MONTORIO ROMANO (ROMA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Sita all’ingresso del paese in Via Roma, la strada che collega Montorio Romano a Nerola.
https://maps.app.goo.gl/7DkVssWHPSDMsnEg9

 

Dal 1913 iniziarono i lavori per la costruzione della piccola chiesa che fu consacrata i 25 ottobre 1916, come riporta una lapide a destra dell’altare.
Tra il 2000 e il 2010 la chiesa è stata oggetto di una complessa campagna di restauri che ha interessato il tetto e l’intonaco delle pareti di tutto l’edificio.

La chiesa presenta un profilo a capanna con un piccolo campanile a vela a un fornice, posto a sinistra del tetto, Un portale con architrave e timpano triangolare; l’architrave presenta un incisione con la scritta “INOS S.ANTONIO MCMXIII ” ed è sorretto da due mensole dal profilo curvo a “cavetto”. Ai lati della facciata rivestita in pietra ci sono due lesene e due finestrelle quadrate.

L’interno, a navata unica con pianta rettangolare, si presenta intonacato e in un buono stato; l’edificio è coperto da un tetto a due falde sostenuto da due capriate lignee a vista.

 

Al centro della parete presbiteriale c’è l’altare a muro, sopra è presente una nicchia contenente la statua votiva di S. Antonio abate che indossa un saio, ha la mano destra nel gesto di benedizione; con la sinistra tiene un bastone cui è appeso un campanello. Un grosso maiale è davanti ai suoi piedi.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/42107/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

SPOLETO (PG), frazione Madonna di Baiano. Ex chiesa di Sant’Antonio abate

Via Dell’Artificiere, 10
https://maps.app.goo.gl/c462qa5JWuLuzzHKA

 

Già esistente nel XV secolo, ora è utilizzata come sede dell’O.A.M.I., un’organizzazione di assistenza.
L’interno, che era completamente affrescato, oggi è in larga parte intonacato.
Sulla parete laterale destra sono leggibili un San Francesco, la raffigurazione di Santa Maria Egiziaca egiziaca e altri affreschi frammentari.

Sulla parete di fondo vi è un affresco di scuola dello Spagna che, in tre riquadri separati, raffigura sant’Antonio abate al centro del dipinto, la Madonna a destra e san Bernardino da Siena a sinistra.

Immagini e testo da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-s-antonio-abate-madonna-di-baiano-spoleto-pg/

VIZZINI (CT). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Lombardia
https://maps.app.goo.gl/EcwuELdiveJKwGm47

 

Il 3 giugno del 1682 la chiesa di Sant’Antonio fu visitata dal Vescovo della Diocesi di Siracusa mons. Francesco Fortezza; nel “Liber Visitationis” venne riportata la seguente breve descrizione: «Chiesa nominata S. Antonio. Altari: maggiore con immagine relevata, B.M. degli ammalati, S. Paolo eremita, SS. Apostoli Simone e Giuda (immagine).»
Il terremoto del 1693 danneggiò gravemente la chiesa che comunque fu citata nel “Liber Visitationis” da mons. Asdrubale Termini che il 14 gennaio del 1697, scrisse: «Chiesa di S. Antonio Abbate Altari: S. Simeone, S. Isidoro, S. Paolo primo eremita, S. Antonio abate.»
La chiesa fu nuovamente visitata l’8 dicembre del 1702, nel “Liber Visitationis” fu riportata la seguente breve descrizione al foglio 63: «Chiesa di San Antonio Abbate, Altari: maggiore, SS Simone e Giuda, S. Paolo primo eremita, S. Isidoro Egipto, S. Antonio.»
Secondo le “Memorie” inedite di Padre Bernardino Oddo, riportate da G. Santoro nella propria opera “Da Bidi a Vizzini”, pubblicata a Catania nel 1927, l’antica chiesa di S. Antonio ricostruita sulle proprie rovine, era sede di una confraternita e possedeva un quadro di Filippo Paladini, rappresentante il Santo Eremita tentato dai demoni sotto forma di donne impudiche, che fu portato in Spagna alla Corte Reale. «La detta chiesa fu arricchita di un bellissimo quadro all’altare maggiore posto dinanzi alla statua; pittura di quel celebre Paladino, il quale avendone fatto prima di quello che esiste un altro contenente la tentazione del Santo e perché vi era la tentazione di demoni in figure di donne e perché era così al vivo fatto da quel nobile pennello, esposto in chiesa non attirava la devozione dei Bizinesi, motivo ne fu pittarne un altro qual’ è quello che si vede esposto ed il primo fu dato al Re di Spagna nella cui galleria e real palagio si conserva.»

La chiesa ha la facciata definita da una superficie piana ad impianto retto e squadrato caratterizzata in alzato dall’ordine gigante dorico. Al prospetto è anteposta una scalinata che raccorda il dislivello con il piano del sagrato. Un finestrone è collocato sopra il portale. La parte sommitale presenta un profilo a capanna, sul cui vertice è collocato un campanile.
L’edificio è ad aula rettangolare. All’interno della navata, l’ordine architettonico ripartisce i prospetti laterali in quattro sezioni in cui si alternano simmetricamente per ogni lato arcate e campiture libere rifinite ad intonaco. La navata è segnata da un apparato decorativo in stucchi definito dall’ordine architettonico ionico. La zona presbiteriale è sopraelevata da un gradino. La copertura della navata è realizzata con una volta a botte con due unghie. Le coperture a falda inclinata sono costituite da un sistema di capriate lignee che hanno il compito di sorreggere i sovrastanti arcarecci in legno, il tavolato ed il manto di copertura in coppi alla siciliana.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificios/edificio/84312/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-sant-antonio-abate?ldc


 

Nella chiesa di San Vito martire a Vizzini, è conservato, nel secondo altare a sinistra, una statua di sant’Antonio abate che tiene nella mano destra un bastone pastorale e nella sinistra un libro con sopra un fuoco. Ai suoi piedi, a sinistra il maiale e a destra la mitra.

Immagine da:
https://abbantonio.blogspot.com/search/label/Vizzini%20-%20CT

CAPIZZI (ME). Chiesa Madre di San Nicolò di Bari (già ex chiesa di Sant’Antonio abate), con tela di s. Antonio abate

Corso dei Vespri – Piazza dei Plebisciti – 98031 Capizzi (Me)

Tela raffigurante Sant’Antonio abate in preghiera, di Giuseppe Patania (1842)

In una grotta si vede il santo inginocchiato assorto nella soave meditazione dei divini misteri con compostezza e devozione che eccita gli animi all’imitazione e pietà. La tela era situata nell’altare maggiore della chiesa.
Intorno al 1967 a causa dello sfratto forzato delle suore collegine la tela fu trasferita nella vicina chiesa Madre.

 

La chiesa Madre di San Nicolò di Bari, principale patrono di Capizzi, è la più grande chiesa del comune nebroideo. Edificata in epoca bizantina fu restaurata in epoca normanna. Abbellita e restaurata in diverse epoche, fu eretta a collegiata insigne nel 1753.
Di notevole importanza il portale gotico del 1234,l’organo di Pietro La Valle della seconda metà del XVI sec., e la superba statua di San Nicolò di Bari opera del celebre scultore Filippo Quattrocchi di Gangi.

 

Bibliografia:
– N. Russo, Appendici alle notizie storiche delle chiese e luoghi pii del comune di Capizzi, Palermo 1852;
– N. Russo, Sulle chiese e luoghi pii del comune di Capizzi, notizie storiche, Palermo 1851;
– F. Sarra Minichello, Uomini illustri e virtuosi capitini, Youcanprint self, Tricase, 2022;
– F. Sarra Minichello, Storiche confraternite di Capizzi , Lulù , 2013.

Note:
Oltre alla tela si conserva nel Sacello della Chiesa Madre una reliquia del Santo custodita in un prezioso reliquiario. Il popolo nutre una forte devozione verso il santo anacoreta. E’ in uso partecipare alla celebrazione eucaristica che viene fatta il 17 gennaio. Per tradizione antica per voto si prepara nelle famiglie del grano bollito condito con dell’olio o con della ricotta o con dei ceci che viene mangiato a casa in famiglia e distribuito ai parenti o vicini di casa.
Dopo la celebrazione eucaristica del 17 gennaio l’arciprete dopo aver impartito ai fedeli la benedizione con la santa reliquia benedice il fuoco e gli animali.

Nome rilevatore: Francesco Sarra Minichello – francescoxharra@gmail.com

CAPIZZI (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate (già chiesa dell’Ospedale dei Pellegrini) ex chiesa del collegio di Maria.

Corso dei Vespri – Piazza del Collare di Ferro – 98031 Capizzi (Me)
https://maps.app.goo.gl/hYcn1Vm3eLexN5wz9

La chiesa è stata edificata nel periodo normanno, divenne chiesa con annesso ospedale dei pellegrini. Successivamente fu sede dell’ordine dei Gesuiti e intorno al 1789 fu restaurata diventando chiesa dell’annesso ospedale civico e collegio di Maria.
Il portale della chiesa in pietra locale fu realizzato dagli abili scalpellini capitini dei Culò e i Sciacchitano, grazie alle donazioni di numerose famiglie ed in modo particolare di donna Caterina Principato in Russo soprannominata a Palermo “la Signora dell’oro”.
Fu abbellita di numerose tele, suppellettili, statue ma soppressa definitivamente intorno al 1967.

La chiesa adesso viene utilizzata per mostre, convegni ma anche per allestire l’altare della riposizione nella settimana santa o per l’Adorazione Eucaristica.
L’annesso ex collegio di Maria è stato trasformato in Ostello dei Pellegrini.

Bibliografia:
– N. Russo, Appendici alle notizie storiche delle chiese e luoghi pii del comune di Capizzi, Palermo 1852;
– N. Russo, Sulle chiese e luoghi pii del comune di Capizzi, notizie storiche, Palermo 1851;
– F. Sarra Minichello, Uomini illustri e virtuosi capitini, Youcanprint self, Tricase, 2022;
– F. Sarra Minichello, Storiche confraternite di Capizzi, Lulù, 2013.

Notee: Oltre alla chiesa urbana esisteva un’altra chiesa dedicata al santo nella contrada omonima dell’ex feudo di Sant’Antonio, dove un tempo vi era un eremitorio con annessa chiesa di Sant’Antonio. Il luogo situato all’interno del bosco dei Nebrodi nel territorio di Capizzi e dei vari “cippus” collocati all’interno della contrada ne conservano il suo nome.

Nome rilevatore: Francesco Sarra Minichello – francescoxharra@gmail.com