

Nella frazione Rallo.
https://goo.gl/maps/gcbs1dq783wRxYzY7

 

L’edificio originale risale probabilmente al secolo XIII. Sorgeva, però, un po’ più a sud dell’attuale ed aveva a fianco il cimitero. La prima menzione della chiesa di Sant’Antonio a Rallo ci giunge dagli atti visitali dell’anno 1537. Dell’antica chiesa, però, rimane solo il campanile, completato a fine XVIII secolo, a causa di un incendio che, insieme alla chiesa, danneggiò gran parte dell’abitato nel 1866.
Per la ricostruzione della chiesa, in stile neo-classico, iniziata nel 1872, venne scelto il progetto dell’architetto Liberi e furono utilizzati anche materiali ricavati dalla chiesa di santo Spirito al Palù. La chiesa, eretta su un terreno della famiglia Cristani, fu costruita con le offerte delle famiglie, le sovvenzioni dell’imperatore Francesco Giuseppe e contributi di sacerdoti locali. Fu consacrata nell’ottobre 1877.
La chiesa fu elevata a dignità parrocchiale nel 1943 e circa venti anni dopo si procedette all’ampliamento dell’intera struttura su disegno di Efrem Ferrari e la posa di una nuova pavimentazione in tutta la sala. Le pareti interne furono arricchite di decorazioni realizzate da Luigi Delaidotti di Dorsino.

La facciata a capanna è rivolta a est. L’interno ha un unica navata in stile neo-classico e belle finestre tardo ottocentesche istoriate.

La pala dell’altar maggiore, su tela ad olio, rappresenta Sant’Antonio abate in compagnia di un altro eremita (san Paolo?); subito sopra ad essa, nel catino absidale, campeggia il dipinto del Buon Pastore.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=25712

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Ville_d%27Anaunia)

Data compilazione scheda: 2-2-2022
Rilevatore: AC

OLGIATE OLONA (VA). Chiesa di Sant’Antonio abate a Moncucco

Via Brennero
https://goo.gl/maps/zkSh1C3MsKF8itv46

 

Edificata nel XVI secolo dai Carmelitani, la chiesa era affiancata da un convento poi soppresso nel 1653. Il complesso sorge su un altura che sovrastava l’Olona, da cui il nome.
Chiesa e convento furono eretti in commenda dal 1670.
Passata alla parrocchia Santo Stefano a fine Ottocento la chiesa Sant’Antonio abate fu valorizzata e impreziosita.
Nella seconda metà del Novecento nell’ex convento i nuovi proprietari – privati – ricavarono abitazioni e la chiesa Sant’Antonio abate fu oggetto di lavori, abbellimenti e restauri.
Particolarmente interessante è l’interno a pianta quadrata e con pareti decorate da affreschi con disegni prospettici. Nella parte più alta una Annunciazione e una serie di raffigurazioni simboliche legate agli attributi mistici della Vergine, completano la singolare decorazione

La statua lignea di sant’Antonio lì venerata è del XVIII secolo, collocata a destra dell’altare maggiore.

 

Ogni anno, il 17 gennaio, si celebra la festa patronale con un programma di eventi che armonizzano sacro e profano: al mattino messa solenne con benedizione del pane di sant’Antonio; nel pomeriggio vespri solenni seguiti da benedizione degli animali e falò per i bambini, alla sera concerto e falò.

 

Link:
https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-sant-antonio-abate-olgiate-olona?ldc

https://www.comuneolgiateolona.it/territorio/chiesa-sant-antonio-abate-a-moncucco-79.html

Data compilazione scheda:
2-2-2022
Rilevatore: AC

ROMENO (TN). Chiesa di Sant’Antonio abate

Romeno si trova sull’altopiano dell’Alta Anaunia in Val di Non.
La chiesa sorge in Piazza Aldo Moro, delimitata sulla destra dal cimitero.
https://goo.gl/maps/NRgUYXmWQ6XiPx5r5

 

La chiesa è un piccolo edificio del XIV secolo, con tetto a capanna e un piccolo campanile a vela. Al centro della facciata principale, il portale presenta paraste e architrave in pietra, sagomata e diamantata, e due piccole finestre munite di inferriata.
Vi è una tettoia centrale sempre a due falde, ornata di un fregio ligneo a protezione degli affreschi quattrocenteschi a soggetto narrativo, raffiguranti la vicenda del “Miracolo dell’impiccato e del galletto di san Giacomo Maggiore”.
Per approfondire vedi bibliografia.

Nel XV e XVI secolo la costruzione venne ampliata con un nuovo presbiterio e venne decorata con un ciclo di affreschi di maestri lombardi. La prima citazione esplicita della chiesa si può trovare in documentazioni su una visita pastorale del 1579. Nel XVII secolo la facciata venne arricchita di un portale in pietra, venne eretto il piccolo campanile a vela e fu dotato di campana, e fu costruita la nuova sacrestia.
Durante il XIX secolo per sanificare le pareti interne e disinfettarle (si era verificata una epidemia di colera) vennero compromessi gli affreschi e venne rifatto anche il pavimento della sala.
Nel XX secolo vennero recuperati gli affreschi che si erano in parte nascosti e, a partire dal 1968, iniziò un ciclo di restauri conservativi. Venne rivisto il tetto, fu consolidata la struttura, si fecero interventi per proteggere l’edificio dalle infiltrazioni di umidità.

Gli affreschi all’interno sono anch’essi ascrivibili ad un artista d’ambito lombardo, raffiguranti la Vita e le Tentazioni di Sant’Antonio abate (lungo le pareti) ed i quattro simboli degli Evangelisti (sulla volta).
L’altare maggiore, datato 1657, è opera di Giovanni Battista Ramus. Conserva un paliotto in cuoio raffigurante la Madonna col Bambino ed i santi Antonio abate e Leonardo.
La pala dipinta è opera della metà del XVII secolo del padovano Giulio Cirello (anche Girelli, 1633 – 1709) e ritrae la Madonna in gloria coi santi Antonio abate (e Antonio di Padova?) e Leonardo.
I due altari lignei laterali risalgono alla fine del XVII secolo.

 

Bibliografia:
Dal Prà Laura, Il Miracolo jacopeo dell’impiccato e la chiesa di S. Antonio abate a Romeno, Francisci editore, Abano Terme 1995

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=25674

https://trento.ypeople.it/cosa-vedere-in-trentino-la-chiesa-di-santantonio-abate-a-romeno-in-alta-anaunia/

https://www.visitvaldinon.it/de/poi/chiesa-sant-antonio-abate/

Data compilazione scheda: 11-2-2022
Rilevatore: AC

GAVI (AL), frazione Alice. Chiesa dei Santi Antonio abate e Fermo Martire

Borgata Alice.
https://goo.gl/maps/3ZFxPizo8p3SWxSk6

 

Un primo cenno sull’esistenza di una piccola chiesa nel paese di Alice si trova in un documento conservato nell’Archivio parrocchiale della chiesa di San Rocco di Parodi Ligure, risalente al 1000 circa, in cui si afferma l’esistenza di una piccola cappella dedicata a Sant’Antonio abate.
Durante la visita Apostolica di Monsignor Francesco Bossio nel 1582, la cappella appare intitolata al solo Sant’Antonio abate, ma all’inizio del XVII secolo, in seguito al dono di una statua scolpita a Carrosio nel 1609 e raffigurante San Fermo, la cappella ricevette la doppia intitolazione a Sant’Antonio abate e San Fermo, come lo è tuttora.

Ulteriori notizie si hanno solo nel 1771 quando l’arciprete di Gavi indica questo oratorio come semplice cappella. Nel 1834, constatate le dimensioni troppo ridotte della cappella, la comunità decise di ricostruire la chiesa, capovolgendone l’orientamento. L’incarico fu affidato al maestro muratore Giacomo Novaro di Gavi, che, oltre a modificare l’orientamento, la ampliò leggermente in lunghezza. Del primitivo edificio rimane come unica testimonianza un piccolo disegno acquarellato conservato nell’Archivio parrocchiale. Nel 1857 la chiesa fu dotata di un nuovo campanile con quattro campane.
Nel 1865, sotto l’impulso di Don Matteo Traverso di Alice, la chiesa fu ampliata e ingrandita per ogni lato, conferendole pianta a croce latina e costruendo una proporzionata cupola.
Negli anni trenta del XX secolo si diede avvio a una fortunata stagione di restauri: venne rifatto il tetto, eliminando corpi di fabbrica aggiunti senza criterio nei secoli precedenti, venne restaurata la facciata caratterizzata da un rosone centrale a vetri policromi. Infine nel 1936 la chiesa venne eretta a parrocchia. Negli anni seguenti si diede avvio al cantiere di decorazione ad affresco degli interni, opera di Ernesto Massiglio.
Nel 1985 venne ricostruito integralmente il tetto della chiesa e della canonica. L’anno seguente si rinnovò tutto l’intonaco dei muri perimetrali della chiesa e della canonica.

La chiesa, inserita all’interno di un complesso edilizio più ampio e a pianta quadrangolare che ospita anche edifici residenziali simmetrici rispetto alla chiesa stessa, presenta una facciata, intonacata a civile e organizzata su due registri con lesene angolari e terminazione a frontone triangolare. Il registro sottostante presenta al centro un portale sormontato da frontone spezzato a doppia voluta e bifora centrale.
Ai lati del portale due bassorilievi con profilo cuspidato rappresentati i Santi titolari della chiesa. Il registro superiore ospita al centro una finestra ad oculo con profilo interno quadrilobato. Nel timpano, in posizione centrale, una nicchia accoglie l’effigie della Vergine.

L’interno è organizzato a pianta centrale, con piedicroce allungato e due cappelle laterali, presbiterio con abside a terminazione circolare e, al centro, una cupola su pennacchi sferici e lanternino, esternamente inserita in un tiburio

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=27913

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC

INTROBIO (LC). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Sagrato, 5
https://goo.gl/maps/NG68pVHD6fDobjkc7

 

Anticamente il territorio di Introbio era sottoposto direttamente alla pieve di Primaluna; nel 1406 venne eretta dall’arcivescovo Pietro Filargo la parrocchia introbiese, con sede nella chiesetta di San Michele arcangelo.
Nel 1566 l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, compiendola sua visita pastorale, fece trasferire la parrocchialità nella quattrocentesca Chiesa di Sant’Antonio abate in paese, che era più comoda per i fedeli.
La prima pietra della nuova parrocchiale, progettata da don Enrico Locatelli, venne posta nel 1891; nel 1897 l’edificio fu completato e consacrato. Fu costruita di fronte alla vecchia parrocchiale, oggi trasformata in abitazione civile.
Tra il 1900 e il 1901 fu eretto il campanile. Nel 1934 fu realizzata la bussola lignea del portale e nel 1969 venne posato il nuovo pavimento; nel 1989 il tetto subì un rifacimento, mentre nel 1991 l’interno fu oggetto di un restauro.

La facciata della chiesa, a salienti, è scandita delle lesene sorreggenti il cornicione, sopra il quale s’eleva l’ordine superiore, caratterizzato da due lesene laterali, affiancato da due volute che lo raccordano al registro inferiore e da due statue ritraenti i santi Michele arcangelo ed Antonio abate (a sinistra).
L’interno è diviso da colonne d’ordine corinzio in tre navate, sulle quali s’affacciano la cappella della Vergine del Rosario e quella di San Giuseppe; al termine dell’aula vi è il presbiterio, sopraelevato di due gradini, a sua volta chiuso dall’abside.

Le opere di maggior pregio qui conservate sono le due tele ai lati del presbiterio, in cui sono ritratte le Tentazioni di sant’Antonio, realizzate dal pittore milanese Carlo Filippo Vignati alla fine XVII secolo (immagini in basso).

Collocate in posizione contrapposta tra due lesene si trovano altre due tele presumibilmente seicentesche raffiguranti San Sebastiano e Cristo con Marta, nonché una tela sei-settecentesca raffigurante l’Incontro di San Carlo con San Filippo Neri e un paliotto seicentesco in cuoio dipinto con al centro un medaglione raffigurante sant’Antonio abate.

Lungo le pareti della navata, presso il presbiterio, si trovano lacerti di affreschi quattrocenteschi staccati da edifici del paese: quello di destra, datato 1433, raffigura un Santo (Antonio?) dal capo aureolato, quasi calvo, canuto e fornito di baffi e di lunga barba, che impugna nella mano sinistra il pastorale; quello di sinistra raffigura sant’Antonio abate con il saio monacale, barba, baffi e capelli canuti sul capo aureolato, che con la mano sinistra regge un lungo bastone.

Lungo la navata sinistra si trova il pulpito in legno di noce intagliato realizzato nel XVII secolo da una bottega bergamasca. La tribuna del pulpito presenta cinque lati ornati di formelle con altrettante scene intagliate con raffigurazioni degli Evangelisti e del Santo titolare della chiesa, che nel deserto viene tentato da una diavolessa.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Introbio)

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/stampaapprofondimento.jsp?guest=true&sercd=14296

 

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC