CINGOLI (MC). Chiesa di Sant’Antonio abate.

Via dello Spineto, 7
https://goo.gl/maps/F65gPSQmCH89UUQr8

 

Nel luogo sorgeva la chiesa di San Sebastiano, che fu demolita nel 1720, e nello stesso sito fu edificata la nuova chiesa intitolata a S. Antonio abate.
D. Giovanni Finizi restaurò la Chiesetta nel 1836 e rifuse la campana dove volle inciso:
“D · D · D · JOANNES · FINIZI · RECTOR · MDCCCXXXVI”

Attualmente la chiesa è di proprietà della famiglia Puccetti.

La semplice facciata a capanna è in conci di pietra a vista.
Sopra il portale una finestra rettangolare. Ai lati due nicchie vuote.

 

Bibliografia:
S. Matellicani (a cura di); M. Maran, Cingoli scomparsa, Cingoli 2000, p. 75

Immagine da:
https://www.antiqui.it/doc/monumenti/chiese/santonio.htm

CASTEL SANT’ELIA (VT). Basilica di Sant’Elia con due affreschi con s. Antonio abate, XIV secolo

La splendida basilica, fondata tra VIII e IX secolo, poi ricostruita all’inizio dell’XI, è un maestoso esempio di architettura romanica. Conserva dipinti murali di vari epoche dal XII al XV secolo.

1) Sul pilastro che introduce alla navata destra sono due affreschi votivi raffiguranti Sant’Antonio abate e un Santo martire, datati al 1390 – 1410.
La figura di Sant’Antonio misura 140 x 68 cm, ne è quasi completamente perduta la parte inferiore. Il Santo ha la mano destra nel gesto di benedizione, con la sinistra regge un libro chiuso libro e una grande campanella.

Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200174639


2) Nella navata destra della basilica si trova una lunga serie di ex voto dipinti da artisti locali. Dopo un primo e un secondo gruppo di quattro votivi, segue un piccolo spazio privo di decorazioni e poi ha inizio una più numerosa sfilata di figure in cui si trovano raffigurati Sant’Antonio abate (poi San Giovanni Battista, un Santo Vescovo e altri Santi).
Il riquadro con sant’Antonio abate, datato al XIV secolo, misura 126 x 51 cm, raffigura il Santo, con una Tau sul mantello, che tiene con la mano destra un bastone a tau; con la sinistra un libro chiuso e una grossa campanella.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200174629

 

 

Info Basilica e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/basilica-di-santelia-castel-santelia-vt/

https://it.cathopedia.org/wiki/Basilica_di_Sant%27Elia_(Castel_Sant%27Elia)

Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune Castel Sant’Elia, 2004, pp. 78-80.

CASTEL SANT’ELIA (VT). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Via Cancelleria Vecchia, 3
https://goo.gl/maps/QgZAssgNgrtKbPyt7

La Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant’Antonio abate fu costruita tra 1720 e 1737 per volere del Papa Clemente XII, in sostituzione di una precedente chiesa cinquecentesca. Il 7 Maggio del 1742 fu inaugurata la Chiesa con una solenne cerimonia presieduta dal Vescovo, anno che compare nell’iscrizione in facciata.
Nel 1746 nella volta del presbiterio fu dipinto un affresco rappresentante i protettori del Paese, Sant’Anastasio e San Nonnoso, in ginocchio dinanzi al Salvatore venuto sulle nubi con ai lati S. Pietro e S. Paolo. Le opere terminarono nel 1747.
Nell’altare principale fu installato, nel 1750, il tabernacolo marmoreo per la custodia delle ostie sacre.
Il 27 aprile 1769 fu organizzata una solenne processione durante la quale furono trasportate nella Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate le reliquie di S. Anastasio che erano state poco tempo prima rinvenute dal Canonico don Enrico Saetta.
Nel 1902 il tabernacolo fu spostato nella parete di sinistra per via della sua mutata funzione da custodia dell’Eucarestia a custodia dell’Olio Santo. Contestualmente fu ricavato un nuovo tabernacolo nell’altare maggiore.
Nel 1950 ebbero inizio i lavori di revisione del manto di copertura della Chiesa.
Nel 1983 fu realizzato e posto nel presbiterio un nuovo ambone in legno.
Nel 2006 furono aggiunte quattro sedute in legno per i concelebranti e ministranti.
Nel 2016 – 17 furono restaurate le coperture con consolidamento delle murature in sommità ed effettuato il restauro della facciata principale.

La Chiesa è caratterizzata da forme ed elementi dell’architettura neoclassica quali abachi, echini, collari, cornici e sima visibili in facciata principale ed internamente sulle pareti perimetrali. L’esterno è contraddistinto da una grande facciata di stampo neoclassico a due ordini con quattro paraste con capitelli dorici al livello inferiore e ionici a quello superiore; al centro del livello inferiore, sopra il portale, vi è lo stemma di Clemente XII mentre al centro del livello superiore vi è un grande finestrone.

La pianta è pressoché rettangolare con navata unica e due cappelle per lato; quattro vani che conducono ai superiori pulpiti lignei, campanile quadrangolare e abside quadrilatera con sagrestia posteriore e ufficio parrocchiale a sinistra del presbiterio.
Le strutture portanti verticali dell’edificio sono in muratura di tufo locale; le strutture di orizzontamento sono costituite da volta a botte sulla navata centrale, da volte a botte sulle nicchie laterali e da volta a botte sul presbiterio decorata con affreschi raffiguranti scene di Santi. Nella parte superiore della navata vi sono tre finestre per lato mentre ai lati del presbiterio sono presenti due finestre circolari.
Il tetto della Chiesa è formato da capriate lignee, travature principali e secondarie in legno, tavelloni in laterizio, massetto armato e manto di tegole e coppi alla romana in laterizio; il presbiterio e gli altri vani sono invece coperti da falde inclinate composte da travature lignee, tavolato, tegole e coppi alla romana in laterizio. La pavimentazione dell’aula, sagrestia e ufficio parrocchiale è realizzata con mattonelle in cotto toscano.

Internamente, sul lato destro, vi è la cappella con il quadro della Sacra Famiglia, e la cappella con il quadro della Santissima Trinità; sul lato sinistro vi è la prima cappella della Madonna del Rosario con il Bambino fra Santi e la seconda con la tela di S. Isidoro agricoltore e S. Filippo Neri.
Altari secondari sono situati nelle nicchie laterali con raffigurazioni scultoree e pittoriche di Santi.  Quattro pulpiti lignei, due per parte, sulle pareti longitudinali.
Le pitture e la tinteggiatura delle cappelle sono opera del pittore spagnolo novecentesco Palma Burgos.
La pala dell’altare maggiore (XVIII secolo?) raffigura la Madonna col Bambino e in basso sant’Antonio abate (che tiene con la mano destra bastone e libro con sopra il fuoco) a sinistra e a destra un altro Santo.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21451/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Castel_Sant’Elia

Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune di Castel Sant’Elia, 2004, pp. 100-107.

POLLENZA (MC). Ex Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Roma, 45
https://goo.gl/maps/RQx3VhrYBAXwEf3d6

 

La chiesa è del XV secolo. I primi documenti, del 1467, ci dicono che era annessa all’ospedale vecchio; la strada parallela a Via Roma, dietro la chiesa, ha appunto questa denominazione.
Amministrata dalla Compagnia di Gesù dal XVI secolo (?).

Dopo la chiusura dell’ospedale avvenuta tra il 1808 e il 1820, nella chiesa di S. Antonio fu eretto un oratorio in onore del Preziosissimo Sangue di Gesù e della Beatissima Vergine Maria.

Negli anni Sessanta del Novecento la chiesa fu adibita a sala per conferenze dell’Amministrazione Comunale. Una destinazione d’uso che si vorrebbe ripristinare in questa chiesa.

Link:
https://www.halleyweb.com/c043041/zf/index.php/musei-monumenti/index/dettaglio-museo/museo/7

CHIARAVALLE (AN). Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Castagnola, pala con s. Antonio abate, XVII secolo

Della fine del XVI secolo è l’altare, posto lungo la navata sinistra, dedicato a S. Antonio abate, opera di maestranze marchigiane del XVII secolo, in legno intagliato, dorato, marmorizzato di 510 x 278 cm.
La sua pala è il dipinto, olio su tela di 236 x 153 cm, raffigurante Santa Lucia (in alto), Gesù Bambino, (in basso a sinistra) sant’Antonio abate e (a destra) sant’Antonio di Padova; opera di maestranze marchigiane del secolo XVII e restaurata nel 2002.
Sant’Antonio abate  tiene con la mano destra il bastone con campanella e regge con la sinistra un libro aperto che sta leggendo. Un maiale scuro sbuca da dietro la sua veste.
Nella predella sono due riquadri con episodi della Vita di s. Antonio abate.

Accanto all’altare, un statua di sant’Antonio abate col porcellino ai piedi.

 

Nella Chiesa stile romanico e gotico si incontrano, dando vita ad un edificio su tre navate, delle quali la centrale ha campata più alta e slanciata, preceduto all’esterno da un portico risalente probabilmente al XVII secolo. La Chiesa è ricca di opere pittoriche: degne di nota sono la tela di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (1544 1628), che raffigura il Battesimo di Gesù e adorna la Cappella del Battistero, alla sinistra dell’ingresso principale, e quella di Alessandro Ricci (1749-1829), che si staglia sull’altare marmoreo di S. Bernardo, a sinistra del transetto, e rappresenta la Vergine che appare a S. Bernardo. Da qui, rivolgendo lo sguardo all’altare maggiore, si può accedere alla Cappella di S. Maria in Castagnola, che custodisce l’omonima statua in pietra smaltata del XIV secolo. Suggestivo è anche, nella parte destra del transetto, l’altare del Sacro Cuore, eretto nel 1732 e impreziosito da un affresco sulla volta raffigurante l’Assunta.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/1928340/Ambito+marchigiano+sec.+XVII%2C+Santi+Antonio+abate+con+Antonio+da+Padova+e+Lucia

https://www.diocesisenigallia.it/santa-castagnola/-maria-in-castagnola/