CASTELSANTANGELO SUL NERA (MC), frazione Macchie. Chiesa di Sant’Antonio abate

È ubicata a un’estremità del paese, in via San Giovanni.
https://goo.gl/maps/HV7XtpzVUB7zVQL39

 

La chiesa fu costruita nel XIV secolo come cappella privata della famiglia Sili, ed è antecedente a quella di San Giovanni, situata anch’essa a Macchie.
Tra il XVII ed il XVIII secolo fu decorata internamente e a quel periodo risale anche l’altare ligneo intagliato. Il lato inferiore dell’arco trionfale fu dipinto con motivi a cassettoni e rosette e, sulla parete del presbiterio invece, furono rappresentate delle tende drappeggiate rosse, gialle e bianche.
Nel XX secolo è stata rovinata da un incendio. Per molti anni la chiesa è rimasta chiusa, ma è stata riaperta dopo un restauro degli affreschi interni.

L’esterno è in conci di pietra a vista e la facciata è semplice e a capanna.
La chiesa ha un soffitto a doppio spiovente ligneo, ed è divisa in due parti da un arco a tutto sesto.

Dietro l’altare un affresco rappresenta sant’Antonio abate circondato da animali; sullo sfondo è rappresentato uno scorcio del paese.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Macchie)

JESI (AN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Piandelmedico, 2
https://goo.gl/maps/MKt4Mv1ftWcNud9M6

 

Nel XX secolo la prima sede della chiesa e dei locali parrocchiali fu in via Piandelmedico. Successivamente, specie in conseguenza dell’esodo dalle campagne, si preferìo spostarne la collocazione al centro di una zona che poi si rivelò sede di ulteriore sviluppo demografico ed edilizio. Fu costituita così la parrocchia il 25 marzo 1960, distaccandone il territorio da Santa Maria del Piano e da Mazzangrugno. Fu realizzato un complesso di nuova costruzione, con un vasto salone ad uso chiesa, una casa canonica e alcuni servizi pastorali.
Il 30 giugno 1966 il vescovo Giovanni Battista Pardini, insieme al decreto di ampliamento della parrocchia, provvide al trasferimento della sede parrocchiale in via Montegranale 2, poco distante dal Borgo Minonna, che rivelava segni di notevole incremento demografico.

Il 17 Gennaio 1975 fu posta la prima pietra della nuova chiesa e delle opere parrocchiali in Via Piandelmedico 2, al centro di Borgo Minonna. Il complesso venne ultimato nel 1978. La chiesa è un valido e notevole esempio di arte moderna.
La chiesa, aperta al culto il 9 Settembre del 1978, fonde armoniosamente funzionalità, sacralità e gusto estetico. E’ circondata da un buon complesso di strutture pastorali e ricreative.
Nel 1984, sono state aperte due porte esterne nel piano terra della parrocchia. Nel 1987 la sistemazione e modifica di parte del piano seminterrato delle opere parrocchiali.
Nel 2009 sono state tinteggiate le pareti interne della chiesa.

La chiesa, moderna e dal particolare volume, si affaccia in un ampio piazzale circondato anche da giardini. Il portale di ingresso principale e gli accessi laterali sono preceduti da una scalinata affiancata però da rampe di salita per disabili.
La facciata è caratterizzata da una parte inferiore più bassa, nella quale insistono gli accessi, divisi da pilastrature, e da una parte superiore, più slanciata, che termina con due elementi “a vela” simmetrici, di cemento e separati da un’alta vetrata posta in asse con il portale di ingresso.

La chiesa è a navata unica, a forma di ventaglio, con pavimento in leggera pendenza verso il presbiterio centrale, sopraelevato in modo da favorire al massimo la visibilità e la centralità dell’azione liturgica. Una cappella laterale sulla sinistra, ove si conserva l’Eucarestia, permette di celebrare le funzioni feriali in uno spazio più raccolto. Sul lato destro della navata si trovano tre cappelle: quella del battesimo, la cantoria con funzione di trait-d’union tra celebrante e assemblea, e la cappella dedicata ai Santi Protettori.
Il complesso parrocchiale, oltre alla chiesa, comprende la sacrestia e gli uffici del parroco, accessibili sia dall’esterno che direttamente dall’aula. E’ poi presente un piano seminterrato utilizzato per aule catechistiche, sale di riunioni e spazi per il gioco delle bocce.

L’interno è molto accogliente e luminoso; le pareti che precedentemente erano in cemento a vista color grigio, sono state tinteggiate di colore bianco nel 2009. Altare, ambone e battistero sono realizzati in marmo color nocciola e sono arredi fissi; alle spalle dell’altare è posizionata una boiserie in legno, decorata da elementi vetrati, con annessa sede presbiteriale, che funge da quinta di fondo alla chiesa. Molto particolari sono le alte e slanciate vetrate policrome ubicate sia alla destra dell’altare, dove è collocato il battistero, sia alle spalle del presbiterio.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/5684/Jesi+%28AN%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

GARGNANO (BS), frazione di Sasso. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via del Perdono, 2
https://goo.gl/maps/HyrDRiPcPdHCfJKb8

 

L’edificio è probabilmente sorto sulle rovine di una cappella romanica del XII.
Le prime notizie riguardanti la chiesa di S. Antonio abate di Sasso e Musaga risalgono alla visita pastorale del Vescovo di Brescia mons. Domenico Bollani nel 1566, ma non vi sono documenti attestanti l’erezione canonica della chiesa, ne riguardanti le dimensioni della stessa.
Nel 1646 le vicinie e i comizi locali ottennero il distacco della chiesa dalla pieve di S. Martino di Gargnano, erigendola di parrocchia autonoma di patronato dei comizi.

Nel 1771, dai documenti dell’archivio parrocchiale di Sasso, si deduce che iniziarono i lavori di allargamento e sistemazione – o ricostruzione – della chiesa giudicata inadeguata dalla Vicinia.
I documenti dell’archivio della parrocchia di Sasso, nel 1787 descrivono le prime opere edili della fabbrica, iniziate quell’anno dopo un periodo di pausa; tali opere comprendono le muraglie del coro e del presbiterio fino al tetto, il cornicione interno compreso in tutta l’aula, e la rifinitura delle pareti.
Nei primi anni del 1800, furono ricollocati i tre altari provenienti dalla vecchia chiesa.
Nel 1826 fu completata l’aula e realizzato l’organo. Il 5 ottobre 1845 si iniziò la costruzione del campanile affiancato alla chiesa.
La chiesa fu consacrata nel 1949.

La facciata, molto semplice e lineare di stile neoclassico, si presenta scandita da quattro lesene che terminano nella parte alta con un frontone triangolare.
Edificio in muratura continua composto da pietrame e laterizi, con volta a botte e copertura a due falde. Presenta un corpo di fabbrica, staticamente indipendente, addossato sul lato nord-est che si collega direttamente al presbiterio.

Interno. L’impianto architettonico è composto dal corpo principale della chiesa ad aula unica con volta a botte e altezza doppi; addossati a questa ci sono due locali comunicanti, di cui una piccola sagrestia e un campanile.
All’interno il corpo principale risulta semplicemente intonacato, senza pitture murali, con la presenza di un cornicione in stucco lungo il perimetro dell’abside e delle pareti.
Le paraste dotate di capitelli compositi sorreggono la trabeazione che corre lungo tutto il perimetro interno della chiesa andando ad interessare anche la zona presbiteriale, nella quale è posto l’altare maggiore policromo sopra cui si apre un’edicola in pietra che racchiude la statua di Sant’Antonio abate.

Tra le opere d’arte custodite in questa chiesa, l’Ultima Cena (XVIII secolo) opera del pittore benacense Stefano Celesti (Venezia ? – post 1659).

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59661/Gargnano+%28BS%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

FABRIANO (AN). Museo diocesano, tavola con s. Antonio abate di Allegretto Nuzi, 1372

Pannello, tempera su tavola, che raffigura sant’Antonio abate e san Giovanni evangelista, che apparteneva a un trittico smembrato che è stato ricostruito in occasione della mostra su “Allegretto Nuzi e il Trecento a Fabriano”, ospitata nella Pinacoteca Molajoli dal 14 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022.

Il trittico fu eseguito nel 1372 dal pittore umbro Allegretto Nuzi (attivo dal 1340 circa e morto nel 1373)  per l’Abbazia di S. Maria d’Appennino presso Cancelli e successivamente passò in proprietà del Capitolo della Cattedrale fabrianese di S. Venanzio.

I due scomparti laterali – che raffigurano, quello di sinistra, sant’Antonio abate e san Giovanni Evangelista e quello di destra san Giovanni Battista e san Venanzio – sono conservati presso il Museo Diocesano di Fabriano, sala 2.

La figura di sant’Antonio abate, purtroppo danneggiata, mostra il Santo che con la mano destra regge il bastone a stampella e tiene la sinistra aperta col palmo verso lo spettatore.

 

Invece il pannello centrale (167 x 96 cm) è custodito nella Galleria Nazionale delle Marche di Palazzo Ducale di Urbino e riporta firma e data sulla base del trono della Vergine: “[H]OC OPUS PINXIT ALEGRITTUS NUTII DE FABRIANO ANNO MCCCLXXII”.

 

Il Museo Diocesano, inaugurato nel 2015, ha sede al piano terra del Palazzo Vescovile di Fabriano, in Piazza Giovanni Paolo II, 1.

 

Link:
http://fabriano-matelica.it/blog/2015/11/16/presentazione-delle-sale/

https://fabriano-matelica.it/museo-diocesano/

http://www.gallerianazionalemarche.it/collezioni-gnm/allegretto-nuzi-madonna-in-trono-con-il-bambino/

MACERATA. Museo civico, trittico con due immagini di S. Antonio abate di Allegretto Nuzi, 1369

Il trittico è la versione praticamente identica, di dimensioni poco  maggiori, di quello conservato a Washington, National Gallery of Art, eseguito nel 1354, vedi scheda  per la descrizione.

Il trittico raffigura: Madonna in trono col Bambino, quattro santi e diciotto angeli [pannello centrale], Sant’Antonio abate [pannello di sinistra] e San Venanzio [pannello di destra]. Sulla sommità dei dei pannelli laterali Angelo Nunziante a Annunziata, in quello centrale la   Crocifissione.
A differenza di quello realizzato per la chiesa di S. Antonio a Fabriano, questo è opera interamente del pittore umbro Allegretto Nuzi (attivo dal 1340 circa e morto nel 1373) che lo firmò:“Allegrettus de Fabriano me pinxit», segue la data, 1369 in un’iscrizione alla base del trono della Madonna.

Il trittico proviene dalla cattedrale maceratese di San Giuliano.

Una caratteristica molto rara è s. Antonio abate, compare due volte: nel pannello sinistro, e in quello centrale, di piccole dimensioni, in basso a destra.

Pannello sinistro: Sant’Antonio guarda il pannello centrale e indossa il mantello marrone sopra una tunica nera. Il cappuccio della veste è appoggiato sulle spalle. Tiene una bastone a stampella (a Tau con la parte superiore ricurva) nella mano destra e alza l’altra mano con il palmo rivolto verso lo spettatore.

 

Pannello centrale: ai piedi del trono della Madonna, a sinistra sono raffigurati, dall’esterno, santa Caterina d’Alessandria e san Benedetto; a destra, accanto al trono, sant’Antonio abate e all’esterno santa Elisabetta d’Ungheria.
Sant’Antonio è a destra accanto al trono, appoggia le mani al bastone a stampella; sul mantello vi è la Tau.

 

 

Il Museo civico di Palazzo Buonaccorsi è sito in Via Don Minzoni, 24.

 

Immagine da Wikimedia.

Link:
https://piccolenote.ilgiornale.it/riquadri/allegretto-nuzi-madonna-con-il-bambino