MALTA – RABAT. Cappella del Palazzo Verdala, dipinto con s. Antonio abate di Mattia Preti

Olio su tela di 245 x 156 cm Raffigura la Madonna col Bambino e i santi Giovanni battista Antonio abate.
Dipinto nel 1663 circa da Mattia Preti (Taverna CZ, 1613 – Malta – La Valletta, 1699).

La cappella, sui terreni del palazzo Verdala (edificato nel 1586) del Gran Maestro dei Cavalieri di S. Giovanni di Malta, nel verdeggiante bosco di Buskett, fu dedicata alla Madonna del Parto finché non venne ricostruita dal Gran Maestro Nicolás Cotoner, probabilmente non molto dopo la sua elezione nell’ottobre 1663.

La nuova pala d’altare fu commissionata a Preti che s’ispirò alla Madonna Pesaro di Tiziano.
La Madonna e il Bambino sono ritratti in trono tra le nuvole, molto vicini allo stendardo dell’Ordine di San Giovanni. Le due piante di cotone sullo stendardo si riferiscono ai fratelli Rafael e Nicolás Cotoner che furono Gran Maestro uno in seguito all’altro. Il Battista è inginocchiato e indica il suo attributo dell’agnello, mentre a destra l’eremita sant’Antonio abate è accompagnato dagli attributi del maiale  e del bastone. Nella cappella la pala è affiancata ai due lati da dipinti a mezza figura di San Nicola di Bari e dell’Arcangelo Raffaele, santi protettori rispettivamente dei due Gran Maestri Cotoner. Questi dipinti più piccoli sono chiaramente contemporanei alla pala, ma evidenziano le debolezze di esecuzione di bottega.


Bibliografia:

Spike J. T., Mattia Preti. Catalogo ragionato dei dipinti, Firenze 1999

Link:
http://mattia-preti.it/224-madonna-con-il-bambino-san-giovanni-battista-e-santantonio-abate/

MONFALCONE (Go). Edicola con mosaico dedicato a Sant’Antonio abate

Vicino al parcheggio delle Terme Romane
https://goo.gl/maps/FuGizzyAvJAGHJx58

Come ogni anno in occasione della festa di S. Antonio abate che si ricorda il 17 gennaio, la comunità parrocchiale del SS. Redentore ha rinnovato la benedizione degli animali, legata dalla tradizione al santo protettore degli animali domestici e delle stalle.
Dopo la Messa delle 10.30 la statua lignea del santo, unica cosa rimasta della chiesetta che sorgeva sulla collina del Lisert e andata distrugga nel primo conflitto mondiale, è stata portata davanti all’oratorio “Don Tonzar” e don Giovanni Derosa dopo aver spiegato il significato della festa, ha benedetto gli animali presenti portati lì dai vari bambini e da persone anziane a cui loro fanno compagnia. È seguito un rinfresco in oratorio cui hanno assistito anche i cani ed i gatti presenti con i loro padroni.
Nel pomeriggio invece presso le Terme Romane in zona Lisert accanto al parcheggio si è svolta l’inaugurazione e la benedizione dell’edicola dedicata proprio a S. Antonio abate.
Davanti ad una numerosa folla ha preso la parola il Sindaco Altran dichiarandosi contenta di condividere con i tanti parrocchiani di Via Romana e del mandamento questo momento tanto atteso di questa opera che raffigura il santo protettore di queste zone. Ha ringraziato poi a nome dell’amministrazione comunale tutte le realtà che hanno contribuito a questa realizzazione, la Società Terme Romane ed i suoi soci, la Ditta costruttrice, la ICI Coop ed il signor Giusto Zoff della parrocchia del SS. Redentore che ha dato sprone e spinta all’idea di questa opera. Ha preso la parola anche don Rino Lorenzini per molti anni parroco nel rione Via Romana- Solvay che se pur in carrozzina per le precarie condizioni di salute, ha voluto essere presente e ha ricordato in breve la storia della chiesetta e di S. Antonio abate legato alla tradizionale benedizione degli animali.
E’ intervenuto poi il dottor Aniello Langella, presidente della prima sezione regionale Archeoclub costituitasi a Monfalcone con il nome di Caput Adrie, il quale ha sottolineato questo evento sotto tre aspetti: in questi giorni si ricorda un secolo dal bombardamento di questa area e quindi anche della chiesa dedicata al santo con una scritta che riporta la data del 12 marzo 1916; S. Antonio era il santo anche del fuoco sacro, oltre che monaco era un taumaturgo perché guariva la malattia del fuoco di S. Antonio, con il grasso del maiale che leniva le ulcere e le ferite; infine questa zona è legata all’acqua elemento purificatore e come il Battesimo, purifica nel corpo e nello spirito, una fonte di acqua che contiene zolfo e che è curativa per varie malattie. “Oggi non si svolge qui solo una commemorazione storica e religiosa- ha detto il dottor Langella – ma vuole essere un momento di riappropriazione di un territorio da parte di tutti i monfalconesi.”
Don Gilberto Dudine parroco di S. Nicolò ha ringraziato il mosaicista Vanni Aita che ha realizzato l’immagine di S. Antonio che si trova all’interno dell’edicola e dopo la preghiera di don Giovanni Derosa e lo scoprimento da parte di due bambini, don Rino ha benedetto quest’opera tanto attesa cui è seguito un caloroso applauso.

 

Autore: Paolo Zuccon

Fonte: www.voceisontina.eu, 1 feb 2016

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

TEGLIO VENETO (VE). Oratorio di Sant’Antonio abate

Strada Provinciale, 91  – Via Partz
https://goo.gl/maps/SXbMAHr1wufru4Cn7

La chiesetta, come prova un documento recentemente pubblicato (1), fu realizzata intorno al 1477, o negli anni immediatamente seguenti, ad opera del capomastro “Martino da Fagagna”, su commissione della comunità di Teglio.
Fin dalle origini essa fu legata alla confraternita dedicata a Sant’Antonio abate.
All’interno è ancora visibile parte della decorazione pittorica originaria del secolo XV (due affreschi con l’immagine di San Sebastiano, uno dei quali datato 1492, ed un altro con Sant’Antonio di Padova) e del XVI (S. Agata e Battesimo di Gesù ed altre tracce quasi illeggibili).
Da segnalare anche la presenza di alcune tele: il Padre Eterno benedicente (secc. XVI-XVII), il Transito di San Giuseppe e l’Estasi di Sant’Antonio di Padova (già collocate sugli altari laterali datati 1738).
Pala dell’altare maggiore è la tela raffigurante la “Madonna del Carmelo con ai lati S. Antonio abate e (a destra) i SS. Rocco e Sebastiano” di Sante Conti (1871).

Di particolare pregio è pure la tarsia in marmo sul paliotto dell’altar maggiore (secentesco, ma certamente più antica di questo) raffigurante Sant’Antonio abate.
Il porticato antistante, frutto di un intervento più tardo (fine XVI o inizi del secolo successivo), fu uno dei luoghi – assieme all’attigua cinquecentesca casa del comune e sede della confraternita di Sant’Antonio Abate – di incontro dei capifamiglia del comune che si riunivano in pubblica vicìnia per deliberare sulle questioni inerenti la vita della comunità civile e religiosa di Teglio.

 

Autore: Eugenio Marin

(1) E. Marin, 1477: “Hedificare in villa Tilei unam ecclesiam”. Contributi per una storia dell’oratorio di S. Antonio Abate di Teglio Veneto, in Teglio Veneto: storia delle sue comunità. Tei, Sintiel, Suçulins. Materiali e documenti, a cura di A. Diano, Teglio Veneto, Fogolâr Furlan “Antonio Panciera”, 2007, pp. 73-106.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/65794/Chiesa+di+Sant%27Antonio

Segnalazione: Davide Cecchi – lifemusicdavide@gmail.com

CARPINETI (RE), frazione Villaprara. Oratorio di Sant’Antonio abate

Piazzale Sant’Antonio abate, 4 – Villaprara
https://goo.gl/maps/GDNyusLgPJkjG4MFA

 

L’oratorio è del XVII secolo.
Ha facciata a capanna; sopra la porta un frontone spezzato, una piccola finestra rettangolare e al di sopra un’apertura ovale.
Muratura in pietrame con giunti in rilievo.
Piccolo campanile a vela sulla sinistra.

 

 

Link:
https://www.comune.carpineti.re.it/vivi-carpineti/scopri-carpineti/i-borghi/san-pietro/

AULLA (MS), località Vaccareccia. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via Vaccareccia, all’interno del nucleo rurale omonimo.
https://goo.gl/maps/vFK5KPmV4hzV5cKa8

 

L’oratorio di Vaccareccia, in origine dedicato allo Spirito Santo, fu costruito nel 1748 dalle famiglie residenti nel nucleo che, con impegno solidale, lo dotarono congruamente e si assunsero l’onere del suo mantenimento. Particolare impegno aveva dimostrato il mastro Domenico Baldini che abitava poco distante, al Querceto, contribuendo all’impresa come tutti gli altri e fornendo le maestranze per l’intera fabbrica e fatto installare, a proprie spese, una campanella.
La costruzione del campanile a vela a doppio fornice risale al 1980.
Nel 1966 è stato pitturato internamente ed esternamente.

Il fabbricato presenta il fronte ed il fianco destro liberi, mentre quello sinistro è addossato all’edificio adiacente.
La facciata dell’oratorio è semplice e chiusa da una cornice orizzontale con cimasa e gocciolatoio rigirante sul fianco destro, sostenuta da paraste corrispondenti alle campate interne. La porta incorniciata, come le finestrelle laterali quadrate, da stipiti ed architrave in arenaria di spessore uniforme, è sormontata da un’ulteriore apertura sempre quadrata aperta, come quelle del fianco, nelle lunette della volte.

La pianta è rettangolare, con la larghezza circa la metà della lunghezza, chiusa da muri perimetrali continui in pietra, ripartita in tre campate simili tra loro, coperte da volte a vela a sesto ribassato collegate da arcate trasversali di irrigidimento, munite di catene.
La trabeazione anima le pareti dell’aula con la cornice che, rigirando sul presbiterio ed interessandone la lunetta, aperta con due finestre laterali, si fregia di un fastigio a valva di conchiglia. Questo si collega con una protome di cherubino alla sottostante incorniciatura della pala dipinta, parte integrante dell’altare, che le forme schematiche riconducono ad una tradizione ligure trasformata dalla cultura popolare.
Alle finestre che illuminano il vano dal lato destro e dalla controfacciata, si aggiunge la coppia che, nel presbiterio si affianca alla cornice rigirante del vano.
La terza campata ospita il presbiterio sopraelevato di un gradino, ornato dall’altare in stucco dalle forme schematiche, fiancheggiato da due ampie volute che sostengono il gradino superiore.
La decorazione funzionale alla struttura architettonica lascia libere ampie campiture monocromatiche di colore caldo. La campata centrale, assieme al presbiterio, è l’unica ad essere è ornata con un’incorniciatura in stucco.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/23077/Oratorio_di_Sant’Antonio_Abate_Quercia,_Aulla