POGNO (NO). Oratorio di Sant’Antonio abate e San Rocco

Sito lungo il percorso della strada della Cremosina, nelle campagne a sud-ovest dell’antico agglomerato urbano di Pogno, Via Valsesia, 26
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L’Oratorio molto probabilmente fu edificato dopo il 1677; la sua esistenza è ricordata per la prima volta nei registri degli inventari parrocchiali dell’anno 1700, ma non in quelli del 1677.
Fino al 1980, nell’oratorio si celebrava la Messa il 17 gennaio per la festività di Sant’Antonio, cui seguiva la benedizione degli animali e il 16 agosto per la festività di San Rocco.
Il culto di san Rocco conobbe una diffusione straordinaria nell’Europa occidentale a partire dalla seconda metà del 1400, legata al suo ruolo di protettore dalla peste.

 

La chiesa è una costruzione semplice con linee essenziali, slanciata in altezza, ha un portico a volta con quattro colonne e capitelli di sarizzo, un bel portale, contornato in pietra, con ai lati due finestrelle ogivali protette da inferriata; altre cinque finestre sono una sulla facciata e le altre laterali.
L’interno è a navata unica lungo l’asse nord-sud. Il corto è voltato verso mezzogiorno, coperto da lastre di roccia.

 

Conserva all’interno un olio su tela di 200 x 150 cm, che raffigura “La Vergine col Bambino tra i santi Antonio abate e Rocco”.
Opera del 1698 della cerchia di Giacinto Gimignani (Pistoia, 1606 – Roma, 1681). Sant’Antonio è a sinistra, appoggiato al bastone. Il donatore è dipinto in basso a sinistra a mezzo busto di profilo.
Il dipinto risultava sull’altare maggiore nel 1698.

 

Immagine del dipinto da:
Ferro F. M.; Dell’Omo M., La pittura del Sei e Settecento nel Novarese e in Valle Sesia, Soc. Storica Novarese, Novara 1996

Link:
https://www.comune.pogno.no.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/chiesa-di-sant-antonio-abate-sec-xvii-20221-1-0693663a61f3161248ab3a2358449c58

VARZO (VCO). Oratorio di Sant’Antonio abate

In Frazione Rosso, 40
https://maps.app.goo.gl/WvrG8rfQUTGskxNQA

L’edificio fu costruito nel 1614, secondo la scritta in facciata.

Non vi sono molte notizie riguardo ai lavori svolti sul corpo dell’edificio nei secoli passati, gli unici dati certi riguardano il rifacimento del piazzale antistante la chiesa e il parziale rifacimento del tetto fatti nel 1875, il pagamento nel 1880 del pittore di Toceno Francesco  Giorgis (1828 – 1903) per l’affresco di S. Antonio nella nicchia di sinistra della facciata (quello di S. Cecilia e della Madonna con Bambino furono eseguiti dallo stesso pittore rispettivamente nel 1886 e nel 1887). S. Antonio tiene nella mano sinistra il fuoco e nella destra un libro.

Nel 1900 furono compiuti importanti lavori di restauro interno che portarono anche alla stesura degli affreschi che ancor oggi si possono vedere sulla volta del presbiterio e della navata. L’ultimo grande lavoro di manutenzione è stato fatto nel 1961.
Attualmente la Messa viene celebrata il 17 Gennaio e saltuariamente durante l’anno.


Link e immagini:

https://www.comune.varzo.vb.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/oratorio-di-sant-antonio-abate-anno-1614-19489-1-449a69b947604cbce4a644e4adfa6958

https://valdivedro.it/cultura/chiese-oratori#&gid=1&pid=1

MONTECRESTESE (VCO), frazione Nava. Oratorio di Sant’Antonio abate

In frazione Nava, 20
https://maps.app.goo.gl/5nC5tHfF57Ez9ZnJ6

A Nava esisteva anticamente una edicola dedicata al Santo, nucleo del piccolo Oratorio sorto in seguito. Gli abitanti di Montecrestese, in un periodo di gravi difficoltà pubbliche, avevano fatto il voto di celebrare come festiva la ricorrenza del 17 gennaio di ogni anno. Compare infatti nell’elenco delle feste imposte dagli Statuti del 1530 ed in altri successivi
Dell’antico Oratorio si ha un primo documento scritto negli Atti di Visita pastorale di mons. Romolo Archinto del 1582, il quale però si limita solo a notarne l’esistenza. Poiché il Sinodo di mons. Spedano (1591) non ne accenna, è lecito pensare che questo Oratorio o cappella fosse veramente piccola cosa e non in grado di ospitare decentemente le celebrazioni liturgiche. Questa situazione deve essere durata inoltre ancora per molto tempo se neppure i vescovi successivi, dal Bascapè a mons. Pietro Volpi, cioè fino al 1627, non lo ricordano nelle Visite pastorali.
Solo dopo il 1630, in seguito alla pestilenza che colpì l’Ossola in quell’anno e a un voto fatto dagli abitanti di Nava per esserne liberati, che l’Oratorio fu riprogettato e lentamente assunse la forma attuale. La costruzione iniziò nel 1638 e continuò negli anni seguenti. Sorse inizialmente la cappella principale del presbiterio con la pala dell’altare, di 175 x 120 cm, opera del pittore fiorentino Luigi Reali (1602 – dopo il 1660) che rappresenta la B. Vergine delle Grazie, in alto, ed in basso S. Antonio abate e S. Sebastiano. Il quadro è siglato e datato con la scritta: “L.R. pingebat 1640”.

Il Visitatore pastorale del 1641 trova l’Oratorio ancora incompleto e in esso vi si celebrava saltuariamente. Mons. G.B. Visconti lo visitò personalmente nel 1690 rilevandone l’ottimo assetto e così pure il Visitatore pastorale del 1717 che vi nota la balaustra in marmo, il crocefisso sull’architrave del presbiterio, la sacrestia, il campaniletto e il piccolo sagrato recintato e lastricato di piode.
Nel secolo XVIII il campanile fu tolto dalla cuspide della facciata e ricostruito sullo spigolo Sud-Est, restaurato nel 1831.
L’Oratorio, recita l’iscrizione posta all’interno, fu restaurato nel 1884.

La facciata è a capanna; il portone è affiancato da due finestrelle rettangolari; al di sopra un affresco moderno di scarsa qualità che raffigura il Santo circondato da animali e, sempre centralmente un oculo ottagonale. Il campaniletto è a destra della costruzione.

Nel Settecento, per iniziativa di ignoti offerenti furono fatti dipingere e appesi alle pareti interne quattro quadri ad olio su tela di 2,35 x 1,80 cm, di buona mano, rappresentanti i fatti principali della vita di S. Antonio abate: Cristo appare a S. Antonio in estasi; S. Antonio visita l’eremita S. Paolo; Morte dell’eremita S. Paolo la cui anima è portata in ciclo dagli angeli mentre due leoni scavano la fossa che ne riceverà il corpo; Le tentazioni di S. Antonio.
Nell’Oratorio vi sono anche altri due quadri ad olio che rappresentano gli apostoli S. Pietro e S. Paolo. La comparsa di questi quadri deve essere di poco anteriore all’Inventario del 10 Giugno 1762 che li ricorda per la prima volta.

L’Oratorio è coperto da una volta a piccole vele a cui sovrasta un robusto tetto in piode. Nel presbiterio si apre una finestra sul lato Nord-Ovest, mentre sul lato opposto si apre la porta che conduce alla sacrestia. Ha un altare in marmi policromi e stucco sormontato dalla raffigurazione plastica della Madonna Immacolata. L’architrave in legno dipinto e dorato ha una decorazione di festoni di fiori e frutti e supporta un Crocefisso ligneo. Gli intagli in legno sono attribuibili alla bottega dello scultore Bartolomeo Zanini Piroia di Vagna, noto per altri pregevoli lavori del genere a Montecrestese.

 

Link:
https://www.comune.montecrestese.vb.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/oratorio-di-sant-antonio-abate-sec-xvii-19404-1-47471e955aba04c02665b9ac04748f2c

BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Salita Villa Flavia, 23
https://maps.app.goo.gl/GzSrYLjLiFEV28Mt9

Anticamente esisteva una chiesetta con al medesima intitolazione. Citata nel 1590. Una prima riedificazione avvenne nella prima metà del ‘600, a conferma la data posta sul piedistallo dell’acquasantiera con l’iscrizione scolpita: “FIERI FECIT BERNARDUS BENEDICTUS ET CASALAINA. 1637”.
Nel Settecento, sotto il mandato dell’arciprete Giovanni Cutropia, fu posto a custodia della costruzione un eremita, il quale, con le elemosine edificò una chiesa nuova. Un secondo eremita accrebbe e abbellì con proventi e donazioni la chiesa rustica, Una relazione dell’epoca, redatta per la descrizione del patrimonio immobiliare ecclesiastico, la descrive con tre cappelle: una dedicata a Sant’Antonio abate con un quadro, una al Santissimo Crocifisso e un’altra alla Beatissima Vergine del Rosario.
Nel 1821, alla costituzione del nuovo comune di Barcellona Pozzo di Gotto, l’edificio passò sotto la giurisdizione dell’arcipretura della chiesa di San Sebastiano.
Nel 1905 fu ampliata la parte anteriore della chiesa con conseguente riduzione della piazza antistante. Nel 1943 la chiesa fu elevata a parrocchia autonoma con bolla dell’arcivescovo di Messina Angelo Paino.
Nel 1960 circa, nuovi interventi di restauro mirano al consolidamento delle strutture. I lavori compromettono la stabilità dell’edificio e stravolgono l’aspetto esterno: furono demoliti i contrafforti sul lato ovest per allargare la via d’accesso al sagrato, i muri perimetrali furono caricati da telaio in cemento sacrificando il tetto in legno originario.
Nel 1978, dopo il terremoto del Golfo di Patti, l’edificio fu nuovamente restaurato a causa dei danni subiti. Un ulteriore intervento di restauro è stato effettuato sul finire degli anni ’90 alle strutture del tetto e dei muri perimetrali.

La facciata è a capanna con portale scolpito sormontato da rosone con otto colonnine.

L’interno è a navata unica con altari addossati alle pareti laterali e simulacri custoditi in nicchie. Nella parete destra, la prima campata ha un altare; la seconda ha l’altare di San Giuseppe e Gesù fanciullo; la terza presenta l’altare dell’Immacolata Concezione che ha nella nicchia la scultura raffigurante l’Immacolata Concezione, opera dello scultore Matteo Trovato (1870 – 1949), nativo di Barcellona Pozzo di Gotto.
Nella parete sinistra: la prima campata ha l’altare di Maria Santissima Ausiliatrice; la seconda l’altare di Santa Rita e la terza ha l’altare della Pietà.

Nella parte terminale della navata sinistra, vi è una statua di sant’Antonio abate benedicente  che tiene con la mano sinistra un  lungo bastone cui è appesa una campanella.

Nel presbiterio a sinistra e a destra del cilindro absidale vi sono due affreschi recenti con episodi della vita di s. Antonio abate.
Nella calotta absidale un affresco che raffigura la SS. Trinità e s. Antonio abate.

 

 

 

 

 

 

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Barcellona_Pozzo_di_Gotto)

FORZA D’AGRÒ (ME). Ex chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio, 14
https://maps.app.goo.gl/JjrpGbZjRPzTnmyw7

 

Risale alla fine del XVI secolo. È ubicata nell’omonimo quartiere ed è sopraelevata rispetto al piano stradale.
Dopo che erano comparse le prime lesioni, è stato demolito il muro retrostante l’altare maggiore. La chiesa fu chiusa al culto verso il 1950; agli inizi degli anni ‘70 del Novecento una tempesta di vento fece crollare il tetto. Nel 1999 furono eseguiti lavori di rifacimento del tetto, di rinforzo della struttura e di restauro degli altari, sì da renderla fruibile. Oggi adibita a museo, ove vengono conservate opere provenienti da altri edifici religiosi.

La facciata presenta una struttura semplice a capanna, irrobustita ai lati con lesene, sulla sommità della quale si erge la piccola torre campanaria; pregevole è il portale in arenaria con sculture e nella parte superiore due bassorilievi di vasi con piedistallo e uno stemma centrale. Sopra il portale vi è una finestra rettangolare.

L’interno, ad unica navata, è semplice e luminoso, con sei altari laterali e l’altare maggiore, in origine presso l’abside oggi non più esistente, ma della quale rimangono tracce dell’arco di trionfo. Gli altari, separati da finti pilastri (paraste), sono circondati da archi sormontati da testine alate di angioletti e in essi vi erano le immagini di S. Lucia, l’Addolorata, San Sebastiano, la Madonna del Carmelo, S. Antonio abate, S. Filippo e S. Antonio di Padova. Le cornici dei quadri che un tempo ornavano la chiesa sono di stucco bianco, in rilievo, con volute.

 

Link:
https://comune.forzadagro.me.it/Luoghi?ID=516

https://www.virtualsicily.it/Monumento-Chiesa%20di%20S.%20Anton%3C/a%3Eio%20Abate-ME-466