PESCARA. Museo delle Genti d’Abruzzo, statua di s.Antonio abate, prima metà XVII secolo

Il Museo nacque nel 1973 e consisteva di due raccolte ospitate per alcuni anni nel piano inferiore del Museo casa natale Gabriele D’Annunzio.
Nel 1982 il patrimonio storico fu donato al comune di Pescara che inaugurò nel 1998 la nuova sede espositiva in Via delle Caserme con il nome “Museo delleGenti d’Abruzzo”.

Conserva in 13 sale molti reperti e testimonianze della vita abruzzese, dalla Preistoria alla Rivoluzione Industriale.

Tra essi anche una statuetta alta 60 cm e larga 35, in pietra, risalente alla prima metà del Seicento.
Raffigura sant’Antonio abate, purtroppo mutila delle braccia. Fu rinvenuta casualmente in area teramana ed è prodotto di devozione popolare.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300090919

ANGULLARA VENETA (PD), frazione Borgoforte. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Ponte, 6
https://maps.app.goo.gl/FPbK3nBPVDePCD9Y6

 

La prima citazione di una chiesa a Borgoforte risale al 1297 ed era filiale della pieve d’Agna ed esonerata dal pagamento delle decime.
Nel 1647 il giuspatronato della chiesa passò alle famiglie Beretta e Frezzato, che lo mantennero fino al XX secolo.
L’attuale parrocchiale fu edificata nel 1695 e restaurata nel 1953.

 

L’interno della chiesa conserva l’altar maggiore, capolavoro barocco in pietra scolpita, marmo policromo e stucco sormontato da un ciborio all’interno di un’edicola realizzata in marmo bianco e rosso scolpito.
È della prima metà del Novecento il Crocifisso processionale in legno intagliato e dipinto, manufatto proveniente da bottega veneta. Il gruppo scultoreo, realizzato da artisti di provenienza veneta tra il 1650 e il 1699, collocato a destra dell’altare maggiore, raffigura la Carità.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Borgoforte)

VERONA. Chiesa di San Fermo, pala con s. Antonio abate di B. del Moro, 1535

Sopra l’altare di San Nicola si legge la scritta: “ARS NAUTERIORUM AERE SUO FIERI IUSIT ANNO SAL. MDXXXV” che ricorda l’anno di costruzione dello stesso e i committenti.
La pala mostra san Nicola, assiso su una nuvola in gloria, mentre benedice i fedeli attorniato da angeli.
Al livello inferiore sono sant’Agostino, a sinistra, in abito vescovile e a destra sant’Antonio abate che guarda verso l’alto, indossa un mantello blu; tiene la mano destra sul petto e la sinistra appoggiata un bastone cui è appesa una campanella.

Questa monumentale pala si rivela opera fondamentale del pittore veronese Battista Dall’Angolo o Dell’Agnolo, soprannominato il Moro (1512 – 1573), che qui esprime un monumentalismo già consapevolmente manierista e mantovano.

 

 

La chiesa fu edificata sulla riva dell’Adige, nello stesso luogo dove nell’anno 304 i santi Fermo e Rustico subirono il martirio. Su quell’area nei secoli V-VI il popolo dei fedeli cristiani costruì una chiesa a loro dedicata, dove nel 755 il Vescovo di Verona Annone ripose le Reliquie dei martiri. Dal 1065 al 1143 i monaci benedettini costruirono due chiese in stile romanico: in quella inferiore vennero conservate le Reliquie dove le aveva poste il vescovo Annone, mentre quella superiore serviva per le celebrazioni con il popolo. Nel 1261 i Francescani sostituirono i benedettini e ricostruirono la chiesa superiore nelle forme attuali, concludendola verso il 1350.
Da allora vennero aggiunti altari, cappelle e monumenti funebri. Nel 1759 le Reliquie dei Martiri furono riposte nell’altare della chiesa superiore per poterle preservare dalle frequenti alluvioni. Nel 1807 i Francescani furono costretti a lasciare il Convento mentre la chiesa fu affidata al clero diocesano diventando parrocchiale.

 

Immagine da Wikimedia
Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Fermo_Maggiore

BEVILACQUA (VR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Pontepitocco / Via Roma
https://maps.app.goo.gl/6MowTQpymeD565vi8

La chiesa fu edificata nel XIV sec. per volere del Conte Bevilacqua, amico e alleato dei Signori Scaligeri. Nel 1526, anno della prima visita pastorale del vescovo di Verona Gian Matteo Giberti (1524-1543), la chiesa è definita “parrocchiale”.
Nel 1948 l’edificio di epoca romanica fu demolito (eccetto il campanile e un locale adiacente, che furono mantenuti) e ricostruito nelle forme attuali. Risale al 2014 l’intervento di restauro della facciata e del manto di copertura.

Campanile con basamento a pianta quadrangolare; fusto interamente edificato in mattoni di cotto a vista; cella campanaria a monofore, coronata in sommità da quattro pinnacoli e copertura a cuspide in laterizio.

L’edificio si presenta con facciata a salienti rivolta a meridione.

Impianto planimetrico di tipo basilicale a tre navate separate da due file di archeggiature a tutto sesto sostenute da colonne in marmo rosso Verona; la navata maggiore si prolunga con il presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini e concluso con abside a sviluppo poligonale a sette lati; le navate laterali terminano con la cappella del Santissimo, a sinistra, e la cappella della Madonna, a destra.
Le pareti interne, intonacate e tinteggiate, sono ornate con affreschi del XIV-XV secolo staccati dall’antica chiesa parrocchiale; al centro della parete absidale è posta la pala cinquecentesca raffigurante la “Madonna con Gesù Bambino, S. Stefano, S. Antonio (?) ed un Santo vescovo”, opera del pittore Giovanni Battista d’Agnolo del Moro (1512 – 1573).

La navata centrale è coperta da un soffitto piano ligneo a cassettoni; le navate minori sono chiuse da una controsoffittatura piana sostenuta da travature lignee; il catino absidale è decorato con un dipinto a tutto campo raffigurante “Gesù Cristo Buon Pastore”. Copertura a due falde in corrispondenza della navata centrale, ad unico spiovente a chiusura delle navate laterali, con struttura lignea portante e manto in coppi di laterizio. La pavimentazione dell’aula, realizzata in quadrotte di marmo rosso Verona e nembro bianco-rosato, è percorsa da una fascia centrale in marmo rosso Verona; il presbiterio è pavimentato in lastre di marmo Trani striato.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17215/Bevilacqua+%28VR%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

ATESSA (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate e Sant’Antonio di Padova

Discesa Rio Falco
https://maps.app.goo.gl/9HKHuxuQojPKMTap8

L’edificio ha doppia dedica e duplice culto, a Sant’Antonio abate e a Sant’Antonio di Padova.

Fu costruito fuori le mura ed era nel passato affiancato da uno “spedale” o ricovero per viandanti e pellegrini, retto dall’Ordine degli Antoniani, menzionato in un atto notarile del 17 febbraio del 1593.
Nel corso del XIX secolo fu ristrutturata negli interni prima dallo stuccatore Giovanni Fagnani da Pescopennataro nel 1902, poi dal pittore Alfredo Giuliani nel 1926.
La facciata dell’edificio presenta una forma rettangolare in laterizi colorati in ocra e rosso, e vi è incorporato un campanile sul lato sinistro realizzato in mattoni su basamento in pietra. Un’effigie in pietra con ornamenti reca l’iscrizione “A DIVOZIONE DEI FEDELI”.

L’edificio, a una sola navata, nella cappella laterale, aperta sulla destra, con soffitto a cassettoni,  conserva all’interno statue di: Sant’Anna con Maria Bambina, la Madonna Addolorata, e Sant’Antonio di Padova, quest’ultima opera dell’artista Filippo Tenaglia di Orsogna, risalente al 1746; un dipinto di fattura popolare del XVIII secolo con la Madonna e le Anime del Purgatorio.

L’altare nell’aula principale è sormontato da una cupola su pennacchi, al cui interno vi sono affreschi dei quattro Evangelisti, opera di Ettore Bravo di Atessa, realizzati intorno alla metà del Novecento. Nello stesso ambiente, all’interno del muro destro, è incastonato un confessionale in finto marmo.

 

 

 

L’altare maggiore possiede tre nicchie con  statue opera di Luigi Guacci (1871 – 1934) di Lecce, famoso per le opere in cartapesta: al centro Sant’Antonio abate, a sinistra San Giuda apostolo, a destra San Francesco di Paola. La statua di s. Antonio abate è in cartapesta dipinta, datata 1900-10, e rappresenta il Santo in piedi, con la mano destra alzata in atto di monito e la sinistra in atto di sostenere un libro e il bastone a tau cui è appesa una campanella. Sul piedistallo sono un maiale e una pecora (!).

Altre opere presenti nella chiesa sono un confessionale ligneo scolpito e dorato, con sopra Maria Maddalena che medita sulla Croce; nelle nicchie laterali la navata vi sono le statue di San Mauro abate, realizzata da Pasquale Giuliani di Atessa nel 1895, firmata e datata, Sant’Antonio di Padova che fa l’elemosina al povero, una nicchia con la statua di San Nicola di Bari, una con la statua di scuola locale di San Donato datata 1897; infine un gruppo di tre nicchie con statuette di modesta fattura di San Giuseppe col Bambino, Padre Pio e Maria Immacolata.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Atessa)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300065982

 


Il Catalogo dei Beni Culturali segnala ad Atessa, ma senza indicare la precisa collocazione, un’altra statua raffigurante sant’Antonio abate, in terracotta dipinta, alta 100 cm, risalente al XVII secolo.
Il Santo è rappresentato in piedi, vestito con l’abito dell’Ordine, con la mano sinistra regge un libro sul quale arde una fiamma. La mano destra regge la parte superiore del bastone spezzato e la campanella. Sul piedistallo, a destra, è un animale poco riconoscibile nella fotografia, ma che dovrebbe essere il consueto maiale.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300065947