MOSCIANO SANT’ANGELO (Te), fraz. Montone. Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza De Bartolomeis, Montone, frazione di Mosciano Sant’Angelo.
https://goo.gl/maps/2HykpUjDBNFEZNp78

 

Del comune di Mosciano fa parte la frazione di Montone, borgo medioevale suggestivo, dove dal 1994 annualmente si tiene il festival culturale “Montone tra il sole e la luna”.
Nella dizione locale è muscianë; il toponimo, attestato fin dall’anno 897, è un derivato dall’antroponimo latino Mus(s)ius, con il suffisso prediale -ānus.

La Chiesa di  Sant’Antonio abate di Montone, XV secolo, ha tratto la sua importanza soprattutto per la presenza in essa del famoso sarcofago di Bucciarello da Montone.
Come unica chiesa del paese all’inizio della “curtis”, probabilmente era annessa ad un monastero retto da monaci benedettini o antoniani e, poi, celestini. Nel 1656, per disposizione papale fu necessario sopprimere le piccole “Grance”: i monaci si raccolsero in quelle principali, la “Grancia” di Montone cessò di essere una dipendenza di S. Onofrio di Campli e fu aggregata a quella di S. Maria dello Splendore di Giulianova che divenne Priorato. Quando i Celestini di Giulianova cominciarono a trascurare i loro doveri i due edifici finirono nelle mani di privati. Agli inizi del 1800 Biagio de Bartolomeis già proprietario dell’attigua abitazione ottenne dal Priore dei Celestini l’uso della Chiesa e decise di restaurarla in stile barocco, trasformandola in una specie di cappella gentilizia.
Il sarcofago di Bucciarello è un’opera di artistica fattura del 1390 costruita in pietra scolpita in stile gotico. Un tempo era situata presso la chiesa di S. Jacopo fuori le Mura, ma quando la chiesa fu adibita a cimitero, il capolavoro venne trasferito nella chiesa di S. Antonio, dov’è tuttora conservato.

Link:
https://www.comune.mosciano.te.it/index.php?id=233&itemid=1

Bibliografia:
 – Gaetano Zenobi, Mosciano ieri e oggi, CETI, Teramo 1965;
– Duilio Shu, Il toponimo Mosciano Sant’Angelo, in Mosciano Sant’Angelo, Immagini e ricordi di Tonino Di Matteo, Ed. Eco, S.Gabriele 1991, pp. 11–22;
– Duilio Shu, Storia e significato dei nomi locali del comune di Mosciano Sant’Angelo, con presentazione di Carla Marcato, Comune e Banca di Credito cooperativo Val Tordino di Mosciano Sant’Angelo, Tip. 2000, Mosciano Sant’Angelo 1995;
– Tonino Di Matteo, Mosciano Sant’Angelo Patrimonio artistico, Tip. 2000, Mosciano Sant’Angelo 2009.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 31/10/2011

AZEGLIO (To). Santuario di Sant’Antonio abate di Monte Perosio

Situata sulla sponda del lago di Viverone e già sede di un hospitale per pellegrini.
Via Boscarina.  https://goo.gl/maps/DPDdYjG11GaKAhrg8

Già citata in documenti del 1231 questa chiesa, con un tempo l’annesso ospizio, è ritenuta dal Can. Vignono “la traccia sicura ed incontestabile” del passaggio della via Romea per questo luogo.
Il nome arriva dall’ordine degli Antoniani. L’ospitale di S. A. dipendeva giuridicamente da Alice (nel 1319 passò sotto Vercelli che gestiva anche Alice) ma sanitariamente dall’ospedale dei 21 di Ivrea.
Gli ospizi di questo tipo rimasero attivi per 500 anni, cioè fino all’anno della pace di Cateau-Cambrésis. In quell’anno fu demolito l’ospedale dei 21 di Ivrea.

Passò poi alla parrocchia di Azeglio diventando luogo di eremitaggio e nel 1679 sede della “Venerabile Compagnia di S. Antonio abate” composta da 100 confratelli.

Fu merito di don A. Nicolotti se nel 1953 si iniziò l’opera di restauro consentendo di conservare gli antichissimi affreschi della parete absidale e la bella facciata con portico sorretto da quattro colonne con portale ligneo (purtroppo asportato nel 1971) presumibilmente opera di tal frate Girolamo. In facciata, una nicchia  conserva una statua di sant’Antonio abate con bastone nella mano sinistra e libro nella destra.

L’attuale altare è recente (1956) come pure i due ampi locali annessi alla chiesa ora monumento nazionale.

 

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 26/08/2011

BENNA (Bi). Chiesa di San Pietro, affresco raffigurante sant’Antonio abate

La Chiesa Parrocchiale di San Pietro a Benna in stile rinascimentale custodisce interessanti testimonianze della pittura ad affresco del primo Cinquecento nel biellese.

La chiesa, costruita all’inizio del XVI secolo, presenta un’architettura fatta di linee semplici ed eleganti. Assieme alla contemporanea Basilica di San Sebastiano a Biella, è uno dei pochi edifici sacri in stile rinascimentale presente nel biellese (entrambe ebbero come committente Sebastiano Ferrero, generale delle finanze della Corte dei Savoia).
L’interno della chiesa è a tre navate con volte a crociera; la navata centrale termina con un ampio presbiterio a pianta rettangolare, mentre le navate laterali culminano in due cappelle poligonali con volta a botte.

 

Affreschi
Nella cappella al termine della navata destra – la cui volta è ornata dal gioco prospettico di una finta cassonatura – troviamo, sulla parete di fondo, una Madonna della Misericordia sormontata da una lunetta con il Cristo in Pietà; sulle pareti laterali sono raffigurate figure di Santi: si tratta di dipinti attribuiti al pittore vercellese Gaspare da Ponderano (post 1450 – ca. 1530).
Nella cappella che chiude la navata sinistra, sotto un fregio in cotto, troviamo una (piuttosto rara) raffigurazione della Trinità in forma di triplice figura del Cristo benedicente (“Trinità triandrica e cristomorfa”). Affiancate ad essa sono figure di santi – sant’Antonio Abate e san Pietro – e sante – santa Lucia e santa Apollonia).  Si tratta di affreschi di scuola di Defendente Ferrari databili all’altezza del 1535.
Sempre nella navata sinistra altri affreschi (una Annunciazione della Vergine con San Nicola da Tolentino e un San Fabiano papa tra San Rocco e San Sebastiano) testimoniano, anch’essi, l’attardarsi del gusto gotico in Piemonte.

Immagini  in parte da  http://www.milanofotografo.it/

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 13/08/2011

VALVASONE ARZENE (Pn). Chiesa e Ospedale dei Santi Pietro, Paolo ed Antonio abate.

Via San Pietro, 6
https://maps.app.goo.gl/cmfzbuvw2iJf9zAr8

La tradizione vuole che la Chiesa sorga sulle fondazioni di un tempietto romano dedicato a Giove o sulla parte terminale di un cunicolo che porterebbe al castello; la prima notizia certa risale comunque al 1355, quando si documenta l’esistenza di un hospitale governato quasi di certo dalla confraternita dei Battuti.
La sua finalità era dare ospitalità ai viandanti ed offrire ricovero e cura ai poveri.
L’ospedale probabilmente era costituito da due vani contigui, quello che si affacciava sulla strada fungeva da ricovero, mentre quello posteriore serviva per le riunioni ed i momenti di preghiera della confraternita stessa.

Nel corso del Quattrocento la confraternita attraversò un periodo così negativo che quasi sospese la sua attività assistenziale; per questo nel 1461 ad opera di un gruppo di cittadini venne ricostituita sotto l’intitolazione dei Santi Pietro, Paolo ed Antonio Abate.
In tale occasione i vecchi locali furono ristrutturati: la cappella e l’ospedale furono uniti a formare un unico vano illuminato da lunghe finestre monofore centinate, mentre un nuovo ambiente posto a fianco della chiesa venne utilizzato per l’accoglienza dei poveri.
La nuova chiesa, consacrata nel 1497, fu ornata con tre altari, uno dei quali costituito da un polittico ligneo con le statue dei santi titolari (oggi il san Pietro è perduto).

All’inizio del Cinquecento fu chiamato Pietro da Vicenza (1467-1527), che nel 1510 circa eseguì degli affreschi sulla parte di sinistra della navata e sul lato destro del presbiterio, coprendo in parte degli affreschi trecenteschi ancora visibili nella Crocifissione. All’interno sulla parete sinistra si conserva la sua opera maggiore che raffigura la Santissima Trinità all’interno di un’illusionistica edicola con volte a cassettoni (alla sua base si può leggere la firma del pittore, che si sigla PVP), affiancata, a sinistra dai santi Bartolomeo e Biagio, Giovanni Battista e Lucia, mentre a destra da Apollonia e Caterina, Antonio abate e Gottardo, ognuno contraddistinto dai tradizionali attributi iconografici. Vedi fotografia in alto.
Lungo le navate vi sono altri due altari, realizzati durante la riforma strutturale settecentesca: in quello a sinistra, che interrompe l’affresco, sono collocate due statue lignee policrome, della fine del Quattrocento – l’epoca della consacrazione –, che rappresentano San Paolo e Sant’Antonio abate, parti superstiti di più ampio polittico.

Tra il 1739 ed il 1760 la cappella fu nuovamente sottoposta ad un rimaneggiamento, che comportò l’innalzamento dei muri perimetrali della navata e del presbiterio, l’apertura di nuove finestre, la costruzione di un nuovo altar maggiore, l’apertura di due cappelline laterali per altrettanti altari, la sistemazione della cantoria a ridosso della controfacciata, l’ampliamento della sacrestia, la costruzione della torre campanaria incorporata tra il fianco destro della chiesa e l’edificio adiacente.
Nel 1806 Napoleone soppresse la confraternita, ma l’ospedale continuò nella sua opera assistenziale sotto una Congregazione di Carità comunale, fino all’inizio del XX secolo.
Oggi rimane solo la chiesa, restaurata nel 1991, mentre i locali adibiti a scopi ospedalieri sono divenuti un’abitazione privata. La facciata piuttosto semplice è ritmata dall’apertura della porta d’ingresso, inquadrata in pietra, e delle due alte finestre ad arco con occhio cieco al centro.

La pala dell’altare maggiore A Pietro da Vicenza inoltre era stata richiesta una pala per l’altare maggiore, di cui però si sono perse le tracce; al suo posto vi è un dipinto ottocentesco che raffigura, nel registro superiore la Madonna con il Bambino tra i santi Giuseppe, Agnese, Valentino e Antonio di Padova e in quello inferiore i Santi Pietro, Paolo, Antonio abate e Andrea. Il dipinto è inserito in un altare con una cornice lignea intagliata e dorata nel 1642 (come riporta un iscrizione alla base della cornice), opera di un intagliatore friulano.

 

Bibliografia:
 – AA.VV. Il Sanvitese, percorsi artistici, storici, naturalistici, Consorzio fra le Pro Loco del Sanvitese, 2005

Vedi anche:
https://guidartefvg.it/elenco/chiesa-dei-santi-pietro-e-paolo-valvasone/
– Comune di Valvasone Arzene – https://www.comune.valvasonearzene.pn.it/it/vivere-il-comune-46614/luoghi-46615/chiesa-ed-ospedale-dei-santi-pietro-paolo-e-antonio-abate-comune-di-valvasone-66832

– Art bonus – Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici – Valvasone Arzene
CHIESA DEI SS. PIETRO E PAOLO E ANTONIO ABATE – AFFRESCO CON LA CROCIFISSIONE
https://artbonus.gov.it/3033-chiesa-dei-ss.-pietro-e-paolo-e-antonio-abate-affresco-con-la-crocifissione.html
Nota: sono in corso due interventi di restauro: una per la facciata ed una per l’affresco della Crocifissione, supportati da due raccolte fondi tramite l’Art bonus.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 23 feb 2020 – aggiornam. dicembre 2021. agg. 16 ago 2024

 

 

 

ZOPPOLA (Pn), fraz. Orcenigo Inferiore. Chiesa di Sant’Ulderico e Sant’Antonio abate

La chiesa sorge in Via Sant’Ulderico, 11. https://maps.app.goo.gl/cmfzbuvw2iJf9zAr8

L’edificio è fatto risalire al 1479, anno in cui in un documento si attesta l’erezione della curazia e quindi si presuppone l’esistenza di una propria chiesa.
La parrocchiale, già dedicata a Sant’Antonio abate e poi a Sant’Ulderico, ha subito nel XIX secolo diversi rimaneggiamenti che le diedero l’aspetto attuale.
La facciata, scandita da quattro lesene che sostengono il timpano, presenta una bella porta d’ingresso inquadrata in pietra con due testine scolpite, databile al XVI sec.
Nella lunetta soprastante, c’è un affresco recente.
A destra della facciata, in posizione isolata, sorge il campanile in pietra con quattro bifore, timpano ottagonale e coronamento superiore.

All’interno l’aula rettangolare con soffitto piatto a cassettoni presenta due altari laterali, dedicati alla Madonna ed a Sant’Antonio, realizzati da Giacomo Costiero (1765).

Si conserva anche un dipinto settecentesco con la Visitazione attribuito a Nicolò Bambini.

Bibliografia:
AA.VV. Il Sanvitese, percorsi artistici, storici, naturalistici, Consorzio fra le Pro Loco del Sanvitese, 2005

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 20/04/2011 – 02/04/2023