BASALUZZO (AL). Chiesa di Sant’Antonio abate

Sul crocicchio tra Via Nuova, 11 e via Roma
https://goo.gl/maps/x88Ga9WpKfg7VQ749

 

L’edifico sacro dell’oratorio della confraternita di S. Antonio è di antica costruzione e si deduce ciò dalla vetusta, robustezza, qualità e forma di costruzione dei suoi muri e della facciata.
L’interno è a navata unica che termina con l’abside adorna di un grande e pregevole quadro a olio che raffigura l’Assunzione di Maria. L’altare maggiore è in marmo e finemente lavorato.
Ai lati ci sono due cappelle, quella di destra è intitolata a san Bovo e quella a sinistra a santa Lucia ed entrambi gli altari recano un quadro del santo cui sono dedicati.
Sopra la porta di entrata è collocato un organo di 26 registri costruito da Giovanni Marasco di Varese nel 1854.
Recentemente venne costruito il nuovo campanile.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://storiediterritori.com/2020/05/05/loratorio-santantonio-abate-in-basaluzzo/

MONTEMARZINO (AL), frazione Zebedassi. Oratorio di Sant’Antonio abate

Nella frazione Zebedassi.
https://goo.gl/maps/qDqTDVSLEknp23yt8

 

L’oratorio fu edificato nella prima metà del secolo XVIII e conserva ancora pressoché intatti i tratti caratteristici dell’epoca. Realizzato in muratura di mattoni pieni con integrazioni di parti in pietra locale.
Nel 1970-75 fu rifatto l’altare maggiore per adeguamento liturgico.
Nel 1980-90 fu rifatto l’impianto elettrico e posato in opera l’impianto di riscaldamento. Tra 1990 e 1995 fu restaurata la facciata.

La facciata è a capanna con un importante timpano di coronamento sommitale. E’ suddivisa in tre campi da riquadrature, nei quali sono presenti aperture: in quello centrale è collocato il portone di ingresso sovrastato da una apertura semicircolare mentre, in quelli laterali, si trovano aperture di forma rettangolare chiuse con serramento metallico.
Il campanile è a pianta quadrata posto in adiacenza della muratura longitudinale destra, in prossimità della zona absidale. Di proporzioni massicce presenta la cella campanaria delimitata da esili cornici marcapiano nella quale si affacciano aperture, voltate a tutto sesto, di limitata ampiezza. La copertura è costituita da una cupola.

L’interno è a navata unica a pianta rettangolare chiusa al fondo da un’abside a pianta semicircolare nel quale sono presenti due aperture di forma rettangolare dotate di serramento metallico. Le murature longitudinali sono scandite da lesene chiuse in sommità da una trabeazione di limitato aggetto che corre lungo tutto il perimetro interno e sono raccordane in sommità da archi di sostegno delle volte che presentano schema costruttivo a botte. Conserva all’interno di una nicchia la statua di s. Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/68183/Oratorio+di+Sant%27Antonio+Abate il sito indica erroneamente altro comune

MONTECCHIO EMILIA (RE). Oratorio di Sant’Antonio abate

Via Mazzini, 70
https://goo.gl/maps/1brsKWBp2Ztb3hsKA

 

Piccolo edificio di proprietà privata, tutt’ora adibito al culto.
Assai antico, le prime notizie risalgono 1364, quando l’oratorio era annesso ad un ospitale e l’intero complesso apparteneva alla Chiesa di S. Antonio di Parma. Venne ricostruito nel ‘600 dal marchese Pallavicini di Parma.
La facciata è rivolta a nord ovest; il fronte è a capanna, con porta centrale architravata al di sopra un oculo; due finestre ai lati della porta.
All’interno è presente una statua del Santo.

 

Il 17 gennaio viene celebrata la Messa nell’oratorio.

 

Link:
https://www.unionevaldenza.it/vivere-la-val-denza/storia-cultura-e-paesaggio/chiese-e-monumenti-religiosi/oratorio-di-santantonio-abate

PALERMO. Museo Diocesano, dipinti con s. Antonio abate di Vincenzo degli Azani e di G. Bazzano

Nel Museo è esposto l’olio su tavola con Sant’Antonio abate, del 1550 circa, circondato da 8 riquadri con scene della sua vita vita, proveniente dalla chiesa di Santa Maria di Valverde, già nella Chiesa di Sant’Antonio a Porta Termini.
Dipinto da Vincenzo degli Azani, o Vincenzo da Pavia o Vincenzo Aniemolo o Vincenzo degli Azani da Pavia o Il Romano (Pavia, ? – Palermo, 1557).Vedi foto in alto.
Restaurato in occasione della Mostra dedicata al pittore nel 1999. (1)

Il Santo reca tutti i suoi attributi: bastone con campanella, libro; ai piedi maiale e fuoco.
Tra gli episodi della sua vita, quelli delle varie “tentazioni” e dell’incontro con san Paolo eremita.

(1) Viscuso Teresa, Vincenzo degli Azani da Pavia e la cultura figurativa in Sicilia nell’età di Carlo V, Ediprint, Siracusa 1999, catalogo della mostra a Palermo, 1999

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_degli_Azani

 


Olio su tela raffigurante “Sant’Antonio abate”.
Dipinto nel 1600 da Gaspare Bazzano, originariamente Vazzano, detto “Lo Zoppo di Gangi” nome con cui firmò quest’opera, [Gangi (PA) 1562 – 1630], di provenienza incerta.

 

Sant’Antonio è raffigurato con saio bianco, scapolare marrone e mantello nero. La tau sulla spalla destra.
Tiene nella mano destra un libro, nella sinistra il bastone a tau.
Ai suoi piedi un fuoco; il muso di un maiale spunta da dietro di lui alla sua destra.

Ai lati della figura del Santo, in piccole dimensioni, due episodi della sua vita, a destra l’incontro con san Paolo eremita.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Gaspare_Vazzano


Il Museo fu fondato nel 1927 dal cardinale Alessandro Lualdi e d è sito in un edificio del Quattrocento, con affreschi e arredi del Settecento e dell’Ottocento. Riallestito nel 1972 e recentemente, espone circa 300 opere d’arte dal XII al XIX secolo in 27 sale.

Bibliografia e immagini:
Di Natale M.C., Il Museo Diocesano di Palermo, Flaccovio editore, Palermo, 2006. pp. 56 e 101

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_diocesano_(Palermo)
https://turismo.comune.palermo.it/palermo-welcome-luogo-dettaglio.php?tp=68&det=21&id=183

FIRENZE. Galleria degli Uffizi, “Madonna delle rose” con s. Antonio abate di Tiziano, 1530 circa

Olio su tavola di 67 x 95 cm.
Raffigura la “Madonna col Bambino, san Giovannino e sant’Antonio abate”, detto “Madonna delle rose” per i fiori che san Giovannino porge a Gesù.
Dipinto nel 1530 circa da Tiziano Vecelio (1488/90 – 1576).
Inventario 1890 n. 952.

Il Santo è a destra della “sacra conversazione”, ha la barba bianca si appoggia a un bastone.

Nel XVII secolo apparteneva all’arciduca Leopoldo Guglielmo d’Asburgo, che costituì a Bruxelles una delle maggiori raccolte d’arte dell’epoca. Trasferita a Vienna con il resto della collezione, l’opera fu riprodotta nel Theatrum Pictorium del1660.
Nel 1781 la collezione di pittura degli Asburgo, in cui era confluita la raccolta di Leopoldo Guglielmo, fu trasferita dalle scuderie della Hofburg al palazzo del Belvedere e, con l’occasione, si decise di riorganizzare l’esposizione secondo criteri storico-artistici e ciò mise in luce una sottorappresentazione di opere rilevanti delle scuole fiorentina e romana rispetto a quella veneta. Nacque così l’idea di organizzare uno scambio di opere tra la galleria viennese e gli Uffizi.
La tavola di Tiziano giunse infine nelle collezioni degli Uffizi nel 1793, nell’ambito di uno scambio di opere concordato tra l’imperatore Francesco II d’Asburgo, che era nato a Firenze, e il fratello Ferdinando III di Toscana, un reciproco dono con forti valenze politiche e culturali.
L’obiettivo dell’allora direttore delle Gallerie degli Uffizi, Giuseppe Pelli Bencivenni, nell’aderire allo scambio, era piuttosto quello di acquisire opere di primaria importanza; in particolare, relativamente alla produzione di Tiziano, la richiesta specifica fu di «qualche pezzo di più figure e di buona conservazione», poiché nella collezione fiorentina la produzione del pittore veneto era rappresentata quasi esclusivamente da ritratti.
La Madonna delle Rose fu uno dei pezzi che ebbe maggior fortuna negli anni successivi allo scambio: secondo il direttore, l’opera «fu subito considerato il migliore dei dipinti a più figure del Vecellio esistenti in Galleria», e fu riprodotta in numerose copie spesso ancora presenti sul mercato antiquario. (Ad es. https://www.farsettiarte.it/it/asta-0198-1/tiziano-vecellio-bottega-di-madonna-col-bambin-92943)

Dopo l’ultima guerra mondiale, non è stato più esposto in Galleria, perché oggetto di una serie di interventi di restauro resi necessari dai numerosi problemi di conservazione che presentava il dipinto, fino al 2001, quando – debitamente restaurato – è stato riportato nella sala 28.

La tavola è stata esposta da marzo a giugno 2022 nel Castello di Miramare a Trieste. Grazie a questa esposizione, nata da un’iniziativa congiunta del Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare e delle Gallerie degli Uffizi, la Madonna delle Rose continua ad essere un veicolo di scambi culturali, di relazioni e di storie.

 

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/44299/Vecellio%20Tiziano%2C%20Madonna%20con%20Bambino%2C%20san%20Giovannino%20e%20sant%27Antonio%20Abate

https://www.corrierenazionale.it/tag/tiziano/