ROCCHETTA SANT’ANTONIO (FG). Chiesa parrocchiale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, statua di S. Antonio abate

Probabilmente la statua è conservata nella chiesa che, quando fu edificata su disegno del barlettano Giovani Mancarelli (1754-1768), era dedicata a sant’Antonio abate, l’eremita da cui prende il nome il paese.
La chiesa si impone innanzi tutto per l’alto campanile ottagonale del 1588, preesistente perché apparteneva alla precedente chiesa, dalla cupola ricoperta di maioliche colorate.
Bella anche la facciata in lesene di pietra lavorata.
L’interno, barocco e a tre navate, è decorato di stucchi policromi che raffigurano i quattro Evangelisti ed altre scene bibliche, ha ricchi altari marmorei realizzati del napoletano Luigi Cimafonte e un’importante tavola cinquecentesca, la Madonna del Cardellino, del Giaquinto. Il coro in noce scura e gli arredi di sagrestia furono realizzati da un bravo intagliatore tardo barocco.

Una bella statua lignea di sant’Antonio abate, realizzata all’incirca tra il 1750 e il 1849, raffigura il Santo che con la mano destra tiene un bastone a tau e la sinistra un libro con sopra il fuoco.
Notevole è l’aureola in argento sbalzato cesellato, eseguita intorno al 1916 e raffigurante angeli tra fasci di raggi lanceolati e racchiusi in un cerchio liscio.


La festa patronale di sant’Antonio abate comprende riti religiosi e la benedizione degli animali ed eventi civili: accensione di falò, degustazione di prodotti tipici e fuochi pirotecnici.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/19006/Chiesa+dell%27Assunzione+della+Beata+Vergine+Maria

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600134738 (statua)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600134735  (aureola)

PIACENZA D’ADIGE (PD). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Caduti per la Libertà, 9
https://maps.app.goo.gl/g4im27XEMY74FhZr5

Originariamente dipendente dalla pieve di Santa Maria di Merlara, nel 1294 l’antica chiesa di Piacenza d’Adige passò sotto la giurisdizione di quella di San Prosdocimo di Castelbaldo. La chiesa, che non era stata elencata nella decima papale del 1297, è ricordata però nella visita pastorale del 1448, effettuata dal vescovo Fantino Dandolo. Dalla relazione della visita del 22 maggio 1683 si conosce che la chiesa era stata consacrata nel 1413 da Andrea da Montagnana, vescovo di Drivasto, su richiesta del vescovo di Padova Pietro Marcello. Nel XVI secolo, a causa delle inondazioni del fiume Adige, il pavimento della chiesa venne rialzato di oltre un metro.
Nel 1700 ormai la chiesa risultava insufficiente a causa dell’incremento della popolazione e, così,all’inizio del XX secolo, l’antica parrocchiale fu demolita e fu sostituita dell’attuale, a tre navate ed in stile neoromanico, iniziata nel 1943 e consacrata il 21 ottobre 1950.

Sulla facciata, la lunetta sopra il portale è un bassorilievo che raffigura sant’Antonio abate con bastone e libro.

 

L’interno, ricco di altari e decorazioni, presenta sull’altare dedicato a Sant’Antonio abate, sulla parete destra, una pala dipinta alla metà del XIX secolo, raffigurante Sant’Antonio abate tra i santi Paolo eremita e Caterina d’Alessandria.

 

 

 

 

 

 

Collocata nell’antifacciata della chiesa, sul lato destro, è la statua di Sant’Antonio, scolpita dall’artista di Orisei Giuseppe Riflesser nel 1935.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Piacenza_d%27Adige)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/2895/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+%7C+Piacenza+d%27Adige+%28PD%29

ROCCHETTA LIGURE (AL). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza della Chiesa, 3
https://maps.app.goo.gl/dtdCSy8EPKP2ktYf6

L’originaria cappella di Sant’Antonio abate sorse, presumibilmente, verso il XIII secolo; la prima citazione dell’ecclesia S. Antonii de la Rocheta unita cum dicta plebe risale però al 1523 ed è inserita in un elenco di chiese della diocesi di Tortona, mentre da documenti di qualche decennio posteriori si sa che essa dipendeva dalla pieve di San Giovanni Battista di Albera Ligure.
Nel 1655 la comunità rocchettina fu costituita in parrocchia autonoma, indipendente dalla matrice d’Albera; la prima pietra della nuova chiesa fu posta nel 1663 e l’anno successivo l’edificio era già terminato per volontà di Napoleone IV Spinola.
Si provvide a posare il pavimento nel 1881, anno in cui la parrocchiale fu elevata alla dignità prepositurale; l’anno successivo fu consacrata.
Nel 1938 furono realizzati gli affreschi nella navata a cura di Clemente Salsa, che proseguì i più antichi affreschi del catino absidale.

La facciata a capanna della chiesa è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi tripartiti da lesene; quello inferiore presenta due nicchie contenenti le statue dei santi Pietro e Paolo; centralmente è il portale d’ingresso. Il registro superiore superiore è caratterizzato da una serliana e coronata dal timpano di forma triangolare al centro del quale spicca un cartiglio con stucchi raffiguranti i simboli attribuiti a sant’Antonio abate: la mitra, il libro e il bastone con il campanello.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a pianta quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora affiancata da lesene corinzie ed è coronata dalla cupoletta poggiante sul tamburo

L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da paraste sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini, delimitato da balaustre e chiuso dall’abside semicircolare.

Al centro della parete di fondo, sopra gli stalli lignei del coro del XVII secolo, è collocata la grande tela datata 1780, con la Gloria di S. Antonio abate, che sembra raffigurare anche, sullo sfondo, la primitiva chiesa dedicata a S. Antonio, eretta sulla sponda sinistra del Sisola, e poi abbandonata perché in rovina.

Gran parte degli arredi come le acquasantiere marmoree all’ingresso, i dipinti degli altari laterali, il bellissimo organo con una cassa ad ante dipinte con strumenti musicali collocata su una cantoria in legno dipinto, sono donazioni della seconda metà del ‘700 della popolazione e del marchese Giovanni Battista Spinola.

Sulla parete destra un altare ha una pala raffigurante s. Antonio abate.

 

Nel presbiterio, sulla parete sinistra, in una nicchia è conservata una statua di s. Antonio abate.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/43282/

https://www.comune.rocchettaligure.al.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/parrocchiale-di-sant-antonio-abate-6081-1-1467c5661289b0ab0f3807d747e1ef47

QUATTRO CASTELLA (RE). Chiesa parrocchiale di S. Antonino, con dipinto di s. Antonio abate, 1590-1610

L’attuale chiesa parrocchiale sorge nell’area e sui ruderi di un’antica chiesa dell’epoca di Matilde di Canossa, restaurata nel 1112 – secondo un’epigrafe incisa su pietra di arenaria e incastonata all’interno della chiesa all’altezza del primo capitello di destra – a sua volta preceduta in località Ghesiòla da una chiesetta paleocristiana databile a qualche secolo prima del Mille. Verso la metà del 1500 si pensò di ricostruire completamente la chiesa, con pianta a croce latina, ma i lavori si compirono molto lentamente. Si diede priorità all’abside, al presbiterio e al transetto; nel 1615 si iniziò la navata, furono sistemati altri quattro altari e vennero aperte due porte laterali. Il vescovo Marliani, in visita pastorale nel 1664, la trovò ancora incompleta e con una vaga forma a croce greca.
Il grosso dei lavori a completamento della chiesa fu affrontato e condotto a termine dal priore Alfonso Canossa, dal 1701 al 1716: fu prolungata la navata per circa nove metri, si aggiunsero gli altari di San Pietro e di San Luigi e fu approntata la facciata, rimasta poi incompiuta per motivi sconosciuti.
Altri lavori di consolidamento e di finitura, fuori e dentro la chiesa avvennero nel q1935-37 e un restauro degli interni fu concluso nel 1991.

La chiesa conserva sulla parete destra, tra le ultime due cappelle verso l’altare, un dipinto a olio su tela raffigurante sant’Antonio abate, datato al 1590-1610, di autore ignoto di ambito emiliano.
“Un quadro di S. Antonio Abbate in tela col suo telare” è menzionato dall’Inventario parrocchiale del 1664 (Reggio Emilia, Archivio della Curia Vescovile, filza 140, Inventario delli Beni Mobili e Stabili della Chiesa Parrocchiale di S. Antonino delle Quattro Castella).
Il Santo tiene un bastone con la mano destra e nella sinistra ha il fuoco. Un maiale spunta da dietro la figura, a sinistra.

La bella cornice lignea è coeva e presenta battuta intagliata a foglie lanceolate che si dipartono dai centri al nodo, gola liscia e profilo a sequenza di foglioline stilizzate anch’esse legate ad un nodo centrale.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800273530

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800273531 (cornice)

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonino_Martire_(Quattro_Castella)

MONTEVARCHI (AR). Ex chiesa di sant’Antonio abate ora auditorium

Via Marzia, 94
https://maps.app.goo.gl/hQZXSzqXnYfQDxLg9

La chiesa di Sant’Antonio Abate a Montevarchi era un antico edificio religioso che fu sede della Compagnia di Sant’Antonio per quasi due secoli.
L’antico Oratorio di Sant’Antonio era sito in via Cennano non lontano dalla Chiesa di Sant’Andrea a Cennano, e proprio la strategicità di questa posizione, allo scoppio della faida paesana tra Cennanini e i Laurenziani nel 1557, ne segnò l’inesorabile fine.
Non si hanno notizie della fondazione della Compagnia di s. Antonio, ma solo di quella della sua soppressione nel 1549. Una nuova Compagnia fu creata e spostata dalla sede di via Cennano a quella di Via Marzia che fu ristrutturata, ma i lavori andarono a rilento se solo nel 1581 la compagnia ottenne la licenza di togliere la statua di S. Antonio dalla Compagnia di Via Cennano e portarla nella nuova Compagnia di Via Marzia.

La chiesa passò poi ad altre confraternite e, quando nel 1783, per decreto del granduca Pietro Leopoldo, furono sciolte tutte le confraternite e gli ordini religiosi contemplativi, la chiesa di Sant’Antonio, che apparteneva allora alla Fraternita del Latte, fu sconsacrata e venduta all’asta.
Lo smantellamento della struttura provocò la sparizione di un quadro di Vestrucci del 1600; invece la statua in terracotta invetriata di Sant’Antonio, opera dei Della Robbia, fu nuovamente spostata e murata sulla facciata esterna di una casa e, nella ricollocazione, perse una mano. La statua diventò poi proprietà di privati che nel 2008 la donarono al Museo d’arte sacra, vedi scheda.

Nel corso del tempo, la ex chiesa fu utilizzata come stalla, magazzino e officina meccanica, oltre che come casa popolare. Alla fine degli anni ottanta del Novecento, l’edificio fu acquistato dal Comune di Montevarchi e trasformato in quello che è oggi l’auditorium comunale.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Montevarchi)

Montevarchi, retro della ex chiesa di Sant’Antonio abate

Montevarchi, facciata ex chiesa, ora Auditorium, ingressi con pensilina