BISCEGLIE (BT). Chiesa di San Domenico, dipinto con s. Antonio abate, XVIII secolo

La chiesa fu edificata nel XII secolo e concessa ai frati Domenicani. Attiguo alla chiesa sorgeva il convento, che è l’odierno Palazzo Municipale.

Vi si conserva  sul primo altare della navata sinistra un olio su tela, di 110 x 158 cm, raffigurante sant’Antonio abate, opera di ambito pugliese, attribuita a Paolo de Matteis, della seconda metà del XVIII secolo.
Sant’Antonio tiene con la mano destra un libro e col braccio un lungo bastone cui è appesa una campanella, la mano sinistra è aperta.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600040313

 


 

Il Catalogo dei Beni Culturali indica una Chiesa di Sant’Antonio abate in Largo San Donato, presso la Concattedrale, e forse fa parte del Museo Diocesano, ma non abbiamo alcuna notizia dell’edificio.

 Chi avesse notizie, per favore le comunichi alla mail:  info@afom.it.  Grazie

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1600040302

MANDELLO – VITTA (NO). Oratorio di San Rocco, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

L’oratorio sorge fuori dell’abitato, presso la omonima cascina, sulla strada per Castellazzo Novarese. https://maps.app.goo.gl/TJ6ZAvmqQsdLq47u9

 

Preceduto da un portico, l’interno del piccolo edificio conserva, nella parte inferiore dell’abside, affreschi quattrocenteschi con una teoria di santi e fra essi sant’Antonio abate, la quinta figura da destra.

Sant’Antonio tiene un libro nella mano sinistra e con la destra un alto bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

Immagini da:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/1020-Mandello-Vitta-San-Rocco.htm

CHALLAND-SAINT-VICTOR (AO), frazione Viran. Cappella di San Massimo, affresco con s. Antonio abate, 1441

La cappella sarebbe stata la prima chiesa di Challand; menzionata nelle fonti documentarie già all’inizio del XIII secolo. Nel corso della prima metà del Quattrocento fu interamente ricostruita e nel 1713 un importante intervento di restauro modificò la facciata e in particolare la forma del portale d’ingresso, che in origine doveva seguire la modanatura ad arco del dipinto murale sovrastante.

L’affresco esterno sopra il portale presenta al centro la figura della Vergine con il Bambino con a sinistra san Michele, e un santo forse identificabile con san Bernardo d’Aosta; a destra sant’Antonio abate.
Una lacuna ha purtroppo cancellato l’iscrizione, posta sulla pedana del trono della Vergine, che tramandava il nome del committente.
Sant’Antonio abate, posto a destra, tiene con al mano sinistra un libro rosso ne con la destra un bastone dalla terminazione molto elaborata cui è appesa una campana.

 

 

All’interno della cappella, nel catino absidale, è raffigurato Cristo in mandorla circondato dal tetramorfo, costituito dai simboli dei quattro evangelisti (l’aquila, il bue, l’angelo e il leone). Sulla parete si susseguono invece le figure dei dodici Apostoli con i santi Massimo e Sigismondo.
La decorazione della cappella fu eseguita nel 1441, come testimoniato da un’iscrizione dipinta all’interno, a opera di Giacomino d’Ivrea (attivo tra il 1426 e il 1469).

Immagini da:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/1422-Challand-Saint-Victor-San-Massimo.htm

MANDELLO DEL LARIO (LC). Chiesa di San Giorgio, affresco con s. Antonio abate

Sulla data di costruzione c’è ancora molta incertezza, anche se è probabile che si tratti di edificio altomedioevale: secondo la tradizione, la Chiesa fu fatta costruire nel XIII secolo, per volere di un crociato di ritorno dalla Terra Santa.

Particolarmente pregevole è l’apparato decorativo che copre gran parte delle pareti, l’arco trionfale e il fondo del presbiterio. Il ciclo decorativo si muove entro la matrice culturale dell’Osservanza promossa da San Bernardino e il tema centrale infatti è il ritorno di Cristo durante il Giudizio Universale con la risurrezione degli eletti, i quali, in teorie gerarchiche, entrano in un castello accolti da Maria, Pietro e Paolo; dalla parte opposta Minosse giudica le pene per i dannati che subiscono il contrappasso intorno alla figura di Lucifero. La via per il Paradiso è proposta tramite le opere di carità e misericordia; i vizi capitali, incatenati alla parete opposta, sono distinguibili dai cartigli.

Numerosi sono gli affreschi votivi databili tutti al XV secolo.
Sulla parete sinistra presso l’ingresso una serie di immagini devozionali, tra esse anche un riquadro con san Nicola da Tolentino e sant’Antonio abate che tiene un libro con la mano destra e con la sinistra un bastone cui è appesa una campanella.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giorgio_(Mandello_del_Lario)

Per approfondire: San-Giorgio-a4-text.pdf

PONTE NIZZA (PV), frazione Abbadia S. Alberto. Eremo di S. Alberto di Butrio, affreschi con s. Antonio abate, XV secolo

La potente abbazia benedettina risalente al 1030 sorge su di uno sperone roccioso. È costituita da un massiccio edificio quadrangolare in pietra, su cui svetta la cella campanaria, formato da tre strutture comunicanti: la prima, quadrangolare, è la chiesa di Sant’Antonio, la seconda è la chiesa di Santa Maria affiancata dalla chiesa di Sant’Alberto. Lateralmente si articolano gli ambienti conventuali.

Vari affreschi riportano l’immagine di s. Antonio abate.
Nella Chiesa di Sant’Antonio, risalente al 1300 circa, il primo ambiente è quasi interamente affrescata da dipinti risalenti al 1484. Sulla parete d’entrata una teoria di Santi elegantemente vestiti: si riconoscono da destra Santo Stefano e San Sigismondo; al centro Sant’Antonio abate; poi San Girolamo e San Contardo d’Este. S. Antonio ha la fiamma nella mano destra il cui braccio si appoggia  un bastone a tau cui è appesa una campanella; nella sinistra un libro.

Nella Chiesa di Santa Maria, si trova un ambiente più piccolo e meno affrescato, ma con dipinti più pregevoli rispetto ai precedenti, come la Madonna introno con Bambino affiancata dai Santi Alberto, Apollonia, Lucia e Antonio abate. La Madonna è seduta su un trono ligneo ed indossa un elegante manto bianco decorato a fiori rossi con risvolti interni verdi. Sulla cornice è riportata, con una scrittura gotica, la data del 23 settembre 1484. L’artista è un monaco anonimo dotato di una certa cultura figurativa. Sotto c’è lo stemma del marchese Bertramino della casata dei Malaspina, la cui piccola figura è inginocchiata a si nistra sul basamento del trono.
Vedi immagine in alto. Sant’Antonio ha una tau sul mantello, la campanella nella mano sinistra e nella destra il fuoco e appoggia il braccio su un bastone a tau.

 

Su un pilastro, a destra nella fotografia sotto, un’immagine, di qualità inferiore alle precedenti, di sant’Antonio abate con la mano destra nel gesto di benedizione e la fiamma sulle dita, la mano sinistra appoggiata a un bastone  tau cui è appesa una campanella.

 


Link e immagini:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00207/

https://www.rtearth.com/2019/05/26/eremo-di-santalberto-di-butrio/

https://www.okarte.eu/index.php/185-artisti-ok-arte-homepage/30782-gli-affreschi-dell-eremo-di-s-alberto-di-butrio