USA – ATHENS. Georgia Museum of Art, immagini di s. Antonio abate

Tempera su tavola di 55,9 x 15,9 cm. “Tommaso d’Acquino e sant’Antonio abate”. Datato al 1363
Opera di Giusto de’ Menabuoi (Firenze, 1330 circa e attivo dal 1363 – Padova, 1390 circa)

Inventario numero 1961.1891
Proviene dalla Collezione di Samuel H. Kress

Sant’Antonio con barba scura, tiene nella mano sinistra il bastone a tau. Lo identifica l’iscrizione sottostante.

Link:
https://emuseum.georgiamuseum.org/objects/1016/st-thomas-acquinas-and-st-anthony-abbot?ctx=fde5771904fbea85dd5d3a303ecc459f7e3c7056&idx=3398#


Acquaforte su carta 19,1 x 25,1 cm. “Tentazione di sant’Antonio abate”.
Opera del fiammingo David Teniers il Vecchio (1582 – 1649)

Inventario numero 1966.1610
Dono di David James al Museo d’Arte della Georgia, Università della Georgia.

Il Santo seduto è circondato da creature demoniache.

Link:
https://emuseum.georgiamuseum.org/objects/3278/temptation-of-saint-anthony?ctx=0157b28ef807f9ec9e92ec216a62dedceae16bf3&idx=0

PAESI BASSI – UTRECHT. Museum Catharijneconvent, tre dipinti con s. Antonio abate

Il Museo del convento di Santa Caterina occupa un caratteristico edificio nel centro storico di Utrecht. L’edificio ha una lunga storia che risale al XIV secolo, in origine era sede di un ricovero per senzatetto; nel XV secolo i Carmelitani acquistarono il terreno e costruirono un convento. Successivamente i cavalieri di San Giovanni lo trasformarono in ospedale, dove rimase fino all’inizio del XIX secolo. Successivamente svolse diverse altre funzioni fino a diventare museo nel 1979.

Olio su tavola di 84,5 x 58,0 cm trittico con “Sant’Antonio abate” (a sinistra), la “Crocifissione” (al centro), il “Donatore” (a destra), datata 1570. Opera di Jan van Horst, attivo dal 1550 al 1569

Siglato a sinistra in basso “Horst me fecit IVH A.D. 1570”
Inventario numero ABM S102 Entrato nel Museo nel 1976

Sant’Antonio è raffigurato mentre tiene con la mano destra un alto bastone che termina con una croce cui è appesa una campanella. Da sinistra spunta in basso il muso di un maiale.

Link:
https://rkd.nl/images/48872


Olio su tavola di 56 x 45 cm. “Addio a Sant’Antonio abate. Sullo sfondo il suo funerale”.
Circa 1480, dipinto da anonimo artista dei Paesi Bassi settentrionali.

Sant’Antonio, che indossa un mantello nero con il tau, si sta accomiatando da alcuni monaci. In alto a destra la la sua salma è trasportata da due monaci.

Link:
https://rkd.nl/explore/images/21287


Olio su tavola di 72 x 104 cm “Tentazione di Sant’Antonio”, secondo quarto del XVII secolo. Opera di Jan van der Venne

Il pittore eseguì diversi dipinti con questo soggetto.
Vedi scheda per approfondire il dipinto:
https://www.santantonioabate.afom.it/collocazioni-diverse-vari-dipinti-con-la-tentazione-di-santantonio-abate-di-j-van-de-venne-xvii-secolo/

AUSTRIA- VIENNA. Liechtenstein – Collezioni principesche Vaduz-Vienna. Quattro dipinti con “tentazioni di s. Antonio abate”

Olio su tavola di 47 x 57 cm. “Tentazione di sant’Antonio abate”
Opera del fiammingo Jan Mandyn (1500–1559)

Fotografia in alto. Inventario numero HB24
Collezione Hohenbuchau, in prestito permanente alle Collezioni principesche.
S. Antonio, raffigurato a sinistra con un libro nella mano destra, con l’altra sembra voler scacciare terrificanti visioni diaboliche.

Link:
https://www.liechtensteincollections.at/en/collections-online/the-temptation-of-st-anthony2


Olio su tavola 43 x 32
Opera del 1629 circa dell’olandese Cornelius Saftleven (1607–1681)

Inventario numero G112  Collezione privata, in prestito permanente alle Collezioni principesche.

Link:
https://www.liechtensteincollections.at/en/collections-online/the-temptation-of-st-anthony4


DUE opere di David Teniers il Giovane, vedi scheda

GERMANIA – STOCCARDA. Galleria statale, quattro dipinti e due stampe con s. Antonio abate

Tempera su tavola di pioppo 17,8 x 19,3 cm. “Santo ignoto e sant’Antonio abate
Opera di prima del 1320 di Ambrogio Lorenzetti o della cerchia di Duccio di Buoninsegna (?)
Numero di inventario 1319 e 3120 (s. Antonio)
Pervenuto al Museo per eredità di Gerhard Freiherr von Prussia, 1971.

I due pannelli servivano come coronamenti del timpano per i pannelli laterali di un antico polittico d’altare in più parti. L’abito religioso, l’attributo del libro, la barba biforcata permettono di interpretare il personaggio raffigurato a destra come sant’Antonio. L’identificazione  dell’altro non è possibile.
Entrambe le opere provengono probabilmente dalla cerchia di pittori del primo Trecento ai quali, sotto la guida di Duccio, fu affidato il lavoro sulla Maestà del Duomo senese tra il 1308 e il 1311. I viticci a spirale incisi a mano dell’ornamento dell’aureola sono molto vicini a quelli della Maestà e suggeriscono una data prima del 1320.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/hl-antonius-eremita?term=Hl%20Antonius&context=collection&position=0


Olio su tela di 60 x 81 cm, “Madonna col Bambino e sant’Antonio abate”, circa 1600, copia da Paris Bordone (Treviso, 1500 – Venezia, 1571).
Inventario numero 275   Acquistato nel 1852 con la collezione Barbini-Breganze.
La Madonna stende il suo manto sul Cristo bambino, proteggendolo e rivelandolo allo stesso tempo. Un giovane uomo vestito alla moda si inginocchia davanti a lei e viene accolto da S. Antonio viene introdotto sulla scena. Il Santo, in abito scuro e con barba bianca, tiene un bastone a tau nella mano sinistra. Come un’altra copia da Paris Bordone conservata nella Galleria di Stato (Sacra Famiglia con s. Caterina e s. Gerolamo, inv. n. 162), la scena unisce il motivo devozionale al carattere pastorale dell’idillio paesaggistico, già sviluppato nella pittura veneziana della fine del XV secolo.
Il dipinto di Stoccarda è una copia di un quadro firmato dall’artista che recentemente si trovava in una collezione privata.
Altro dipinto con simile soggetto è a Glasgow vedi scheda.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/madonna-heiligen-hl-antonius?term=Hl%20Antonius&context=collection&position=5


Olio su tavola di 62 x 95,5 cm “Tentazioni di Sant’Antonio abate”. Opera del 1630 circa di seguace di Hieronymus Bosch.
Inventario numero 2285. Non esposto
Proviene dal lascito del dr. H.C. Scheufelen, 1948
Inserite in un ampio paesaggio ricoperto di vegetazione, le raffigurazioni di piccoli mostri e del caprone a cavallo si riferiscono al famoso modello del Trittico conservato a Lisbona vedi scheda.
Sant’Antonio siede su un albero scavato sulla destra, il suo sguardo cade sulla donna nuda in piedi al centro del primo piano e che si offre a lui. I pensieri e le visioni inquietanti dell’eremita vengono rivelati nella tenda aperta sulla cima dell’albero, in cui si svolge una scena di bordello con due monaci. Altri piccoli motivi, come le monete d’oro accanto a una brocca o il saccheggio di una cappella in fiamme sullo sfondo, illustrano ulteriormente le tentazioni della ricchezza.
Dipinto di analogo soggetto è conservato a Utrecht vedi scheda.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/versuchung-des-hl-antonius?term=bosch&context=collection&position=0


Olio su tela di 55,8 x 72 cm. Raffigura: “Visione di sant’Agostino, con s. Antonio abate”. Seconda metà XVI secolo. Opera di Federico Zuccari (1539 – 1609)
Inventario numero 214  Acquistato nel 1852 con la collezione Barbini-Breganze.

In un paesaggio è S. Agostino mentre scrive. Un ragazzo, identificato dall’aureola come il Cristo bambino, cerca di catturare il mare in un buco nella sabbia. L’episodio proviene dall’opera di Agostino “Sulla Trinità” e si riferisce all’impossibilità di spiegare la trinità della natura di Dio. Il padre della Chiesa è accompagnato da un santo eremita, probabilmente S. Antonio, considerato il fondatore del monachesimo. In cielo, come in una visione, appare la Sacra Famiglia circondata dagli angeli. Il dipinto era probabilmente destinato alla devozione privata o alla contemplazione di concetti teologici. In base alla firma e alla datazione si è ipotizzato che si trattasse di un’opera di Federico Zuccari, che la dipinse subito dopo il suo ritorno a Roma da Madrid nel 1592.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/vision-des-hl-augustinus?term=Hl%20Antonius&context=collection&position=6


Litografia di 32,5 x 26,8; foglio di 49,8 x 35,1. “Tentazioni di s. Antonio” del 1922 di Alfred Kubin (1877 – 1959).
Inventario numero A 1922/121   Non esposta
Kubin segue antichi motivi tedeschi – la donna nuda con il cappello potrebbe provenire da un dipinto di Lucas Cranach – ma il disegno a linee arruffate rende la composizione ridicola e grottesca. La litografia risale a un disegno a matita con lo stesso nome dell’anno precedente, pubblicato per la prima volta nel 1926 in “Alfred Kubin. Demoni e visioni notturne. Con un autoritratto dell’artista e 130 tavole” (Dresda, Verlag Carl Reissner). In esso, il raggruppamento delle persone è ampiamente anticipato. La litografia, a sua volta, fu pubblicata in un’edizione di 100 copie e fu l’edizione speciale di “Alfred Kubin. Disegni e acquerelli” (Monaco di Baviera, O. C. Recht Verlag, 1922.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/versuchung-des-hl-antonius-0?term=kubin&context=collection&position=4


Stampa di Albrecht  Dürer, “Sant’Antonio davanti alla città”, firmato “1519 d.C.”, vedasi la copia conservata a Pavia, vedi scheda.

Link:
https://www.staatsgalerie.de/de/sammlung-digital/heilige-antonius-stadt?term=Hl%20Antonius&context=collection&position=7

PAESI BASSI – UTRECHT. Centraal Museum, due dipinti con s. Antonio abate e una statua

Olio su tavola di 25,7 x 22,4 cm, “La tentazione di Sant’Antonio abate”

Opera del 1525-30 di un seguace di Hieronymus Bosch (1450 – 1516).
Il pannello fu ritrovato nel 1830 durante la demolizione delle mura della città (Archivio di Utrecht, Verbale b&w 16-07-1830), e potrebbe provenire da uno dei monasteri situati addossato alle mura, il Predikherenklooster, il Cellebroedersklooster o forse anche il Sint Hieronymushuis. La scena corrisponde in gran parte alla parte destra di un dipinto attribuito a Hieronymus Bosch, Le tentazioni di sant’Antonio, conservato alla Staatsgalerie di Stoccarda, inv. N. 2285, vedi scheda.

S. Antonio è raffigurato seduto con un libro aperto sulle ginocchia. Intorno a lui demoniache e mostruose creature. Davanti a lui il maiale con un campanellino sull’orecchia.
Analogo dipinto è conservato a Stoccarda vedi scheda.

Link:
https://www.centraalmuseum.nl/nl/collectie/2537-de-verzoeking-van-de-heilige-antonius-hieronymus-bosch


Statua in terracotta di 41,5 x 15,6 x 11 cm realizzata nel 1850-70 da Johannes Rijnbout (Utrecht 1800 – Utrecht 1868).

Inventario numero 1691
Acquisita nel 1910.
La statua era il modello per una statua in legno a grandezza naturale nella chiesa cattolica romana di Delfshaven.
Il Santo tiene con la mano sinitra un libro aperto e con la destra un bastone; a destra il maiale.

Link:
https://www.centraalmuseum.nl/nl/collectie/1691-sint-antonius-abt-johannes-rijnbout


Olio su tavola di 81,4 x 65,2 cm, pannello laterale sinistro del “Trittico con l’ingresso di Cristo in Gerusalemme e Santi”.


All’esterno delle ante sono ritratti fondatori della famiglia Van Lokhorst con i loro Santi protettori”.
Dipinto nel 1526 circa da Jan van Scorel (1495 – 1562)
Inventario numero 7991
Il decano della chiesa di San Salvatore di Utrecht, Herman van Lokhorst, fece restaurare il monumento funebre dei suoi antenati, sepolti nel Duomo. Ordinò il trittico come tavola commemorativa sulla tomba.


All’interno dei pannelli, da sinistra a destra, “Sant’Agnese, papa Cornelio con la tiara che ha il volto di papa Adriano VI, e Antonio abate”, e nel pannello di destra i “ Santi Sebastiano, Gertrude di Nivelles e Cristoforo”. Gerusalemme è raffigurata nel pannello centrale. È la prima rappresentazione topograficamente corretta della città conosciuta.

Sant’Antonio è a destra, seduto, con nella mano destra un bastone.

Link:
https://www.centraalmuseum.nl/nl/collectie/7991-drieluik-met-de-intocht-van-christus-in-jeruzalem-heiligen-en-op-de-buitenzijden-van-de-luiken-stichters-uit-de-familie-van-lokhorst-jan-van-scorel