CARIGNANO (To). Chiesa della Madonna della Misericordia, con statua di sant’Antonio abate.

Nel 1640 fu eretta la Chiesa della Madonna della Misericordia come ex voto poiché la Città di Carignano era stata preservata dal saccheggio dei Francesi vincitori sull’esercito ispano-sabaudo.
Venne affidata alla cura dei confratelli Battuti Neri; presenta un interno austero, appena nobilitato da alcuni preziosi arredi; ora ne rimangono pochi, poiché alcuni sono stati rubati e altri, per fortuna, sono stati trasportati al Museo Civico.
Sulla facciata, all’interno di nicchie, vi sono statue ottocentesche dedicate ai Santi Lucia,  Giovanni Nepomuceno (in basso); Defendente, ed Antonio abate (in alto a destra); sopra il portale, splendida opera d’intaglio barocco (da osservare il capo di san Giovanni Battista posta su un piatto), vi è un affresco del pittore pinerolese Edoardo Calosso (Anime del Purgatorio, XIX secolo).
Il campanile, eretto alla fine del XVII secolo, è il più bello della Città.

CONFEDERAZIONE ELVETICA – SION. Cattedrale cattolica di Nostra Signora, pala con scultura di s. Antonio abate, 1683

È la chiesa principale della diocesi di Sion, dedicata a Notre-Dame du Glarier. Festa patronale il 15 agosto, Assunzione della Vergine Maria. L’attuale santuario fu costruito dopo due precedenti chiese. La prima, risalente al secolo VIII, fu distrutta da un incendio nel 1010. La seconda cattedrale (in stile romanico) fu completamente saccheggiata e incendiata dalle truppe di Amedeo VI di Savoia nel 1352. Durante il Corpus Domini del 1403, il sottotetto del campanile fu accidentalmente incendiato; poi nel 1418, Witschard von (Guichard de) Raron e i suoi sostenitori distrussero la cattedrale (1).
L’attuale cattedrale fu costruita solo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo sulle fondamenta della chiesa romanica dai vescovi Walter Supersaxo, Jost de Silenen, Nicolas Schiner e dal cardinale Mathieu Schiner.
Vi è ancora il portico-campanile romanico del XII secolo. Il tetto della cattedrale fu preda delle fiamme durante l’incendio della città nel 1788. Nel 1947 il vescovo Victor Bieler fece ampliare il coro di due campate. L’ultimo restauro della cattedrale è avvenuto nel 1986.

 

La Cattedrale conserva, nella sacrestia, un altare ligneo barocco scolpito nel 1683 e dedicato a sant’Antonio abate.
Il rilievo centrale raffigura il Santo con la mano sinistra che tiene un libro aperto e la destra che regge un alto bastone a tau cui sono appese due campanelle.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://fr.wikipedia.org/wiki/Cath%C3%A9drale_Notre-Dame_de_Sion

(1) Il casato baronale dei von Raron a cavallo tra il XIV e il XV secolo era asceso alle massime cariche ecclesiastiche e civili del Vallese, ma nel 1414 la concessione della sovranità ereditaria sul Vallese al gran balivo Witschard da parte dell’imperatore Sigismondo causò la guerra tra i von Raron e le decanie che non accettarono che il territorio fosse tolto al vescovo e al loro controllo.

DANIMARCA – Isola di GOTLAND – LUMMELUNDA. Chiesa luterana con statua di s. Antonio abate, 1500 circa

La navata e la torre sono le parti più antiche della chiesa di Lummelunda. Entrambe furono erette intorno al 1200. Originariamente faceva parte della chiesa un coro costruito nello stesso periodo. Questo coro fu raso al suolo a metà del XIV secolo e al suo posto fu costruito l’attuale, sproporzionatamente grande: tale ricostruzione  doveva essere l’inizio di un piano di rifacimento completo, ma fu eseguito solo il coro.
All’interno la chiesa è decorata con affreschi: alcuni risalgono all’epoca di costruzione della chiesa, altri al XV e al XVII secolo.

In Danimarca, nel Medioevo, molte chiese erano intitolate a santi e a fine Quattrocento vi erano almeno tre precettorie Antoniane, quindi il culto di s. Antonio abate era diffuso.
Dopo l’introduzione della Riforma nel 1536, le chiese cattoliche furono confiscate e trasformate in chiese evangeliche luterane: le intitolazioni furono molte volte cambiate o non utilizzzate; gli affreschi anche molto antichi furono ricoperti di calce e le opere  d’arte sacra furono tolte dalle chiese e spesso se ne persero le tracce. Solo dalla fine del XIX secolo circa, vi fu un ritorno di interesse per l’archeologia, la storia e l’arte danese medievale, così furono riscoperti e restaurati molti affreschi e recuperate le opere d’arte che si erano conservate.

Quindi un raro e importante reperto della chiesa è la statua lignea che raffigura sant’Antonio abate. 

La scultura è alta 86,5 cm, fu realizzata nel 1500 circa ed è molto usurata perché rimase a lungo all’esterno, sulla grondaia del portale del coro, dove era ancora all’inizio del Novecento. Successivamente fu portata all’interno della chiesa e posta dentro una preesistente nicchia sulla parete destra della navata presso l’altare.

La statua, nonostante i danni, mostra grande finezza di esecuzione nel viso del Santo che tiene con la mano sinistra un libro aperto. La destra è mancante ma doveva reggere un bastone, come è iconografia consueta. Ai suoi piedi c’è un maiale con un campanello al collo.

MILANO. Chiesa di San Lorenzo in Monluè, statua di s. Antonio abate

L’abbazia fu fondata nel XIII secolo dall’ordine religioso degli Umiliati di Santa Maria di Brera, di cui rispetta il tipico impianto architettonico: una cascina a corte chiusa con gli edifici monastici e i rustici agricoli, circondati da prati irrigui permanenti e da arativi, a formare un borgo agricolo, detto grangia. L’intero complesso, che sorge nell’antica località detta “Monte dei lupi” da cui la denominazione attuale, è ancora oggi ben riconoscibile, sebbene frazionato, e rappresenta uno dei migliori esempi sopravvissuti di quel tipo di organizzazione. Fu modificata nel 1584 e restaurata nel 1877.
La chiesa è del 1267, in laterizio, con un imponente campanile quadrato, scandito da cornici e archetti pensili. All’interno l’unica navata con il cinquecentesco soffitto a cassettoni si conclude in un’abside rettangolare mutuata da modelli provenienti dall’architettura cistercense.

Conserva una statua di sant’Antonio abate che tiene con la mano destra una fiamma e con la sinistra un bastone cui è appesa una campanella.
Un maialino con le zampe anteriori sollevate è posto ai suoi piedi e sembra essere di epoca o fattura diversa dalla statua.

 

 

Fotografie dei rilevatori

Rilevatori:

Franca Benvenuto e Giuseppe Spada

AVIGLIANA (To). Pilone in casa privata con immagine di sant’Antonio abate.

Sito in corso Laghi 248, in proprietà privata (famiglia Carnino Edoardo), sopraelevata rispetto alla statale 589.
Il pilone, intitolato alla Madonna, è a base quadrata in muratura intonacata con tre nicchie di cui la principale con volta ad arco. Copertura in lose sormontata da croce.
Il pilone è stato restaurato nel 1993 dal pittore Marcello Ruffino.
Nella nicchia principale: affreschi con Annunciazione ed ai lati sant’Antonio abate e san Domenico; statua di Madonna Immacolata.
Nelle nicchie laterali: affreschi raffiguranti santa Caterina e san Martino. Sul retro, croce nera.
La base presentava originali scene dell’inferno andate distrutte nel restauro.

La costruzione dovuta a Carnino Domenicom fu Vincenzo sembra essere antecedente al 1864, data riportata sul pilone.
Prima del restauro, avvenuto nel 1993, per volere di Grande Stefanina ved. Carnino, in alto era riportata la scritta “III incoronazione della Madonna dei Laghi” che avvenne nel 1852 essendo officiante monsignor Contratto, vescovo di Acqui, assistito da monsignor Mancino, vescovo di Cuneo e monsignor Oddone, vescovo di Susa.

 – AA.VV. I piloni di Avigliana. Riscopriamo i segni della religiosità popolare, Comune di Avigliana e Associazione Amici di Avigliana, Avigliana 2002, p 10.