SAUZE D’OULX, fraz. Jouvenceaux (To). Cappella di S. Antonio Abate – esterno.

Si arriva a Jouvenceaux (altitudine m 1382) percorrendo l’autostrada che da Torino conduce al traforo del Fréjus e uscendo al casello di Oulx, oppure seguendo la statale 24 del Monginevro; da Oulx in pochi chilometri si arriva a Jouvenceaux. La cappella è situata al centro del paese vecchio in una piazzetta, nella quale si trova anche una fontana in pietra, originariamente collocata in un altro luogo.
https://goo.gl/maps/qgEVXdTGTGNawRxy6

 

La cappella ha una facciata a capanna, con una porta laterale e una finestra centrale, ed è coperta con lose; sulla parte posteriore sinistra del tetto è impostato un piccolo campanile a vela.
Sulla facciata è affrescato il Giudizio Universale: al centro in alto è rappresentato Cristo, circondato da angeli; nel registro inferiore la Vergine e S. Giovanni Battista sono affiancati, ai due lati della finestra, dagli Apostoli, che hanno a loro volta ai lati i Patriarchi a sinistra e i Profeti a destra. Nel terzo registro sono rappresentati a sinistra i Santi Confessori, al centro i Martiri e a destra le Vergini; inoltre due coppie di angeli chiamano i morti resuscitati, che sono avviati al Paradiso, affrescato a sinistra, sotto forma di una torre, o all’inferno, la cui immagine è andata perduta.

Sul fianco sinistro, nel registro superiore sono raffigurati S. Michele Arcangelo, l’Annunciazione, S. Antonio abate e sulla destra, in grandi dimensioni, S. Cristoforo; nel registro inferiore sono rappresentate, in due riquadri, le scene della Confessione e della “Messa ascoltata con buona e cattiva disposizione”.
S. Antonio, che è collocato in un paesaggio montano, regge nella mano sinistra il bastone e la campanella e ha ai piedi il fuoco e il maialino; il Santo è circondato da alcuni malati di herpes, che, reggendosi su stampelle, mostrano le loro piaghe agli arti.

 

Note storiche:
Gli affreschi sono attribuiti alla bottega del pinerolese Bartolomeo Serra e del figlio Sebastiano, attivi nella seconda metà del Quattrocento in Valle di Susa, oltre che nel Pinerolese e nel Canavese.

In particolare a Bartolomeo in prima persona sono assegnati il Giudizio Universale, le Storie di S. Antonio e la Crocifissione, mentre avrebbe realizzato insieme a collaboratori gli affreschi del lato esterno.

La Deposizione e la Madonna con il Bambino e S. Biagio sono di mano di un altro pittore, sempre appartenente alla bottega dei Serra.

 

Per gli affreschi e le opere all’interno, vedi scheda “interno”:
https://www.santantonioabate.afom.it/sauze-doulx-fraz-jouvenceaux-to-cappella-di-s-antonio-abate-interno/

Fase cronologica:
La cappella è stata costruita nella seconda metà del Quattrocento.
Gli affreschi, interni ed esterni, risalgono al decennio 1480-1490.

 

Bibliografia:
 – A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, pag. 133 nota 121, Torino 1965
– E. ROSSETTI BREZZI, La pittura in Valle di Susa tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in G. ROMANO (a cura di), Valle di Susa. Arte e storia dall’XI al XVIII secolo, Catalogo della mostra (Torino 12 marzo – 8 maggio 1977), pag. 186, Torino 1977
– M. TUA – G. DE BERNARDI, Affreschi del XV e XVI secolo in Chiese e Cappelle dell’Alta Valsusa, in E. REGIS – M. TUA – G. DE BERNARDI, Santi e dannati negli affreschi del XV e XVI secolo in Alta Valsusa, pagg. 37-43, supplemento al n. 26 di Segusium 1989, Susa 1989
– C. BERTOLOTTO, Le stagioni della pittura murale, in AA. VV., Il patrimonio artistico della Valle di Susa, pagg. 177-178, Torino 2005
– ASSOCIAZIONE AMICI DI JOUVENCEAUX (a cura di), Cappella di S. Antonio Abate in Jouvenceaux –Sauze d’Oulx, Rovereto 2005. [Questa opera descrive la cappella nel complesso delle sue vicende storiche e artistiche, e documenta gli interventi e i restauri eseguiti, con la relativa bibliografia]
– S. DAMIANO – F. NOVELLI – A. ZONATO (a cura di), Itinerari di Arte Religiosa Alpina – Valle di Susa, pagg. 100-101, Centro Culturale Diocesano, Susa 2007.

Link:  http://www.centroculturalediocesano.it
http://archeocarta.org/sauze-doulx-jovenceaux-to-cappella-santantonio-abate/
Email: museo@centroculturalediocesano.it

Note:
Nel 1996, per iniziativa dell’Associazione Amici di Jouvenceaux, si è iniziato il risanamento delle strutture della cappella; gli affreschi sono stati scoperti nel corso di interventi successivi, dopo l’asportazione dell’intonaco che copriva le pareti interne. Scavi archeologici eseguiti nel 2000 hanno permesso di portare alla luce, sotto la pavimentazione, i resti di un’abitazione altomedievale.

 

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2008

 

SAUZE D’OULX, fraz. Jouvenceaux (To). Cappella di S. Antonio Abate – interno.

Per info sulla storia della cappella e gli affreschi esterni vedi scheda “esterno”:
https://www.santantonioabate.afom.it/sauze-doulx-fraz-jouvenceaux-to-cappella-di-s-antonio-abate-esterno/

 

L’interno della cappella quattrocentesca è composto da un’unica navata coperta da un cassettonato ligneo, e da un presbiterio, edificato successivamente, con volta a crociera; sul lato destro del presbiterio una porta conduce alla sacrestia; sulla controfacciata è collocata una cantoria lignea.

La pala d’altare rappresenta la Madonna con il Bambino e S. Antonio abate; il Santo, inginocchiato davanti alla Vergine, si appoggia a un bastone a cui è appesa la campanella e ha ai piedi il fuoco e il maiale. Vedi le prime due immagini in basso). La pala è stata eseguita alla fine del Seicento o agli inizi del Settecento, opera di un pittore vicino all’ambiente artistico della corte sabauda.

A destra dell’altare è collocata una statua, di fattura molto recente, che raffigura S. Antonio abate, con il bastone nella mano destra, un libro nella sinistra e ai piedi il maiale. (immagine 3 in basso)
A sinistra dell’altare si trova una statua lignea di S. Sebastiano che risale all’inizio del Seicento.

In una tela sulla parete destra del presbiterio è rappresentato S. Antonio abate in preghiera; il Santo, riconoscibile per la lettera tau dipinta sul mantello e per il fuoco ai suoi piedi, è inginocchiato in preghiera davanti ad un libro. Il dipinto  risale al primo quarto del Settecento. ( vedi immagine  4 in basso).
Nella cantoria, una tela, che risale al Settecento, raffigura la Madonna con Bambino, Santi e le anime del Purgatorio.

 

Sulle pareti della navata i recenti restauri hanno portato alla luce un ciclo di affreschi con le storie di S. Antonio abate, analogo a quelli di Ranverso, di Savoulx e di Salbertrand. (immagini  5 – 6 – 7  – 8  – 9 in basso)
Gli episodi, su due registri, hanno inizio dalla parete sinistra della navata, continuavano sulla parete di fondo, poi demolita per far posto al presbiterio, e terminavano sulla parete destra.
Le scene più leggibili si trovano sulla parete sinistra: nel primo riquadro del registro superiore: ascoltando l’omelia della messa, Antonio decide di abbracciare la vita monastica; nel secondo episodio affida la sorella a un convento di monache; nel riquadro successivo distribuisce i suoi beni ai poveri.
La prima scena del registro inferiore rappresenta S. Antonio assalito dai diavoli; il riquadro seguente mostra il sogno di S. Antonio, che apprende da un angelo l’esistenza di Paolo, un eremita più anziano di lui, e quindi decide di andare a trovarlo, come è narrato nell’episodio successivo, in cui S. Antonio è guidato da un centauro.
I riquadri del registro superiore della parete destra, molto lacunosi, rappresentano le tentazioni a cui S. Antonio è sottoposto da parte del demonio.
Nel registro inferiore della medesima parete destra, dopo alcuni riquadri molto frammentari, l’ultima scena rappresenta le esequie del Santo.

Nell’ultimo registro in basso della stessa parete, accanto al frammento di una Deposizione, è raffigurata una Madonna con il Bambino e S. Biagio; in alto vi è la scritta “hoc opus fecit fieri Johannes Martin [?] ad honorem V[…]”.
Nello spazio triangolare dell’arco santo è affrescata una Crocifissione.

 

Note storiche:
Gli affreschi sono attribuiti alla bottega del pinerolese Bartolomeo Serra e del figlio Sebastiano, attivi nella seconda metà del Quattrocento in Valle di Susa, oltre che nel Pinerolese e nel Canavese.
In particolare a Bartolomeo in prima persona sono assegnati il Giudizio Universale, le Storie di S. Antonio e la Crocifissione, mentre avrebbe realizzato insieme a collaboratori gli affreschi del lato esterno.
La Deposizione e la Madonna con il Bambino e S. Biagio sono di mano di un altro pittore, sempre appartenente alla bottega dei Serra.
Gli affreschi, interni ed esterni, risalgono al decennio 1480-1490.

 

Bibliografia:
 – A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, pag. 133 nota 121, Torino 1965
– E. ROSSETTI BREZZI, La pittura in Valle di Susa tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in G. ROMANO (a cura di), Valle di Susa. Arte e storia dall’XI al XVIII secolo, Catalogo della mostra (Torino 12 marzo – 8 maggio 1977), pag. 186, Torino 1977
– M. TUA – G. DE BERNARDI, Affreschi del XV e XVI secolo in Chiese e Cappelle dell’Alta Valsusa, in E. REGIS – M. TUA – G. DE BERNARDI, Santi e dannati negli affreschi del XV e XVI secolo in Alta Valsusa, pagg. 37-43, supplemento al n. 26 di Segusium 1989, Susa 1989
– C. BERTOLOTTO, Le stagioni della pittura murale, in AA. VV., Il patrimonio artistico della Valle di Susa, pagg. 177-178, Torino 2005
– ASSOCIAZIONE AMICI DI JOUVENCEAUX (a cura di), Cappella di S. Antonio Abate in Jouvenceaux –Sauze d’Oulx, Rovereto 2005. [Questa opera descrive la cappella nel complesso delle sue vicende storiche e artistiche, e documenta gli interventi e i restauri eseguiti, con la relativa bibliografia]
– S. DAMIANO – F. NOVELLI – A. ZONATO (a cura di), Itinerari di Arte Religiosa Alpina – Valle di Susa, pagg. 100-101, Centro Culturale Diocesano, Susa 2007.

Link: http://www.centroculturalediocesano.it
http://archeocarta.org/sauze-doulx-jovenceaux-to-cappella-santantonio-abate/
Email: museo@centroculturalediocesano.it

Note:
Nel 1996, per iniziativa dell’Associazione Amici di Jouvenceaux, si è iniziato il risanamento delle strutture della cappella; gli affreschi sono stati scoperti nel corso di interventi successivi, dopo l’asportazione dell’intonaco che copriva le pareti interne. Scavi archeologici eseguiti nel 2000 hanno permesso di portare alla luce, sotto la pavimentazione, i resti di un’abitazione altomedievale.

Fruibilità:
Per le visite ci si può rivolgere al Centro Culturale Diocesano, via Mazzini 1 – 10059 Susa (To) – tel. e fax 0122 622640.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2008

FANO (Pu). Cattedrale, Cappella Nolfi, affresco di Sant’Antonio abate

 

Immagine di Sant’Antonio abate all’interno della cappella Nolfi, la terza entrando nella Cattedrale, sulla destra.
L’immagine si trova alla sinistra della pala dell’altare.


La cappella
è ricca di dipinti e affreschi, ed è decorata e rivestita di preziosi marmi.
Nell’ottobre 1604, accogliendo la loro richiesta, la cosiddetta “Cappella grande” venne concessa in patronato a Guido e Cesare Nolfi, patrizi fanesi, che si impegnarono a trasformarla.
Con l’obbligo d’erigere l’altare entro il 1606, essi la commissionarono a Matteo Castelli che vi pose in alto le statue della Fede e della Speranza, la tela “il Paradiso e l’Assunta” che fu dipinta dall’anconetano Andrea Lilli.
Morto nel 1612 Cesare (che era un ecclesiastico), fu Guido a portare a termine i lavori della cappella, che però, non vide mai, perché non si mosse da Roma dove, insigne giurista, rivestì incarichi nella curia capitolina, servendo sette pontefici.

Fase cronologica:

– 1604 inizio della costruzione della cappella
– 1606 viene terminato l’altare
– 1612 Cesare Nolfi fa scolpire da Francesco Caporale i busti del fratello
– 1614 viene realizzata la decorazione dall’architetto Girolamo Rainaldi
– 1617 /1618 inizia e termina la realizzazione degli affreschi realizzati da Domenico Zampieri
– 1627 muore Guido Nolfi
– nel corso degli anni la cappella subì molteplici restauri per i danni fatti dall’umidità
– 1641 crollo della volta a causa delle vibrazioni date dal terremoto
– 1672 un altro terremoto fece crollare la torre campanaria che si coricò su gran parte della chiesa danneggiandola in modo gravissimo.

 

Fruibilità:
La Chiesa è normalmente aperta.

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 15/09/2008

FANO (Pu). Chiesa di Sant’Antonio abate

Posta come fondale ad un “trebbio” (trivio), dove convergono sulla piazza Costanzi le vie Bovio e Cavour.
https://maps.app.goo.gl/7NrzPVPJGqdPzax49
 

Eretta nel 1400 vi fu sepolto l’architetto Matteo Nuti; crollata, venne interamente ricostruita nel 1749 su disegno dell’architetto Gianfrancesco Buonamici.
Al suo interno, sugli altari laterali, sono conservate le pregevoli tele di Sebastiano Ceccarini (la Sacra Famiglia e Vergine con i santi Liberata, Gaetano da Tiene e Antonio di Padova).

 

Sull’altare maggiore un olio su tela di 360 x 226 cm, realizzata dal pittore fanese Carlo Magini (1720-1806) nel 1750 che raffigura Sant’Antonio abate orante. Il vecchio eremita è inginocchiato davanti a delle rocce su cui poggiano una croce, un libro aperto e un teschio; alle sue spalle due putti alati (mutuati dal Sant’Andrea Corsini di Guido Reni) sorreggono le insegne abbaziali (mitra e pastorale); sullo sfondo si staglia una veduta collinare con una città fortificata

Gli ovali con le immagini dei Santi che ornano le paraste sono opera del pittore veneto Francesco Pittoni.

La facciata venne completamente rinnovata nel 1922, come testimonia una targa lapidea.

All’esterno è  visibile una formella in terra cotta che riporta l’intitolazione.

 

 

 

Note:
Attualmente di culto ortodosso
: il vescovo della Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola Armando Trasarti ha concesso nel 2011 ai cristiani ortodossi l’uso della chiesa che si è costituita in parrocchia intitolata ai SS. Antonio, Teodoro e Tatiana.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100245562

Fruibilità:
Normalmente non visitabile.

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 15/09/2008

SANZENO (Tn), fraz. Banco. Chiesa di Sant’Antonio abate

Banco si trova a poca distanza da Sanzeno, lungo la strada che porta al lago di Santa Giustina.
La Chiesa è in Via Sant’Antonio abate. https://goo.gl/maps/UHALvx3Dk5fd9crf8

Nel cuore del piccolo borgo rurale, si trova la parrocchiale di S. Antonio abate, in stile gotico e con un portale di gusto rinascimentale.
All’interno due belle cariatidi, con resti di affreschi del secolo XV.
Altri affreschi, più recenti, sono del 1938, ad opera di Carlo Bonacina, compreso una raffigurazione di sant’Antonio abate nella parte destra dell’abside (vedi fig. 1 in basso).

La costruzione dell’edificio originario si realizzò probabilmente nel XIV secolo e il ciclo di affreschi che conserva all’interno risale a quel periodo. La chiesa venne citata per la prima volta nel 1376.  All’inizio del XVIII secolo la struttura fu resa più solida con l’aggiunta di nuove pareti a barbacane. Un importante lavoro di restauro venne poi realizzato nel 1895 per ovviare alle infiltrazioni di umidità.
Nel 1922 fu realizzato un intervento fortemente criticato perché, con l’ampliamento della sala e l’allungamento della navata, la facciata originale venne demolita e con essa andarono perduti le parti affrescate che l’adornavano.

 

 

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 05/08/2008 – aggiornam.  15 dicembre 2021