CAMPERTOGNO (VC). Oratorio di Sant’Antonio abate

Località Camproso
https://maps.app.goo.gl/LpyJr9z5HKMMjkjG8

 

La chiesetta è un edificio di dimensioni piuttosto piccole, con la porta e le due finestre sulla facciata anteriore incorniciate da architravi in pietra. Un oculo ovale è nella parte superiore.
Non ha campanile, ma una campanella fissata sulla facciata. Sulla parte esterna dell’abside, che fu rimossa per esigenze di viabilità, è posta una rustica croce di legno.
Era già indicato come oratorio in un documento del 1649.

All’interno c’era un grande dipinto ad olio ora conservato nel ricco Museo parrocchiale d’Arte Sacra.

Pur essendo ancor ben conservato nella parte muraria, l’oratorio di S. Antonio, completamente disadorno internamente, è praticamente abbandonato.

 

Link:
https://www.giannimolino.it/Documenti/Il%20culto%20a%20Campertogno.pdf

https://invalsesia.it/listing/museo-di-arte-sacra/

 


Nella località Cangello, l’oratorio è intitolato a San Bernardo da Mentone e conserva nella parete sinistra una piccola statua di sant’Antonio abate con il tradizionale maiale.

SAN MARCO ARGENTANO (CS). Chiesa di Sant’Antonio abate

All’ingresso del paese ed in prossimità della Cattedrale di San Nicola di Mira. Via Sant’Antonio abate
https://maps.app.goo.gl/fLzNu8CJcMcrU6XY6

La chiesa è menzionata, la prima volta, nella “Relatio ad limina Apostolorum” di mons. Alessandro Magno, del 1732, in cui si legge: “vi è un’altra Chiesa (in San Marco) dedicata a Sant’Antonio abate, annessa al canonicato fra le dieci dignità presbiterali, al momento interdetta, poiché priva della necessaria suppellettile sacra per la celebrazione; tuttavia, quando prima, sarà riportata completamente in buona forma, come fu stabilito con decreto nell’ultima Visita pastorale”. Da ciò si evince l’antichità del Chiesa ed il ruolo avuto nel tempo in quanto annessa al Capitolo Cattedrale. Titolare del Beneficio di Sant’Antonio abate era un canonico nominato dal Vescovo, con determinati requisiti e particolari mansioni da espletare nella Chiesa.

Tutta la struttura apparteneva alla famiglia Campagna di cui se ne conserva una lapide all’interno in prossimità dell’altare, lo stesso arciprete Campagna fece restaurare la chiesa riportandola al suo splendore ed uso liturgico fino al 1960, anno in cui per motivi di infiltrazioni di acqua piovana e deterioramento delle finiture interne non è stata più officiata e comunque fino al Concilio Vaticano II (1962-65), in cui il ruolo del Capitolo cattedrale è stato modificato, la Chiesa di Sant’Antonio abate ha conservato tale funzione. A seguito di contributo 8 x 1000 della CEI si è provveduto al restauro della Chiesa e locali annessi, che p stato completato nel 2018.

La facciata è a capanna, molto semplice, con portale sormontato da una finestra ad angolo acuto e ancora al di sopra vi è un oculo. A sinistra, il corpo di fabbrica presenta l’accesso ai piani superiori sormontato da due finestre centinate.
La struttura portante del corpo di fabbrica è costituito pietra grezza locale, mentre i solai di interpiano e quello di copertura in legno. Copertura a due falde con struttura portante in legno e manto in tegole di laterizio del tipo coppo tradizionale

 

L’aula liturgica, a pianterreno, ha dimensioni 5 x 4,95 m e la sagrestia 3 x 4,95 m e ha le pareti semplicemente intonacate.
I piani superiori, cui si accede dalla via pedonale secondaria comunale, sono adibiti a locali pastorali.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/89533/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

ZONE (BS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Località Cusato, Via Trenta Passi
https://maps.app.goo.gl/E9kdMHA48TD6iLcG8

 

Vi era nel XV secolo un’edicola dedicata a S. Antonio abate e forse un lazzaretto.
La chiesa fu costruita nel XVI secolo e consacrata nel 1581; ampliata nel XVII secolo.
Fu realizzato negli anni Trenta del Settecento l’altare e l’apparato decorativo a opera di Domenico Voltolini.
La chiesa fu restaurata nel XVIII secolo e nel 2007; il campanile nel XIX.

La chiesa è sprovvista di sagrato, presenta un impianto a capanna, con facciata semplicemente intonacata dotata di aperture centrali, tra cui un portale ed un rosone.
L’interno è a navata unica, dotata di due contrafforti centrali a sostegno di un arco traverso acuto, con copertura a due falde ad elementi lignei e laterizi a vista. Il presbiterio, di dimensioni minori rispetto all’aula, è rialzato, quadrangolare e dotato di balaustre, con copertura voltata a volta a schifo e apparato decorativo ad affresco risalente al XVIII secolo.

Il fondale absidale è piano, e sul quale è impostata la pala dell’altare maggiore, un pregevole dipinto del 1651, olio su tela, di 280 × 187 cm che raffigura Sant’Antonio abate  che tiene con al mano sinistra un libro aperto e regge col medesimo braccio un bastone pastorale cui è appesa una campanella. A sinistra, ai suoi piedi, il fuoco.
Opera del pittore del pittore bresciano Ottavio Amigoni (1606 – 1661).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:
Fusari G., Ottavio Amigoni – Un piccolo e ozioso ritardatario provinciale – Vita e opere di un pittore bresciano (1606-1661), La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, Roccafranca BS 2006

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/55429/Zone+%28BS%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CRODO (VCO), frazione Maglioggio. Chiesa di Sant’Antonio abate

All’interno dell’abitato della frazione.
https://maps.app.goo.gl/Qjibxhv9DqZZ9aDY9

Maglioggio è la frazione più consistente di Crodo ed ebbe presto il suo piccolo oratorio dedicato a S. Antonio abate, sufficiente a soddisfare la devozione dei montanari, i quali tuttavia dovevano scendere fino a Crodo nelle domeniche e feste di precetto. Questo oratorio è ricordato la prima volta nel Sinodo di Cesare Speciano del 1591 e poi ricorre in quasi tutti gli Ordini di visita pastorale seguenti. Da quelli fatti in occasione della visita pastorale del vescovo cardinal Taverna (3 settembre 1616) si ricava che questo oratorio era di modestissima fattura: un vano rettangolare senza finestre ‘sui lati, ma aperto sulla facciata, difesa da cancelli di legno, attraverso i quali passavano il vento e l’umidità. Questo tipo di costruzione ha una età difficile da stabilire, ma è certo anteriore al secolo XV.
Nel secolo XVII, a causa dell’aumento della popolazione ed anche di un maggior bisogno di assistenza religiosa, gli uomini di Maglioggio, vollero rifare l’oratorio, dandogli forma più moderna e maggiore ampiezza. Negli Ordini di visita pastorale del 10 giugno 1641 il vescovo Antonio Tornielli approva la richiesta del popolo di Maglioggio: «concediamo che questo oratorio si possi rinnovare, purché si rifaccia in modo che la nave di lui sia lunga almeno braccia 10 et la cappella in capo larga almeno 5 braccia, con le dovute larghezza et altezza et con le opportune finestre et porte et purché si levi via il forno che sta vicin».
I lavori furono iniziati subito e progredirono rapidamente. Il nuovo oratorio è quello che si vede tuttora. Semplice e funzionale nel disegno, ha sempre modeste dimensioni, ma sufficienti per le necessità del paese.
La scritta incisa nell’architrave della porta: “ 1642 AT P AC V” è di difficile interpretazione, ma ricorda la data del completamento; invece l’oratorio fu consacrato il 14 gennaio 1644.
Nel 1702 fu fabbricata sul alo destro dell’oratorio la sacrestia ed una casetta per uso del parroco o del cappellano.
L’oratorio di S. Antonio abate subì un ultimo restauro nel 1919 ed ebbe anche una nuova dedicazione, come indica la scritta sulla facciata: « Sancto Antonio Abbati et Dominae Sacratissimi Cordis Jesudicatum».

La facciata è impostata in maniera tradizionale: una porta con due finestre a lato. La luce piove all’interno attraverso la bella e tipica finestra serliana .
Un piccolo campanile con una campanella è posto sul lato destro della facciata.

La copertura è a volta e il presbiterio ha altare e alzata in stucco di discreta fattura.
Sull’altare è posta in una nicchia una statua di s. Antonio abate con saio marrone, che tiene con la mano sinistra un bastone a croce cui è appesa una campanella e con la destra un libro in verticale su cui è il fuoco. Il maiale è accucciato ai suoi piedi.

Quando fu rinnovata la decorazione della cappella e dell’altare del S. Rosario nella chiesa parrocchiale di S. Stefano di Crodo, intorno al 1619, fu tolto e posto nell’oratorio di Maglioggio il quadro che stava sopra l’altare. La tela di 235 × 170cm, è ora appesa sopra la porta di ingresso e rappresenta la Madonna seduta, con il Bambino sul ginocchio sinistro che dà la corona del Rosario a S. Pietro martire che sta alla sua destra, mentre S. Domenico, alla sua sinistra, distribuisce le corone ad un gruppo di devoti inginocchiati in basso; attorno sono i riquadri con i quindici Misteri del Rosario. L’impostazione, ancora cinquecentesca fa pensare a un pittore, non locale, della fine del 1500 o dell’inizio del 1600.

 

Link:
https://www.parrocchievalleantigorio.it/nuovo/santantonio-abate-maglioggio/

BACENO (VCO), frazione Crampiolo. Oratorio di Sant’Antonio abate

L’oratorio sorge nel piccolo borgo di Crampiolo (1767 m s.l.m.) sull’Alpe Devero.
https://maps.app.goo.gl/tJfGJwk1SX5SWc5KA

 

L’edificio risale al XVII secolo.

La facciata è a capanna con portone affiancato da due grandi finestre rettangolari.

 

Sopra il portone un dipinto banale con sant’Antonio abate circondato da animali. Il Santo tiene con la mano sinistra un libro e con la destra un alto bastone a forma di croce cui è appesa una campanella. Due ante lignee possono essere chiuse a protezione del dipinto.
Un piccolo campanile è sul lato sinistro della chiesetta.

 

L’interno conserva vari quadri di Santi e della Via Crucis.
Sull’altare un quadro della Madonna col Bambino e sotto sant’Antonio abate (?).