PISA. Museo Nazionale di Palazzo Reale, dipinto di S. Antonio abate

Il Museo, sito in Lungarno Pacinotti, nel palazzo cinquecentesco fatto edificare dai Medici, conserva un dipinto a olio su tela inserito in una cornice intagliata e dorata, datato alla prima metà del Settecento.

Il dipinto è entrato nella collezione Ceci con l’attribuzione a Bernardo Strozzi, ma un’attenta analisi stilistica condotta da Giuliano Frabetti ne ha attribuito la paternità al pittore svizzero-italiano Giuseppe Antonio Petrini (1677 – 1759).

 

Raffigura il busto di Sant’Antonio abate che, con espressione pensosa, si appoggia al bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900408325

PIAZZA AL SERCHIO (LU), frazione Sant’Anastasio. Chiesa dei SS. Anastasio e Vincenzo, trittico con s. Antonio abate, XV secolo

La chiesa attuale fu edificata tra il 1788 al 1791, dopo che una frana aveva lesionato quella originaria del XIV secolo, che sorgeva nei pressi del cimitero dell’abitato. La chiesa fu elevata a sede parrocchiale nel 1794.
Due terremoti colpirono il luogo di culto nel 1920 e nel 2013. Nel primo caso i lavori di restauro durarono due anni, mentre nel secondo il cantiere richiese sei anni di tempo; il 5 maggio 2019 l’edificio fu riaperto al pubblico.

Il presbiterio, con pavimento in cotto, accoglie nel mezzo l’altare maggiore; sul fondo, sopra al coro ligneo si staglia un trittico del XV secolo raffigurante “Madonna col Bambino e Santi attribuito a Bernardino del Castelletto (XV-XVI secolo), esponente del Rinascimento apuano.
Al centro la Madonna col Bambino; a destra Sant’Antonio abate e San Giovanni Evangelista, a sinistra San Vincenzo Diacono e San Anastasio. Nella predella sono i busti dei dodici Apostoli, mentre nelle tre cuspidi sono Gabriele Arcangelo e Madonna Annunciata ai lati e al centro Cristo in Pietà.
Nella parte superiore al centro Dio Padre, a destra San Matteo a sinistra San Giovanni.

Sant’Antonio abate si appoggia con al mano destra a un alto bastone a tau cui è appesa una campanella e tiene con la sinistra un libro.

L’opera terminata nel 1493 come si vede su un’iscrizione in fondo al quadro centrale (A D.MCCCCLXXXXIII) trovato durante il restauro del 2025 dalla restauratrice Daniela Frati, fu a lungo attribuita a un anonimo Maestro di Sant’Anastasio, ma nel 1978 l’autore fu individuato nel pittore Bernardino del Castelletto.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Anastasio_e_Vincenzo

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/82882/


 

Nella città di Piazza al Serchio, ma senza indicare la precisa collocazione, il Catalogo dei Beni Culturali segnala un dipinto a olio su tela del Settecento, di autore anonimo, raffiguranteCrocifissione con Sant’Antonio abate, San Luigi Gonzaga, San Rocco e Santa Lucia”.
S. Antonio è a sinistra; con folta barba bianca e appoggiato al bastone, guarda verso il basso a sinistra.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900052684

VERGATO (BO). Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, con statua di sant’Antonio abate

La chiesa del Sacro Cuore di Gesù sorge in posizione centrale rispetto all’abitato di Vergato, ma a sud del centro storico del paese, l’antica piazza dei Capitani della Montagna, dove ha sede l’omonimo palazzo oggi sede del Comune.
La chiesa, ricostruzione post bellica di un edificio compromesso dal conflitto, si affaccia su Piazza della Pace. La facciata in pietra arenaria di Montovolo è caratterizzata da una porzione centrale con timpano e tetto a capanna e loggiato di ingresso a tre arcate a tutto sesto. Ai lati si estendono murature cieche con completamento piano caratterizzate, nella parte sommitale, da tre monofore a vento per parte.
L’interno, a tre navate e cinque campate con archi a tutto sesto sostenuti da colonne a dodecagono, è caratterizzato da una copertura piana dal colore grigio scuro che si ripete anche nelle navate laterali ma con altezza minore.
Il presbiterio, rialzato di tre gradini rispetto alla zona assembleare termina con abside con cupola semicircolare.

 

 

Fonte:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/

Segnalazione e immagini:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

VARESE LIGURE (SP). Oratorio dei SS. Antonio abate e Rocco

Via della Chiesa, situato a fianco della parrocchiale di San Giovanni Battista.
https://maps.app.goo.gl/6uYXb15LhXkHGNUk9

 

Edificato nel XVII secolo, in stile barocco, è ancor oggi sede della Confraternita omonima e fondata nel 1451.

Facciata a capanna decorata da paraste e con una cornice che separa la parte inferiore col portale da una finestra semicircolare. Nel timpano una apertura quadrata.

L’impianto barocco è ben visibile soprattutto all’interno nell’altare e nel sipario soprastante, entrambi in stucco, da cui compare il simbolo della Repubblica di Genova, segno dell’alleanza della Confraternita con il Senato Genovese.

La volta fu decorata tra 1750 e 17774 con affreschi da Giuseppe Galeotti (Firenze, 1709 – Genova, 1778) Uno di essi raffigura s. Antonio abate nel deserto.

 

Del Galeotti è anche un olio su tela di 110 x 80 cm, realizzato tra 1750 e 1774, raffigura s. Antonio abate con le braccia aperte, seduto in un paesaggio con rocce e alberi. Accanto a lui a destra la mitra.

 

La chiesa conserva una statua lignea di sant’Antonio abate, di 150 x 60 x 57 cm, datata al 1625-74. Il Santo è raffigurato a braccia aperte.

Nell’arredo si segnalano alle pareti tele dei Dodici Apostoli; sopra il portone di entrata, in controfacciata, una tela con Ultima Cena databile al 1575-1610.

 

Vi sono anche immagini processionali, fanali dorati con oro zecchino e due pastorali in legno dorato con le effigi dei Santi Antonio e Rocco, risalenti alla seconda metà del XVIII secolo.
Il pastorale / mazza processionale lignea, che misura 193 x 12 cm, è formata da un bastone azzurro con foglie bianche sormontato da una statuetta dorata raffigurate sant’Antonio abate su base a foglie stilizzate. Il Santo ha un mantello damascato con motivi floreali dorati su fondo color ruggine e saio liscio con cerchietti decorativi; ai piedi un maialino dorato.

 

Uno stendardo processionale, che misura 356 x 128 cm, formato da un bastone ligneo azzurro con asta orizzontale con pomi dorati a foglie d’acanto stilizzate, ovuli e palmette sormontato da vasetto dorato sul quale si innesta una croce.
Lo stendardo, in seta, raso e damasco, raffigura a sinistra s. Antonio abate con abito color ruggine occhi azzurri e un maialino appena visibile; a destra s. Rocco con mantello arancione, bastone, e sotto il cane.
Al di sotto dei Santi, cartigli con i loro nomi. Datato 1790-1810.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041514-2 (affresco s Antonio)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041531 (S. Antonio del Galeotti)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041480 (statua)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041453 (pastorale)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041454 (stendardo)

VASIA (IM). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Adele Alfieri
https://maps.app.goo.gl/NZa2NejtyNeMG8Vk6

 

L’architrave originario dell’ingresso recava la data 28 settembre 1457, forse indicava la conclusione dei lavori di costruzione o di qualche importante modifica apportata all’edificio.
Nel 1485 la chiesa fu affrancata dalla chiesa matrice dei santi Giacomo e Nicolò di Prelà.
La chiesa nel 1585-6 ricevette la visita del sub-delegato Lelio Garuffo, che giudicò angusto l’altare dedicato alla Gloriosa Vergine e ordinò di ampliarlo.
Nel 1640 iniziò la costruzione della nuova chiesa sul sedime della precedente, con facciata esposta a nordovest.
Nel 16753 Filippo Marvaldi eseguì decorazioni a stucco nella cappella del Santo Rosario.
Il campanile fu eretto nel 1804-6. In pietra a base quadrata, è suddiviso in più registri da cornici marcapiano; la cella presenta su ogni lato una monofora affiancata da semicolonne binate ed è coronata dalla lanterna.
Si svolsero lavori di restauro delle facciate nel 1994-5.

La facciata a salienti della chiesa, scandita da lesene angolari, presenta al centro il portale d’ingresso, a cui s’accede percorrendo una breve scalinata, sopra vi è una  serliana murata.

L’edificio, con l’abside orientata a sud est, è composto da una serie di corpi di fabbrica disposto attorno alla pianta a croce latina della chiesa. La chiesa presenta i prospetti esterni in pietra a vista, ad eccezione delle due facciate, intonacate e tinteggiate.

Lo spazioso interno è organizzato in tre navate, separate da due file di colonne collegate da arcate a tutto sesto, con il presbiterio separato dall’aula da una balaustra marmorea e da due gradini. L’apparato decorativo tardo-barocco è parzialmente occultato da fitti interventi di ridecorazione di età contemporanea.

Conserva tre polittici tutti riproducenti la Madonna col Bambino e Santi: quello nel coro a destra dell’altar maggiore risale al secolo XV e proviene dalla chiesa di Sant’Anna; lo fronteggia quello del tardo Quattrocento, qui trasferito dalla chiesa di San Martino (edificio di origine benedettina risalente al XII secolo).

 

 

Uno dei polittici (immagine da https://leterredelponenteligure.it/it) presenta anche, in basso, a destra della Vergine, la figura di s. Antonio abate che tiene con la destra una campanella e con la sinistra un bastone a tau. Cfr. immagine a sinistra.

 

 

 

Il terzo polittico, più piccolo, conservato oggi in sacrestia, è del 1580-1585, opera di Giulio De Rossi (1580-85), già nell’Oratorio di Sant’Anna e che presenta al centro la Madonna assisa in trono col Bambino benedicente stante sulle sue ginocchia affiancata da San Giovanni battista, da una parte, e Sant’Anna, dall’altra; Dio Padre nella cimasa e i Santi Rocco e Sebastiano nelle volute. Tempera su tavola di 148 x 113 cm. (1)

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Vasia)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21235/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Vasia

https://leterredelponenteligure.it/it/cultura/itinerari-culturali/58-itinerario-culturale-n-7/114-vasia.html

Bibliografia:
(1)  Casamurata Marco, Una dinastia di artisti “de Florentia” in Liguria: Raffaello, Giulio e Orazio De Rossi (1510-1626), Corso di Dottorato in Studio e valorizzazione del patrimonio storico, artistico-architettonico e ambientale, Storia e conservazione dei Beni Culturali artistici e architettonici XXXII ciclo, AA. 2018-19