BIELLA. Duomo, affresco con sant’Antonio abate, 1460-70

 

Affresco staccato e riportato su pannello con cornice di onice, 147,5 x 60.5 cm.
Il Santo ha la mano destra nel gesto di benedizione; la sinistra regge un bastone pastorale con campanella.

 

Nel Duomo intitolato a Santo Stefano, in testa alla navata laterale destra si trova la Cappella di Santo Stefano, con altare scolpito nel 1697 da Pietro e Giovanni Battista Guglielmetti.
In essa sono conservati vari antichi affreschi staccati e posti su supporto. Fra di essi un Sant’Antonio abate, del “Maestro del Cristo della Domenica”, che prende nome da un affresco del 1460 situato, entrando, nella parete sinistra del Duomo stesso.
La serie di affreschi si trovava in origine collocata lungo le pareti dell’antica cappella di S. Eligio, ubicata in Duomo dove ora sorge la sacrestia minore. Rinvenuti nel 1956 – 1957 durante i lavori per il sacello di S. Stefano, furono staccati e restaurati nel 1963. Dedicata ai patroni delle Corporazioni artigiane di Biella, la cappella fu affrescata per volere dei vari collegi, da pittori diversi e in epoche diverse. Sulla parete centrale erano situati gli affreschi raffiguranti la beata Panacea, patrona delle filatrici; s. Eligio, patrono dei fabbri e maniscalchi; s. Benedetto, invocato in guerra; s. Antonio Abate, patrono dei beccai e mulattieri. Nella parete a est era un Santo vescovo (secondo alcuni S. Orso) benedicente.
Pubblicati da Lebole (Storia della chiesa biellese. La Pieve di Biella, Biella 1984, v. I, pp. 424 – 426) e datati alla seconda metà del ‘400, possono in effetti riferirsi a due mani diverse: in particolare il s. Antonio Abate pare opera dello stesso autore biellese attivo (1460 – 1470) nella chiesa dei SS. Fabiano e Sebastiano di Ponderano VEDI SCHEDA, con una analoga figura; nell’Oratorio di S. Antonio Abate di Sandigliano; in Duomo (Cristo della Domenica), mentre il restante gruppetto pare ascrivibile ad altro ignoto frescante attivo a date antecedenti.


Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100017546A-4

Per info sul Duomo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Biella

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC

BIELLA. Museo del Territorio Biellese, affresco con sant’Antonio abate, da Ponderano, metà XV secolo

 

Sant’Antonio abate, seconda metà XV sec., affresco staccato proveniente dall’Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano di Ponderano (BI) e conservato, con altri, al Museo a Biella.
Opera del “Maestro del Cristo della Domenica”, che prende nome da un affresco del 1460 nel Duomo di Biella.

Il Santo, con barba biforcata, ha la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra regge un pastorale con campanella. Iconografia simile a quella dell’affresco del Duomo di Biella, VEDI SCHEDA.

 

L‘Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano di Ponderano è una antica chiesetta posta sul lato sinistro dell’attuale cimitero, formata da una ricostruzione barocca del 1632 su una precedente romanica (XII sec.), prolungamento di un’abside in stile romanica crollata nel 1955.
All’interno vi erano preziosi affreschi dei sec. XIV – XVI, ora conservati al Museo

 

Il Museo del Territorio Biellese ha sede a Biella nell’ex Convento di San Sebastiano, è stato inaugurato nel dicembre 2001. Chiostro di San Sebastiano, Via Quintino Sella, 54/b.

 

Link:
https://www.museodelterritorio.biella.it/
Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC

PIEVE LIGURE (GE). Oratorio di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio abate,
https://goo.gl/maps/nC1JLfdXpTUmdjNR8

 

L’Oratorio fu eretto lungo la strada che dalla chiesa portava a San Bernardo intorno alla fine del Trecento, grazie alla Confraternita di Sant’Antonio abate.
Purtroppo non si ha una sufficiente documentazione utile a ricostruire la storia della Confraternita, ma si trova menzione dell’Oratorio in una relazione di monsignor Bossi del 1582.

L’edificio è costituito da un’unica ampia navata, costruzione architettonica tipica degli oratori delle Confraternite liguri, come l’ingresso laterale , sopra cui è posta una piccola statua di S. Antonio abate (vedi foto 2 , in basso).
La volta, le pareti e la parete di fondo sono decorate ad affreschi risalenti al 1702. A causa però del pessimo stato di conservazione negli anni Settanta del Novecento furono in buona parte ripresi e restaurati dal pittore bogliaschino Luigi Bozzo (Luisitto). Gli affreschi raffigurano i Misteri del Rosario, una Crocifissione, e, sulla parete di fondo, secondo una particolarità di tanti oratori liguri, la rappresentazione dell’Ultima Cena.

L’oratorio conserva preziosi arredi sacri come, alle pareti, grandi e pregevoli crocifissi in legno della scuola del Maragliano e lo “stendardo dè morti” raffigurante Sant’Antonio abate orante al cielo.
Interessante oggetti, simbolo del potere nella Confraternita, sono le Mazze pastorali. Vengono portate, nelle processioni dal Superiore e dal Sottosuperiore e sono costituite da un’immagine del Santo protettore, generalmente fusa in argento, retta da un bastone in legno. Quelle di S. Antonio di Pieve rappresentano i santi Antonio ed Erasmo, quest’ultimo patrono della Confraternita di Sori, alla quale Pieve era collegata da un rapporto di mutua collaborazione, insieme alle Confraternite di S. Ilario e di Bogliasco. Gli oggetti in argento fuso e cesellato con un delicato disegno risalgono alla metà del secolo XIX e furono probabilmente rifatti dopo che a fine Settecento i due precedenti finirono nelle requisizioni della Repubblica Ligure.

Il prezioso trittico datato 1520, inizialmente attribuito ad un seguace di Pietro Francesco Sacchi (1485-1528), e dopo l’intervento di restauro del 1978 definitivamente attribuito al Maestro. Raffigura S. Antonio Abate benedicente, attorniato da s. Giovanni Battista e s. Benedetto, mentre nella cimasa reca il Cristo morto tra la Vergine e l’Angelo annunziante. La data di esecuzione è riemersa dopo il restauro sul muretto dipinto sullo sfondo. Un’altra particolarità che si è potuto notare nel corso del restauro è che il pittore per lo scomparto dove ha raffigurato s. Giovanni Battista, ha utilizzato un pannello in legno di abete anziché di pioppo come gli altri scomparti. La presenza, inoltre, su questo pannello di alcuni schizzi e di appunti, poi coperti dalla dipintura ma rivelati dal restauro, fa supporre che il Sacchi abbia utilizzato, per questo scomparto, il proprio tavolo da lavoro; forse i tempi ristretti della committenza non gli consentirono di disporre di tutto il legno necessario.

 

Nell’Oratorio, il giorno della festa di S. Antonio (17 gennaio), o la domenica più vicina, si svolge la tradizionale benedizione degli animali.

 

Link:
http://www.parrocchie.it/pieveligure/michele/chiesa5.htm

https://www.ligurianotizie.it/la-festa-degli-animali-a-pieve-ligure-alloratorio-di-santantonio-abate/2020/01/20/364767/

https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Francesco_Sacchi

 

Bibliografia e foto (trittico):
Zanelli Gianluca, Cultura d’oltralpe e linguaggio toscano nell’opera di Pietro Francesco Sacchi, in : “Arte Lombarda”, Nuova serie, No. 123 (2), 1998, pp. 18-25

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC

BORGHETTO DI BORBERA (AL), fraz. Molo di Borbera. Oratorio di Sant’Antonio abate

All’estremo nord del piccolo nucleo di Roncoli nella frazione Molo di Borbera.
https://goo.gl/maps/uoY3rxfXoAvJFV6Z9

 

La costruzione dell’oratorio risale al XIX -XX secolo.
La facciata risulta intonacata e decorata da affreschi; in alto al centro le figure di s. Antonio e presumibilmente di s. Paolo eremita.
Il registro inferiore accoglie il portone d’accesso, affiancato da due piccole finestre quadre; nel registro superiore, sopra allo stesso, è presente una apertura a lunetta.
L’oratorio presenta unica navata, con abside rettilinea e copertura a botte. Struttura in muratura portante, internamente ed esternamente intonacata.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=66435

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC

BORGHETTO DI BORBERA (AL), frazione Liveto. Oratorio di Sant’Antonio abate

Fraz. Liveto. Via Mazzini.
https://goo.gl/maps/vAFL4TX6kbMJE1ut6

 

Della data di costruzione di questo piccolo oratorio non si hanno notizie certe (XVII -XIX secolo?).

Presenta facciata a capanna, con piccolo cornicione, intonacata e tinteggiata. Presenta un unico portone , sul fianco sinistro del quale si apre una piccola finestra quadra; sopra allo stesso una finestra di maggiori dimensioni.
Due tondi affrescati sono posti a metà altezza dei fianchi: il tondo a sinistra raffigura sant’Antonio abate circondato da animali.
E’ presente un campanile a vela posto sopra il fronte destro della chiesa.
La chiesa presenta schema planimetrico a navata unica, con zona absidale piana, la muratura portante è in pietra; la navata con volta a botte, abside con volta a crociera. L’interno, interamente intonacato, presenta affreschi sulle volte.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=66360

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC