COLLOCAZIONE IGNOTA. Pannello con s. Antonio abate di L. van Leyden, prima metà XVI secolo

Olio su tavola di 74 x 43 cm. “Cristo uomo dei dolori (sinistra) e Sant’Antonio abate col donatore (destra)”.
Opera della prima metà del XVI secolo attribuita a Lucas van Leyden (Leida, 1494 – 1533).
Esterno delle ali di un trittico raffigurante “La moltiplicazione del pani e dei pesci”.
Proviene dal Museo di Grenville (Carolina del Nord, USA).

Venduto all’asta da Sotheby’s, Londra, il 27 marzo 1968, nr. 40

 

A destra sant’Antonio legge un libro che tiene con la mano sinistra, mentre la destra è appoggiata un bastone a tau

 

Link:
https://rkd.nl/explore/images/23910

PAESI BASSI – TIEL. Museo Regionale, trittico con “Tentazione di s. Antonio” di J. Wellens de Cock “ e statua di s Antonio abate circa inizi XVI secolo

Polittico Sant’Antonio abate con donatore (ala sinistra); Tentazione di s. Antonio abate (al centro); San Donato vescovo (?) con la donatrice (ala destra).
Dipinto nella prima metà del XVI secolo da Jan Wellens de Cock (circa 1475 – 1528).
Inventario numero 3324
L’origine del trittico è in parte ignota. Il pannello centrale, presente a Tiel dal 1810; fu poi donato alla Confraternita di Sant’Antonio. Nel 1906 i pannelli laterali pervennero a Tiel tramite lascito, completando l’opera che è ora esposta nel Museo regionale della città.

Il pannello sinistro raffigura s. Antonio con la mano sinistra poggiata su un bastone a tau e la destra sulla spalla del donatore inginocchiato. Entrambi i pannelli laterali contengono un paesaggio montuoso.

Il pannello centrale raffigura “la tentazione di Sant’Antonioche è seduto accanto al maiale di fronte a un paesaggio recintato con un gruppo di alberi sulla sinistra. A destra uno stretto ponte conduce allo sfondo, delimitato da una collina, davanti alla quale si erge una piccola chiesa in fiamme. Nuvole bianche fluttuano nel cielo blu-verde. Un albero posto a sinistra del centro aggiunge un aspetto verticale alla composizione. Il Santo tiene un libro aperto nella mano sinistra e appoggia l’avambraccio su una roccia. Con il braccio destro allontana il diavolo, in forma di vecchia dal torso nudo, vestita di rosso chiaro con copricapo giallo, che lo afferra per la spalla e gli tira il mantello per attirare la sua attenzione sulla giovane donna nuda che nella mano sinistra tiene un calice d’oro con coperchio, simbolo della tentazione dell’avarizia.

 


Statua lignea che raffigura s. Antonio abate realizzata da ignoto scultore, 1475- 1525
Sant’Antonio, in abito monastico con una cintura e un mantello; nella mano destra tiene un libro aperto; ai suoi piedi un maiale. Qua e là si vedono resti di colore (bocca, bocca di maiale, libro); sul retro è inchiodata su un fianco una lastra di rame su cui è raffigurato uno scudo, sul quale è presente lo stemma di Tiel.

 

 

“Flipje en Streekmuseum Tiel” è ospitato nell’edificio della “Groote Sociëteit Tiel”.
Flipje è il protagonista di una serie di fumetti olandese, mascotte del Museo che è dedicato alla storia della città molto nota come centro dell’industria di produzione e lavorazione della frutta.
Il Museo conserva reperti archeologici, oggetti d’arte e dell’industria conserviera locale.

 

Link:
https://mijngelderland.nl/inhoud/verhalen/museumschat-in-flipje-en-streekmuseum-tiel

https://rkd.nl/explore/images/5224

https://www.collectiegelderland.nl/organisaties/streekmuseumtiel?object=voorwerp-03324   (info sul museo)

Immagini da Wikimedia

ROMA. Galleria Doria Pamphilj, dipinto di s. Antonio abate di J. Gossaert, 1508

Olio su tavola di 40,2 x 22 cm. “Sant’Antonio abate e il donatore Antonio Siciliano in un paesaggio”. Realizzato nel 1508 circa da Jan Gossaert/Gossart (1478 – 1532), pittore e acquafortista dei Paesi Bassi meridionali.
Inventario numero fc 748
In mostra presso il Museum of Fine Arts (MSK) di Ghent nell’ambito dell’esposizione evento Van Eyck. An optical Revolution, 01/02 – 30/04/2020

Sant’Antonio tiene con la mano destra un libro aperto  e un rosario e appoggia la sinistra sulla spalla del donatore.  Molto elaborato il paesaggio in cui le due figure sono poste.

 

Immagine da Wikimedia

Link:

https://rkd.nl/explore/images/48653

https://www.doriapamphilj.it/le-nostre-opere-in-viaggio-2/

COLLOCAZIONE IGNOTA. “Sant’Antonio abate con Antoine Molckmans”, dipinto del 1530 circa e “S. Antonio abate con donatore” del ‘Maestro della leggenda di M. Maddalena’

Olio su tavola di quercia di 78,9 x 48,2 cm. Raffigura “Sant’Antonio abate con Antoine Molckmans del Brabante e i suoi figli”. Realizzato nel 1530 circa dal “Maestro della Leggenda di Maria Maddalena”, pittore tedesco attivo tra 1480 e 1537 circa.
Ala di un polittico smembrato; l’altra ala raffigura “Santa Caterina con Catharina van der Merct(?) e le sue figlie” (vedere: https://rkd.nl/images/258253 )
Venduto all’asta da Sotheby’s (Londra), 8-9 luglio 2015

Il Maestro prende il nome da un polittico smembrato della Leggenda di Santa Maria Maddalena, dipinto probabilmente intorno al 1515-20, ma i cui pannelli costitutivi superstiti sono ora dispersi. Gli sono stati attribuiti numerosi ritratti di uomini e donne di alto rango, suggerendo che fu attivo alla corte borgognona di Bruxelles. Friedländer ha suggerito, ad esempio, che potrebbe essere identificato con Pieter van Coninxloo, nato intorno al 1460 e ricordato come attivo a Bruxelles tra il 1481 e il 1513.
Finora non documentati e inediti, questi pannelli avrebbero originariamente formato le ali di una pala d’altare, senza dubbio commissionata da Antoine Molckmans e sua moglie Catherine. Resta sconosciuta la collocazione del pannello centrale. Anche se si conoscono pochi dettagli biografici su Antoine Molckmans, la sua famiglia proveniva dal Brabante e quella di sua moglie Catherine dalle Fiandre. Antoine è qui raffigurato con un abito da cerimonia e un’alabarda che indica che era un membro dell’archero de corps (guardia del corpo degli arcieri), le guardie personali dei duchi di Borgogna che Filippo il Bello portò in Spagna intorno al 1505. Le armi sul tabarro sono quelli di Filippo il Bello e il monogramma FA sta analogamente per Filippus Austriae. Frequentò così gli stessi ambienti della corte borgognona a Bruxelles come molti dei noti mecenati del Maestro della Leggenda della Maddalena, tra cui Jean Micault, pagatore dell’Ordine del Toson d’Oro, Thomas Isaacq, il re d’armi dello stesso Ordine e, probabilmente, lo stesso Filippo il Bello (1478–1506), figlio dell’imperatore Massimiliano I, arciduca d’Austria e sovrano sovrano delle terre asburgiche dei Paesi Bassi-Borgognosi.

Sant?Antonio abate, lunga bartba bianca e bastone a tau nella mano sinistra, tiene l’altra mano sulla spalla del donatore.


Link:
https://www.sothebys.com/en/auctions/ecatalogue/2015/old-master-british-paintings-evening-sale-l15033/lot.2.html

https://rkd.nl/explore/images/258252

 


Collocazione ignota

Olio su tavola di legno 36 x 24 cm.  “I santi Domenico e Antonio abate con un donatore
Opera del “Maestro della Leggenda di Maria Maddalena”, pittore tedesco attivo tra 1480 e 1537 circa.
Nel 1927 era nella Collezione privata Stedman; nel 1939 presso Mercante d’arte Bornheim a Colonia.


Sant’Antonio è raffigurato il volto con la folta barba bianca, tau sul mantello e un bastone pastorale; la mano sinistra sulla spalla del donatore, un abate domenicano (tonsura, saio bianco e un pastorale).

Link:
https://rkd.nl/explore/images/49525

COLLOCAZIONE IGNOTA. Tavola con s Antonio abate, XVIII secolo

Olio su tavola di 43 x 30 cm. “Un eremita penitente nel deserto”, è il titolo con cui è stato messo all’asta, ma è probabile sia sant’Antonio abate (non s. Francesco d’Assisi come indicava un sottotitolo).
Realizzato agli inizi del XVIII secolo da autore olandese anonimo.
​La casa d’aste Brun Rasmussem di Copenaghen (Danimarca) lo ha messo all’asta nel 1-3 giugno 1999.

La tavola faceva parte di una coppia e l’altro raffigura “Maria Maddalena penitente nel deserto” (vedere  https://rkd.nl/images/46437).

 

Il Santo ha in mano il rosario e sta leggendo in un ambiente boscoso, non desertico! Le verdure ai suoi piedi – che però si ritrovano anche nel dipinto della Maddalena –  potrebbero rimandare a un episodio della biografia di s. Antonio che racconta che egli coltivasse un orto per sostentarsi.

 

Link:
https://rkd.nl/explore/images/46441