BAGOLINO (BS). Chiesa di San Rocco, affresco staccato con s. Antonio abate, XV secolo

La Chiesa è situata all’ingresso dell’abitato e fu eretta dopo la peste del 1478, per ringraziare san Rocco per la cessazione dell’epidemia. Grande interesse riveste, al suo interno, il ciclo di affreschi realizzato alla fine del XV secolo dal pittore camuno Giovanni Pietro da Cemmo, artista che segna nelle valli bresciane il passaggio dalla pittura gotica a quella rinascimentale.

L’interno della chiesa, in una parte della parete sinistra ove sono affreschi ormai rovinati, ospita un affresco staccato di 220 x 170 cm che raffigurante la “Madonna in trono col Bambino trasant’Antonio abate e san Giovanni evangelista“.
Opera del Quattrocento attribuita alla scuola del Da Cemmo, proviene da una cascina del territorio di Bagolino.
«Affresco ancora legata al gotico internazionale, anche se tanto ritardato da accogliere alcune note nei volti di san Giovanni e sant’Antonio, che normalmente gli sono estranee per la loro qualità realistica.»
Sant’Antonio, a destra, tiene tra le due mani un libro aperto che sta leggendo. Dalla mano sinistra pende la campanella, le braccia reggono un alto bastone pastorale. A terra, a sinistra del Santo, un piccolo maiale della cinta senese.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300043456-10

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Rocco_(Bagolino)

BAGOLINO (BS). Collocazione ignota, statua e bassorilievo di s. Antonio abate, XV e XVI secolo

La statua misura 158 x 66 x 50 cm, realizzata nel XVI secolo da Stefano Lamberti (Brescia, 1482 – 1538). «La statua è di grande nobiltà, sia per l’espressione del viso, sia per l’atteggiamento della persona e la forza del modellato  è di grande nobiltà, sia per l’espressione del viso, sia per l’atteggiamento della persona e la forza del modellato. Il drappeggio, sobrio e fluido, avvolge tutta la persona con grave dignità. I tratti del volto, pur con una certa rustica familiarità e bonarietà, sono di sapiente fattura come i capelli e la barba che non rinunciano a una certa simmetria stilizzante. La statua originariamente era decorata con doratura e fiori vivaci, che s’intravedono fra le pieghe del panneggio dove non è giunto il pennello del deturpatore. …
Sant’Antonio abate, seduto su una specie di trono, di cui buona parte sembra essere stato asportato per adattarlo in una nicchia, ha in capo la mitra abbaziale, e, mentre con la sinistra tiene il campanello, alza la destra a benedire.» Il piviale, dorato, è avvolto entro la cocolla fratesca di colore scuro.


Parte del testo e immagine
:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300043506


Il tondo in pietra a bassorilievo misura 40 cm e raffigura il busto di sant’Antonio abate e mostra un certo realismo non troppo fine, unito a un modellato abbastanza accorto che lo collegano alla scultura bresciana del secolo XV.
Il Santo ha la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra tiene un bastone pastorale. La campanella, iconografia inconsueta, pende dalla spalla sinistra.

Parte del testo e immagine:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300043306

CENTO (FM). Collocazione ignota, statua di s. Antonio abate, 1750-1850

Il Catalogo dei Beni Culturali segnala a Fermo, ma senza indicare la precisa collocazione, una statua in legno e cartapesta, riverniciata, alta 160 cm, databile tra 1750 e 1850, di manifattura emiliana.
Raffigura sant’Antonio abate che tiene nella mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi, a sinistra, un maialino.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800295840

MONTJOVET (AO), frazione Saint Germain. Chiesa di Saint-Germain, statua di s. Antonio abate, XV-XVI secolo

Chiesa a pianta rettangolare con grande porticato all’ingresso, costruita verso la fine del secolo XVII mentre il campanile risale al XVI secolo.

Conserva una scultura di area alto-renana che raffigura sant’Antonio abate, alta 64 cm.
Datata tra l’ultimo quarto del XV secolo e i primissimi decenni del XVI.
Scolpita a mezzo tondo in un tronco unico di latifoglia, verosimilmente in tiglio. Gli unici due masselli, frutto di un recente rifacimento, sono la mano sinistra e il bastone con la campanella, di fattura rozza e sproporzionata, realizzati con legno di conifera la prima e con un legno di latifoglia molto tenero il secondo.
L’intaglio della scultura è assai accurato sul recto mentre sul verso, scavato profondamente nella porzione centrale, è solo sbozzato.
Decorato con oro zecchino, s. Antonio tiene nella mano destra un libro aperto.
La statua è stata sottoposta recentemente a restauro, cfr. fotografia in alto dell’opera prima e dopo.

 

Bibliografia:
Zidda Gianfranco; Cuaz Novella, Una scultura di area alto-renana nella chiesa
di Saint-Germain a Montjovet, Bollettino n° 7 – 2010 ©2011, pp. 133-37

VALTOURNENCHE (AO). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa si affaccia su una silenziosa piazzetta nel cuore del capoluogo. Piazza delle Guide, 1
https://maps.app.goo.gl/PU6qEDHrYCmFMFkW9

 

La costruzione risale al 1420, anno in cui sostituì una precedente cappella del 1412.
L’edificio attuale è frutto del rifacimento del 1854. Gli interni furono rifatti e abbelliti a più riprese nel corso del XIX secolo.
La torre campanaria, intonacata, a pianta quadrata, con un doppio ordine di bifore e copertura a cuspide, sorge isolata: fu costruita, probabilmente nel sito del precedente campanile tardo gotico, tra il 1760 e il 1763 per volontà del parroco Jean-Jacques Perruquet che regalò anche la campana maggiore.
La facciata è coronata da un timpano e d è preceduta da un portico/pronao in forme neoclassiche.
La chiesa ha pianta rettangolare a tre navate.


Tranne per la pala dell’altare maggiore del pittore Stornone [Giuseppe (Ivrea,1816 – 1890) o il figlio Giovanni (Ivrea, 1848 – 1917)], tutte le pitture murali sono di Ettore Mazzini (1891 – 1960) realizzate a metà del Novecento.
Oltre all’altare maggiore in marmo policromo con tabernacolo e ciborio del 1825, si conservano altri due altari di fattezze quasi identiche. Sono entrambi in legno intagliato, dipinto ed in parte dorato, ed hanno quattro colonne tortili di diversa dimensione, separate da una cornice e oggi posti a lato del presbiterio, Oltre alla statua nella nicchia avevano una tela che veniva abbassata per le cerimonie delle confraternite. La tela della Vergine, dell’altare a destra, del pittore Vittorio Avondo (Torino, 1836 – 1910), è oggi conservata in sacrestia.
Pulpito e decorazioni lignee sono ottocenteschi.

 

Sul lato destro del presbiterio, si trova un piccolo Museo di Arte Sacra in cui sono conservati alcuni arredi provenienti anche dalle altre Cappelle della Parrocchia. Le due opere più notevoli sono le sculture lignee di dimensioni maggiori che raffigurano i due patroni della parrocchia, il vescovo san Grato e Antonio Abate, che possono risalire all’inizio del XVI secolo, di anonimo scultore di Basilea. Dismesse dalla parrocchiale, erano state riutilizzate nella cappella di Cheneil, benedetta nel 1899. Restaurate nel 2008-9.
S. Antonio tiene nella mano destra un bastone a stampella cui è appeso un campanello; nella sinistra un libro aperto.

La chiesa conserva anche una bella statua di Sant’Antonio abate del 1893.

 

Bibliografia e foto statua:
Vallet Viviana Maria; Papone Paolo, Il restauro delle sculture lignee del Museo d’Arte Sacra di Valtournenche, Bollettino n° 6 – 2009 ©2010, Regione Valle d’Aosta, pp. 182-3

Link:
https://www.lovevda.it/it/banca-dati/8/chiese-e-santuari/valtournenche/chiesa-parrocchiale-di-sant-antonio-abate/1015

https://www.youtube.com/watch?v=Hy8bK3XdYPE&ab_channel=CervinoSkiParadise