ZUCCARELLO (SV). Cappella di Sant’Antonio abate

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Via Nazionale, 34
https://maps.app.goo.gl/m9ouZzQChfkmZuox6

 

Sulla strada all’ingresso del paese, sulla destra, poco prima del borgo venendo da Albenga si trova la graziosa cappella di Sant’Antonio, nella quale si possono ammirare degli splendidi affreschi recentemente restaurati e risalenti al XV secolo.

Internet: sito del comune di Zuccarello

Data compilazione scheda: 17 – 09 – 2021

Nome del rilevatore: Valter Bonello

MONTEU ROERO (Cn). Castello, cappella dedicata a Sant’Antonio abate

CAPPELLA SANT'ANTONIO ABATE CASTELLO MONEU ROERO CN (4)Via XXV aprile 35 –  Monteu Roero (Cuneo)
https://goo.gl/maps/ruJeJZrTinaLYoRJA
Cappella dedicata a Sant’Antonio Abate (assenti immagini del santo)

Fruibilità: aperta su prenotazione – Sabato 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Domenica 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Lunedì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Martedì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Mercoledì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Giovedì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00 Venerdì 10:00 – 12:30 15:00 – 18:00

Info: tel.0141739528-3337678652

CAPPELLA SANT'ANTONIO ABATE CASTELLO MONEU ROERO CN (4)Notizie storiche:
Il Castello di Monteu Roero veniva chiamato di Monte Acuto – dal latino Mons Acutus – per la sua posizione strategica, sulla cima di una collina adatta al controllo della zona. L’anno di fondazione del Castello è il 1041.

Internet: www.castellomonteuroero.it, info@castellomonteuroero.itbelmonteu@libero.it

Data compilazione scheda: 23/10/2021
Nome del rilevatore: Valter Bonello

DIANO MARINA (IM). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, con affreschi

La chiesa si trova in via Giuseppe Garibaldi (la via Aurelia), già via Genala 1, a poca distanza dal mare.
https://goo.gl/maps/W4wUfVtdnnYMd3i68

Diano-01

 

L’edificio, che già in origine aveva una pianta rettangolare absidata a tre navate di stile tardo romanico, nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri e rifacimenti dopo la fase più antica, risalente agli ultimi anni del XIV secolo e gli inizi del XV. Tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento la chiesa è stata soggetta a una ristrutturazione, che ha determinato un ampliamento e la presenza di cinque cappelle e cinque altari; inoltre è stata realizzata la copertura a volta e la facciata adeguata allo stile barocco.
Tra il 1770 e il 1850 l’edificio è stato ulteriormente ingrandito con la formazione di nuove cappelle, tre per ognuna delle due navate laterali.
Diano-03Tra il 1862 e il 1865 la chiesa, a causa della sua precaria staticità dovuta ai numerosi interventi subiti, è stata quasi completamente demolita e ricostruita, e ha ricevuto un’impronta neoclassica. L’aspetto odierno del campanile risale al rifacimento avvenuto nel 1876. Il terremoto che ha colpito la Liguria nel 1887 ha provocato gravi danni alla chiesa, che ha subito una nuova ristrutturazione, con l’ampliamento del coro e del presbiterio.

Le tre navate e il presbiterio sono dotati di un ricco apparato decorativo, la cui formazione è avvenuta nel corso di alcuni secoli. Recenti sono le vetrate, realizzate tra il 1950 e il 1954, mentre la quadreria comprende opere che vanno dalla fine del XVI secolo al XX.
Gli altari, collocati nelle navate laterali, sono particolarmente interessanti sia per le statue sia per la struttura architettonica che le comprende. Il più recente è l’altare di S. Luigi Gonzaga, il secondo nella navata sinistra, realizzato nel XIX secolo, con colonne di marmo rosso e il coronamento in marmo bianco di Carrara. Il dipinto raffigurante S. Luigi, collocato in origine sull’altare, è stato sostituito da una statua di Sant’Antonio Abate. Il santo, la cui mano destra è in atteggiamento benedicente, con la sinistra regge un bastone culminante non con la tau, bensì con una croce, alla quale è appesa una campanella. Gli altri cinque altari laterali risalgono a periodi precedenti, tra il Seicento e la prima metà del Settecento.
L’altare maggiore, datato al XVIII secolo, è formato da un’alzata a gradoni e ornato con intarsi marmorei di vari colori; è sovrastato da un crocifisso ligneo, eseguito probabilmente tra Seicento e Settecento.
Diano-07Sulla volta della navata centrale tre medaglioni racchiudono affreschi che rappresentano Simone Stock, generale dei Carmelitani, al cospetto della Vergine, e due episodi della vita di Sant’Antonio Abate: la predica contro l’arianesimo ad Alessandria d’Egitto e l’incontro con S. Paolo Eremita, al quale un corvo sta portando il pane. Sul catino absidale è affrescata la gloria di Sant’Antonio circondato da angeli. Gli affreschi sono stati eseguiti da R. Resio nel 1923.
Un’opera di rilievo è il pulpito, realizzato da G. M. Augustallo nel 1586. Sui pannelli del parapetto sono scolpiti a bassorilievo i santi Chiara, Erasmo, Antonio Abate e Nicola di Bari; S. Erasmo, a cui è dedicato il primo altare della navata sinistra, in passato era oggetto di particolare devozione perché ritenuto il protettore dei marinai. Nel pulpito sul basamento di sostegno del pavimento, in corrispondenza con l’immagine di Sant’Antonio, è raffigurata una imbarcazione a vela con il timoniere.

Diano-04Delle tre ipotesi avanzate da G. Abbo (La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Diano Marina) per spiegare la presenza dell’imbarcazione associata all’immagine di Sant’Antonio: il riferimento alla traslazione delle spoglie del santo in Delfinato, il legame leggendario con la famiglia dei conti di Ventimiglia, e infine la protezione che Sant’Antonio, nella devozione popolare, avrebbe accordato contro la peste “la cui minaccia veniva principalmente dal mare attraverso i naviganti” (G. Abbo), la seconda appare la meno fondata. Riguardo alla prima spiegazione, la conoscenza del trasferimento delle spoglie e, si può presumere, della figura di Sant’Antonio come guaritore, potrebbe essere dovuta all’arrivo a Diano di un viaggiatore proveniente dal Delfinato. Diano-05La terza ipotesi è sostenuta dall’associazione nel pulpito dalle immagini di S. Erasmo e di Sant’Antonio, il primo protettore dei marinai, il secondo difensore contro un contagio portato a Diano da chi viaggia per mare. Quanto qui esposto può chiarire il motivo della inusuale presenza in una località marina di una chiesa dedicata a un santo, normalmente associato a località montane o di campagna.

La chiesa è solitamente aperta.

Materiale informativo:
– G. Abbo, La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Diano Marina, Diano Marina 2016
– Un opuscolo in quattro lingue.

Info: tel. 0183 434313-495515 – email: parrocchiadianom@alice.it

Verifica effettuata il 22 settembre 2021.

Autore: M. Gabriella Longhetti

GRAVEDONA ED UNITI (CO). Cripta di Sant’Antonio abate nella Chiesa di San Vincenzo.

Via Roma, 31 – Gravedona (Co)
https://maps.app.goo.gl/rV7nKD1SFqZeKLdH8
Gravedona cripta s Antonio

La cripta, dedicata a S. Antonio, occupa la parte sottostante la zona presbiteriale della parrocchiale di S. Vincenzo. Vi si accede lateralmente da una scala posta sul fianco settentrionale della chiesa.
L’impianto planimetrico è a tre navate, terminate da altrettante absidi semicircolari, voltate a crociera e divise da colonne monolitiche, da colonne in rocchi lapidei e da due pilastri circolari in blocchi di pietra. Attualmete la zona absidale è separata dalle navate da un muro trasversale costruito in occasione degli ampliamenti seicenteschi del coro della chiesa soprastante.

Durante gli interventi di restauro eseguiti tra il 1977 e il 1979 sulle pareti delle absidi sono stati rinvenuti lacerti di affreschi di cui uno datato 1304; tale data pone il termine ante quem per l’esistenza della cripta sotto la zona presbiteriale della Chiesa di S. Vincenzo, la cui sussistenza e  dedicazione a Sant’Antonio sono indicate nella visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda del 1593.
La ristrutturazione seicentesca della Chiesa di S. Vincenzo e, in particolare, l’ampliamento della zona presbiteriale con la costruzione del coro quadrangolare, comportarono la riduzione dimensionale della cripta; venne infatti costruito un muro trasversale che ne occluse la zona triabsidata e comportò la parziale demolizione delle strutture semicircolari.
GRAVEDONA cripta affrescoImmagini, spesso frammentarie, di sant’Antonio abate sono dipinte sulle pareti.

 

Nella cripta vi è anche una statua del Santo con in mano il fuoco, uno dei suoi attributi, oltre al porcellino e al bastone.

 

Riferimenti bibliografici:
– Pescarmona, D./ Rossi, M./ Rovetta, A., Alto Lario Occidentale, Como 1992
– Magni, M., Architettura romanica comasca, Milano 1960
– Fecchio, L., Notizie storico-religiose di Gravedona, Como 1893
– Zecchinelli, M., Le tre Pievi: Gravedona Dongo Sorico, Menaggio 1995
– Albonico Comalini, P./ Conca Muschialli, G., Gravedona. Paese d’arte, Gravedona 2006
– Belloni, L. M., Il San Vincenzo di Gravedona, Como 1980
– Guida Italia, Lombardia Guida d’Italia del Touring Club Italiano, L’Alto Lago: da Menaggio a Colico, Milano 2005
– AA. VV., L’area Sacra di Gravedona, Foggia – Roma 2005
– Zastrow, O., L’arte romanica del comasco, Lecco 1972

MATERA. Sasso Barisano, Chiesa rupestre dedicata a Sant’Antonio abate.

SAA sasso barisano 1Si trova nel Sasso Barisano, lungo l’omonima via di collegamento tra via Fiorentini e via Madonna delle Virtù.  Via S.Antonio abate
https://maps.app.goo.gl/hN6MLeD7yC847PXt8matera sassi

 

 

 

Presenta una facciata in muratura con piccolo rosone, due nicchie e campaniletto.
All’interno è a navata unica, in parte scavata ed in parte costruita, con tracce di affreschi sulle pareti ed una statua del Santo.