QUATTRO CASTELLA (RE). Chiesa parrocchiale di S. Antonino, con dipinto di s. Antonio abate, 1590-1610

L’attuale chiesa parrocchiale sorge nell’area e sui ruderi di un’antica chiesa dell’epoca di Matilde di Canossa, restaurata nel 1112 – secondo un’epigrafe incisa su pietra di arenaria e incastonata all’interno della chiesa all’altezza del primo capitello di destra – a sua volta preceduta in località Ghesiòla da una chiesetta paleocristiana databile a qualche secolo prima del Mille. Verso la metà del 1500 si pensò di ricostruire completamente la chiesa, con pianta a croce latina, ma i lavori si compirono molto lentamente. Si diede priorità all’abside, al presbiterio e al transetto; nel 1615 si iniziò la navata, furono sistemati altri quattro altari e vennero aperte due porte laterali. Il vescovo Marliani, in visita pastorale nel 1664, la trovò ancora incompleta e con una vaga forma a croce greca.
Il grosso dei lavori a completamento della chiesa fu affrontato e condotto a termine dal priore Alfonso Canossa, dal 1701 al 1716: fu prolungata la navata per circa nove metri, si aggiunsero gli altari di San Pietro e di San Luigi e fu approntata la facciata, rimasta poi incompiuta per motivi sconosciuti.
Altri lavori di consolidamento e di finitura, fuori e dentro la chiesa avvennero nel q1935-37 e un restauro degli interni fu concluso nel 1991.

La chiesa conserva sulla parete destra, tra le ultime due cappelle verso l’altare, un dipinto a olio su tela raffigurante sant’Antonio abate, datato al 1590-1610, di autore ignoto di ambito emiliano.
“Un quadro di S. Antonio Abbate in tela col suo telare” è menzionato dall’Inventario parrocchiale del 1664 (Reggio Emilia, Archivio della Curia Vescovile, filza 140, Inventario delli Beni Mobili e Stabili della Chiesa Parrocchiale di S. Antonino delle Quattro Castella).
Il Santo tiene un bastone con la mano destra e nella sinistra ha il fuoco. Un maiale spunta da dietro la figura, a sinistra.

La bella cornice lignea è coeva e presenta battuta intagliata a foglie lanceolate che si dipartono dai centri al nodo, gola liscia e profilo a sequenza di foglioline stilizzate anch’esse legate ad un nodo centrale.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800273530

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800273531 (cornice)

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonino_Martire_(Quattro_Castella)

MONTEVARCHI (AR). Ex chiesa di sant’Antonio abate ora auditorium

Via Marzia, 94
https://maps.app.goo.gl/hQZXSzqXnYfQDxLg9

La chiesa di Sant’Antonio Abate a Montevarchi era un antico edificio religioso che fu sede della Compagnia di Sant’Antonio per quasi due secoli.
L’antico Oratorio di Sant’Antonio era sito in via Cennano non lontano dalla Chiesa di Sant’Andrea a Cennano, e proprio la strategicità di questa posizione, allo scoppio della faida paesana tra Cennanini e i Laurenziani nel 1557, ne segnò l’inesorabile fine.
Non si hanno notizie della fondazione della Compagnia di s. Antonio, ma solo di quella della sua soppressione nel 1549. Una nuova Compagnia fu creata e spostata dalla sede di via Cennano a quella di Via Marzia che fu ristrutturata, ma i lavori andarono a rilento se solo nel 1581 la compagnia ottenne la licenza di togliere la statua di S. Antonio dalla Compagnia di Via Cennano e portarla nella nuova Compagnia di Via Marzia.

La chiesa passò poi ad altre confraternite e, quando nel 1783, per decreto del granduca Pietro Leopoldo, furono sciolte tutte le confraternite e gli ordini religiosi contemplativi, la chiesa di Sant’Antonio, che apparteneva allora alla Fraternita del Latte, fu sconsacrata e venduta all’asta.
Lo smantellamento della struttura provocò la sparizione di un quadro di Vestrucci del 1600; invece la statua in terracotta invetriata di Sant’Antonio, opera dei Della Robbia, fu nuovamente spostata e murata sulla facciata esterna di una casa e, nella ricollocazione, perse una mano. La statua diventò poi proprietà di privati che nel 2008 la donarono al Museo d’arte sacra, vedi scheda.

Nel corso del tempo, la ex chiesa fu utilizzata come stalla, magazzino e officina meccanica, oltre che come casa popolare. Alla fine degli anni ottanta del Novecento, l’edificio fu acquistato dal Comune di Montevarchi e trasformato in quello che è oggi l’auditorium comunale.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Montevarchi)

Montevarchi, retro della ex chiesa di Sant’Antonio abate

Montevarchi, facciata ex chiesa, ora Auditorium, ingressi con pensilina

 

 

CREMIA (CO), frazione Vignola. Chiesa di San Michele con dipinto di s. Antonio abate, XVI secolo

La chiesa di Vignola, divenuta parrocchia nel 1551 in sostituzione di quella di S. Vito, faceva parte dell’antico Convento delle Umiliate, del quale rimangono solo alcune tracce nella casa parrocchiale che formano un agglomerato intorno a un piccolo cortile.
La chiesa è a navata unica con cappelle risalenti al XVIII secolo e presenta una facciata a capanna preceduta da un pronao su due colonne; due stemmi di famiglie locali sono collocati sul lato sinistro.

All’interno sono custodite preziose opere d’arte: il polittico quattrocentesco attribuito al Borgognone e proveniente dalla Chiesa di S. Vito; sull’altare mag­giore vi è la grande tela cinquecentesca del Veronese raffigurante l’Arcangelo Michele che trafigge Lucifero; su altro altare la tela cinque-seicentesca dei fratelli Campi di Cremona ritraente il Redentore che consegna le Chiavi a S. Pietro; un tabernacolo in marmo bianco del 1504 e vari affreschi settecenteschi attribuiti ad Antonio Maria Caraccioli da Vercana.

L’ultimo altare sul lato sinistro (novecentesco in marmo), perpendicolare al presbiterio, è dedicato a Sant’Antonio abate e conserva un olio su tela che raffigura il Santo, del XVI secolo, attribuito a bottega veneta, incorniciato da una bella ancona lignea dorata che è un rifacimento ottocentesco dalle linee classicheggianti e riprende probabilmente l’esemplare originale ad essa precedente. È possibile che l’originale sia stato sostituito in occasione dei restauri delle opere pittoriche della chiesa da parte del pittore Alessandro Brisson fra il 1863 ed il 1873.
Il dipinto rappresenta la «monumentale figura del Santo, collocato in un paesaggio di vaga ascendenza leonardesca, e rivela i forti influssi veneti dell’autore. L’ignoto autore è da collocare nell’ambito della cultura pittorica lombardo-veneta dei primi decenni del cinquecento che fa capo ad esponenti quali il Moretto senza averne però la morbidezza pittorica». Sant’Antonio appoggia la mano destra sul bastone a tau e con la sinistra tiene il fuoco.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222906 (tela)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222907 (cornice)

https://www.northlakecomo.net/830-Arte-e-Cultura-Chiesa-di-San-Michele

LUCOLI (AQ). Collocazione ignota. Statua e dipinti di S. Antonio abate

Il Catalogo dei Beni culturali indica a Lucoli, ma senza specificare la collocazione, una statua e alcuni dipinti raffiguranti sant’Antonio abate.

 

1) Statua lignea. Il Santo tiene con la mano destra un bastone a tau cui è appesa una campanella e con la sinistra un libro sul quale + il fuoco.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300218029

 


2) Dipinto murale datato al XVI secolo. Il Santo ha un libro nella mano sinistra e un bastone a tau cui è appesa una campanella nella destra.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217241


3) Dipinto murale datato 1583, in cattivo stato di conservazione e racchiuso da cornice dipinta di forma ovale. Il Santo è nella consueta iconografia

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217916


4) Dipinto murale datato 1588. Il Santo ha un libro nella mano sinistra e un bastone a tau nella destra.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217975


5) Olio su tela del Seicento attribuito alla scuola di Giulio Cesare Bedeschini. (1582 – 1627).
Sant’Antonio abate, vestito con tunica e mantello, è in piedi. Con la mano destra si appoggia al bastone, con la sinistra tiene il libro che legge.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300005962


6) Olio su tela raffigurante s. Antonio abate a ¾ , datato al XVIII secolo. Il Santo sta leggendo un libro che regge con la mano destra. Il braccio sinistro tiene un bastone cui è appesa una campanella. Il maiale è a sinistra, sotto la croce. Opera priva di originalità.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300186898

NOVARA DI SICILIA (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Ada Negri
https://maps.app.goo.gl/ahpXN1wGNk6Bym1Y6

I lavori della chiesa furono iniziati intorno al 1538 e ultimati solo nel XVIII secolo. Scolpite nell’iscrizione posta sul lato destro della facciata, le date di inizio costruzione dell’edificio attuale e fine lavori di perfezionamento, il periodo tra il 1609 e il 1669.
Il portale centrale ad arco acuto di stile normanno reca scolpite sugli stipiti le figure di Sant’Antonio abate col bastone e un porcellino a sinistra, e San Paolo apostolo con la spada e un serpente a destra. Entrambi i soggetti sono affiancati da un angelo.

I piccoli portali laterali presentano un arco a tutto sesto in conci squadrati.

La facciata è rivolta a sud e ripartita da due paraste in conci. Varchi d’accesso sovrastati da finestre, quella centrale incorniciata da timpano triangolare spezzato. Il secondo ordine centrale è raccordato al primo da vele, chiudono la prospettiva due vasotti e un pinnacolo con croce apicale in ferro battuto al centro.
Campanile composto da tre ordini, cella dotata di quattro monofore, cuspide centrale ottagonale di stile normanno rivestita di mattoni colorati, quattro pinnacoli ai vertici e decori intermedi. La sua costruzione, iniziata in epoca remota, è stata ultimata nel 1732, come indica un cartiglio.

Interno a impianto basilicale ripartito in tre navate per mezzo di 10 colonne in pietra arenaria locali. I capitelli corinzi uguali a coppie, gli archi, i decori interni ed esterni, i fregi, sono opera degli scalpellini locali. La volta della navata centrale in muratura nasconde il tetto a capriate in legno ove sono presenti mensole raffiguranti maschere e personaggi
La navata destra ha quattro campate: la prima con la cappella dell’Odigitria; la seconda con la cappella di Santa Caterina e la statua del XVI secolo raffigurante la Santa e proveniente dalla demolita chiesa a lei dedicata; terza con la cappella di San Bartolomeo e un dipinto di Gaetano Bonsignore del 1834; nella quarta campata vi è il varco per la sacrestia.
Navata sinistra: prima campata; seconda con la cappella di Gesù alla Colonna con la statua in cartapesta; terza con la cappella della Pentecoste; segue la quarta campata.
Absidiola destra: cappella di San Francesco di Paola con la statua lignea del Santo scolpita dal Cardella ad Agrigento nel 1872. Nel braccio destro del transetto sorge la cantoria dotata di un organo a canne del 1848.

Absidiola sinistra: cappella di Sant’Antonio abate. L’altare custodisce la statua lignea raffigurante Sant’Antonio abate ascrivibile al 1600 ma recante la data 1738, anno di un primo restauro.

Nel braccio sinistro del transetto trovano posto un grande crocifisso ligneo; la statua lignea di San Marco evangelista del 1500; la statua in cartapesta di San Giorgio martire, provenienti dalla chiesa omonima nel 1986 quando i locali furono adibiti ad auditorium.

 

 

 

 

 

Sull’altare centrale campeggia il seicentesco dipinto a olio su tela  raffigurante Sant’Antonio abate con san Paolo di Tebe.


Festa di Sant’Antonio il 17 gennaio. Celebrata con processioni e riti religiosi. Û du uri: funzione religiosa celebrata due ore prima del crepuscolo; benedizione degli animali.
Û fogu: fuoco acceso la sera della vigilia al piano terra con la legna che i fedeli portano in dono compiendo û viaggiu, che è la visita devozionale al santo compiuta per chiedere la grazia e debellare l’herpes zoster (o fuoco di Sant’Antonio). Il fuoco con le sue fiamme nei secoli ha annerito e consumato i gradini della rudimentale scala in pietra che porta in cima al campanile.

 

Immagini da Wikimedia
Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Novara_di_Sicilia)