COLLOCAZIONE IGNOTA. Dipinto con s. Antonio abate, cerchia di P. Christus, XV secolo

Olio su tavola di 43,8 x 32 cm. Raffigura; “Madonna col Bambino in trono con sant’Antonio abate (a sinistra) e un santo Vescovo (a destra).
Attribuito alla cerchia di Petrus Christus (1410 – 1475), pittore fiammingo, e datato nel periodo di attività del pittore 1425-75.

Sant’Antonio ha in mano un libro che sta leggendo, non ha altri attributi specifici che lo contraddistinguano.

In vendita da Christie’s (New York City) l’8 giugno 2011.

 

Link:
https://rkd.nl/explore/images/259224

COLLOCAZIONE IGNOTA. Dipinto con s. Antonio abate e s. Paolo eremita di D. Teniers, 1650

Olio su tavola di 22 x 17 cm. Raffigura: “Sant’Antonio abate e san Paolo eremita”
Attribuito a David Teniers il Giovane (1610 – 1690), datato 1675

I due Santi sono seduti presso una capanna e in alto il corvo sta portando loro il pane. Sant’Antonio è a sinistra, identificabile per la tau sul mantello e l’abito monastico

In Collezione privata belga nel 2002.

 

 

Link:
https://rkd.nl/explore/images/50075

BELGIO – JODOIGNE – frazione frazione Sart-Mélin. Cappella di S. Antonio abate

Rue Saint-Antoine, 71 – hameau de Sart-Mélin
https://maps.app.goo.gl/MgxRcwt3WTXtN1aX7

Sart-Mélin. Cappella di S. Antonio abate. prima della caduta del campanile

Questo piccolo oratorio di campagna ad un’unica navata rettangolare dedicato a Sant’Antonio è interamente costruito di pietra Gobertange (nome di una frazione di Jodoigne che ha dato il nome all’omonima pietra calcarea arenaria proveniente da cave ancora molto attive nel XIX secolo).
Menzionato già nel XVI secolo, questa cappella sarebbe legata alla presenza di una lebbrosario e originariamente era circondata da un cimitero.
Presenta due finestre circolari visibili nella parete sud. Adiacente a questo edificio principale c’è un presbiterio più stretto con tre pareti, costruito in mattoni e pietra Gobertange.
Abbattuto nel 2001, un pinnacolo della seconda metà del XVII secolo svettava sopra una semplice porta barocca sormontata da un cronogramma della prima metà del XVIII secolo.

Il coro, costruito in mattoni e risalente al XVI secolo, è in stile gotico (archi ogivali, decorazioni ornate, ecc.)
La navata invece è in stile tardo barocco con volumi imponenti e forme esuberanti.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://villagemelin.be/la-chapelle-saint-antoine.html

SIRMIONE (BS). Chiesa di San Pietro in Mavino con due affreschi di s. Antonio abate, 1320 circa

È la chiesa più antica di Sirmione e, da scavi archeologici del 2005, risulta che fu edificata nel punto più alto della penisola già nel V secolo e non nel VII-IX. Il nome deriva probabilmente dal termine dialettale navino, diminutivo di nava, indicante un campo pianeggiante circondato da boschi. L’edificio originale era una chiesa cimiteriale a pianta rettangolare con tre absidi a emiciclo.
Durante la ristrutturazione avviata nel XIII secolo fu rasato il podio, innalzato di un metro il presbiterio (livello attuale), realizzato un decoro dipinto di cui restano sei santi nell’abside centrale, il velario nell’abside nord; il primo strato di un riquadro votivo sulla parete sud; un probabile san Giovanni in controfacciata.
Nel 1320, contestualmente al sopralzo dell’aula, fu riedificata la facciata aprendovi l’attuale portale (data incisa su di un mattone alla sua destra) e l’anno dopo (iscrizione del riquadro con gli apostoli strappato dall’abside centrale e appeso alla parete nord) fu ridipinto il corpo absidale. Ormai nel secolo XV, nell’ottica di un ulteriore riutilizzo del cimitero, l’area esterna fu livellata e la quota pavimentale della navata elevata a quella attuale.
Nel XVII e XVIII secolo la facciata subì delle modifiche, con l’apertura di due finestre ogivali. Il campanile fu eretto nel secolo XI mantenendo lo stesso stile della chiesa.
Restaurata all’interno e all’esterno nel 2003-8 e nel 2011-13. L’ultimo restauro degli affreschi risale al 2020.

L’interno, conserva affreschi con almeno quattro strati sovrapposti due anteriori al 1320, uno del 1320-1 e uno del 1525. Nel registro superiore dell’abside centrale, racchiuso da una cornice a motivi geometrici e floreali, troneggia il Cristo in mandorla del Giudizio universale fiancheggiato dalla Vergine e dal Battista, ai cui lati due angeli suonano lunghi flauti. Lo spazio soprastante è occupato dalle fronde fiorite di due sicomori. Nel registro inferiore si sviluppava a gruppi di tre la teoria degli Apostoli di cui oggi restano solo sei figure. Nell’abside di sinistra la Madonna in trono con Giovanni Battista e l’Evangelista che racchiudono la scena, completata da due angeli con turibolo che spiccano nella volta celeste. La decorazione dell’abside di destra, divisa in due registri, presenta nel superiore la Crocifissione. Caratteristica di questi dipinti, dall’impianto generale ancora bizantineggiante, è il forte arcaismo, che si esplicita nelle pose frontali, nei gesti rigidi, e nella fissità dei volti. Lungo la parete settentrionale è ancora leggibile, anche se mutila, una teoria di santi e vescovi, mentre sul lato opposto, delimitati dall’identica cornice policroma, si susseguono riquadri con santi di non sempre chiara identificazione e una Madonna in trono.


Un’immagine sul lato sinistro tra due santi Vescovi è identificabile con sant’Antonio abate, con barba bianca biforcata, che tiene con la mano destra la campanella e nella sinistra un bastone pastorale.

 

 

Un’altra immagine simile sulla parete destra, presso l’abside, dove s. Antonio è in un riquadro singolo, tiene la campanella con la mano sinistra e la destra è nel gesto di benedizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini da Wikimedia e in parte di Giancarlo Righetti da Facebook

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/4m010-00195/
https://www.gardatourism.it/chiesa-di-san-pietro-in-mavinas/

Rilevatore: Valter Bonello

CROAZIA – ZAGABRIA. Galleria Strossmayer degli antichi maestri, tavola con “Tentazione di s. Antonio abate” di Niccolò di Pietro Gerini, 1390-1400

Parte di predella, tempera su tavola di 22 × 32 cm, opera del fiorentino Niccolò di Pietro Gerini 1340 – 1414) datato al 1390-1400.
Inventario numero SG28

La tavola mostra la tentazione del mucchio d’oro, raccontato nella biografia di Atanasio. Il Santo, a destra, si ritrae davanti all’oro, in procinto di fuggire la tentazione.

La predella apparteneva a un polittico di cui sono rimaste solo alcune tavole. Una proposta è nell’articolo di Ljeka Dulibić reperibile in:
https://www.academia.edu/976374/Predela_Isku%C5%A1_enje_svetoga_Antuna

 

La Strossmayerova Galerija starih majstora a Zagabria è un museo di belle arti che espone la collezione donata alla città dal vescovo Josip Juraj Strossmayer nel 1884, a tale colelzione appartiene anche questa btavola. Situata in piazza Nikola Šubić Zrinski 11, fa parte di l’Accademia croata delle scienze e delle arti.

 

 

Immagine da
https://www.documenta14.de/en/artists/21965/niccolo-di-pietro-gerini