GERMANIA – STOCCARDA. Galleria statale, quattro dipinti e due stampe con s. Antonio abate

Tempera su tavola di pioppo 17,8 x 19,3 cm. “Santo ignoto e sant’Antonio abate
Opera di prima del 1320 di Ambrogio Lorenzetti o della cerchia di Duccio di Buoninsegna (?)
Numero di inventario 1319 e 3120 (s. Antonio)
Pervenuto al Museo per eredità di Gerhard Freiherr von Prussia, 1971.

I due pannelli servivano come coronamenti del timpano per i pannelli laterali di un antico polittico d’altare in più parti. L’abito religioso, l’attributo del libro, la barba biforcata permettono di interpretare il personaggio raffigurato a destra come sant’Antonio. L’identificazione  dell’altro non è possibile.
Entrambe le opere provengono probabilmente dalla cerchia di pittori del primo Trecento ai quali, sotto la guida di Duccio, fu affidato il lavoro sulla Maestà del Duomo senese tra il 1308 e il 1311. I viticci a spirale incisi a mano dell’ornamento dell’aureola sono molto vicini a quelli della Maestà e suggeriscono una data prima del 1320.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/hl-antonius-eremita?term=Hl%20Antonius&context=collection&position=0


Olio su tela di 60 x 81 cm, “Madonna col Bambino e sant’Antonio abate”, circa 1600, copia da Paris Bordone (Treviso, 1500 – Venezia, 1571).
Inventario numero 275   Acquistato nel 1852 con la collezione Barbini-Breganze.
La Madonna stende il suo manto sul Cristo bambino, proteggendolo e rivelandolo allo stesso tempo. Un giovane uomo vestito alla moda si inginocchia davanti a lei e viene accolto da S. Antonio viene introdotto sulla scena. Il Santo, in abito scuro e con barba bianca, tiene un bastone a tau nella mano sinistra. Come un’altra copia da Paris Bordone conservata nella Galleria di Stato (Sacra Famiglia con s. Caterina e s. Gerolamo, inv. n. 162), la scena unisce il motivo devozionale al carattere pastorale dell’idillio paesaggistico, già sviluppato nella pittura veneziana della fine del XV secolo.
Il dipinto di Stoccarda è una copia di un quadro firmato dall’artista che recentemente si trovava in una collezione privata.
Altro dipinto con simile soggetto è a Glasgow vedi scheda.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/madonna-heiligen-hl-antonius?term=Hl%20Antonius&context=collection&position=5


Olio su tavola di 62 x 95,5 cm “Tentazioni di Sant’Antonio abate”. Opera del 1630 circa di seguace di Hieronymus Bosch.
Inventario numero 2285. Non esposto
Proviene dal lascito del dr. H.C. Scheufelen, 1948
Inserite in un ampio paesaggio ricoperto di vegetazione, le raffigurazioni di piccoli mostri e del caprone a cavallo si riferiscono al famoso modello del Trittico conservato a Lisbona vedi scheda.
Sant’Antonio siede su un albero scavato sulla destra, il suo sguardo cade sulla donna nuda in piedi al centro del primo piano e che si offre a lui. I pensieri e le visioni inquietanti dell’eremita vengono rivelati nella tenda aperta sulla cima dell’albero, in cui si svolge una scena di bordello con due monaci. Altri piccoli motivi, come le monete d’oro accanto a una brocca o il saccheggio di una cappella in fiamme sullo sfondo, illustrano ulteriormente le tentazioni della ricchezza.
Dipinto di analogo soggetto è conservato a Utrecht vedi scheda.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/versuchung-des-hl-antonius?term=bosch&context=collection&position=0


Olio su tela di 55,8 x 72 cm. Raffigura: “Visione di sant’Agostino, con s. Antonio abate”. Seconda metà XVI secolo. Opera di Federico Zuccari (1539 – 1609)
Inventario numero 214  Acquistato nel 1852 con la collezione Barbini-Breganze.

In un paesaggio è S. Agostino mentre scrive. Un ragazzo, identificato dall’aureola come il Cristo bambino, cerca di catturare il mare in un buco nella sabbia. L’episodio proviene dall’opera di Agostino “Sulla Trinità” e si riferisce all’impossibilità di spiegare la trinità della natura di Dio. Il padre della Chiesa è accompagnato da un santo eremita, probabilmente S. Antonio, considerato il fondatore del monachesimo. In cielo, come in una visione, appare la Sacra Famiglia circondata dagli angeli. Il dipinto era probabilmente destinato alla devozione privata o alla contemplazione di concetti teologici. In base alla firma e alla datazione si è ipotizzato che si trattasse di un’opera di Federico Zuccari, che la dipinse subito dopo il suo ritorno a Roma da Madrid nel 1592.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/vision-des-hl-augustinus?term=Hl%20Antonius&context=collection&position=6


Litografia di 32,5 x 26,8; foglio di 49,8 x 35,1. “Tentazioni di s. Antonio” del 1922 di Alfred Kubin (1877 – 1959).
Inventario numero A 1922/121   Non esposta
Kubin segue antichi motivi tedeschi – la donna nuda con il cappello potrebbe provenire da un dipinto di Lucas Cranach – ma il disegno a linee arruffate rende la composizione ridicola e grottesca. La litografia risale a un disegno a matita con lo stesso nome dell’anno precedente, pubblicato per la prima volta nel 1926 in “Alfred Kubin. Demoni e visioni notturne. Con un autoritratto dell’artista e 130 tavole” (Dresda, Verlag Carl Reissner). In esso, il raggruppamento delle persone è ampiamente anticipato. La litografia, a sua volta, fu pubblicata in un’edizione di 100 copie e fu l’edizione speciale di “Alfred Kubin. Disegni e acquerelli” (Monaco di Baviera, O. C. Recht Verlag, 1922.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/versuchung-des-hl-antonius-0?term=kubin&context=collection&position=4


Stampa di Albrecht  Dürer, “Sant’Antonio davanti alla città”, firmato “1519 d.C.”, vedasi la copia conservata a Pavia, vedi scheda.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/heilige-antonius-stadt?term=Hl%20Antonius&context=collection&position=7

PAESI BASSI – UTRECHT. Centraal Museum, due dipinti con s. Antonio abate e una statua

Olio su tavola di 25,7 x 22,4 cm, “La tentazione di Sant’Antonio abate”

Opera del 1525-30 di un seguace di Hieronymus Bosch (1450 – 1516).
Il pannello fu ritrovato nel 1830 durante la demolizione delle mura della città (Archivio di Utrecht, Verbale b&w 16-07-1830), e potrebbe provenire da uno dei monasteri situati addossato alle mura, il Predikherenklooster, il Cellebroedersklooster o forse anche il Sint Hieronymushuis. La scena corrisponde in gran parte alla parte destra di un dipinto attribuito a Hieronymus Bosch, Le tentazioni di sant’Antonio, conservato alla Staatsgalerie di Stoccarda, inv. N. 2285, vedi scheda.

S. Antonio è raffigurato seduto con un libro aperto sulle ginocchia. Intorno a lui demoniache e mostruose creature. Davanti a lui il maiale con un campanellino sull’orecchia.
Analogo dipinto è conservato a Stoccarda vedi scheda.

Link:
https://www.centraalmuseum.nl/nl/collectie/2537-de-verzoeking-van-de-heilige-antonius-hieronymus-bosch


Statua in terracotta di 41,5 x 15,6 x 11 cm realizzata nel 1850-70 da Johannes Rijnbout (Utrecht 1800 – Utrecht 1868).

Inventario numero 1691
Acquisita nel 1910.
La statua era il modello per una statua in legno a grandezza naturale nella chiesa cattolica romana di Delfshaven.
Il Santo tiene con la mano sinitra un libro aperto e con la destra un bastone; a destra il maiale.

Link:
https://www.centraalmuseum.nl/nl/collectie/1691-sint-antonius-abt-johannes-rijnbout


Olio su tavola di 81,4 x 65,2 cm, pannello laterale sinistro del “Trittico con l’ingresso di Cristo in Gerusalemme e Santi”.


All’esterno delle ante sono ritratti fondatori della famiglia Van Lokhorst con i loro Santi protettori”.
Dipinto nel 1526 circa da Jan van Scorel (1495 – 1562)
Inventario numero 7991
Il decano della chiesa di San Salvatore di Utrecht, Herman van Lokhorst, fece restaurare il monumento funebre dei suoi antenati, sepolti nel Duomo. Ordinò il trittico come tavola commemorativa sulla tomba.


All’interno dei pannelli, da sinistra a destra, “Sant’Agnese, papa Cornelio con la tiara che ha il volto di papa Adriano VI, e Antonio abate”, e nel pannello di destra i “ Santi Sebastiano, Gertrude di Nivelles e Cristoforo”. Gerusalemme è raffigurata nel pannello centrale. È la prima rappresentazione topograficamente corretta della città conosciuta.

Sant’Antonio è a destra, seduto, con nella mano destra un bastone.

Link:
https://www.centraalmuseum.nl/nl/collectie/7991-drieluik-met-de-intocht-van-christus-in-jeruzalem-heiligen-en-op-de-buitenzijden-van-de-luiken-stichters-uit-de-familie-van-lokhorst-jan-van-scorel

PAESI BASSI – MAASTRICT. Bonnefantenmuseum, statua e due dipinti con s. Antonio abate

Statua di sant’Antonio abate, in legno di quercia con policromia, misura 72 x 25 x 18 cm. Realizzata nel 1520 circa dalla bottega del Maestro di Elsoo, intagliatore, scultore e artista olandese attivo dal 1510 al 1525.
Inventario numero 2000090. Esposto.
Proviene da un prestito a lungo termine della chiesa parrocchiale di H. Martinus, Beegden.

Sant’Antonio tiene con la mano sinistra un  libro aperto che sta leggendo; con la destra un bastone. Ai suoi piedi un maiale e un diavolo.

Link:
https://www.bonnefanten.nl/nl/collectie/2000090-h-antonius-abt


Olio su tavole, ciascun pannello misura 37,3 x 13,3 cm
La serie di sei pannelli raffigura: “Santi Giovanni Evangelista, Rocco, Cornelio (?), Tommaso, Antonio abate e un sacerdote inginocchiato”; datato alla seconda metà del XVI secolo.
Opera di un anonimo pittore dei Paesi Bassi meridionali.
Inventario numero 2000907
Menzionata nel Catalogo del Museo Bonnefanten del 1958; in prestito dalla Società storica e archeologica del Limburgo a Maastricht.

Sant’Antonio abate tiene con la mano destra un libro aperto che sta leggendo; con la sinistra un bastone.

Link:
https://rkd.nl/en/explore/images/36187


 

Olio su tela di 165 x 105 cm  Dipinto con “Tentazione di s. Antonio abate”
Opera di un  Anonimo dei Paesi Bassi meridionali nel XVIII secolo.
Inventario numero 2000633
In prestito al Museo dal Seminario Maggiore della Diocesi di Roermond, 1980

Il Santo in una grotta sta leggendo un libro, a sinistra un maiale. In altro un mostro diabolico.

Link:
https://rkd.nl/nl/explore/images/36083


Il Bonnefantenmuseum (‘Museo Bonnefanten’) è un museo d’arte antica e contemporanea, fondato nel 1884. Dal 1951 al 1978 il museo era sito nel convento dei bons-enfants, un monastero del XVII secolo nel centro della città, da cui il nome. Nel 1995 è stato ricostruito dall’architetto italiano Aldo Rossi, in una vecchia zona industriale sulla riva orientale della Mosa.

FRANCIA – PELTRE. Convento delle suore della Provvidenza di Saint-André, polittico con s. Antonio abate, 1500 circa

Olio su tavola di 100 x 60 x 20 cm. A polittico chiuso, l’esterno dei pannelli raffigura “Sant’Antonio abate e san Cristoforo”, opera di anonimo artista della Westfalia, realizzato nel 1500 circa.

Aperto il polittico raffigura i Santi Giovanni e Matteo (interno ala sinistra); La Deposizione (al centro); i Santi Luca e Marco (interno ala destra).

 

Sant’Antonio è raffigurato nel pannello sinistro, tiene nella mano sinistra un libro e nella destra un rosario. A terra, a destra, vi è uno snello maiale.

 

Link:
https://rkd.nl/explore/images/289140

ROMA. Basilica di Santa Cecilia, affresco con s. Antonio abate di Paul Brill, 1599-1600

All’interno della Basilica, dopo la prima cappella di destra si entra in un breve corridoio – ornato dagli affreschi del belga Paul Brill (1554 – 1626) – che conduce ad una stanzetta identificata con “calidarium”, che secondo la tradizione è il locale termale dove Cecilia subì il martirio.

Le fonti testimoniano che gli affreschi furono eseguiti su commissione del cardinale Paolo Emilio Sfondrati durante i lavori di restauro della chiesa del 1599, dopo il ritrovamento del corpo della Santa.

L’affresco di 60 x 80 cm raffigura un paesaggio con s. Antonio abate, come rivela l’iscrizione al di sotto. Il Santo, a destra, seduto su una roccia, sta leggendo un libro. A destra un maiale scuro.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200171721-7

https://rkd.nl/en/explore/images/243837

https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Cecilia_in_Trastevere