GAGLIOLE (MC). Eremo / santuario di Santa Maria delle Macchie, immagine di s Antonio abate

In origine denominato Santuario Madonna delle Grazie, è un complesso monastico costruito almeno a partire dal XIV secolo, situato in una piccola radura al limite della boscaglia, vicino al confine est del Comune, verso San Severino Marche; è probabile che storicamente abbia avuto una funzione di mediazione tra i territori. https://maps.app.goo.gl/cCr3j8TTrme9SEKo7

Oggi rimangono due cappelle, il chiostro con al centro il pozzo, e alcuni edifici monastici.
La cappella più grande era in origine un portico, come si può notare dalle arcate all’esterno, per accogliere i pellegrini e conserva un grande affresco dietro l’altare con l’Assunzione (XV-XVI secolo) e altri dipinti sulla parete laterale, come una Madonna del Rosario circondata da quindici quadretti rappresentanti Misteri. Da qui, attraverso un arco a sesto acuto, si accede alla cappella principale, più piccola e più antica, dove ci sono altri affreschi attribuiti a Diotallevi di Angeluccio di Esanatoglia MC (XIV secolo) e al Maestro delle Macchie, ma alcuni dipinti sono stati staccati e conservati nel Museo Diocesano di Camerino. In quest’ultima cappella si trova anche il quadro della Madonna del latte, dai locali chiamata Madonna delle Macchie, della prima metà del XVI secolo, e restaurata nell’Ottocento.

Un altare laterale era dedicato a sant’Antonio abate e presenta un affresco con il Santo seduto in trono, la mano destra nel gesto di benedizione, la sinistra tiene in verticale un libro chiuso. Ai lati, a destra la figura di san Rocco (protettore dalla peste) e a sinistra quella di san Donnino (invocato nel caso di morso dei rettili e cani rabbiosi e protettore dei viandanti e pellegrini) con in mano un modellino di chiesa.

 

Il Santuario conserva tuttora lo spirito con cui è nato e ha coltivato nel tempo: luogo di culto per i credenti, di pace e serenità per i visitatori; purtroppo però, a causa del sisma del 2016, non è agibile.

 

Link:
http://www.luoghidelsilenzio.it/marche/02_eremi/00019/index.htm

Segnalazione: Germano Eustacchi

ACQUACANINA (MC), località Vallecanto. Chiesa di Santa Margherita, affresco con s. Antonio abate, inizi XV secolo

La Chiesa era all’interno della cinta muraria del Castello di Varano il cui ingresso è rivolto verso Vallecanto e intorno alla chiesa si può notare ancora la sua perimetrazione a pianta quadrata. Fu edificata in stile romanico e dedicata ad una delle sante più venerate nel Medioevo.
Dalle date apposte su alcuni affreschi all’interno della chiesa si può presumere che sia stata costruita verso la fine del 1300. Il primo di questi affreschi, in cornu evangelii, rappresenta una grandiosa Crocifissione (159 ×296 cm). A sinistra del Crocifisso, sono raffigurati S. Cristoforo (con sotto una scritta che lo data al 1390) e S. Margherita, a destra S. Agostino e S. Sebastiano. L’affresco fu in gran parte staccato nel 1971.

Un affresco, attribuito a Cola di Pietro da Camerino (notizie dal 1383 al 1437 circa), datato 1404 è sul lato sud est della chiesetta e copre una parete di 300 x 300 cm con cuspide triangolare ribassata e rappresenta tre grandi figure e quasi al centro si sprofonda in una nicchia ricavata da una finestrina a forte strombo: a sinistra la Madonna della Misericordia, sul fondo della nicchia S. Francesco e sugli strombi a sinistra S. Giovanni Battista a destra S. Lorenzo, di cui resta solo la parte inferiore riconoscibile dalla graticola e dalla dalmatica, sull’archetto un angelo orante. A destra nella nicchia due sante l’ultima delle quali è S. Caterina d’Alessandria.

Un altro affresco, sopra un semplice altare, raffigura santa Margherita con due angeli e a destra sant’Antonio abate. La figura del Santo presenta lacune nel volto – scomparso – e nella parte inferiore e destra del corpo; però è identificabile per le mani che reggono un bastone a tua cui è appesa una campanella e per il piccolo maiale scuro ai suoi piedi.

Purtroppo l’edificio è inagibile dopo il sisma del 2016.

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santa-margherita-in-vallecanto-acquacanina-mc/

https://www.guidedocartis.it/?page_id=13200

FIASTRA (MC), località Fiegni. Santuario del Beato Ugolino, affresco con s. Antonio abate, 1511

La chiesa, con la canonica e la casa colonica che si trovano a fianco, è quello che rimane di un antico complesso monastico benedettino edificato in stile romanico nel XII secolo che in origine era dedicato a San Giovanni Battista. Nel Trecento, a causa della profonda crisi che colpì la corrente benedettina, tutti i monasteri della zona vennero gradualmente abbandonati e la chiesa monastica passò sotto la giurisdizione della pieve di Fiegni intitolata a San Flaviano.
A seguito della deposizione nel 1373 del corpo del frate Ugolino Magalotti [nato a Fiegni all’inizio del XIV secolo e morto nel 1373, proclamato Beato nel 1856; la sua urna è oggi posta alla base della torre campanaria], la chiesa “riprende vita” divenendo un luogo di pellegrinaggio e culto per gli abitanti di Fiegni i quali cominciarono a chiamarla Chiesa dei SS. Giovanni e Ugolino. La devozione dei fedeli era tale che, a seguito di visite pastorali, lo Stato della Chiesa ne modificò addirittura il nome negli atti ufficiali. Nel 1582 l’allora vescovo Girolamo Vitale de’ Buoi decise che il titolo di parrocchiale dovesse passare da San Flaviano al Santuario di San Ugolino e da quella data è diventata il centro della vita religiosa di Fiegni.
Il Santuario è aperto la domenica.

Dietro la Chiesa vi è un massiccio campanile. Il Santuario è stato edificato in pietra. con una facciata a capanna e l’interno suddiviso in due navate di diverse dimensioni, comunicanti tra loro attraverso due archi sostenuti da pilastri. La copertura del tetto della navata principale è a capriate con abside semicircolare sullo sfondo mentre quella più piccola mostra un soffitto spiovente e travi scoperte. Nella navata centrale vi sono una serie di pitture dei secoli XVI e XVII dove sono ben riconoscibili tratti della vita del Beato Ugolino. Un affresco del 1598 raffigura una Madonna del Rosario; quello che decora il catino absidale risale ai primi anni del 1600 e rappresenta l’Incoronazione della Vergine Maria.

Un altro affresco, del 1511, è dipinto sul fianco verso la navata minore del primo pilastro presso l’abside e raffigura Sant’Antonio abate, opera di Paolo Bontulli da Percanestro (località del comune di Serravalle di Chienti MC), pittore attivo nella prima metà del XVI secolo, datata e firmata sotto la figura:”(HOC OPVS) F.F. PAVLVS ARCA IELI [ARCANGELI] M CCCCCXI”; la pittura è la più antica della chiesa.

Sant’Antonio, a piena figura, barba grigia, saio marrone e mantello scuro con la tau, tiene con la mano sinistra un bastone con terminazione a tau; con la destra un libro chiuso e una campanella. Un maialino nero e ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-santuario-del-beato-ugolino-fiastra/

Segnalazione: Germano Eustacchi

CAMERINO (MC), frazione Sentino. Oratorio/edicola, affresco con s. Antonio abate, 1559

Una semplice edicola aperta, realizzata in conci di pietra, in frazione Sentino, https://maps.app.goo.gl/yNVAFqPLPxwEtar98
Purtroppo, a causa del sisma del 2016, l’edicola fu danneggiata e ha bisogno di un restauro per non perdere i preziosi affreschi.

Sulla parete sinistra un affresco con una Crocefissione; sul fondo una Madonna in trono col Bambino (Madonna di Loreto per la casa sullo sfondo) e, alla destra, sant’Antonio abate, di profilo, con la mano destra indica la Vergine, la sinistra tiene il bastone a tau.

 

Giovanni Andrea De Magistris, figlio di Bernardino, nacque in una famiglia di artigiani vasai originaria di Ripatransone (AP); fu il capostipite di una famiglia di pittori e stuccatori di Caldarola (MC) operanti nei secoli XVI-XVII prevalentemente nelle province marchigiane di Macerata e Ascoli Piceno. La loro attività è caratterizzata da uno stretto legame con Lorenzo Lotto. Il De Magistris sposò la figlia del pittore Nobile di Francesco da Lucca, stabilitosi a Caldarola alla fine del secolo XV e probabilmente legato alla scuola di Camerino, sorella di Durante Nobili, allievo e collaboratore di Lorenzo Lotto.

Il pittore realizzò nel 1559 una Madonna di Loreto e una Crocefissione per questa edicola di Sentino di Camerino.

 

Immagini e info:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/edicola-oratorio-di-sentino-camerino-mc/

Segnalazione: Germano Eustacchi

 

PIEVE TORINA (MC). Ex chiesa di Sant’Agata e Ospedaletto, affresco con s. Antonio abate, 1457

Adiacente alla chiesa di S. Agata del XIII secolo, si trova l’Ospedaletto, dove un tempo erano accolti i pellegrini, XV secolo.
Lo spazio interno è decorato da affreschi risalenti a epoche diverse: nella parete di fondo, sopra la finestra, i resti di una Crocifissione rimandano al Trecento, mentre il grande e ben conservato affresco di fronte alla porta d’ingresso, S. Antonio abate in trono, Sant’Elena e S. Sebastiano, è datato 1457.
Sant’Antonio, la mano destra nel gesto di benedizione, tiene con la sinistra un libro rosso chiuso, in verticale.

Nel 2018 sono stati messi in sicurezza gli apparati decorativi dell’ex chiesa di Sant’Agata per conto dell’amministrazione comunale, in collaborazione con la Soprintendenza. Gli affreschi datati al 1457, riconosciuti come prime opere del camerinese Girolamo di Giovanni, occupano la parete laterale sinistra dell’unica navata e la controfacciata. I dipinti erano stati restaurati dopo il terremoto del 1997, purtroppo gli ultimi eventi sismici hanno di nuovo gravemente danneggiato la struttura muraria della chiesa e, di conseguenza, anche gli affreschi.

 

 

Link:
https://sabapmarche.beniculturali.it/pievetorina-santagata-messa-in-sicurezza-affreschi/