FIDENZA (PR). Chiesa di S. Antonio abate, oggi chiesa ortodossa di San Faustino

Via Abate Zani, 53 / Via Emilia ovest
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La chiesa di S. Antonio abate data dalla fine del secolo XII o dall’inizio del XIII. Eretta dai religiosi Antoniani aveva annesso un convento e un ospedale per pellegrini. Nei secoli subì numerose modifiche. Nel 1553 la struttura fu assegnata in commenda al cardinale Giovanni Gerolamo Morone ed alla fine del secolo la gestione del luogo di culto e dell’ospedale passò ai frati del Terzo ordine di san Francesco, prima del ritorno degli Agostiniani.
In seguito alla soppressione dell’ordine religioso, avvenuta nel 1777, la chiesa divenne un oratorio sussidiario della parrocchia dei Santi Faustino e Giovita.

Nel 1812 il governo napoleonico decretò la rettificazione della via Emilia; per tale motivo il la chiesa parrocchiale fu abbattuta e la chiesa di Sant’Antonio abate la sostituì, tuttavia ciò non la risparmiò dalla demolizione del portico a nord verso la via Emilia e dalla perdita delle decorazioni ad affresco sullo stesso lato; a causa delle modeste dimensioni, il luogo di culto fu inoltre privato della facciata per consentire il prolungamento della navata fino al piccolo santuario, oggi inglobato nel tempio.
Tracce di pittura e alcuni disegni permettono di concludere che l’interno e parte dell’esterno della chiesa erano dipinti.
È tutelata per legge dal decreto 22 luglio 1911 L. 364 del 1909.

Dopo un lungo periodo di abbandono, danneggiata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e ridotta in stato precario, nel 1969 fu restaurata per iniziativa della locale sezione di Italia Nostra. Attualmente la chiesa è affidata alla comunità ortodossa di Fidenza che vi celebra i suoi riti e la chiesa porta il titolo di San Faustino.

Il continuo riporto di materiale per la manutenzione del fondo stradale lungo l’adiacente via Emilia ha affossato la chiesa sul lato nord.
La chiesa, priva di facciata, si sviluppa su una navata unica con presbiterio ad est e ingresso sul lato sud attraverso un piccolo portico; sul margine occidentale sorge in continuità l’antica precettoria, oggi residenza privata.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_%28Fidenza%29

Fidenza. lato sud

Fidenza. Antico ingresso sul lato nord

 

DEIVA MARINA (SP). Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate

Via Gramsci, 1
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La chiesa è stata edificata nel 1730 nel cuore del borgo medievale di Deiva, fu aperta al culto il 19 marzo 1739.


Al suo interno conserva decorazioni in stile barocco; i dipinti sono databili al XVIII al XIX secolo.

 

 

 

Il dipinto sopra l’altar maggiore raffigura sant’Antonio abate, viene datato al secolo XVIII. La tela è stata ampliata in basso; infatti, la parte inferiore appare aggiunta per adattare il dipinto alla forma lobata della cornice di gesso presente sul muro della chiesa. II dipinto appare assai sporco, mentre la figura di Sant’Antonio è meglio conservata e pur apparendo un po’ rigida è ben costruita con viso e mani ben dipinti.

Nel gennaio 1936 si deliberò di assegnare il lavoro di pittura e decorazione del presbiterio e del coro della chiesa al prof. Mario Albertella di Milano (1883 – 1955).
Sulla volta del presbiterio sono affrescati in colori vivaci entro cornici a stucco ornate di motivi vegetali a suddivise in due medaglioni raffiguranti Sant’Antonio aAbate e l’Eucaristia al centro, all’intorno in cinque spicchi sono figure di Santi. Nelle vele sono dipinti degli angeli a monocromo.
L’affresco centrale raffigura la Gloria di sant’Antonio abate.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Deiva_Marina)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700025765 (dipinto)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700025757-4 (affresco)

GIARRATANA (RG). Chiesa di Sant’Antonio abate

Corso Umberto I, 138
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La chiesa è documentata già nel Trecento in essa si venera l’immagine della Madonna della Neve Patrona del Paese.
La chiesa fu rasa al suolo dal sisma del 1693. L’opera di ricostruzione iniziò nei primi anni del XVIII secolo nella parte più alta dell’abitato. Il tempio già nel 1748 era ricostruito e adibito al culto, ma fu consacrato solo nel 1783.
L’alta facciata è in stile barocco, attribuita all’architetto Mario Diamanti. Il prospetto è suddiviso in tre ordini architettonici ornati da semicolonne. Il terzo ordine della facciata è adibito a cella campanaria.
Sul portone principale troneggia un’aquila bicipite in pietra asfaltica con la scritta “PRIMA BASILICA”. Nel secondo ordine spicca una grande vetrata istoriata, che raffigura Sant’Antonio e la Madonna della Neve, mentre i lati del prospetto ospitano le statue in pietra di San Francesco da Paola e di Sant’Antonio di Padova, opere del Moschetto(?).

L’interno è a tre navate, decorate con stucchi dorati; pregevoli in particolare le dorature e gli stucchi nella navata centrale e nelle cappelle del Santissimo Sacramento, dell’Addolorata e di Sant’Antonio attribuiti alla scuola del Serpotta.
Sull’altare maggiore è stata realizzata la monumentale cappella che custodisce la cinquecentesca statua della Patrona Maria SS. della Neve, unitamente al baldacchino settecentesco.
Nel presbiterio il coro in legno scolpito fa da cornice al soglio presbiteriale, riccamente decorato e dorato.

Nella chiesa si conservano inoltre: una tela del Settecento di Giovan Battista Ragazzi (San Francesco di Paola e san Corrado), nella navata sinistra accanto alla cappella del Santissimo Sacramento; una statua di Sant’Antonio abate del 1626, proveniente dall’antico abitato; una tela raffigurante la Gloria o estasi di Sant’Antonio forse attribuibile alla scuola del Novelli, della prima metà del Seicento; un dipinto della Madonna della Neve, realizzata dal sacerdote Gaetano Distefano, nel 1865, posto sopra l’ingresso alla sagrestia; una tela del Martirio di santo Stefano, attribuita al Mauri, nella navata di sinistra; una statua della Madonna Assunta in cielo del 1904, opera di Giuliano da Palazzolo Acreide.

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Durante la Festa il 17 Gennaio viene portata in processione la statua seicentesca e vengono benedetti gli animali.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Sant%27Antonio_(Giarratana)

SISSA TRECASALI (PR), frazione Gramignazzo. Chiesa parrocchiale dei Santi Antonio abate e Bernardino

Via Co’ di Sopra, 63
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L’antica parrocchiale di Gramignazzo fu costruita nel XVIII secolo e fu distrutta nel dicembre del 1944 durante un bombardamento aereo angloamericano.
La nuova chiesa fu edificata tra il 1946 e il 1950 su disegno dell’architetto Mario Vacca. Nel 1985 fu realizzato il protiro in facciata, disegnato dall’architetto Gianni Capelli.

La facciata a salienti della chiesa, rivolta a ponente, presenta al centro, all’interno di un ampio arco a tutto sesto strombato, il portale d’ingresso, preceduto dal protiro, e tre finestre, mentre ai lati vi sono due ulteriori finestre a tutto sesto murate.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato un’ampia apertura ed è coperta dal tetto a quattro falde.

L’interno dell’edificio è suddiviso da pilastri in tre navate, di cui la centrale è coperta da volte a crociera; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, leggermente rialzato, ospitante l’altare maggiore e chiuso dall’abside di forma semicircolare.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la pala con la Madonna col Bambino, risalente al 1741, il dipinto raffigurante la Presentazione al Tempio, eseguito nel 1756, la Via Crucis, del 1950, e la tela ritraente Sant’Antonio abate, realizzata nel 1737.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/55675/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Antonio_Abate_e_Bernardino

GERMANIA – MAGONZA / MAINZ. Antoniterkapelle

Adolf-Kolping-Straße 10, 55116 Mainz
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Una prima cappella fu costruita intorno al 1134. Un insediamento degli Antoniani è citato a Magonza nel 1324. La Cappella e il monastero antoniano furono costruiti nel XIV secolo in stile gotico e il complesso, chiamato anche Antonihof, sorgeva in un’area periferica della città. Una donna di nome Mechthildis nel 1332 donò la cappella, che aveva fatto costruire dal 1330 e aveva dedicata a sant’Antonio abate, a Frater Nikolaus von Andernach che divenne così il fondatore del monastero. Nikolaus morì nel 1333 e fu sepolto nella chiesa.

Nel 1528 il priore del complesso antoniano concesse il monastero all’elettore Alberto di Brandeburgo. Poco dopo l’Antonihof fu chiuso per mancanza di monaci. Dal 1619 il convento fu utilizzato dalle monache Clarisse.
Chiuso durante il dominio napoleonico, il complesso ebbe diversi utilizzi. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa fu parzialmente distrutta da un incendio nel 1942, ma fu ricostruita nel 1948 e durante il restauro furono scoperti alcuni affreschi medievali, sulla volta. I dipinti, restaurati, mostrano santi in cornici di trafori. Si tratta dell’unico ciclo originale di affreschi in una chiesa medievale di Magonza.
La Cappella è formata da una navata, che è stata aggiunta al coro.
La porta della Cappella porta ancora un rilievo con la tau (immagine a destra).

 

La statua sul pilastro destro della galleria, sotto l’organo (la figura sull’altro pilastro rappresenta Sant’Antonio di Padova) è sant’Antonio abate accompagnato dal maiale.

 

Link:
https://bistummainz.de/cityseelsorge/mainz/unsere-kirchen/st.-antonius/index.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_Antoniter