VALLECROSIA (IM), frazione Vallecrosia Alta. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Nel centro storico della frazione.
https://maps.app.goo.gl/fgZ6fvTt48b53J9d6

 

La fondazione del primo edificio religioso probabilmente avvenne nel periodo tardo medievale. La struttura attuale risale al rifacimento nello stile architettonico barocco avvenuto nel corso del 1737, quando fu consacrata.

La facciata, ultimata nel 1786, presenta stucchi e statue di Pietro Lucchesi e Pietro Notari.
Al centro, sopra il portale, vi è anche la statua di sant’Antonio abate con i consueti attributi.

Il retrostante campanile, dalla cupola quadrangolare, ha un orologio.

L’interno della chiesa, ad unica navata, è anch’esso barocco. Tra le opere conservate, interessante è il dipinto “Sant’Antonio di Padova implora per Vallecrosia l’intercessione della Vergine”, datato al 1675, opera del pittore Giovanni Battista Casoni (Casone) (1610 – 1686). L’opera, che ha la particolarità della presenza nel dipinto della stessa chiesa parrocchiale così come si presentava prima del rifacimento barocco, fu un ex voto della comunità perché aveva superato indenne la guerra sabaudo-genovese del 1672. Per approfondire e immagine vedi bibliografia.

Altre opere e arredi sacri sono un crocifisso in marmo policromo intarsiato e la statua della Vergine Maria, entrambe realizzate nel XVIII secolo da Giovanni Maragliano (1710-1777); in sagrestia è conservato un altro crocifisso in legno datato tra il XIV e XV secolo. L’organo della chiesa fu acquistato nel 1679.

 

Link:
https://turismo.comune.vallecrosia.im.it/services/chiesasantantonioabate/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Vallecrosia)

Bibliografia:
Devitini Alessia, Da Lerici a Ventimiglia: l’itinerario ligure di Giambattista Casoni, Intemelion n° 3, 1977 allegato

SPAGNA – ISOLE CANARIE – LAS PALMAS DE GRAN CANARIA. Oratorio / Eremo (Ermita) di Sant’Antonio abate

Pl. San Antonio Abad, 2
https://maps.app.goo.gl/4zMCp52DUmDjH4d88

 

L’attuale cappella di Sant’Antonio abate è un edificio del 1757 sorto al posto di una precedente costruita nel “Real de Las Palmas”, accampamento eretto da Juan Rejón nel 1478 per la conquista dell’isola, costituendo quella che sarà la prima chiesa della città.
Tradizionalmente viene posta in relazione con il passaggio di Cristoforo Colombo dall’isola nel 1492, come indica una targa posta sulla facciata.

La facciata principale, a forma di capanna, presenta al centro una fascia verticale in pietra grigia in cui sono il portale sovrastato da un’apertura con arco a tutto sesto e terminante con un piccolo campanile a vela.

All‘interno, a pianta rettangolare, si trova una pala barocca che presenta tre architravi collegati da archi a tutto sesto. A sinistra vi è la statua di s. Antonio abate con libro, bastone e maialino.

Ai lati si trovano due altari fronteggiantisi. Il pulpito, ubicato a un lato della navata centrale e aggettante, fu realizzato dopo la costruzione della chiesa.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_di_Sant%27Antonio_Abate_(Las_Palmas_de_Gran_Canaria)

https://www.grancanaria.com/blog/it/article/alla-scoperta-delleremo-di-san-antonio-abad-dove-e-iniziata-la-storia-di-las-palmas-de-gran-can/

Altre info: Las Palmas-SAA.pdf

CONFEDERAZIOEN ELVETICA – BELLINZONA, frazione Sant’Antonio. Chiesa parrocchiale dei SS. Antonio abate e Abbondio

Carmena Paese, 7
https://maps.app.goo.gl/RuoXwJLQpP6MbG4N9

La prima menzione della chiesa risale al 1371.
L’attuale costruzione a navata unica con due cappelle laterali e coro poligonale risale al XVI secolo e fu rimaneggiata nel XVII e XX secolo.
Restauri furono eseguiti nel 1982 e 2000.

La facciata principale è preceduta da un portico a doppia arcata il cui fronte è ornato con affreschi di gusto popolare ritoccati a più riprese; nel frontone, i patroni sovrastati da Dio padre; a sinistra la figura di s. Antonio abate con bastone. Sul lato sinistra un frammento con s. Cristoforo e il Bambino. Il massiccio campanile sorge a sinistra dietro il portico.

Nella lunetta del portale: affresco frammentario della Madonna col Bambino fra i SS. Antonio e Abbondio.


L’elegante spazio interno è coperto da volte a crociera. La decorazione pittorica della navata, fine XIX secolo. L’acquasantiera tardo-quattrocentesca o del primo Cinquecento si trova sotto la cantoria.
Nel coro l’arredo liturgico è moderno. Sull’altare due sculture lignee dell’artista svizzero Ugo Cleis (1903 – 1976): un crocifisso e un tabernacolo, entrambi realizzati nel 1967.

 

In una nicchia sulla parete a destra entrando, nella cappella presso il presbiterio che contiene il fonte battesimale seicentesco, una statua di s. Antonio abate con i consueti attributi, compreso il porcellino.

 

Link e immagini:
https://www.vallemorobbia.com/via-del-ferro/architettura-beni-culturali/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Antonio_Abate_e_Abbondio

SANSEPOLCRO (AR). Ex chiesa di San Giovanni Battista, affresco con s. Antonio abate, XIV secolo

La chiesa si trova in via Giovanni Buitoni, 9. Documentata fin dal 1126 come proprietà dell’abbazia benedettina di Marzano, nel Medioevo era detta anche San Giovanni d’Afra, perché costruita nei pressi di un canale artificiale alimentato dal torrente Afra.
Nel 1496 papa Alessandro VI la conferì a Andrea della Valle, scrittore dei brevi apostolici, che di lì a poco sarà eletto vescovo e in seguito, da papa Leone X, creato cardinale.

Della primitiva costruzione è il portale in pietra della facciata con iscrizione coeva che indica un rifacimento nel 1381.

Sconsacrata, è attualmente è sede del Museo della vetrata.

Conserva diversi frammenti di affreschi del XIV secolo, purtroppo lacunosi; tra essi uno di 180 x 170 cm, staccato e riportato su masonite, raffigura sant’Antonio abate, santo Stefano e un altro Santo. Datato al 1375-99. S. Antonio, con barba biforcata, tiene un libro con la mano sinistra e la destra è appoggiata a un bastone a tau.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900429177

GAZZOLA (PC), frazione Rezzanello. Chiesa parrocchiale di San Savino, statua di s. Antonio abate, XVIII secolo

La statua in legno dipinto raffigurante sant’Antonio abate, settecentesca, è citata nell’Inventario del 1898 stilato da don Alceste Scarani che la colloca nella prima cappella Cornu Evangelii (terza cappella a sinistra) entro una nicchia chiusa da vetro.
Di discreta fattura, il Santo, oggetto di devozione di lunga data per gli abitanti di Rezzanello, come testimonia il suddetto inventario, rispecchia l’iconografia tradizionale ed è riferibile al secolo XVIII, probabilmente proveniente dalla chiesa originaria.
Forse opera di un modesto scultore locale, la statua mostra, al di là della pesante ridipintura, una resa discreta nel volto, specie nel movimento dato alla barba, una fattura più rigida e schematica nell’abito e nel manto
Sant’Antonio abate, in abito marrone e mantello nero su cui spicca la tau, si appoggia con la mano destra su un bastone a tau (incompleto nella parte sinistra dell’elemento superiore) cui è appesa una campanella; nella sinistra tiene invece un libro aperto. Il volto è barbato; sulla testa una semplice aureola metallica. Ai suoi piedi stanno alla sua destra un maiale ed alla sua sinistra un piccolo e stilizzato fuoco. La base sembra non essere pertinente.

 

Probabilmente la statua è conservata nella Parrocchiale di Rezzanello, costruita per volontà di Ferdinando Douglas Scotti tra 1859-1866 su progetto dell’ing. Guglielmo della Cella e dell’Ing. Giuseppe Perreau, modificato dall’arch. Andrea Guidotti. Il campanile fu eseguito su progetto dell’arch. Camillo Guidotti tra 1906 e 1910. Guidotti progettò anche il portale (1910-1912) che fu arricchito da un bassorilievo raffigurante San Savino di Pier Enrico Astorri. Le decorazioni interne risalgono al 1926 e sono opera di Arnolfo Ghittoni.

La Parrocchiale sorge in località San Savino, isolata, al di sopra di una collina, con orientamento NordEst-SudOvest, preceduta da un sagrato cui si accede da una scalinata in pietra. La facciata in stile neogotico, con paramento murario in pietra a fasce bianche e nere alternate, è a salienti, con la parte centrale leggermente in aggetto. Il fronte centrale e laterali hanno cantonali in pietra posti a risega. I rampanti sono percorsi da una cornice ad archetti pensili a tutto sesto in cotto. Al centro si apre l’unico portale, preceduto da un protiro su colonnine, Al di sopra del portale si apre centrale un ampio rosone, strombato, con cornice in cotto, coronato da gocciolatoio in cotto. Al centro del timpano una monofora chiusa. Ai lati del portale i fronti presentano monofore a tutto sesto, con cornice in cotto. I fronti laterali sono forati, nella parte alta da tre finestroni circolari. Sul retro l’abside poligonale presenta due monofore a tutto sesto, ai lati.
Schema planimetrico basilicale, a unica navata, scandita da alte lesene a fascio in tre campate, voltate a crociera, con le volte a costoloni a vista, in cotto. Le pareti della chiesa sono in conci lapidei, alternati a fasce di mattoni a vista, in stile neogotico. Sulla navata si aprono, con archi a sesto acuto, tre cappelle votive per lato, a pianta rettangolare, voltate a crociera; dedicate, quelle di destra al Battistero, al confessionale, alla Beata Vergine Maria; quelle di sinistra ai Santi, al confessionale, al Sacro Cuore. Il presbiterio, rialzato di tre gradini in marmo, sul piano della chiesa, si apre sulla navata con un arco a sesto acuto su pilastri murali. A pianta rettangolare è voltato a crociera. L’abside poligonale è coperto da volta a vele a costoloni a vista.

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800164765

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/39482/Chiesa_di_San_Savino_Rezzanello,_Gazzola