POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale (Muzeum Narodowe), immagini di s. Antonio abate dalla pala di J. Van Cleve, 1516 e dal dipinto dello Pseudo J. Wellens de Cock, 1522

Tempera su tavola di 194 x 75 cm i pannelli centrali, la predella è 61 x 155 cm.
Pala di san Reinhold”, dipinta nel 1515-16 dall’olandese Joos van Cleve (Cleef o Beken) (1485 circa – 1540/1).

Ad ante chiuse raffigura san Giovanni Battista (pannello di sinistra); San Reinhold (pannello di destra).

Ad ante aperte nel registro superiore: Presentazione al tempio, Battesimo di Cristo, L’Ultima Cena, L’orto dei Getzemani; nel registro inferiore: Cristo davanti a Pilato, Cristo porta la croce; la Crocifissone.

Nella predella i santi Caterina d’Alessandria, Barbara, Giacomo, Maria, al centro Cristo uomo dei dolori, poi i santi Sebastiano, Adriano di Canterbury, Antonio abate e Rocco.

Inventario numero M.Ob.2190 MNW

Commissionato dalla Confraternita di San Reinhold, Danzica, nel 1516 fu trasferito nella cappella di San Reinhold della chiesa di Santa Maria a Danzica dove rimase sino al 1945, quando nelle ultime settimane della Seconda Guerra Mondiale fu evacuato dalle autorità tedesche. Dopo la guerra scoperto in un deposito a Kościerzyna, in Pomerania, e trasportato al Museo Nazionale di Varsavia nel 1945.

 

Sant’Antonio ha nella mano sinistra un libro aperto e nella destra un bastone; ai suoi piedi le fiamme.

 


Immagini da Wikimedia

Link:
https://rkd.nl/nl/explore/images/245767
https://rkd.nl/en/explore/images/219526


Olio su tavola di 33,5 x 44 cm.
I Santi Antonio e Paolo nel deserto”, dipinto nel 1522 circa da un anonimo pittore olandese noto col nome di Pseudo Jan Wellens de Cock, attivo nel 1520-40.

 

Sant’Antonio è di spalle, a terra il corvo che ha portato loro il pane.

Altra copia del dipinto è conservata nelle Collezioni dei principi del Liechtenstein,
vedi scheda

 

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https://rkd.nl/en/explore/images/297918

SVEZIA – STOCCOLMA. Museo Nazionale, dipinto con s. Antonio abate, XVII secolo

Olio su tavola di 27,3 x 46 cm. Raffigura Paesaggio con angeli che appaiono a sant’Antonio abate”. 1609-67.
Opera del circolo di seguaci del pittore olandese  Cornelis van Poelenburgh  (1594/1595 – 1667).
Inventario numero NM 567.
Entrato nel Museo nel 1816.

Il paesaggio presenta piante in primo piano. In alto a sinistra degli angeli e a destra in basso, la piccola figura del Santo inginocchiata e con le braccia spalancate, men tre guarda verso l’alto.

 

Link:
https://rkd.nl/en/explore/images/253176

USA – INDIANAPOLIS. Museum of Arts, trittico con s. Antonio abate, 1483 circa

Olio su tavola lignea di 59,8 x 29,9 cm, datato al 1483 circa.
Raffigura “San Bernardino da Siena e sant’Antonio abate”.
Scomparto inferiore dell’ala sinistra del “Trittico dell’Annunciazione”, opera del “Maestro della Leggenda di sant’Orsola”, artista di Bruges.

Sant’Antonio è raffigurato a destra, stante. Tiene nella mano destra un libro aperto e nella sinistra un bastone cui è appesa una campanella

 

Link:
https://rkd.nl/nl/explore/images/20147

USA – NEW YORK. Metropolitan Museum, tavola “tentazioni di s. Antonio abate” di J. Patinir, 1515


Olio su tavola di 120,7 x 35,6 cm, raffigurante “Tentazione di sant’Antonio abate”.
Realizzato nel 1515 dal pittore olandese Joachim Patinir (attivo nel 1515 – Anversa, 1524)
Si tratta del pannello destro del trittico “La penitenza di san Girolamo”.

Inventario numero 36.14a–c In mostra nella Galleria 613.
Proviene dal Fondo Fletcher, 1936

Sant’Antonio è raffigurato in un paesaggio con il mare sullo sfondo, tiene in mano un libro e un rosario, ai suoi piedi un bastone. A destra tre mostruose creature demoniache.

 

Link:
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/437261?sortBy=Relevance&ft=patinir&offset=0&rpp=20&pos=1

MONSAMPIETRO MORICO (FM). Chiesa parrocchiale di San Pietro e Sant’Antonio abate

Via Villanova, 6
https://maps.app.goo.gl/sXm5YcsFfou5iFmFA

La chiesa parrocchiale fu costruita sfruttando un torrione e una terrazza panoramica che si affaccia sul sottostante borgo e sulle colline della valle dell’Ete vivo che degradano fino al mare. Nella prima metà del 500 la Chiesa alto-medievale, eretta sul colle ad est del centro storico, fu in certo senso traslata e accolta in un edificio urbico che nel corso dei secoli è stato più volte ampliato e rimaneggiato a partire dal 1595, in particolare nel 1639 quando da modesto edificio fu trasformato in dignitosa chiesa intra moenia, grazie anche al contributo della Comunità locale.
Durante la seconda metà del Settecento, a seguito del distruttivo terremoto del 1703, sotto la guida dell’architetto Bernardino Bernardini furono ricostruite tutte le parti crollate, inclusa la vasta abside, e rinnovati tutti gli altari e le decorazioni, la facciata, gli stucchi, il timpano e la cantoria.

All’interno della chiesa sono conservate numerose opere d’arte e arredi per lo più tardo settecenteschi.
L’altare della parete sinistra della navata , più vicino all’abside, conserva un dipinto a olio su tela raffigurante “S. Antonio abate”, di un anonimo artista di fine ‘700.
Nell’abside, un olio su tela “Immacolata concezione con gli apostoli S. Pietro, S. Paolo, S. Barnaba e S. Sebastiano”, opera di un ignoto pittore di fine ‘700.
Coppia di credenze con ante dipinte contenenti reliquiari. Databile a fine ‘700, opera di artigianato locale.
Dopo il terremoto del 2016, l’Anci Marche insieme al Pio Sodalizio dei Piceni (con sede a Roma), con il parere della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Marche, ha deliberato nel 2018 l’intera copertura delle spese di restauro della pala dell’altare maggiore, della ante dipinte e del pregevole reliquiario della Chiesa. Le opere sono rientrate nel 2019.

 

Bibliografia:
Rocchi Giovanni, “L’arte sacra a Monsampietro Morico e Sant’Elpidio”, Edizione fuori commercio, aprile 2011

Link:
http://www.tecuting.it/c044030/totem/chiesa-dei-santi-pietro-e-antonio.html